Ambiente & Salute

Newsletter

Se vuoi ricevere la newsletter di Ambiente e Salute registrati qui
Email type
Please wait

Cerca


Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates

DECRESCITA

Festa dei GAS



volantinofestagas2010 deutsch

Decrescita o barbarie

“Decrescita o barbarie” è un libro scritto da Paolo Cacciari edito da Carta che gli stessi hanno reso disponibile gratuitamente in rete in formato pdf con la possibilità di stamparlo, copiarlo, divulgarlo alle condizioni che l’editore pone nelle prime pagine del testo. Decrescita è una parola che spaventa molti, rimanda all’età della pietra, alle caverne, fa pensare ai tempi difficili dei nostri genitori o nonni. Ma non è così, Decrescita è una filosofia applicabile all’economia, alla politica e soprattutto alla vita di tutti i giorni. Cacciari fa un critica nuda e cruda della società odierna e propone la decrescita come strumento per rivoluzionarla dal basso senza sofferenze di sorta.
Buona lettura

Argante Brancalion



Alla fine la crisi è venuta. E non sarà una parentesi. Questo libro deli­nea la possibile uscita dalla recessione globale attraverso un capovol­gimento dei paradigmi della modernità. Una rivoluzione economica (la decrescita) e politica (la nonviolenza attiva) che già vivono nell’arcipe­ lago dei movimenti di resistenza comunitaria, in quelli delle donne e del­le nuove generazioni, e che attende un appuntamento con le lotte per la liberazione del lavoro dal giogo produttivistico. La «critica dello svilup­po» non può non andare insieme a un progetto politico di autogoverno.
E viceversa.

LEGGI IL LIBRO

icon Decrescita o barbarie (1.6 MB)

 

The Overshoot Day- Il 21 agosto l'avremo consumata tutta!

overshoot_dayL'anno scorso la nostra bella terra l'avevamo consumata tutta il 25 settembre.  Consumare meno, evitare gli sprechi dei paesi occidentali e ridistribuire le risorse fra chi non ha nulla è l’unica strada possibile per salvare la Terra. Negli ultimi decenni l’overshoot day è arrivato sempre più presto! Quest'anno abbiamo anticipato al 21 agosto! 

L'Overshoot Day.  E' il giorno in cui abbiamo usato tutte le risorse rigenerabili a partire dal primo dell' anno. Da quel giorno l' umanità vive al di sopra delle possibilità della terra di rigenerarsi. Quindi dal 21 agosto siamo in debito con la terra che, depauperata di risorse e gravata di rifiuti ( co2 e altro), non riesce più a rigenerare quello che gli viene tolto e a riciclare quello che viene prodotto. 

La Terra è diventata un oggetto di consumo da luogo magico della nostra vita. L' Overshoot Day è "il limite di sopportazione"della Terra, oltrepassarlo ad agosto è un brutto segno. Non speriamo di poterne comprare un' altra a rate, come le promesse delle finaziarie sul tergicristallo dell' auto. Dobbiamo assolutamente cambiare stili di vita. A questi link in inglesetedescoitaliano puoi informarti su cosa sta succedendo e come si deve porre rimedio. In fretta.

M .Teresa Fortini

Pannolino di cotone, mon amour

In occasione della giornata mondiale del gioco organizzata dal VKE venerdì 28 maggio presso il Maso Premstaller, l’associazione Ambiente e Salute e il circolo Legambiente Bolzano predisporranno un un punto informativo sull’uso dei pannolini lavabili.

La gestione dei nostri rifiuti è uno dei problemi di cui, che ci piaccia o meno, dobbiamo occuparci se vogliamo conservare per le generazioni future un ambiente vivibile.
Ridurre la produzione di rifiuti è la prima fondamentale pratica che dobbiamo mettere in atto, non aspettando che le soluzioni arrivino dall’alto, ma cominciando a rivedere le nostre abitudini di consumo.
I pannolini usa e getta sono il classico esempio di un prodotto ad alto consumo che dovrebbe essere del tutto eliminato, perché non c’è modo di smaltirli, che li si butti in discarica dove la plastica di cui sono fatti impiegherà secoli per disfarsi, o che li si incenerisca trasformandoli in sostanze tossiche che respireremo e che ci faranno ammalare.
Anche se per le nuove generazioni di genitori sembra impensabile poterne fare a meno, basterebbe andare con la memoria a non più di 50 anni fa, quando esistevano solo i famosi ciripà, triangoli di maglina e  pezze quadrate e ripiegate, tutto rigorosamente di cotone,  che si lavavano e si riutilizzavano.

