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ALTERNATIVE

FOTOVOLTAICO: L’ITALIA SUPERA I 10 MILA MW DI POTENZA INSTALLATA

Finalmente una buona notizia:

Il GSE ha comunicato che in Italia il fotovoltaico ha superato una potenza installata di 10.000 MW (vedi comunicato stampa allegato).
Le italiane e gli italiani che hanno partecipato al referendum contro l´energia nucleare posso essere fieri del loro voto e hanno indicato al paese la giusta via da percorrere: quella dell´era solare.
C’è voluto lo sforzo congiunto di molte persone per organizzare il referendum e raccogliere le firme necessarie e infine, grazie alla lungimiranza delle cittadine e dei cittadini che hanno partecipato al referendum, siamo riusciti a fermare le sciagurate scelte di una minoranza del paese che con le sue scelte incompressibili ci avrebbe impedito questo ottimo risultato!
Questa storia a lieto fine ha dimostrato che cambiare -in meglio- è possibile e invitiamo tutti a partecipare alla gestione della societá rigettando quel atteggiamento negativo di allontanamento alla partecipazione popolare sulle decisioni.
Ambiente Salute

 

Quando raschieremo il fondo?

inceneritore2Un mese fa sono stati consegnati i lavori per la costruzione del nuovo inceneritore, che prevederebbe una rete di teleriscaldamento che riscaldi Casanova e zona produttiva di Bolzano. Ma dall'altra parte le raccolte differenziate crescono, i rifiuti diminuiscono e  noi per i prossimi 30 anni non potremo sperare in una politica dei rifiuti che sia davvero indirizzata alla riduzione perché a questo divoratore di rifiuti bisognerà pur dare da mangiare (un esempio per tutti: le cassette di plastica dei mercati che non vengono differenziate da Seab). Ma questo teleriscaldamento è davvero un affarone di cui dovremmo approfittare, come suggerisce l'ex assessore Fattor? O è l'ennesima presa per i fondelli per giustificare investimenti enormi su opere dannose per la popolazione?

Intervenendo sulla questione dell'energia e del calore prodotti dall'inceneritore, l'ex assessore Fattor in un  articolo apparso il 16 gennaio sull'Alto Adige , conclude dicendo "Bolzano non deve subire il termovalorizzatore", quasi a lasciare intendere che l'inceneritore è una punizione che non dobbiamo SOLO subire, ma pur sempre una punizione!
Fattor è stato l'assessore comunale che ha portato a battesimo il progetto di incenerimento dei rifiuti proposto dalla Provincia, in piena linea verde-ecosociale ante litteram. Il Comune avrebbe potuto se non altro opporsi e impegnarsi da subito nelle raccolte differenziate spinte, invece che arrivarci con ritardo di una decina di anni. Invece pare che l'inceneritore lo facciano solo per i bolzanini sporcaccioni che non sono capaci di differenziare bene.
Ma entriamo nel merito della questione teleriscaldamento, che sarebbe poi l'unico motivo per il quale l'incenerimento rispetto ad altri sistemi di smaltimento dei rifiuti sembra vantaggioso. E sottolineo sembra.
Due argomentazioni a questo proposito:
  1. il bilancio energetico e  ambientale nel confronto fra i due sistemi (produzione di energia e calore con l'incenerimento dei rifiuti a confronto con la  produzione delle stesse con sistemi separati alternativi) è realmente a favore del  teleriscaldamento?
  2. nella politica di gestione dei rifiuti per la nostra provincia incrementare le raccolte differenziate e contemporaneamente costruire un inceneritore con una rete di teleriscaldamento collegata  non sono due azioni in contraddizione?
Partiamo dalla prima risposta: confrontando la produzione di energia elettrica e calore (cogenerazione) prodotta da un impianto di incenerimento collegato cerani_grandead una rete di teleriscaldamento e quella prodotta da impianti specialistici differenti (centrale elettrica e caldaie), la reale resa in termini di bilancio energetico della prima è nettamente in perdita rispetto alle seconde. A dirlo è un illustre ingegnere che di queste valutazioni se ne intende, Massimo Cerani di energEtica, esperto in gestione e smaltimento dei rifiuti, oltre che di bilanci energetici e ambientali, che, dati alla mano dimostra come bruciare i rifiuti per produrre energia e calore  NON E' ENERGET ICAMENTE CONVENIENTE!

