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Emergenza nucleare

nonukes"Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenendo all'assemblea di Confindustria. "Non è più eludibile - ha aggiunto tra gli applausi. (Repubblica 12 maggio 2008)
Lì per lì le parole di Scajola sono sembrate una boutade post elettorale fatta per tenersi buona Confindustria; invece è una cosa seria anzi serissima e che esige una risposta popolare pronta anzi prontissima. Il problema è che di pronto c’è poco o nulla e di prontissimo ancora meno. Nell’87 ai tempi del referendum si era a pochi mesi da Chernobyl e la paura era tanta, il dibattito sul nucleare già vivo prima esplose subito dopo con il coinvolgimento di tutti soprattutto i sindacati che fecero un lavoro capillare di informazione contro le centrali nelle fabbriche e fuori, il referendum fu perciò un successone. Si tentò allora inutilmente di fare di Bolzano e Provincia un territorio denuclearizzato (sarebbe interessante una ricerca storica sulle posizioni dei partiti e dei movimenti di quegli anni).
Ora siamo punto e a capo con una situazione molto più complessa. La recente crisi economica con il suo seguito di cassa integrazione e licenziamenti e chiusure di aziende esclude con ogni probabilità il sindacato; ammenochè non si convincano che puntare sulle rinnovabili possa essere un buon motore per la ripresa economica. L’aggressività muscolosa, ignorante e disinvolta nell’uso del falso della destra fascista al governo complica ulteriormente la faccenda. Il governo sta già preparando il terreno. In febbraio 2009 sarà convocata una conferenza nazionale su energia ed ambiente nella quale cercheranno di convincerci della bontà dell’idea. La definizione dei siti su cui si trovano le centrali come aree militari la dice lunga sul tipo di coinvolgimento delle popolazioni interessate. Confindustria con i suoi lacchè nella politica a tutti i livelli, si è già mossa facendo pressioni sul governo perché faccia del nucleare una fonte rinnovabile di energia (bocciato dall’UE) e fornisca loro grandi quantità di energia a buon mercato costi quel che costi basta che il conto lo paghi lo stato, Enel, Edison A2A e gli altri big dell’energia si fregano le mani e preparano gli attrezzi, mazzette comprese. In Lombardia Formigoni ha già fatto sparire il progetto di un centro di ricerca sulle rinnovabili che doveva partire presso l’Alfa di Arese dismessa.  Il tutto in nome di un benessere fondato sui consumi e in cognome degli interessi della nazione.
La popolazione stessa ha ora la percezione che invertire la rotta dei consumi su posizioni di maggior risparmio energetico, voglia dire perdere il benessere acquisito negli ultimi anni. Significhi un ritorno brutale a quando non si aveva niente e si era poveri, un ritorno all’età della pietra. E l’attuale crisi finanziaria complica le cose con il suo carico di ansia e incertezza per il futuro e meno male che il petrolio è calato altrimenti il suo alto prezzo avrebbe reso preferibile l’alto rischio implicito nel nucleare piuttosto che soffrirne un uso più consapevole.
Occorre ricostruire una coscienza popolare sul nucleare, occorre rinnovare ogni informazione dall’estrazione dell’uranio alla dismissione delle centrali allo stoccaggio delle scorie. Bisogna ricordare la facilità degli incidenti e la possibilità delle catastrofi e l’uso militare delle scorie. È urgente chiarire che decrescita non significa perdere benessere ma guadagnarne. È necessario dire che l’uso intelligente dell’energia significa eliminare gli sprechi e non eliminare l’energia stessa. Bisogna cominciare ad impostare quei rinnovamenti dei costumi sociali che comportano coscienza civile nell’uso delle energie rinnovabili e il loro intrinseco potenziale di democrazia partecipata. Bisogna far diventare le energie rinnovabili desiderabili.
Occorre far diventare Bolzano e la Provincia terre denuclearizzate non tanto per noi ma quale segnale chiaro che questa gente non ci sta e per allargare le macchie d’olio del dissenso al  nucleare e nel contempo togliere terreno sotto i piedi a chi il nucleare lo vorrebbe mettere ovunque.

Argante Brancalion

Commenti   

 
0 #2 Lorenzo Lione 2009-01-26 16:26
La strategia europea va nella direzione di sfruttare le energie alternative. Assente ingiustificato l´Italia che vuole invece concentrare le "proprie" (nostre) risorse sul Nucleare.
Segnalo questo intervento di Umberto Guidoni, Scienziato,atro nauta, parlamentare europeo.

http://www.youtube.com/watch?v=mdJIHY6txaE

Lorenzo Lione

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0 #1 Anich Walter 2009-01-22 12:07
L'energia nucleare con il problema irrisolto delle scorie radioattive, i continui guasti nelle centrali nucleari e naturalmente le basi militari USA-NATO con le armi a testata nucleare (in Italia ad Aviano e Ghedi Torre con 90 ordigni atomici) sono un pericolo per l'umanità. Il futuro delle risorse energetiche consiste nella ricerca delle energie alternative che esige naturalmente un più sostanzioso appoggio finanziario da parte degli stati d'Europa e del mondo intero.
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