Grazie sindaco Miorandi per il CDR, ma preferiamo un’altra gestione dei rifiuti

Creato Lunedì, 05 Novembre 2012 15:13

L’iter del nuovo inceneritore di Bolzano sud, in costruzione, è una vicenda emblematica dell’eccessiva condivisione di intenti tra politica, imprenditoria locale e sistema bancario nella nostra provincia.
L’Alto Adige dovrebbe di fatto dipendere per i prossimi trent’anni da un impianto che li costringerà a conferire rifiuti,  che già oggi scarseggiano, e a pagarne pesantemente i costi in bolletta.
Una situazione gestionale, la nostra,  che è “indietro con la differenziata” – come sostiene il sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi - non per negligenza o insufficiente applicazione della popolazione, ma perché il bisogno di business di pochi ha prevalso su tutto.
E malgrado Miorandi lo sappia, si propone di “darci una mano” conferendo all’inceneritore “non più di due autotreni al giorno di cdr”. Lo ringraziamo di aver risposto all’sos dei futuri gestori dell’impianto, ma possiamo cavarcela diversamente e meglio, senza alcun “contributo” esterno.


Abbiamo appreso che il progetto dell’inceneritore trentino è stato saggiamente archiviato. Ringraziamo cittadini e amministratori che in questi anni hanno contribuito ad approfondire ogni aspetto critico del progetto, evitando che fosse realizzato.
Il suo punto di non ritorno è l’insostenibilità economico-finanziaria del progetto. Su questo aspetto determinante, invece, la vicenda dell’inceneritore di Bolzano ha visto una inusuale “armonia d’intenti” tra politica e imprenditoria locale. Un caso poco esemplare, già raccontato da Luca Marcon nel suo dossier “Il business dei rifiuti” che anticipava i nomi dei vincitori dell’appalto dei lavori.

In Trentino si sta procedendo con una gestione che privilegia elevati livelli di raccolta differenziata, ora al 70%, investendo su miglioramento e progressiva riduzione del residuo. A Trento città si raccoglie il rifiuto con il sistema porta a porta e tra poco sarà applicata la tariffa puntuale. A Bolzano, viceversa, ci si preoccupa di chi e come pagherà l’inceneritore, mentre il nuovo sistema di raccolta nel Comune di Bolzano, un “quasi” porta  a porta condominiale, stenta a partite per difficoltà organizzative.
Il sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi, non se ne preoccupa. Apprendiamo da l ’Adige del 25 ottobre che, alla domanda del giornalista su come si potrebbe gestire la frazione residua dei Trentini, risponde che la destinerebbe all’inceneritore di Bolzano. Dice Miorandi:  “Ho fatto due conti con la calcolatrice, sarebbero non più di due autotreni al giorno di cdr di cui loro, che sono ancora indietro con la differenziata, avranno in futuro bisogno. Pensiamoci. È un tema da rilanciare”.

Miorandi, ex direttore di Idecom, un’azienda del gruppo Ladurner, dovrebbe sapere bene perché gli altoatesini “sono ancora indietro”, visto che ha conosciuto da vicino le vicende del nuovo inceneritore di Bolzano tanto da suscitare una domanda sul conflitto di interessi (vedi articolo sotto riportato) da parte di Questotrentino - aprile 2010. Per chi non lo ricordi, il gruppo Ladurner ha partecipato all’ATI che sta costruendo il nuovo inceneritore di Bolzano.
Nel novembre 2010, parlando della situazione trentina, Miorandi affermava: “Io penso che serve un inceneritore per smaltire ciò che resta a valle della raccolta differenziata.” (oggi, però, pare sollevato perché il progetto dell’inceneritore trentino è stato archiviato). E proseguiva, rassicurante: “Non dobbiamo avere paura degli impianti, il camino di un inceneritore può avere più impatto emozionale, ma una discarica ha un impatto ambientale ben maggiore che non si vede».

Miorandi dovrebbe dunque sapere perché l’Alto Adige non è “bravo” come il Trentino nella raccolta differenziata, con un Piano provinciale di gestione dei Rifiuti troppo datato che, assurdamente, vieta la raccolta della plastica, non consentendo di attuare politiche di riduzione dei rifiuti, sia a monte che a valle.
Non è rassicurante ricordargli che l’inceneritore di Bolzano residuerebbe circa 40.000 ton/anno di ceneri, tra queste circa 6.000 ton/anno di ceneri tossiche, mentre se solo Trentino e Alto Adige decidessero di investire innanzitutto su riduzione e riciclaggio, potrebbero residuare insieme un quantitativo di rifiuto minore, né pericoloso né tossico.

La soluzione della gestione del rifiuto residuo bolzanino non può né deve essere quella di bruciare i rifiuti degli altri, mascherati da (ex) CDR. Noi chiediamo, invece, ai cittadini trentini di sostenerci nella nostra presenza quotidiana di sottrazione di rifiuti all’inceneritore, di costante vigilanza perché venga applicata la normativa europea in ogni sua prescrizione, perché venga rivisto il Piano provinciale e implementato il sistema di raccolta porta a porta di tutte le frazioni con l’applicazione della tariffazione puntuale.

Su una cosa, almeno, concordiamo con Miorandi; effettivamente è un tema da rilanciare, ma da rilanciare al mittente.

Ambiente e Salute - Bolzano

 

Questotrentino n. 4, aprile 2010

Conflitto d’interessi?

Di Andrea Miorandi, candidato sindaco per il centrosinistra circola, soprattutto via Internet la voce di un conflitto d’interessi: dipendente della società Ladurner, interessata all’inceneritore di Bolzano, non sarebbe la persona più neutrale nell’approcciarsi al tema rifiuti. Gli giriamo il problema.

“Sono amministratore delegato di Idecom, del gruppo Ladurner. L’Idecom è una società che ho creato io con i miei collaboratori: progetta i servizi per la raccolta differenziata, che abbiamo realizzato in circa 600 comuni italiani, detenendone il record (sopra l’80% in Val di Fiemme). Darmi dell’inceneritorista è una falsità”.

La Ladurner non fa inceneritori?
“Fa parti meccaniche per il trattamento rifiuti, sia quello meccanico-biologico che per l’inceneritore, ed è entrata nella cordata che ha partecipato al bando per l’inceneritore di Bolzano”.

Si dice che lei, con l’assunzione alla Ladurner, sugli inceneritori sia diventato più possibilista.
“Non sono mai stato tenero verso le scorciatoie, tipo i grandi inceneritori visti come unica soluzione. Sono invece per la gestione sostenibile, la riduzione, il riciclaggio, la differenziata spinta e alla fine del ciclo, dove le opportunità lo permettono, l’impianto che brucia il Cdr (combustibile derivato dai rifiuti, n.d.r.), non l’inceneritore che brucia il rifiuto residuo. Poi sono un dipendente della Ladurner, e se facessi il sindaco, dovrei licenziarmi”.