Al giorno d’oggi, tornare a quelle pratiche potrebbe sembrare anacronistico se non addirittura da folli, ma.... c’è un ma.
Negli ultimi anni in paesi come la Germania e l’Inghilterra hanno risolto egregiamente il problema della praticità dei pannolini di cotone che infatti stanno vivendo un nuovo momento di gloria.
L’Italia è indietro rispetto agli altri paesi, ma pian piano questa pratica si stà diffondendo anche da noi. Infatti sempre più frequentemente è possibile trovare in vendita i pannolini di cotone, anche in grandi catene di supermercati come le COOP.
Qual è la grande novità? I pannolini sono in tutto e per tutto uguali a quelli che si usano e gettano. Con due grandi differenze: quando sono sporchi invece che buttarli nel bidone dell’immondizia si “buttano” in lavatrice; nell’arco di due anni e mezzo di media di utilizzo per ogni bambino si spendono dai 1.000 ai 1.500 Euro in pannolini usa e getta. Con i pannolini lavabili, la spesa che comprende l’acquisto iniziale e i costi di acqua ed energia per i lavaggi, non supera complessivamente i 500/750 Euro per il primo figlio, quindi con un risparmio di circa il 50% di spese. Nel caso di un secondo figlio poi la spesa è di gran lunga inferiore perché non sarà necessario sostenere nuovamente l’acquisto iniziale.

Presso il gazebo di Ambiente e Salute e Legambiente venerdì pomeriggio dalle 13 alle 18, al Premstallerhof, troverete queste  e tante altre informazioni, potrete confrontarvi con mamme che hanno già utilizzato i pannolini di cotone, vedere dal vivo le diverse tipologie di pannolini acquistabili e molto di più.
Vi aspettiamo!

Paola Dispoto

 

Per saperne di più: www.nonsolociripa.it

 

In nome della rosa

14 febbraio, san Valentino: rose con troppe spine. 

rose_e_lavoroFesta degli innamorati. Un'occasione per far festa, per ricordarsi che esistono anche i sentimenti in questo mondo dominato dalle cose.

Regalare una rosa potrebbe sembrare un atto semplice, ma ci siamo mai chiesti da dove provengono quelle rose che il mattino del 14 compriamo per il nostro/a innamorato?

Molti penseranno da San Remo, la famosa riviera dei fiori; ma non è così, certamente non in febbraio; nel 90% dei casi le rose del 14 provengono da qualche serra in Kenia, Colombia ed Ecuador, dove sono state raccolte da lavoratrici locali, sottoposte ad orari impossibili, a trattamenti economici irrisori, a rischi altissimi per la loro salute dovuti all'uso incontrollato e intensissimo di sostanze tossiche antiparassitarie.

Dunque il 12 febbraio le rose vengono raccolte a 50 chilometri da Nairobi, inviate a Nairobi con centinaia di camion-frigo. Da Nairobi partono decine di aerei notturni con frigoriferi, per lo più in direzione Olanda.

Qui vengono portate con altri camion refrigerati nel paese di Aalsmeer, a 50 minuti di camion da Amsterdam, dove il 13 avviene la grande asta dei prezzi e quindi le rose partono dentro centinaia di camion refrigerati in direzione dei diversi mercati che forniscono i vari punti di distribuzione : negozi, carretti ambulanti e venditori ambulanti, tutto qs il 14 mattino.

Un viaggio che deve essere veloce, e deve rispettare la catena del freddo, tenendo conto della merce facilmente deteriorabile.

L' impatto ambientale di questo mercato è enorme ad iniziare dall'inquinamento delle falde, dei laghi e fiumi dove vengono smaltiti i prodotti tossici nelle sede di produzione fino alla produzione di CO2 ed altro lungo tutto il viaggio fino alle nostre abitazioni.

Se si può pensare che comunque tutto ciò possa servire ad assicurare un reddito alle popolazioni dei Paesi locali, bisogna sottolineare che questo mercato non assicura tecnologie o autonomia imprenditoriale dei Paesi utilizzati; ma ricerca soltanto manovalanza a basso prezzo, poco o niente sindacalizzata e territori dove non esistano norme di protezione ambientale.

Appena i lavoratori locali si sindacalizzano o i governanti impongono norme di tutela ambientale, le produzioni in loco vengono smantellate e spostate velocemente in altri territori, lasciando dietro di se soltanto distruzione e danni.

Questo mio racconto è quanto ho appreso, con molto stupore, durante il convegno " Fiori e diritti" il 23-24.01 all' Eurac.

Ma tutto questo è possibile trovarlo in un libro reportage di Pietro Raitano e Cristiano Calvi : " Rose&lavoro".

Ma tutto ciò lo possiamo chiamare sviluppo o ancora di più sviluppo sostenibile?

Certamente no, le rose in inverno in Occidente sono un assurdità, oltre che, come ha affermato Padre Zanotelli, una violazione dei diritti umani.

Soluzioni?

Certamente sostituire le rose con altri regali, locali e di stagione, potrebbe essere un' ottima idea, anche se forse uscire dalla forzatura di queste feste "obbligate" non sarebbe male.

Regalarsi un bacio o una passeggiata mano nella mano sarebbe più che sufficiente, certo non aumenterebbe il PIL.

Se proprio vuoi regalare dei fiori, chiedi al fiorista se sono fiori certificati o recati presso una delle aziende già impegnata per la diffusione delle certificazioni sociali e ambientali ( elenco su www.fioriediritti.org ; www.oew.org ; www.bottegadelmondo.bz.it)

E...

" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante"( Il piccolo principe-di A.de Saint Exupery)

Claudio Vedovelli

Sottocategorie

Stopglyphosate

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio