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STILI DI VITA

Voces per el Clima

Programma culturale al Climate Change Conference – COP20 a Lima (Perù) Dicembre 2014

In occasione della Climate Change Conference – COP20 a Lima (alla quale possono partecipare solamente i rappresentanti dei governi, della stampa e delle organizzazioni non governative) è possibile visitare “Voces por el Clima” che offre informazioni e spazi per il confronto sulle problematiche legate alle variazioni climatiche.
Se alla conferenza vengono contrattati gli obblighi che gli stati dovrebbero attuare per limitare il riscaldamento globale, nell’area di “Voces por el Clima” si possono vedere gli effetti delle variazioni climatiche e qualche azione di mitigazione di questi effetti. Voces, si concentra sulle problematiche legate al riscaldamento globale che si manifestano nell’America Latina. Qui la popolazione povera è ancora più esposta agli effetti del riscaldamento globale perché le già precarie condizioni di vita non lasciano spazio di manovra all’adattamento. Aumento della temperatura, diminuzione delle precipitazioni, concentrazione delle precipitazioni, erosione del territorio, scioglimento dei ghiacciai che osserviamo nelle Alpi sono gli stessi effetti presenti in Perù. La responsabilità maggiore di questo disastro sta nei paesi industrializzati come l’Italia che emette molti gas serra. A pagare il prezzo maggiore sono le persone povere di tutto il mondo. Proprio chi ne ha di meno.
Solamente rimanendo nel nostro territorio vediamo che gli amministratori sostenuti da una parte notevole della popolazione e da una parte compiacente del mondo pseudo scientifico propagandano progetti che aumentano le emissioni gas serra e contemporaneamente levano le risorse necessarie ad attuare una svolta.
La costruzione dell’inceneritore di Bolzano, il piano provinciale dei rifiuti, l’aeroporto, la TAV/TAC del Brennero ed altri sono impianti e/o piani che vengono sbandierati come sostenibili ma che non lo sono. Qualsiasi critica viene, nel migliore dei casi, ignorata se non criminalizzata e le opere imposte anche con la forza dai soliti che antepongono gli interessi personali al bene comune. Fondamentale risulta l’aiuto dei mezzi di comunicazioni che per garantirsi la sopravvivenza non ci pensano due volte.
La natura su questo fianco però non perdona. Probabilmente parti consistenti della popolazione mondiale dovranno migrare per sopravvivere con tutte le conseguenze. Per fare un esempio Lima conta ca. 8,7 milioni di abitanti, un terzo vivono in condizioni di estrema povertà senza l’accesso all’acqua e senza elettricità a cui si aggiungeranno coloro che devono abbonare i loro villaggi.

Ambiente e Salute

Festa dell'orto

Latte alla spina: finalmente!!!

Era ora che anche a Bolzano si cominciasse a vedere qualche distributore di latte alla spina! Questo tipo di distribuzione che sino ad ora è stata fortemente osteggiata da chi detiene il monopolio locale del latte, sta silenziosamente creandosi dei piccoli spazi in città. Dopo il primo distributore in via Vintler angolo via Bottai -presso il panificio Franziskaner-, adesso arriva anche il secondo nel quartiere Don Bosco, presso la Latteria del Sole in via Sassari 21.

Il nuovo distributore che sarà inaugurato venerdì 25 marzo dalle ore 16, in realtà è già stato preso d'assalto dai cittadini di Don Bosco che hanno apprezzato molto la novità.

Il latte di entrambi i distributori arriva dal maso di Werner Stoker, un giovane (e coraggioso) allevatore di Nova Ponente.

Una parte del merito va riconosciuta anche a M.Teresa Fortini dell'associazione Ambiente e Salute che negli ultimi due anni con perseveranza e caparbietà, ricercando, informando e tessendo relazioni utili, ha contribuito alla concretizzazione di questa iniziativa.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare all'inaugurazione!

Nella fossa dei leoni

Su invito del Presidente della Camera del Commercio, a seguito dell'  intervista rilasciata al corriere dell' Alto Adige sul Mercatino di Natale, ho avuto un incontro questa mattina con il dr. Ebner e il dr. Rottensteiner.

Questi gli obiettivi dell' incontro:  spiegare i risvolti economici e sentire le nostre osservazioni.

Mi hanno omaggiato dello studio commissionato all'Ire nel 2007 sugli aspetti economici dei Mercatini che trovate sul sito della camera di commercio http://www.camcom.bz.it/8038.pdf.

Era presente al tavolo anche il giovane  redattore dello studio.

Avevo preparato una sintesi delle nostre posizioni, sia quelle di principio che motivano la nostra contrarietà al mercatino sia quelle di "mediazione" che suggeriscono almeno delle strategie concrete di valutazione del "danno " da Mercatino e alcuni suggerimenti concreti, di buon senso e condivisibili.

Ho quindi presentato loro il documento che vi invito a leggere qui.

La mia impressione è che sentano la necessita di un cambiamento, di una uscita dal Mercatone di cineserie ormai uguale a troppi altri,  ma abbiano solo i parametri  economici degli utili  delle  aziende ( commercianti) e  di quelli per l'amministrazione pubblica ( le tasse che pagano i commercianti)  su cui basarsi, parametri  dai quali non possono rilevare il valore che avrebbe un cambiamento verso quello che invece noi proponiamo.

Sostenere che gli utili vanno a vantaggio di tutti perché l'amministrazione investe in servizi come la sanità, il famoso indotto, è un'affermazione debolissima.

Infatti quando ho chiesto:  ma voi preferite essere curati meglio dal tumore che potete prendere respirando l'aria inquinata dal mercatino o evitare di prenderlo? A prescindere dal vostro lavoro, come cittadini che  vantaggi  avete avuto dal Mercatino?  Non mi hanno risposto concretamente.

Ho parlato dei modelli di marketing volti ai nuovi ricchi e al turismo mordi e fuggi, allo sperpero energetico dei funghi riscaldatori  e delle porte spalancate dei negozi. Sono veramente modelli di sviluppo e di comportamento commerciale  ancora accettabili in questo periodo di crisi economica e ambientale?

Una vergogna che il Comune di Bz, con gli pseudo ambientalisti al governo, non sanzioni chi sperpera energia per attirare clienti con le porte spalancate. Ho suggerito che loro almeno, come Camera di commercio, incentivino il risparmi energetico nei negozi, premiando  per es con un marchio quei negozi che rispettano l'ambiente e si dimostrano attenti allo spreco. E' inaccettabile appellarsi ai 20 gradi in casa e poi sprecare riscaldamento nei negozi!

 

E' quindi certo che il modello Mercatino è in crisi,  ce ne sono troppi, tutti uguali, il clima natalizio se n'è andato da tempo!

Hanno accolto con interesse le nostre proposte e parlato di una necessaria svolta verso la sostenibilità.

Vedremo se sarà di facciata, perché sobrietà e sostenibilità non vanno a braccetto con i guadagni di pochi e i disagi per molti, che fino ad ora hanno caratterizzato questo modello di commercio natalizio.

Per noi il mercatino dovrebbe chiudere, ma se non vorranno farlo almeno seguano i nostri suggerimenti!

Il buon senso non ha copyright.

M.Teresa Fortini

Festa dei GAS



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