Per quanto riguarda poi il bilancio ambientale, l'assessore Fattor fa un cenno alle emissioni complessive di inquinanti che si andrebbero a ridurre con il teleriscaldamento.
Sempre riprendendo  una relazione dell'ingegner Cerani , in base a dati dell'Agezia nazionale per la   protezione dell'ambiente, le emissioni di mercurio , ossidi di azoto, diossine e soprattutto polveri  fini secondarie sono di diverse volte superiori a quelle ad esempio di una centrale a turbogas. Senza considerare le fonti alternative di  energia!
Credo non ci sia molto altro da aggiungere a riguardo, se non spezzare una lancia a favore dell'ex assessore Fattor, che evidentemente crede alla favola raccontata da tecnici e amministratori provinciali riguardo il "loro" inceneritore, costruito con tecnologia avanzatissima che l'aria la purifica invece di inquinarla (si sa qui in Provincia le cose le fanno sempre meglio che nel resto del mondo).
Passiamo alla seconda questione: una volta avviato l'impianto di teleriscaldamento e produzione di energia, sarà necessario tenere a regime il tutto, cioè continuare a foraggiare  l'inceneritore di rifiuti da bruciare, un inceneritore che viene costruito per bruciare 130.000 tonnellate di rifiuti all'anno.  Se così non fosse allora il bilancio energetico sarebbe ancora più negativo con una evidente ulteriore perdita in termini economici.
L''Appa ci informa che, rispetto al 2006 assistiamo ad una inversione di tendenza per i rifiuti prodotti che diminuiscono complessivamente. Sicuramente questo è il risultato dell'aumento delle raccolte differenziate, soprattutto nella città di Bolzano (meglio tardi che mai...) con la raccolta del rifiuto umido porta a porta. Prossimamente come ci ha promesso l'assessore all'ambiente del Comune di Bolzano, dovrebbero essere eliminati i cassonetti stradali per avere i bidoni del rifiuto indifferenziato nei condomini. Non è il massimo della furbizia come scelta, perché verrebbe da dire si prendono gli oneri e non gli onori, ma sicuramente una qualche influenza sulla produzione cittadina di rifiuti ci sarà ( studi sui differenti sistemi di raccolta stimano come intorno al 50% di raccolta differenziata il limite raggiungibile con questo sistema, rispetto all'attuale 40% circa). Vogliamo anche credere ai propositi dell'amministrazione provinciale riguardo una riduzione dei rifiuti a monte, troppo spesso enunciata e non ancora concretizzata in maniera apprezzabile.
Quindi presumibilmente si abbasserà ancora la quantità di rifiuti prodotta in provincia e smaltiti nell'inceneritore. Nel 2007 l'inceneritore ha bruciato 84.648 tonnellate di rifiuti.
E qui torniamo alla solita domanda che diventa sempre più inquietante: ma in questo inceneritore da 130.000 tonnellate cosa ci dovremmo bruciare?
Chiudo con una considerazione sempre del nostro ingegnere Cerani che è assieme una condanna e una speranza:
"Le reti di teleriscaldamento sono l'ultima chance per i monopolisti energetici prima della riduzione dei consumi, risparmio energetico, e uso massiccio delle fonti rinnovabili".
Dopo aver abbondantemente raschiato il fondo, forse cominceremo la risalita.
Paola Dispoto

