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ACCIAIERIE

Una tossica eredità

acciaierieTroviamo conferma sul  bollettino della Provincia di Bolzano del mese di novembre quanto si sospettava da anni: l'inquinamento dei terreni e della falda con silicati, fluoruri, amianto, scorie, olii e metalli pesanti causati dalle attività industriali in zona Industriale a Bolzano. Il notiziario specifica anche che essendo le Acciaierie ancora in piena attività sono state eseguite minachbonifiche parziali con costi per altro in parte sostenuti dalla Provincia stessa.

Pensando di interpretare i dubbi di tutti i lettori dell'articolo abbiamo richiesto dei chiarimenti al direttore dell'agenzia per l'Ambiente dottor Minach. Di seguito riportiamo le domande e le risposte così come ci sono arrivate e una breve nota conclusiva.

1) Domanda Qual'è stato l'impatto sanitario sulla popolazione bolzanina causato dall'inquinamento di terreni e falda durante gli anni di piena attività delle Acciaierie, della Magnesio e dell'Alumix?
Risposta Per informazioni sanitarie è possibile rivolgersi alla ripartizione sanità. Possiamo però dire che la qualità dell'acqua della conca di Bolzano è sempre stata indi­cata come un'acqua dalle caratteristiche addirittura migliori ri­spetto alle acque minerali at­tualmente in commercio (vedi Corriere dell'Alto Adige del 11 giugno 2005).

2) D. Cosa è stato fatto dalle autorità competenti dell'epoca per prevenire un tale disastro e chi erano i responsabili?
R. L'assessorato provinciale all'ambiente esiste a partire dal 1972, le attività indu­striali sono state invece insediate a Bolzano a partire dagli anni '30.

3) D. Quali sono i pericoli ambientali indotti oggi dagli inquinanti che non sono stati rimossi presso le Acciaierie?
R. ancora nel 2001 da parte dell'APPA (ufficio gestione rifiuti) è stato elaborato un progetto di adeguamento della bonifica delle acciaierie alle nuove direttive sulle bonifiche. Il pro­getto conteneva anche un'analisi di rischio che valutava i rischi collegati alla perma­nenza nel suolo di un residuo di contaminazione. Possibilità comunque prevista sia dalla norma­tiva statale che da quella provinciale. Dal 2001 a oggi sono stati quindi effettuati (2003-2004) gli interventi previsti in progetto. Resta in sospeso la realizzazione di una bar­riera idraulica.

4) D. Con l'attuale attività produttiva delle Acciaierie prosegue l'inquinamento di falda e ter­reni?
R. l'attuale attività viene svolta nel rispetto della normativa ambientale in termini di tutela del suolo e delle acqua. In caso d'inquinamento scattano i provvedimenti sanzio­na­tori del caso che nel caso di inquinamento del suolo o delle acque e mancata bonifica pre­vedono la pena dell'arresto da sei mesi a un anno (art. 257 del D. Lgs. 152/2004);

5) D. Come mai i costi di bonifica vengono sostenuti dalla Provincia e non dalle società re­sponsabili dei danni (44 milioni di Euro)?
R. per quello che riguarda le acciaierie nell'ambito della acquisizione del terreno è stato concordato con l'allora proprietario (Falk) un prezzo che tenesse conto della neces­sità delle bonifiche. A partire da quel momento la provincia (ripartizione industrie) per quest' area si è accolta gli oneri di bonifica.
Per quello che riguarda la Magnesio è stata trattenuta la cauzione che la stessa ditta aveva versato a favore della Provincia. Questa cauzione tuttavia ha coperto solo parzial­mente gli oneri di bonifica e attualmente è in corso un contenzioso in sede civile.
Va comunque osservato che come previsto dalla normativa nazionale e provinciale la bo­nifica è un opera di somma urgenza e di pubblico interesse, quindi, nel caso il responsa­bile non si attivi o non si attivino altri soggetti, interviene sem­pre l'ente pubblico che poi ha diritto di rivalersi nei confronti dei responsabili.

6) D. Le acciaierie hanno negli anni usato le loro scorie per costruire alcune strade cittadine, quali sono queste strade? Quale è lo stato attuale della loro bonifica? Quale è il pro­gramma provinciale per una loro completa bonifica?
R. Negli ultimi anni in cantieri di bonifica e non, sono state ritrovate episodiche sac­che di terreni contaminati da presunte scorie delle acciaierie per le quali si è sempre prov­veduto alla bonifica. Non vi è allo stato attuale la possibilità tecnica di individuare e di di­stinguere le singole sacche se non tramite scavi ampi, non giustificati in considerazione che non vi e' un rischio concreto.


Leggendo queste risposta rileviamo che l'agenzia provinciale per l'ambiente  per 30 anni  ha lasciato che le industrie inquinassero terreni, falde e atmosfera prendendo provvedimenti "di somma urgenza e di pubblico interesse" solo dal 2001.

Ringraziamo il dottor Walter Huber ex direttore dell'agenzia che dopo 36 anni di operato ( o non operato) in questi giorni va in pensione.

Alessandro Cosi

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