L'inceneritore di Bolzano visto dalla luna...

Creato Sabato, 21 Settembre 2013 14:16

 

Il 14 settembre sul suo blog, Nicola Dall'Olio, esponente di punta de PD di Parma, parla in toni entusiastici dell'inaugurazione del nuovo inceneritore di Bolzano, chiosando così "... Le istituzioni apparivano fiere dell’investimento realizzato e anche piuttosto smaniose di inaugurarlo (cosa che dubito accadrà a Parma). Non c’era notizia di un fronte ampio e organizzato di contrapposizione all’opera. Leggendo gli articoli pubblicati per più giorni, l’impressione era che l’impianto fosse ben spendibile in termini di consenso da parte degli amministratori (l’onnipresente e eterno Luis Durnwalder).."

Di seguito la replica di Argante Brancalion, di Ambiente e Salute.

 

Egregio sig. Dall'Olio

Ho letto degli incanti del nuovo inceneritore di Bolzano. Le informazioni che scrive le ha trovate sull'Alto Adige un giornale ben allineato sulle posizioni dell'amministrazione pubblica altoatesina e sono perciò di parte. Non gliene voglio vista la fonte e visto il fatto che lei qui da noi c'è stato da turista e come turista scivola sulla superficie delle cose non potendone andare a fondo. In effetti a Bolzano da 2005 a questa parte c'è un'associazione che sotto il nome di Ambiente & Salute ha cercato e cerca in ogni modo di contrastare la costruzione dell'inceneritore prima e di spegnerlo o almeno togliergli più combustibile possibile ora.. I giornali locali parlano pochissimo di Ambiente & Salute e l'Alto Adige ancora meno, di una decina di lettere che ho spedito al giornale ne hanno pubblicate tre e a tema ormai lontano. Ma ciò non impedisce il nostro quotidiano, faticoso impegno. Non sto a farle qui la storia di A&S che è tutta registrata nel nostro sito http://www.ambientesalute.org/ . Certamente a Bolzano il dibattito non è stato acceso come a Parma o a Trento (dove l'inceneritore non lo fanno più) ma L'Alto Adige è diverso, qui l'SVP (partito monoetnico con maggioranza assoluta in consiglio provinciale) usa il ricatto economico in modo sistematico e coalizzare certi strati di popolazione è più difficile che altrove. Questo spiega il silenzio dei contadini delle campagne attorno all'inceneritore Caldaro compreso, il silenzio delle valli attraversate dalla TAV e molti altri silenzi in campo ambientale e sociale.

 

L'inceneritore è finito e acceso e fa bella mostra di se presso l'uscita autostradale di Bolzano sud, una enorme vela verde nasconde il mostro capace di trasformare 130.000 ton di rifiuti in 45.000 tonnellate di ceneri e 85.000 di gas. Certo le stime ufficiali (tutte sulla carta) sembrano mostrare un gioiellino tecnologico e delicato che è l'orgoglio di quanti l'hanno voluto. Ha un sacco di bei filtri che però filtrano solo quelle sostanze che ad oggi e per legge sono ritenute dannose per la salute e l'ambiente. Però quelle 80.000 ton di gas non sono ossigeno puro e nessuno è in grado dirci quanto fanno bene e cosa succederà in futuro al respirare le altre ben 250 sostanze di cui è composto. Tanto più che il mostro è situato cinicamente a circa 1500 metri da un quartiere densamente abitato e a meno di 300 metri dalla zona industriale dove sono migliaia le persone che ci lavorano. A questo bisogna aggiungere che i calcoli richiesti dall'APA per stabilire le zone di maggiore ricaduta dei fumi sono stati fatti usando un modello che vede la conca cittadina come se fosse piatta, senza prendere in considerazione le correnti che salgono e scendono dall'adiacente montagna, (la città di Bolzano è tra le più inquinate d’Italia) e non considerano nemmeno un fenomeno atmosferico tipico della nostra conca, l'inversione termica che fa si che d'inverno uno strato di aria calda impedisce all'aria sottostante (superinquinata) di risalire e disperdersi. A questo proposito è interessante leggere sul nostro sito la dettagliata relazione del Dott. Koch sulla dispersioni degli inquinanti della zona. I calcoli di cui sopra indicano la zona di maggiore ricaduta al centro dei nuovi quartieri a due chilometri di distanza, anch'essi appena costruiti e più precisamente in un parco giochi, così i bambini si risparmieranno la fatica di crescere. Le amministrazioni sia provinciale APA e assessorato all'ambiente in primis ma non di meno il Comune hanno dimostrato un cinismo impressionante che la dice lunga sull'attenzione Altoatesina all'Ambiente e alla Salute. Ciò che lei riferisce è più che altro frutto di immagini da cartoline ben truccate. Anche in Alto Adige abbiamo i nostri grattacapi con l'ambiente tra aeroporto , TAV , piste da sci e Centrali e centraline elettriche.