La rivoluzione energetica americana

lowcarbonIn occasione dell'elezione del nuovo presidente USA, Cristopher Flavin del famoso Worldwatch Institute ha pubblicato da pochi giorni una interessante review intitolata   Low-carbon energy. A roadmap. (pdf, 2,4 MB)
E' un lavoro che fa il punto della situazione  sul problema climatico. E' articolato in 6 capitoli di facile lettura (in inglese), utili soprattutto a chi è digiuno in materia e parte da zero.
I capitoli:
  1. RIASSUNTO, dove si parla della CO2 e della necessità di passare massicciamente all'uso delle energie rinnovabili, ricordando che queste sono in grado di produrre milioni di posti di lavoro per i prossimi decenni.
  2. EVITARE LA CATASTROFE, dove si ricorda che negli ultimi 500.000 anni la terra ha avuto 4 glaciazioni, intervallate da 4 periodi caldi. Mai la CO2 ha superato i 300 ppm. Oggi siamo a 384 ppm (430 equivalenti se si somma l'effetto degli altri gas serra). Se si continua così con il business as usual si arriverà a 650 ppm per la fine del secolo.
  3. UNA VERITA' CONVENIENTE, dove si dice che c'è un enorme potenziale per migliorare la produttività energetica. Oggi lo spreco è massiccio. Miglioramenti sostanziali si possono avere nei seguenti campi: motori, condizionamento dell'aria, automobili, centrali energetiche, computer, aerei, edifici, urbanistica.
  4. ENERGIA SENZA CARBONIO, dove si parla di vento, sole, geotermico, biomasse, idroelettrico, oceani. E il nucleare? No per ragioni economiche e poi non c'è più tempo.
  5. DISEGNARE UN NUOVO SISTEMA ENERGETICO, dove si dice che, al contrario di oggi, le fonti energetiche saranno disperse e collegate da una griglia, un reticolo come per internet. Le auto saranno elettriche, ibride. Ci saranno nuovi carburanti.
  6. FAR PARTIRE LA RIVOLUZIONE. Sono necessarie: decisioni politiche, progressi tecnologici, ricanalizzare gli investimenti privati. Oggi, in USA, il sostegno alle rinnovabili per tutto il 2008 è risultato essere poco più di 650 milioni di dollari, circa la stessa cifra spesa in Iraq per un solo giorno! Dare un segnale con la verità dei costi è importante ma non sufficiente, come dimostrato dal modesto impatto del costo del petrolio (30 dollari nel 2003, 100 nel 2008) sul suo consumo. Così pure dare un prezzo alla CO2, come fa l'Europa, non è sufficiente. Servono nuove regole politiche, al di fuori delle leggi del mercato.
Buona lettura.

Pierluigi Gaianigo, WWF Bolzano

I bio imbrogli

 biocarburanteSaranno le nuove tecnologie a salvare il pianeta dalla crisi del petrolio e soprattutto dai gas serra con relativo riscaldamento globale? Molti lo credono e l’uso dei biocarburanti sembrerebbe essere una soluzione ideale. Il mondo della pubblicità lo ha capito benissimo e ormai si sprecano le auto ecologiche, gli incentivi ecologici e  i biocarburanti . Ma è sufficiente essere bio od eco per essere veramente biocompatibili ed ecologici ?

Secondo il professore Perrino del C.N.R. certamente no, soprattutto perché spesso di bio c’è solo il nome ma dal punto di vista del consumo energetico e della produzione di Co2 l' emissione che si ottiene con l' utilizzo di biocarburanti pare essere superiore a quella che si ha con le fonti fossili , anzi proprio questo tipo di tecnologia che utilizza colture alimentari  per creare carburanti potrebbe portare ad un disastro ecologico favorendo la deforestazione, l' estinzione di specie e l' incremento dei prezzi degli alimenti , favorendo inoltre lo sviluppo di monocolture tipo OGM  ( geneticamente modificate).

L’ Alto Adige, sempre all’avanguardia in tutto, per non rimanere indietro ha progettato, così come ha evidenziato Cristina Cury  in un' interpellanza del 2.10.07 , almeno due centrali termoelettriche che, utilizzando l’olio di palma, contribuiranno così  alla diffusione di quello che viene definito dal professore Perrino  il “diesel da deforestazione”.

Relazione sull'insostenibilità dei biocarburanti da colture alimentari e non alimentari del professor  Pietro Perrino, Dirigente di Ricerca del C.N.R.- Istituto di Genetica Vegetale ,tratta dal sito Ecceterra di Nimby trentino 

Regaliamoci le rinnovabili

sole_-ventoInceneritori : sta per finire la pacchia ( speriamo). Regaliamoci le rinnovabili Sta per finire la pacchia degli inceneritori, almeno speriamo che gli incentivi alle fonti rinnovabili siano indirizzati verso le vere rinnovabili: sole, vento. L’unico motivo per costruire inceneritori era e ed è questa legge, che permette ai gestori  dei grossi introiti. Caduta questa  legge-sovvenzione molti interessi per questa fonte di produzione di energia “sporca” dai rifiuti cadrebbero e si spera si indirizzeranno su altre fonti sicuramente più pulite e meno pericolose.

dal Blog di Beppe Grillo,

23 dicembre 2006

Nessun giornale o televisione nazionale ne parla. La pubblicità dell’Enel, pagine e pagine di giornali e riviste, è più importante della nostra salute. Dei 3,1 miliardi di euro pagati ogni anno con le bollette dell’Enel. Di una notizia che riguarda il futuro delle energie rinnovabili.

