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SEL 2; Gli affari

(Leggi la prima parte) La SEL, ben finanziata, fa il suo ingresso sul mercato dell’energia ed inizia una serie di acquisizioni di cui qui sotto la cronologia ufficiale proveniente dal sito SEL:
1998 Costituzione della SEL con l’obiettivo di mettere in atto la nuova competenza dell’Alto Adige nel settore energetico
2000 Rilevamento della gestione delle centrali idroelettriche di Glorenza-Malles e Castelbello da parte della SELEDISON, costituita congiuntamente da SEL e Edison, e compartecipata in seguito anche da Azienda Energetica, SELFI N e 13 Comuni venostani
2002 Costituzione di un’affiliata per il commercio dell’energia elettrica, SELTR ADE , in seguito alla liberalizzazione del mercato elettrico in Alto Adige
Entrata nel mercato del gas naturale tramite il rilevamento dell’attività di tre precedenti gestori del gas. Espansione della rete altoatesina di distribuzione di gas naturale tramite SELGAS
2003 Costituzione delle società di gestione degli impianti di teleriscaldamento di Sesto e Chiusa
2004 Costituzione, insieme a singoli enti pubblici, di svariate società per la costruzione di nuovi impianti idroelettrici  Sottoscrizione di accordi tra SELTR ADE ed imprese e industrie altoatesine per la fornitura di energia elettrica a condizioni vantaggiose
2005 Costituzione della società di gestione della centrale di teleriscaldamento di Silandro
Costituzione dell’Agenzia Casa Clima
Conferimento a SEL della centrale di teleriscaldamento di Bolzano da parte della Provincia Partecipazione alle gare di assegnazione delle concessioni per le centrali di grande derivazione Enel ed Edison
2007 Lancio sul mercato di offerte elettriche SELTR ADE particolarmente vantaggiose per gli usi domestici (Offerta FamigliaPiù) in seguito alla completa liberalizzazione del mercato elettrico
2008 Acquisto della quota del 60 % delle sette centrali altoatesine Edison e costituzione della Hydros
2009 Accordo con Enel sulla gestione congiunta a maggioranza SEL delle concessioni relative alle centrali Enel assegnate dalla Provincia
Assegnazione a SEL delle concessioni per nove impianti a grande derivazione Enel
2010 Assegnazione a SEL della concessione per la centrale Enel di Bressanone
Apporto SEL di circa 2,6 miliardi di kWh alla produzione elettrica altoatesina
Costituzione di SELNET : acquisizione della rete di Enel distribuzione in Alto Adige
Costituzione di SE Hydropower
Certificazione di 5 centrali idroelettriche e conseguente offerta di energia elettrica certificata
da fonte rinnovabile
Ma andiamo a vedere nel dettaglio i passaggi dell’operazione.
Nel 2005 spende 200 milioni di euro (e altrettanti ne spende Dolomiti Energia di Trento)  per avere il 10% di Delmi, la newco promossa da Aem Milano. Questa a sua volta, è titolare del 50% di Transalpina di Energia, la cui rimanente metà è dei francesi di Edf. Transalpina, insieme hanno  acquisito il 71,2% di Edison, secondo colosso italiano dell'energia. Un giro complicato per arrivare a possedere il 3% di Edison e Klaus Stocker entra nel CdA di Edison. In Alto Adige sono controllati da Edison  gli impianti idroelettrici di Marlengo, Premesa, Ponte Gardena, Lasa, Brunico, Curon e Vizze: in totale 1.007 gigawatt/ ora di energia, un valore stimato tra 200 e 300 milioni di euro e concessioni in scadenza tra il 2011 e il 2020. A questi bisogna aggiungere Glorenza e Castelbello già da qualche anno gestiti insieme dalla società SEL- Edison. Fra il 2008 ed il 2010 SEL conclude due importanti alleanze con i colossi dell’energia Enel ed Edison. I contratti stipulati tra le società non vengono illustrati ed il partito dei Verdi è costretto a ricorrere al Consiglio di Stato per prenderne visione, cosa che accade nell’aprile del 2011. Dalla lettura degli accordi si deduce che SEL non ha concluso dei buoni affari, specie se si considera che il denaro impiegato è quello della Provincia e quindi dei suoi contribuenti.
Nell’aprile del 2008 viene costituita la società Hydros in cui Edison fa confluire le sue centrali, la SEL entra in Hydros nell’ottobre del 2008 acquistando il 60% della società a 177 milioni di euro. Il prezzo però non è chiaro perché 177 milioni è quanto fissato nell’accordo ma al momento dell’ingresso effettivo appare un altro prezzo, 133 milioni di euro. Sembra uno sconto praticato da Edison a SEL ma  si legge che SEL si assume 48 milioni di debiti trasferiti da Edison a Hydros al momento della costituzione.
La divisione dell’energia non avviene poi in modo proporzionale dei partecipanti nella nuova società, infatti  ad Edison è assegnato il 67,3% di tutta l’energia e solo il 32,7% va a SEL. Hydros inoltre produce l’energia ma non la vende sul mercato, la cede a SEL ed Edison e SEL inoltre paga un prezzo maggiore rispetto ad Edison, avendo stabilito prezzi diversi da centrale a centrale. SEL comunque non procede a vendere l’energia acquisita da Hydros sul mercato bensì dà incarico ad Edison Trading di venderla incassando i ricavi e trattenendo una commissione. Il risultato è che i margini di profitto per ogni unità di energia prodotta  sono più alti per Edison che per SEL e che SEL è una società a sovranità limitata poiché non ha rapporti diretti con il mercato ma si deve avvalere dell’intermediazione di Edison. Vengono poi sottoscritti una serie di accordi di servizio secondo i quali SEL affida ad Edison, per tutta la durata delle concessioni, il controllo delle centrali.
In dicembre 2011 le cose cambiano di nuovo; Edf esce da Transalpina e si porta via Edison compreso il 40% di Hydros, così SEL si ritrova con il 10% di Delmi che però non possiede alcuna centrale in Alto Adige e anzi nell’operazione avanzano per SEL più di un milione di € di debiti dovuti alla svalutazione delle azioni Delmi avvenuta nel corso dell’operazione. Lo scopo di SEL era quello di impossessarsi di tutte le centrali idroelettriche della provincia ed ora si trova spiazzata. Non è chiaro se Edf intenda sbarazzarsi delle nostre centrali a favore di SEL.