 

Le principali motivazioni alla costruzione di cotanto mostro riguardavano la possibilità di trarre dal calore dei rifiuti sia energia elettrica per qualche migliaia di famiglie che energia calorica per una rete di teleriscaldamento che avrebbe dovuto servire i nuovi quartieri e l'ospedale. Ora l'energia elettrica viene regolarmente prodotta e venduta e le famiglie pagano lo stesso prezzo di prima. Il teleriscaldamento invece ad inceneritore pronto non esiste. La società Ecotherm - SEL (a totale presenza pubblica) non è stata finora in grado di trovare i necessari finanziamenti (60 -70 milioni di €) la provincia non intende finanziare in proprio il progetto e tutto è fermo ad un progetto di massima che comunque prevede di sventrare mezza città per far passare i tubi. Questo comporta un po' di problemi finanziari ai futuri gestori dell'impianto.

 

L'inceneritore è stato finanziato con un mutuo bancario di 116 milioni di € a cui vanno aggiunti altri 20 mil. per la bonifica dei terreni su cui sorge l'impianto e pagati direttamente dalla provincia.. Il vecchio inceneritore è gestito da Ecocenter società della provincia e del comune di BZ in cui dovrebbero entrare anche tutti gli altri comuni della provincia per gestire anche il nuovo. Il mutuo e gli interessi lo dovrà pagare Ecocenter non appena l'impianto le verrà consegnato. Ma c'è un problema, nei conti fatti per pagare il mutuo erano indispensabili anche le entrate dalla vendita del teleriscaldamento che siccome non c'è si dovrà ricaricare la differenza sulla tariffa che ha già spaventato i comuni delle valli non abituati a pagare le care parcelle dell'inceneritore (il vecchio impianto serviva solo Bolzano e Merano). A questo punto buona parte dei comuni provinciali hanno cominciato a rivedere le politiche dei servizi di smaltimento rifiuti. Bolzano in testa. La quantità di rifiuti residui provinciali al momento si attesta su meno 100.000 ton anno, ne mancano già 30.000 grazie alla crisi economica attuale.

 

Ambiente & Salute ha speso diversi anni per scongiurare la scelta tecnica di distruzione dei rifiuti ma l'inceneritore l'hanno fatto lo stesso. Ora non resta che cercare di ridurre al massimo la quantità di rifiuti da smaltire in inceneritore, non tanto per fare danno alla gestione dell'impianto quanto e soprattutto per limitare i danni agli abitanti della città.

 

Ha fatto un buon lavoro di lobbing tra i consiglieri comunali di Bolzano ed il risultato è che ora le plastiche riconosciute dal COREPLA vengono raccolte separatamente. Lo stesso lavoro si sta intraprendendo con il comune di Merano.

 

Ha presentato al sindaco di Bolzano e al governatore provinciale e alla Commissione Europea per l'Ambiente una articolata diffida all'accensione dell'impianto (www.ecceterra.org/index.php/nimby-trentino/cronaca/1299-inceneritore-bolzano-durnwalder-spagnolli-c-diffidati-a-bruxelles) e proseguirà in futuro anche sulla strada giuridica con un occhio alle direttive europee che in questo campo ci stanno molto aiutando e un altro alla campagna rifiuti zero che ci da molte speranze che l'inceneritore non duri a lungo.

 

Sull'inceneritore di Bolzano ci sarebbe ancora molto da dire ma il mio tempo e questo spazio hanno limiti.

 

Chiudo ricordando a lei che è un politico navigato che i giornali non vanno letti come oro colato, dato che spesso quanto luccica è solo ottone ben lucidato anche nello stupendo Alto Adige.

 

 

 

Argante Brancalion

 

Ambiente & Salute

 

Bolzano