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Documenti su Rifiuti

PATRIZIA GENTILINI

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Inceneritore evitabile nel Trentino

Riceviamo e pubblichiamo.

          Si può e si deve evitare l'inceneritore nel Trentino.

          Un mese fa il capo della Protezione civile nazionale e sottosegretario alla alla Presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, ospite d'onore a Bolzano all'inaugurazione della fiera"Civil Protect", dedicata alla protezione civile, ha tessuto l'elogio al sistema di protezione civile nella provincia di Bolzano:" avete quasi 20 mila volontari, è un numero strabiliante, siete un modello per tutta Italia"

          Tuttavia ha lanciato un appello a prevenire le emergenze"evitando di costruire nelle zone che presentano rischi di natura idrogeologica"( Quasi presagisse l'intenzione da parte delle amministrazioni locali di costruire in zone di pericolo, come, a mo' di esempio, la nuova cantina  di Gries in quel di San Maurizio)

          Meno sperticato è stato l'elogio per quanto riguarda la gestione dei rifiuti solidi.

          A margine dell'inaugurazione il capo della protezione civile non si è sottratto alle domande dei giornalisti su un tema spinoso come quello del termovalizzatore.

        Del resto il giorno prima di venire a Bolzano, Bertolaso si trovava ad Acerra, in Campania, a inaugurare, assieme al premier Berlusconi, il termovalorizzatore che andrà a smaltire 600 mila tonnellate di rifiuti.

          "Il nuovo inceneritore è necessario"

         "La raccolta differenziata non basta a risolvere il problema dei rifiuti" ha sottolineato Bertolaso.

         "Qui da voi c'è un termovalorizzatore, ma anche un sistema di raccolta differenziata: è questo un giusto"mix""

          L'inceneritore di Bolzano è costituito da due linee: la prima installata nel 1988; la seconda nel 1994 per una capacità complessiva di 120.000 tonnellate annue.

          "L'attuale struttura è obsoleta e necessita di interventi periodici per lavorare a pieno regime""Le spese di manutenzione ammontano a circa 6 milioni  di euro l'anno, di cui 5 per quella ordinaria e 1, mediamente, per quella straordinaria" rileva, ai primi di maggio 2008, il direttore dell'ufficio, dott. Giulio Angelucci. Il quale aggiunge:"E questi costi aggiuntivi vanno a ricadere, inevitabilmente, sulle tariffe che pagano i contribuenti"-

          Era urgente perciò sostituire l'attuale impianto con la costruzione di uno nuovo di ultima generazione capace di trattare 130.000 tonnellate l'anno  di rifiuti   indifferenziati tal quali( oltre 16 tonnellate/ora) con una produzione di oltre 19 GWh  di energia elettrica e circa 25 GWh  di energia termica. Quest'ultima sarà immessa nelle condotte di teleriscaldamento, del quale beneficeranno circa 590 appartamenti.

         Il maxi-appalto da 81 milioni di euro è stato aggiudicato  a un'associazione temporanea di imprese(ATI), di cui è capo-gruppo la Spa Atwanger di Bolzano, la quale ha  già costruito la seconda linea dell'impianto di Padova ed è impegnata per un appalto di 26 milioni di euro a Poggibonsi, su incarico della Siena Ambiente. Dell'Ati fa parte anche la Ladurner che ha costruito, nell'arco di un anno, l'impianto di Fusina di Marghera(VE).

        Il nuovo inceneritore  di Bolzano è già in fase di costruzione e una commissione tecnica(tavolo tecnico costituito dalla Provincia) vigilerà sulla costruzione e sul funzionamento del nuovo termovlorizzatore.

        Si continua a sostenere che l'inceneritore è l'ultimo anello della catena, che chiude il ciclo del trattamento dei rifiuti. Il che in effetti non corrisponde al vero.

        Infatti sarà necessaria un'idonea discarica dove collocare il quasi 30 per cento del residuo bruciato, vale a dire le scorie(ceneri) che si depositano alla base del camino, delle quali alcune sono assai tossiche.

      Attualmente l'inceneritore di Bolzano produce oltre 17.000 tonnellate di scorie, le quali vengono trasportate in Germania e vengono sotterrate con adatti accorgimenti in idonei suoli. E anche ciò contribuisce a aumentare la tariffa

       Alla seconda riunione al tavolo tecnico è emerso che, dopo la raccolta dell'umido, entrata in funzione oltre un anno fa, il residuo secco che entra nell'inceneritore  possiede un potere calorifico inferiore  intorno a 3.300 kcal/kg a fronte dei 2550 kcal/kg antecedenti.

         Il che indica che il nuovo impianto è sopra-dimensionato.

         Se poi si provvedesse a trattare il residuo secco indifferenziato in un impianto meccanico-biologico(TMB)(tipo Vedelago) si avrebbe un'ulteriore differenziazione, dopo quella fatta dai cittadini.

        Basterebbe cpsì un impianto della capacità nominale di circa 50.000 tonnellate per la provincia di Bolzano.

        Altrettanta capacità sarebbe necessaria per la provincia di Trento.

        Un impianto della capacità di 100.000 tonnellate sarebbe più che sufficiente per bruciare la frazione di residuo rimasto dopo il TMB e della provincia di Bolzano e di quella di Trento.

         Pertanto  un inceneritore della capacità di 130.000 tonnellate l'anno basta e ne avanza per entrambe le province di Bolzano e di Trento.

        A meno che la provincia di Trento opti di collocare tale frazione di residuo in idonea discarica.

        Con il che si dimostra che in ogni caso(sia che si intenda utilizzare l'inceneritore di Bolzano per mantenerlo a regime sia che si intenda ricorrere a una adatta discarica), l'inceneritore nel Trentino non è necessario.

 

Renzo Segalla

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