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L' influenza del Natale

survivingStamane mentre andavo in Ospedale, solitario ciclista in un mare di macchine, non ho potuto non notare una lunga fila di cittadini che alle 7.30 del mattino, fortunatamente non troppo freddo, aspettavano l'apertura del macellaio.

Tralasciando pensieri vegetariani e la domanda su quanto gli allevamenti incidano sulla produzione di CO2, mi sono chiesto perché l'epidemia influenzale nell'emisfero Occidentale tocchi il suo culmine proprio nel periodo post natalizio.

E allora ho ripensato a tante espressioni di amici e cittadini incontrati in questi giorni che in una frase potremmo sintetizzare così: " Auguri, speriamo che finisca presto...non se ne può proprio più, il prossimo anno me ne vado all' estero...".

Ma perché, per 3 settimane all'anno oltre al normale " stress" quotidiano, dobbiamo aggiungere una serie di situazioni a rischio di rottura: rottura di coronarie, rottura di portafogli, rotture familiari, rottura e basta?

3 settimane nelle quali il cittadino-consumatore viene da una parte terrorizzato da notizie sconfortanti sulla finanza e sull'economia, con previsioni sull'orlo della bancarotta, dall'altra spinto da più parti, presidente del Consiglio in primis, a consumare, consumare, consumare.

3 settimane dove, anche se non vai ad un mercatino natalizio, situazione demenzial-spiritual già descritta in precedenza, non mancano certamente le occasioni per diventare matti.

Non bastassero le innumerevoli cene natalizie: con i colleghi di lavoro, gli amici della squadra di calcio, quelli del tennis, i compagni di partito, di parrocchia ecc, ecco poi il dramma dei regali, una sinfonia chiara ma inevitabile: nessuno sa più cosa fare, tutti hanno tutto, eccetto chi non ha niente, ma a quelli nessuno dona qualcosa, visto che anche loro hanno poco da regalare (che in un certo senso quasi li invidio!).

Allora per regalare qualcosa e non fare brutta figura, devo regalare un oggetto che sia alla moda, solitamente molto caro e a volte introvabile. E qui nascono giri nevrotici per i negozi, attacchi d'ira per i parcheggi, se sono così temerario (stupido?) da girare in auto, risse con commesse superstressate, incontri e scontri con altri cittadini nelle stesse condizioni. Poi alla fine scontento e incavolato come non mai, faccio i conti e sempre all'ultimo momento mi accorgo che manca un regalo e i negozi chiudono fra 20 minuti...e via di corsa. Mai capitato?

Meno male che in questo trambusto mi posso consolare con le feste di Natale dei miei bambini: 2 ore di strazianti cori natalizi, insieme a inni per la Coca Cola e quant'altro, 2 ore strappate al lavoro, lottando con altre mamme con gli stessi problemi; 3 figli, 3 mattine di guerra, a correre di qua e di là, sbagliando a volte scuola o classe, altre orario e giorno, però alla fine sono felice,che belli i bambini, bravi, con cappuccio natalizio, sempre stile Coca Cola, a cantare sempre Stille Nacht ( ma dopo di allora non si è più fatta musica ?). E alla fine della festa e vai con i biscotti natalizi e poi mezzo ubriaco, ingolfato e stufato torno al lavoro, sperando che non ci sia la festicciola dell'ufficio. E poi baci ai mille gusti, a donne che sanno di vaniglia e a maschi con barbe alla carta vetrata, abbracci e strette di mano: sembra un party per i virus, gli unici a divertirsi in queste occasioni.

Tre settimane, che da qualche parte qualcuno ci impone, volenti o nolenti, atei o cristiani, chiunque costretto ai lavori forzati, con un odio crescente nei confronti dell'umanità.

E non è finita, dopo il magico momento dell'apertura dei pacchi, e dell'ingolfamento dei cassonetti stradali, iniziano 2 settimane di scuole chiuse, con bimbi agitati dall'atmosfera, e l'obbligo morale di andare a ....sciare. Be, qui inizia un'altra storia.

Ecco, ora è chiaro perché dal 7 gennaio in poi, appena tornata una presunta normalità e il corpo e lo spirito (?) si rilassano un attimo: " finalmente si respira ..." ma si respira male, un po' di tosse, la febbre, male alla ossa....noooooo, è arrivata l'influenza. Siamo in 5 in famiglia fra incubazione, complicanze eccetera arriviamo fino a Pasqua!

Che ci sia un modo di evitare tutto questo?

Buone Feste

 

Claudio Vedovelli

 

Commenti   

 
0 #7 Giovanni P. 2009-01-08 12:56
Egr. Sig. Vedovelli
non c`è soluzione a tutto ciò fintanto che non subentrerà una vera crisi che ci farà tornare ad essere più solidali, meno ambiziosi.
Viviamo in una società con la pancia troppo piena, ci lamentiamo di tutto, ci stressiamo per rincorrere nostri capricci, sommersi da cose futili.
Questo è il mio pensiero, cordiali saluti
Giovanni Pandini
Citazione
 
 
0 #6 Brigitte Haas 2008-12-29 07:29
Lieber Claudio

Nicht alles verteufeln! Weniger miesmachen und mehr genießen, das wünsche ich dir für das neue Jahr.

Brigitte Haas
Citazione
 
 
0 #5 petra 2008-12-29 03:48
Concordo con AS, a tutto questo bisogna sottrarsi e soprattutto sottrarre i nostri figli affinchè le nuove generazioni non protraggano queste "usanze". Pure io da anni non partecipo a questa frenesia natalizia, non faccio regali, né alberi, né biscotti, né pranzi, né cene con nessuno e devo dire che tutto questo delirio lo vedo come se fosse un film, del terrore, peró i miei figli ed io siamo in pace ed a chi con noi si lamenta diciamo: basta smettere!!!
Un bacione Petra
Citazione
 
 
0 #4 Alessandro 2008-12-27 16:33
Tra le novità del Natale 2008 una notizia strepitosa che riuscirà ad oscurare perfino il lancio dell'EcoNeve, è arrivato l' Eco Albero di Natale all'idrogeno!!!
:shock: cosa ci propineranno il prossimo anno?
Citazione
 
 
+1 #3 Verena 2008-12-25 13:25
...degli angioletti boccheggianti, elefanti drogati, pupazzi di neve pervertiti e altre bestialità thun che mi sono stati donati questo natale da colleghi spiritosi, amici ironici e bastardi vari. Se me lo chiedevano, restando in tema bestialità, preferivo una bella dose di haemophilis influenzae, anche un'escherichia coli era meglio...Auguri !
Citazione
 
 
0 #2 Piovasco 2008-12-25 04:40
Sottoscrivo in pieno. Non c'è altro da aggiungere.
Citazione
 
 
0 #1 A.S. 2008-12-24 15:34
Sì caro Claudio, un modo c'è di evitarlo: basta SOTTRARSI.
All'inizio può sembrare difficile, ma dopo un po' .... ci prenderai gusto. Anzi, riprenderai tutti i sensi.
(Se vuoi provarci, puoi leggere il libro "Riprendere i sensi", di Jon Kabat-Zinn, ed. TEA).

Ciao
A.S.
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