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NUCLEARE

Simulazione di ricaduta di sostanze radioattive sull´Alto Adige - Südtirol

GREENPEACE  Austria ha bloccato l´ingresso dell´ambasciata italiana a Wien il 15 settembre 2010 per protestare contro la ripresa del programma nucleare italiano.

In questa occasione é stato reso pubblico uno studio commissionato da GREENPEACE Austria nel quale sono state simulate le zone di ricaduta delle sostanze radiottive eventualmente rilasciate da una centrale nucleare situata a Chioggia in seguito ad un incidente alla centrale stessa.

Seguendo questo collegamento é possibile trovare una sintesi del documento menzionato. In particolare si puó notare che in una delle due simulazioni basate su dati metereologici reali la zona con la maggiore ricaduta sarebbe a nord di Chioggia parallelamente alla Valle dell´Adige con valori prossimi ai valori di punta fino a Bolzano.

Claudio Campedelli

No Nuke! ...E allora?

Negli ultimi anni la discussione sull'energia nucleare è tornata drammaticamente alla ribalta. Si pianificano nuove centrali nucleari sul territorio italiano, ignorando del tutto il rifiuto per il nucleare espresso dalla popolazione italiana con il referendum del 1987.

Si prendono accordi con la Francia, quando ancora non siamo riusciti a risolvere, per fare un esempio, il problema dello stoccaggio delle scorie nucleari delle centrali chiuse da oltre 20 anni. E anche se a livello provinciale abbiamo avuto rassicurazioni sulla netta contrarietà dei governatori provinciali al progetto del nucleare, gli interrogativi da porsi rimangono tanti: qual'è lo scenario energetico dell'Italia? L'energia nucleare risolverebbe il problema energetico italiano? E le energie alternative?

Per provare a rispondere a queste ed altre domande, mercoledì 9 giugno alle ore 18 ci troviamo presso il teatro del Centro Giovani Vintola 18 con il professor Gianni Tamino - docente di Biologia generale e  di Fondamenti di Diritto ambientale al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova; fa inoltre parte del corpo docente del Corso di specializzazione in Bioetica a Padova, nel 1985 è stato tra i promotori del referendum antinucleare, ex europarlamentare - e con Sepp Kusstatscher - ex europarlamentare, esponente di spicco dell'area ecologista altoatesina. Dopo gli interventi è previsto uno spazio per la discussione e la partecipazione del pubblico con domande e dubbi da sottoporre ai due relatori.

Gli interventi saranno nella lingua madre dei due relatori, con una sintesi proiettata nell'altra lingua.

Tutti i cittadini interessati sono invitati a partecipare.

Ritorno al passato

scarlino-nucleare_0983Dopo l'accordo (o pre accordo ? o UFO?) siglato da Berlusconi con Sarkozy, si moltiplicano le iniziative e gli interventi contro una decisione che è perfino fastidioso commentare per la mole di controindicazioni e per l'assurdità energetico-economico-ambientale- salutare della scelta.
Quello che però si aggiunge in questo caso e che fa paura, è la perdita completa dei percorsi di democrazia e di partecipazione dei cittadini.
E non crediamo che la nostra "isola felice" il Sudtirolo, possa vivere con indifferenza questa scelta, delle cui conseguenze saremo comunque investiti.

Istituzioni, associazioni e cittadini sono invitati fin da subito a prendere chiara e decisa posizione verso questo ritorno al passato senza futuro e come primo passo dichiariamo l'Alto Adige zona denuclearizzata, in modo da respingere da subito qualsiasi coinvolgimento in questa operazione.

C.Vedovelli

GREENPEACE SABATO ATTIVITA' ANTI-NUCLEARE NELLE 4 CITTA' DEI VECCHI SITI

ROMA 6 marzo 2009- La mattina di sabato 7 marzo gruppi di volontari di Greenpeace saranno nelle cittadine dei 4 vecchi siti nucleari, Trino Vercellese, Caorso, Latina e Sessa Aurunca (centrale del Garigliano) e a Roma per spiegare "Cosa fare in caso di incidente nucleare".
Il depliant, oltre a contenere le critiche di Greenpeace al nucleare, riporta le istruzioni date ai cittadini americani dalla FEMA, l'agenzia federale per la gestione delle emergenze.

A Roma, sabato mattina, dalle ore 9 alle 12 davanti Largo di torre Argentina alcuni attivisti porteranno finti bidoni di scorie radioattive e, indossando indumenti e maschere protettive, spiegheranno alla gente cosa fare in caso di incidente nucleare.

