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Quando raschieremo il fondo?

inceneritore2Un mese fa sono stati consegnati i lavori per la costruzione del nuovo inceneritore, che prevederebbe una rete di teleriscaldamento che riscaldi Casanova e zona produttiva di Bolzano. Ma dall'altra parte le raccolte differenziate crescono, i rifiuti diminuiscono e  noi per i prossimi 30 anni non potremo sperare in una politica dei rifiuti che sia davvero indirizzata alla riduzione perché a questo divoratore di rifiuti bisognerà pur dare da mangiare (un esempio per tutti: le cassette di plastica dei mercati che non vengono differenziate da Seab). Ma questo teleriscaldamento è davvero un affarone di cui dovremmo approfittare, come suggerisce l'ex assessore Fattor? O è l'ennesima presa per i fondelli per giustificare investimenti enormi su opere dannose per la popolazione?

Intervenendo sulla questione dell'energia e del calore prodotti dall'inceneritore, l'ex assessore Fattor in un  articolo apparso il 16 gennaio sull'Alto Adige , conclude dicendo "Bolzano non deve subire il termovalorizzatore", quasi a lasciare intendere che l'inceneritore è una punizione che non dobbiamo SOLO subire, ma pur sempre una punizione!
Fattor è stato l'assessore comunale che ha portato a battesimo il progetto di incenerimento dei rifiuti proposto dalla Provincia, in piena linea verde-ecosociale ante litteram. Il Comune avrebbe potuto se non altro opporsi e impegnarsi da subito nelle raccolte differenziate spinte, invece che arrivarci con ritardo di una decina di anni. Invece pare che l'inceneritore lo facciano solo per i bolzanini sporcaccioni che non sono capaci di differenziare bene.
Ma entriamo nel merito della questione teleriscaldamento, che sarebbe poi l'unico motivo per il quale l'incenerimento rispetto ad altri sistemi di smaltimento dei rifiuti sembra vantaggioso. E sottolineo sembra.
Due argomentazioni a questo proposito:
  1. il bilancio energetico e  ambientale nel confronto fra i due sistemi (produzione di energia e calore con l'incenerimento dei rifiuti a confronto con la  produzione delle stesse con sistemi separati alternativi) è realmente a favore del  teleriscaldamento?
  2. nella politica di gestione dei rifiuti per la nostra provincia incrementare le raccolte differenziate e contemporaneamente costruire un inceneritore con una rete di teleriscaldamento collegata  non sono due azioni in contraddizione?
Partiamo dalla prima risposta: confrontando la produzione di energia elettrica e calore (cogenerazione) prodotta da un impianto di incenerimento collegato cerani_grandead una rete di teleriscaldamento e quella prodotta da impianti specialistici differenti (centrale elettrica e caldaie), la reale resa in termini di bilancio energetico della prima è nettamente in perdita rispetto alle seconde. A dirlo è un illustre ingegnere che di queste valutazioni se ne intende, Massimo Cerani di energEtica, esperto in gestione e smaltimento dei rifiuti, oltre che di bilanci energetici e ambientali, che, dati alla mano dimostra come bruciare i rifiuti per produrre energia e calore  NON E' ENERGET ICAMENTE CONVENIENTE!

