Rifiuti e inceneritore: i nodi vengono al pettine

Creato Domenica, 22 Settembre 2013 08:22

Alcuni giorni fa (Corriere dell’Alto Adige del 20 settembre 2013) sono state riportate alcune dichiarazioni del Sig. Fattor Stefano quale presidente di Ecocenter e primo promotore, insieme a mandatari a livello comunale e provinciale di vari partiti, del nuovo inceneritore di Bolzano.

Candidamente il Sig. Fattor ammette che l’inceneritore di Bolzano ha un forno “abbondante”, in poche parole che all'epoca in cui sono stati fatti i calcoli per stimare la dimensione dell'impianto hanno sbagliato! Questo comporta anche una falsatura di tutti i calcoli economici che all'epoca di studio di impatto ambientale hanno fatto scegliere l'inceneritore come "economicamente più conveniente", rispetto ad altre tecnologie di smaltimento, meno impattanti sulla salute dei cittadini e sull'ambiente.

Se in fase di studio dell’impianto i costi erano stati stimati a ca. 70 milioni di Euro, ora sono quasi raddoppiati, a fronte di una quantità di rifiuti conferiti all'impianto minore di quella prevista e con un potere calorifico (energia per ogni chilogrammo di rifiuti) ancora più basso di quanto sbandierato, anche perché in seguito ai nuovi sistemi di raccolta dei rifiuti, soprattutto a Bolzano, le plastiche bruciate all'inceneritore sono diminuite drasticamente e invece sono proprio quelle che bruciano meglio.
L’effetto di queste errate valutazioni sarà percepito chiaramente nel prossimo futuro dalle tasche dei cittadini che dovranno onorare con le proprie tasse il mutuo per la costruzione e i costi di gestione dell’inceneritore di Bolzano.

Il Sig. Fattor afferma che l’eventuale importazione dei rifiuti sia la “morte politica”.

Penso anch’io che l’importazione dei rifiuti a Bolzano sia una “fantascienza”. Ma non per le ragioni che riporta il Sig. Fattor. E quando mai nel nostro paese i mandatari politici si sono presi delle responsabilità?

Piuttosto non sarà possibile importare rifiuti perché in Italia abbiamo una sovraccapacità d’incenerimento: troppi inceneritori per i rifiuti prodotti, soprattutto da quando in molte provincie si è presa finalmente la strada corretta della gestione dei rifiuti che non prevede l’incenerimento, portando ad una drastica riduzione del residuo. Inoltre il ministro Clini ha permesso che i rifiuti prodotti dagli scarti delle raccolte differenziate, trasformati in combustibile, possano essere bruciati nei cementifici, levando ulteriore combustibile agli inceneritori che hanno dei costi di smaltimento molto più elevati.

Per quanto riguarda l’esportazione dei rifiuti (intendendo la plastica raccolta con la differenziata) ritengo che le affermazioni del Sig. Fattor siano fuorvianti. Vorrei ricordare che per qualsiasi imballo, anche di plastica, l’acquirente paga al momento dell’acquisto un cosiddetto “contributo assolto” che altro non è che una cauzione per la gestione corretta (leggi riciclo) dell’imballo. Se il comune raccoglie gli imballi di plastica e li consegna al consorzio COREPLA questo restituisce il contributo che altrimenti va perso. Conferire la plastica (ed anche il vetro, i metalli, la carta, il cartone, il tetrapack) all’inceneritore fa perdere al territorio il contributo assolto oltre che a perdere molti materiali riutilizzabili come "materie prime seconde".

Corrisponde al vero che una parte della plastica conferita al COREPLA viene bruciata perché non si tratta di imballi o perché gli imballi non sono stati adeguatamentente puliti, ad esempio dai residui alimentari. Ma a questo problema si deve ovviare con una migliore informazione ai cittadini, non invitandoli a buttare le plastiche nel rifiuto residuo, come ha fatto implicitamente alcuni giorni fa un tecnico dell'Ufficio rifiuti della provincia durante un'intervista.

Il COREPLA sta riducendo significantemente la percentuale di rifiuti residui dalle differenziate che va a finire negli inceneritori per il recupero termico e lo farà ancor più in futuro, seguendo la nuova direttiva europea sulla gestione corretta dei rifiuti.  Inoltre gli impianti nei quali viene bruciata questa frazione di scarto (a differenza di quello che afferma il Sig. Fattor si trovano essenzialmente in Italia) hanno un’efficienza energetica di gran lunga superiore (oltre 0,65) a quella dell’impianto di Bolzano, che invece ha un’efficienza energetica cosi bassa da non poter essere classificabile come recupero termico, ma equiparato a discarica.

Sempre in un'intervista apparsa sui quotidiani alcuni giorni fa, l'ing. Valentino Pagani, della Provincia  ha affermato che la diminuzione dei rifiuti urbani non è un problema  poiché si può sopperire aprendo l'inceneritore alle aziende che ora smaltiscono autonomamente i loro rifiuti. Ma di che rifiuti si tratta? Perché lo studio di impatto ambientale, la valutazione d’impatto ambientale e tutte le autorizzazioni al funzionamento dell'impianto sono tarati sulla combustione di rifiuti residui urbani, non su altre tipologie di rifiuto, né fanghi né rifiuti speciali. Ai cittadini non resta che controllare che politici, amministratori e tecnici facciano il loro dovere correttamente. Noi di Ambiente e Salute, per quanto ci sarà possibile, continueremo a vigilare per informare in maniera autonoma e indipendente la cittadinanza.

 

Claudio Campedelli

Ambiente Salute