Le cose non vanno meglio con Enel con la quale fra il 2008 ed il 2009 SEL firma una serie di contatti costituendo SE Hydropower. L’obiettivo degli accordi è vincere le concessioni e conferirle in SE Hydropower nella quale SEL ha il 60% ed ENEL il 40%. Di fatto è SEL che si obbliga a portare le concessioni e , per ogni concessione persa, risarcisce Enel con un conguaglio. Infatti  la perdita della centrale di Rio Pusteria  è costata 7,5 milioni, dovesse perdere anche la concessione della centrale di S. Antonio dovrebbe pagare a Enel ben 24,4 milioni di euro. In tutto ciò la Provincia era chiamata quale arbitro nell’assegnazione delle concessioni sapendo che se non le avesse date ad Enel SEL avrebbe subito un grave danno patrimoniale. In aggiunta le centrali portate da Enel sono state sopravvalutate in quanto gran parte degli impianti necessitano di sostituzione in tempi brevi.
In entrambi i casi va poi sottolineato che gli utili di Edison ed Enel non sono fiscalmente rilevanti in Alto Adige  e si possono quantificare le minori entrate fiscali per la provincia di Bolzano.
Da ricordare che contro l’assegnazione delle concessioni a SEL hanno fatto ricorso tutti, comuni e privati,  tranne Enel, il gigante con cui SEL è dovuta scendere a patti.
Ci vien da chiedere perché la Provincia, solitamente più intelligente nelle proprie scelte strategiche, si sia infilata in un pasticcio del genere? Anche a ben cercare l’unica risposta che troviamo è che quando si permette alla stessa classe dirigente di sedere sulle stesse poltrone per oltre 20 anni, l’accumulo di potere e poteri, l’intreccio di interessi sia pur non sempre personali, si fanno tali da far perdere di vista il bene comune a favore di forze ed interessi che solo esteriormente sembrano fare gli interessi comuni. Fin dall’inizio la vicenda SEL è stata gestita come una cosa privata dai vertici dell’amministrazione provinciale, si sono voluti tenere nelle proprie mani sia la concessione che la gestione dell’energia scatenando a cascata una serie di complicazioni che si è cercato di tamponare a suon di milioni di Euro da una parte e con arroganza dall’altra.
Arroganza che ha aperto le porte ad altri ben più gravi problemi che vedremo nella prossima puntata.

Argante Brancalion

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