Ma qualcosa si muove sullo scandalo Cip6-Certificati Verdi e i finanziamenti a inceneritori, centrali a carbone e scarti petroliferi.

Dopo le proteste dei dipendenti Tommaso Sodano (Prc) e Loredana De Petris (Verdi), che con i loro gruppi hanno minacciato di abbandonare i lavori del Senato, l’inca.....ra del dipendente Pecoraro Scanio (alleluia!), dopo oltre 23.000 firme elettroniche in pochi giorni sul blog e migliaia di vostre mail al dipendente Franco Marini, il Governo ha annunciato che mercoledì 27 dicembre si riunirà per togliere di mezzo le paroline 'impianti autorizzati'. Qui c’è il Comunicato di Palazzo Chigi agli atti al Senato. Bisogna comunque vigilare.

Infatti i piromani sono in fermento. Si agita Assoambiente-Confindustria presieduta da Pietro Colucci presidente di Waste Italia che costruisce anche inceneritori e finanzia con regolarissime fatture An, Forza Italia, Ds (minuto 39:45 del video di Report ). Si agita il presidente di Federambiente (non fatevi ingannare dalla parola è l’associazione che riunisce tutte le ex municipalizzate ed aziende del settore) Daniele Fortini, che è anche co-presidente del CEWEP, la Confederazione Europea dei gestori d’inceneritori. Preso dal nervosismo gioca a fare il John Wayne e con un comunicato spara: o le bollette o le tariffe - voi cittadini dovete pagare per gli inceneritori!

Ma che in assenza di contributi pubblici l’incenerimento di rifiuti fosse anti-economico i bolscevichi del Wall Street Journal lo scrivevano già l’11 agosto 1993.

Per il dipendente diessinodiossino di Torino Sergio Chiamparino (Ds) abolire i finanziamenti agli inceneritori “è una decisione improvvida”. Disperato lancia un’idea al suo amico Bersani per riavere i nostri soldi: “'Confido - che il Governo saprà rimediare successivamente con un decreto del ministro dell'Industria, per riportare il trattamento rifiuti nell'ambito delle biomasse, consentendo così di accedere agli incentivi stabiliti per le energie rinnovabili”. Chiamparino chiede aiuti di Stato che drogano la libera concorrenza a livello europeo e spaccia per biomasse e fonti rinnovabili rifiuti non biodegradabili come le plastiche e materiali tossici vari (vietato dall’UE).

Va spiegato ai piromani che esistono le alternative per evitare inceneritori e chiudere molte discariche:

  • riduzione alla fonte – tassare il doppio-triplo imballaggio, vendita prodotti alla spina
  • raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale con microchip (più ricicli meno paghi) che può arrivare anche al 75-80% come dimostrano esperienze in provincia di Treviso
  • per il residuo non riciclabile il trattamento biologico a 'freddo' senza combustione. Metodo con impatti sanitari minimi rispetto all’incenerimento e decisamente più economico. Guardate il video e leggete i documenti degli incontri dei Meet Up di Verona e Reggio Emilia con l’imprenditore Francesco Galanzino-vice presidente Consorzio Italiano Compostatori ed il prof. Federico Valerio dell’Istituto Tumori di Genova.
  • strategie future 'rifiuti zero' votate nel maxiemendamento della Finanziaria (art. 1111).

Nei prossimi anni dovranno essere raggiunti diversi obiettivi di raccolta differenziata pena il commissariamento dei consorzi di gestione territoriale.

Non molliamo! RESET. Per evitare scherzetti inviamo una mail ai dipendenti Prodi, Bersani, Pecoraro, Letta, Sircana ed in copia ai responsabili della Comunità Europea perché non siano più finanziati più con i nostri soldi l’incenerimento di rifiuti e le centrali a fonti fossili. Facciamo un regalo di Natale a noi e ai nostri figli.

Beppe Grillo

 

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