Per quanto riguarda poi il bilancio ambientale, l'assessore Fattor fa un cenno alle emissioni complessive di inquinanti che si andrebbero a ridurre con il teleriscaldamento.
Sempre riprendendo  una relazione dell'ingegner Cerani , in base a dati dell'Agezia nazionale per la   protezione dell'ambiente, le emissioni di mercurio , ossidi di azoto, diossine e soprattutto polveri  fini secondarie sono di diverse volte superiori a quelle ad esempio di una centrale a turbogas. Senza considerare le fonti alternative di  energia!
Credo non ci sia molto altro da aggiungere a riguardo, se non spezzare una lancia a favore dell'ex assessore Fattor, che evidentemente crede alla favola raccontata da tecnici e amministratori provinciali riguardo il "loro" inceneritore, costruito con tecnologia avanzatissima che l'aria la purifica invece di inquinarla (si sa qui in Provincia le cose le fanno sempre meglio che nel resto del mondo).
Passiamo alla seconda questione: una volta avviato l'impianto di teleriscaldamento e produzione di energia, sarà necessario tenere a regime il tutto, cioè continuare a foraggiare  l'inceneritore di rifiuti da bruciare, un inceneritore che viene costruito per bruciare 130.000 tonnellate di rifiuti all'anno.  Se così non fosse allora il bilancio energetico sarebbe ancora più negativo con una evidente ulteriore perdita in termini economici.
L''Appa ci informa che, rispetto al 2006 assistiamo ad una inversione di tendenza per i rifiuti prodotti che diminuiscono complessivamente. Sicuramente questo è il risultato dell'aumento delle raccolte differenziate, soprattutto nella città di Bolzano (meglio tardi che mai...) con la raccolta del rifiuto umido porta a porta. Prossimamente come ci ha promesso l'assessore all'ambiente del Comune di Bolzano, dovrebbero essere eliminati i cassonetti stradali per avere i bidoni del rifiuto indifferenziato nei condomini. Non è il massimo della furbizia come scelta, perché verrebbe da dire si prendono gli oneri e non gli onori, ma sicuramente una qualche influenza sulla produzione cittadina di rifiuti ci sarà ( studi sui differenti sistemi di raccolta stimano come intorno al 50% di raccolta differenziata il limite raggiungibile con questo sistema, rispetto all'attuale 40% circa). Vogliamo anche credere ai propositi dell'amministrazione provinciale riguardo una riduzione dei rifiuti a monte, troppo spesso enunciata e non ancora concretizzata in maniera apprezzabile.
Quindi presumibilmente si abbasserà ancora la quantità di rifiuti prodotta in provincia e smaltiti nell'inceneritore. Nel 2007 l'inceneritore ha bruciato 84.648 tonnellate di rifiuti.
E qui torniamo alla solita domanda che diventa sempre più inquietante: ma in questo inceneritore da 130.000 tonnellate cosa ci dovremmo bruciare?
Chiudo con una considerazione sempre del nostro ingegnere Cerani che è assieme una condanna e una speranza:
"Le reti di teleriscaldamento sono l'ultima chance per i monopolisti energetici prima della riduzione dei consumi, risparmio energetico, e uso massiccio delle fonti rinnovabili".
Dopo aver abbondantemente raschiato il fondo, forse cominceremo la risalita.
Paola Dispoto

Commenti   

 
0 #1 verena 2009-01-23 09:35
Concordo pienamente con i concetti espressi, aggiungo "da profana" (per usare un termine amato dal nostro Sindaco), che ormai ad ogni grande opera provinciale ci si chiede: "A chi gioverà quest'ennesima opera?" - di certo non a noi cittadini, visto che dalla Tav al Safety Park, passando per l'inceneritore e finendo sul progetto Thun al Virgolo, di benefici non ne traiamo. Problabilmente i benefici li trae chi ha ideato, appaltato, costruito o preso in gestione le strutture, ma non voglio essere maligna e pensare che nella nostra ricca ed onesta capitale delle mele le cose funizionino come nella Republica delle banane...
Vorrei aggiungere un punto importante nella discussione: la raccolta differenziata all'interno delle strutture pubbliche. Più precisamente all'interno dell'ospedale, dove non viene fatta nessuna raccolta differenziata dei rifiuti di diversa natura. A parte i rifiuti cosiddetti "contaminati" e perciò "pericolosi" che finiscono in scatoloni e sacchi gialli, il resto, dalla buccia di banane alla plastica, carta, cartone, giornali, ecc. finisce tutto in un sacco nero. La cosa è a dir poco scandalosa, visto che in una giornata si accumulano moltissimi sacchi di rifiuti per reparto. Ogni tanto poi si assiste a scene a dir poco surreali: personale delle pulizie (spesso extracomunitari sub-appaltati che probabilmente non vengono bene informati dai loro superiori) che inserisce questi sacchi neri nei cartoni dei rifiuti "pericolosi", cartoni che vengono poi inviati ad un inceneritore fuori provincia e il quale smaltimento è sicuramente pesante sia in termini ambientali che economici.
Questo aspetto dovrebbe venire approfondito, perchè io, a nutrire inceneritori e tasche, non ci sto più! Verena
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