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ENERGIA

i problemi irrisolti del nucleare

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il nucleare non serve

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I bio imbrogli

 biocarburanteSaranno le nuove tecnologie a salvare il pianeta dalla crisi del petrolio e soprattutto dai gas serra con relativo riscaldamento globale? Molti lo credono e l’uso dei biocarburanti sembrerebbe essere una soluzione ideale. Il mondo della pubblicità lo ha capito benissimo e ormai si sprecano le auto ecologiche, gli incentivi ecologici e  i biocarburanti . Ma è sufficiente essere bio od eco per essere veramente biocompatibili ed ecologici ?

Secondo il professore Perrino del C.N.R. certamente no, soprattutto perché spesso di bio c’è solo il nome ma dal punto di vista del consumo energetico e della produzione di Co2 l' emissione che si ottiene con l' utilizzo di biocarburanti pare essere superiore a quella che si ha con le fonti fossili , anzi proprio questo tipo di tecnologia che utilizza colture alimentari  per creare carburanti potrebbe portare ad un disastro ecologico favorendo la deforestazione, l' estinzione di specie e l' incremento dei prezzi degli alimenti , favorendo inoltre lo sviluppo di monocolture tipo OGM  ( geneticamente modificate).

L’ Alto Adige, sempre all’avanguardia in tutto, per non rimanere indietro ha progettato, così come ha evidenziato Cristina Cury  in un' interpellanza del 2.10.07 , almeno due centrali termoelettriche che, utilizzando l’olio di palma, contribuiranno così  alla diffusione di quello che viene definito dal professore Perrino  il “diesel da deforestazione”.

Relazione sull'insostenibilità dei biocarburanti da colture alimentari e non alimentari del professor  Pietro Perrino, Dirigente di Ricerca del C.N.R.- Istituto di Genetica Vegetale ,tratta dal sito Ecceterra di Nimby trentino 

Scajola e il nucleare

Da Repubblica 22 maggio 2008

Tra gli applausi di Confindustria il ministro annuncia tempi stretti per il ritorno all'atomo
"Le prime pietre degli impianti saranno poste entro questa legislatura"

Scajola: "Nuove centrali nucleari
costruite entro cinque anni"

L'Enel: "Noi siamo pronti a partire". Realacci: "E' ideologia, finirà come l'articolo 18"

 

ROMA - "Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenendo all'assemblea di Confindustria. "Non è più eludibile - ha aggiunto tra gli applausi - un piano di azione per il ritorno al nucleare", chiarendo che non si tratta di affermazioni di principio ma di un "solenne impegno assunto da Berlusconi, con la fiducia, che onoreremo con convinzione e determinazione".

"Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente", ha detto ancora il ministro rivolto alla platea degli imprenditori, ribadendo quindi la necessità di "ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi".

Parlando più in generale di energia, Scajola ha ricordato che "l'obiettivo della crescita non può essere conseguito senza affrontare con estrema risolutezza e senso di responsabilità" la questione, anche alla luce della "particolare vulnerabilità dell'Italia". Il Paese ha bisogno di energia "a costi competitivi, in quantità adeguate e in condizioni certe: la bolletta energetica pesa per 60 miliardi di euro e rende negativa la nostra bilancia commerciale".

Il ministro ha detto anche che "bisogna agire con forza lungo tre direttrici: diversificazione, infrastrutture e internazionalizzazione". Per raggiungere gli obiettivi e "rilanciare gli investimenti semplificheremo gli iter autorizzativi, promuoveremo il dialogo con il territorio, premiando con incentivi e iniziative di sviluppo le popolazioni interessate ai nuovi insediamenti". E in questa azione, ha anticipato, sarà consentita anche la possibilità di "estendere l'uso dei termovalorizzatori per la produzione di energia, ottimizzando il ciclo dei rifiuti".


"Ereditiamo inefficienze e ritardi, accumulati negli ultimi 20 anni dall'ultimo piano energetico nazionale: è ora di voltare pagina", ha proseguito annunciando una "strategia energetica nazionale" che "sarà sottoposta a pubblica consultazione e dibattito attraverso una Conferenza nazionale per l'energia e l'ambiente".

L'annuncio del ministro ha suscitato subito reazioni contrastanti. Tra gli entusiasti, l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, che ha dato subito la disponibilità della sua azienda a fare la sua parte. "Siamo pronti ed effettivamente la durata della legislatura, pari a cinque anni, può essere un percorso realizzabile", ha spiegato. Simile la posizione espressa da Edison. "E' particolarmente condivisible  l'apertura del nuovo governo al nucleare, e più in generale alla diversificazione del mix energetico", ha osservato l'amministratore delegato Umberto Quadrino. "Edison - ha proseguito - è pronta a fare la sua parte e a lavorare con il governo alla realizzazione del piano". Di segno opposto il commento di Ermete Realacci, ministro ombra dell'Ambiente. "Non si può tornare al nucleare - ha sostenuto - perché è una scelta costosa e ideologica. E' come l'articolo 18, e sappiamo com'è finita quella battaglia".

Sempre in tema energetico, Scajola davanti alla platea di Confindustria ha affrontato anche la questione del caro petrolio. "Utilizzeremo detassazioni mirate dei carburanti per le forme di trasporto che più incidono sui costi dei principali beni e servizi", ha annunciato. I rialzi, ha detto ancora il ministro, "si combattono in un solo modo: con un'iniezione di maggiore concorrenza" e in questa direzione "renderemo più efficace il monitoraggio per segnalare all'Antitrust i comportamenti lesivi a danno dei cittadini".

5 MINUTI DI BUIO SU TUTTO IL PIANETA

1 FEBBRAIO 2007:

L'ALLEANZA PER IL PIANETA TERRA (gruppo francese di associazioni ambientali) lancia un appello semplice a tutti i cittadini del pianeta:

 spegnete la luce il 1 febbraio 2007

tra le h. 19.55 e le h.20.00 : 5 minuti per il nostro pianeta!

Non si tratta di economizzare l'elettricità, ma di attirare l'attenzione dei cittadini e dei media, sullo spreco di energia e l'urgenza di mettere nelle agende dei nostri politici le questioni ambientali.

Il cambiamento climatico ci riguarda tutti, ma è un argomento purtroppo che sembra non importare molto!

E' stato scelto il 1 febbraio perchè in quel giorno verrà pubblicato il nuovo rapporto del gruppo di esperti climatici delle nazioni unite.

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