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Il Bluff del teleriscaldamento

Il 28 novembre su Salto.bz è apparso un articolo di Luca Sticcotti dal titolo "Bolzano:73 milioni per il teleriscaldamento".

Di seguito alcune considerazioni della nostra associazione.

Gli amministratori comunali e provinciali si inventato nuove forme d’energia pulita pagata con soldi pubblici

"L’obiettivo di Comune e Provincia è di consentire ai cittadini di avere accesso ad energia pulita e a prezzi convenienti. Parola di Richard Theiner e Luigi Spagnolli."
L’energia pulita sarebbe quella dell’inceneritore inefficiente dal punto di vista energetico e i prezzi convenienti sarebbero quelli sovvenzionati con soldi pubblici.

L’energia.
Per energia pulita si intende quella generata da fonti rinnovabili. La combustione dei rifiuti nell’inceneritore di Bolzano (che si ricorda avviene in inefficienza energetica) si basa essenzialmente sulla plastica contenuta nei rifiuti. Senza plastica l’inceneritore non funziona e dovrebbe essere alimentato con il metano. Questa plastica - secondo le pratiche migliori - è riciclabile. La plastica viene creata dal petrolio che a sua volta non è rinnovabile. Gli amministratori usano definizioni giuridiche fantasiose dell’energia pulita creando l’illusione che le scelte prese siano responsabili verso l’ambiente. La natura però non si adatta alle fantasie di alcuni intraprendenti capitani di finanza pubblica e questo si può osservare in più parti nel mondo: aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, variazioni climatiche, erosione marina ecc. con tutte le conseguenze.
Sarebbe questa la “grande responsabilità dal punto di vista ambientale applicando le direttive nazionali ed europee, e consente ai propri cittadini di avere accesso ad un'energia pulita e conveniente"?
Forse è il caso di ricordare al Sig. Spagnolli che il piano provinciale dei rifiuti non corrisponde alle priorità della direttiva europea e che l’incenerimento dei rifiuti nell’impianto a Bolzano corrisponde a metterli in discarica sottraendoli al riciclo.

L’aspetto finanziario
Vorremmo premettere che siamo favorevoli all’impegno economico collettivo ma solo a due condizioni: ci deve essere un interesse pubblico e deve essere condiviso.
Sembra però che le scelte fino ad ora prese in questo campo non corrispondano a queste due condizioni.
L’inceneritore è costato (ca. 144 milioni) quasi il doppio di quanto era previsto. Tutti soldi pubblici, presi in prestito dalle banche, garantiti dai cittadini ma fuori dal bilancio pubblico secondo il consolidato “modello TAV”.
Ora sono previsti i lavori di realizzazione della rete di teleriscaldamneto. Costi previsti ca. 70 milioni di soldi presi in prestito sempre garantiti dai cittadini.
Per ultimo il 50% della generazione dell’energia elettrica nell’inceneritore dovrebbe essere sovvenzionata con il contributo obbligatorio che ogni cittadino italiano paga per le energie rinnovabili nella bolletta elettrica.
Tralasciamo qui gli aspetti legati alla salute conseguenti alla combustione dei rifiuti e del conseguente inquinamento dovuto alle sostanze bioaccumulabili, della gestione corretta dei rifiuti e della partecipazione alle decisioni.

 

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