Nel depliant si leggono le azioni consigliate per ridurre i rischi in caso di emergenza nucleare.
Si ricorda ad esempio di fare scorte, liberarsi degli abiti contaminati, aiutare vicini di casa in difficoltà (disabili, bambini, anziani) e, in caso di evacuazione, di allontanarsi quanto più possibile dalla sorgente delle radiazioni.

"Quest'ultimo punto va ricordato a chi dice che, siccome siamo già circondati da centrali nucleari e importiamo energia, tanto vale costruirle in Italia. Questa è una affermazione falsa e tendenziosa perchè i rischi sono tanto maggiori quanto vicina è la sorgente, principio fondamentale della radioprotezione" spiega Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace.

Link:

"Cosa fare in caso di incidente nucleare"

 

 


Uranio e Gas Serra

no_nukeLe emissioni nel ciclo di produzione

Tra le motivazioni esibite dal ministro Scajola per un ritorno italiano al nucleare, c’è la riduzione di emissioni di gas serra, soprattutto CO2  :“ce lo chiede l’Europa” dice.
Il ministro però prende in considerazione le sole emissioni degli impianti in esercizio, infatti le centrali nucleari emettono quantità piuttosto contenute- anche se non proprio trascurabili -di gas serra. Per una valutazione seria delle emissioni complessive di un impianto termonucleare bisogna tener conto degli inquinanti emessi durante la costruzione delle centrali, la loro messe in funzione, il loro esercizio, la produzione e il trasporto del combustibile, lo stoccaggio del combustibile esaurito ed infine lo smantellamento dell’impianto a fine vita.
Per la loro costruzione gli impianti nucleari abbisognano di grandi quantità di combustibile fossile, non solo per le esigenze di cantiere ma anche per il largo utilizzo di enormi quantità di acciai speciali, zirconio e cemento, materiali fortemente energivori nella loro preparazione.

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Emergenza nucleare

nonukes"Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenendo all'assemblea di Confindustria. "Non è più eludibile - ha aggiunto tra gli applausi. (Repubblica 12 maggio 2008)
Lì per lì le parole di Scajola sono sembrate una boutade post elettorale fatta per tenersi buona Confindustria; invece è una cosa seria anzi serissima e che esige una risposta popolare pronta anzi prontissima. Il problema è che di pronto c’è poco o nulla e di prontissimo ancora meno. Nell’87 ai tempi del referendum si era a pochi mesi da Chernobyl e la paura era tanta, il dibattito sul nucleare già vivo prima esplose subito dopo con il coinvolgimento di tutti soprattutto i sindacati che fecero un lavoro capillare di informazione contro le centrali nelle fabbriche e fuori, il referendum fu perciò un successone. Si tentò allora inutilmente di fare di Bolzano e Provincia un territorio denuclearizzato (sarebbe interessante una ricerca storica sulle posizioni dei partiti e dei movimenti di quegli anni).
Ora siamo punto e a capo con una situazione molto più complessa. La recente crisi economica con il suo seguito di cassa integrazione e licenziamenti e chiusure di aziende esclude con ogni probabilità il sindacato; ammenochè non si convincano che puntare sulle rinnovabili possa essere un buon motore per la ripresa economica. L’aggressività muscolosa, ignorante e disinvolta nell’uso del falso della destra fascista al governo complica ulteriormente la faccenda. Il governo sta già preparando il terreno. In febbraio 2009 sarà convocata una conferenza nazionale su energia ed ambiente nella quale cercheranno di convincerci della bontà dell’idea. La definizione dei siti su cui si trovano le centrali come aree militari la dice lunga sul tipo di coinvolgimento delle popolazioni interessate. Confindustria con i suoi lacchè nella politica a tutti i livelli, si è già mossa facendo pressioni sul governo perché faccia del nucleare una fonte rinnovabile di energia (bocciato dall’UE) e fornisca loro grandi quantità di energia a buon mercato costi quel che costi basta che il conto lo paghi lo stato, Enel, Edison A2A e gli altri big dell’energia si fregano le mani e preparano gli attrezzi, mazzette comprese. In Lombardia Formigoni ha già fatto sparire il progetto di un centro di ricerca sulle rinnovabili che doveva partire presso l’Alfa di Arese dismessa.  Il tutto in nome di un benessere fondato sui consumi e in cognome degli interessi della nazione.

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Stopglyphosate

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Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio