La CO2 e il clima

Creato Domenica, 19 Aprile 2009 20:55
Giovedì 2 Aprile ho assistito alla tavola rotonda organizzata all'EURAC, intitolata "Sangue freddo sotto l'effetto serra". La Giunta comunale ha deciso che entro il 2020 la città di Bolzano diventi CO2 neutrale. Ciò significa che la CO2 prodotta dai suoi abitanti (in tutte le loro attività) dovrà essere in qualche modo assorbita dai sistemi naturali, per avere alla fine un bilancio zero, neutrale. E' una decisione importante, formidabile! E merita senz'altro un plauso da parte del mondo ambientalista. E' la prima città in Italia a prendere questa decisione.


tempestaE' la prima scialuppa ad entrare nel mare periglioso delle variazioni climatiche, puntando verso l'isola lontana di un "futuro accettabile". Lo scopo è evidente: evitare la catastrofe limitando la crescita della temperatura media del pianeta sotto i 2° C ( già sufficienti peraltro a causare un bel po' di gravi cambiamenti). Questa nostra scialuppa non è sola; c'è già una piccola flotta che naviga verso un "futuro accettabile": Islanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia, Costarica,.. Ma vediamo chi c'è nella nostra piccola barca. A prua c'è un giovane aitante, robusto, pieno di entusiasmo, simpatico.

Si chiama "Casa clima A". Rema con potenza e non perde un colpo. Sta pensando a tutte le case nuove che ha costruito: consumano poca energia o addirittura ne producono ed emettono poca o nulla CO2. Sta pensando ora a come bonificare i vecchi condomini come il mio (che è un colabrodo energetico). E lì incominciano le difficoltà: basta un inquilino contrario per bloccare tutto il progetto di risanamento energetico dell'edificio. Ma il nostro giovane non si arrende e sa già come fare. Dietro di lui il secondo rematore, già avanti negli anni, è cupo in volto. Rema anch'egli con potenza. Peccato che remi in senso contrario.

Si chiama "Inceneritore". E' piuttosto seccato perché lo accusano di produrre grandi quantità di CO2. E del resto è difficile dire che non è vero. no_inceOrmai si sa che un inceneritore per rifiuti è secondo solo ad una centrale a carbone nella produzione di anidride carbonica. E' anche preoccupato perché c'è un gruppetto di contestatori che diventano sempre più aggressivi e teme che gli diano un colpo in testa. Il terzo rematore è un giovane imbranato. Perde continuamente il ritmo e a volte frena la barca. Si chiama "Traffico". Sa che bisogna limitare l'uso dell'auto privata e favorire il trasporto pubblico. Sogna il tram ma intanto fa costruire parcheggi sotterranei in tutta la città e qualche nuova galleria di circonvallazione, e questo consuma tanta energia e produce tanta CO2. E ancora c'è quell'aeroporto inutile e ha una gran voglia di chiuderlo. Nella nostra scialuppa c'è poi una quarta persona: silenziosa e pensierosa non rema, anche se dovrebbe. Si chiama "Agricoltura e foreste". E' lui che dovrebbe assorbire la CO2 che gli altri producono. E' un po' incazzato con tutti per il gran lavoro che gli danno da fare. Ha una gran voglia di mandare a quel paese quelli dell'"Universum di nonsochi", che vogliono riempire il Virgolo di cemento e di CO2; ma anche lui ha la coscienza sporca. I suoi contadini consumano un sacco di energia, i campi emettono grandi quantità di protossido di azoto (gas serra 298 volte più potente della CO2) e i residui agricoli vengono bruciati dall'inceneritore (sic!). Ha sentito parlare del biochar (biomassa carbonizzata in assenza di ossigeno), che trattiene la CO2 per secoli ed è un ottimo fertilizzante. Si potrebbe risparmiare un sacco di soldi (riducendo o annullando l'acquisto di fertilizzanti azotati) e si può fare bella figura (emissione negativa di CO2). Forse si mette a remare, e dalla parte giusta. Speriamo. Ecco finita la nostra storiella. La scialuppa è in acqua, lasciamola andare verso quell'isola lontana. Cosa pensiamo noi ambientalisti? Vediamo: Il primo rematore sta bene lì dov'è e va incoraggiato. Al secondo rematore va data una botta in testa e va tolto dalla scialuppa. Al terzo va data una bella scossa e se non si sveglia, deve essere sostituito. Col quarto bisogna sedersi intorno ad un tavolo e fare un lungo discorso. PS.: mancano all'appello tre giovinastri, che dal molo sfottono i naviganti. I loro nomi: "Industria, Artigianato, Turismo e Commercio". Anche con loro bisogna parlare seriamente. Un'ultima persona era sul molo, voleva entrare nella scialuppa, ma non l'hanno voluta.

velaSi chiama "Sobrietà" e malgrado il suo aspetto fuori moda è un abile skipper. Bisogna farlo entrare nella barca e metterlo al timone.
Bolzano, 8-4-2009
Pierluigi Gaianigo, WWF Bolzano