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L'inceneritore è un problema politico

Ad una settimana dal guasto all'inceneritore sono necessarie alcune considerazioni sfuggite al dibattito sui media di questi giorni.

Impianti di questo genere, paragonabili alle centrali nucleari per i loro effetti sull'ambiente circostante, non possono mai subire incidenti di nessun genere, la fuoriuscita di sostanze pericolose, tossiche o cancerogene non può avvenire!

Ma sono gestite da uomini e si sa gli uomini sono fallaci e quindi sono sottoposte all'errore umano. Una volta avvenuto l'incidente non si può far altro che avvertire tempestivamente autorità e popolazione che non può che nemmeno scappare verso luoghi più salubri.

Bisognava prevenire, evitare che un impianto del genere venisse costruito a meno di un chilometro dal centro abitato, bisognava, e si poteva evitare la sua costruzione. Ambiente&Salute lo aveva chiesto al presidente Durnwalder e al Sindaco spagnoli nella diffida presentata loro il 30 gennaio 2010.

Le necessità impellenti e compulsive dell'ex assessore Laimer e dell'amministrazione provinciale di mettere le mani su ogni forma di energia provinciale e quindi di recuperare anche quei maledetti 344.000 MW di energia dai rifiuti gli ha fatto chiudere occhi e orecchie. Il pretesto allora come oggi fu che l'inceneritore più moderno d'Europa sarà ottimamente gestito.

Peccato che basti una umana errata valutazione e migliaia di persone sono costrette a respirare quintalate di porcherie. Che dietro a tutto questo ci sia una notevole dose di cinismo è più che chiaro e lo vediamo in questi giorni con le dichiarazioni di Angelucci ben riprese dal Sindaco che dice che sono state disperse sostanze tossiche ma non cancerogene. La differenza è sottile, se le sostanze sono tossiche ti ammali subito ma poi passa, se sono cancerogene ti ammali fra 10 anni ma non potrai mai dimostrare che il cancerogeno è venuto dall'incidente all'inceneritore di 10 anni fa. Una presa per i fondelli dell'intelligenza dei bolzanini.

I dati forniti dopo ben una settimana, riguardano le componenti gassose la cui nocività riguarda l'ambiente del pianeta piuttosto che quello della città e delle zone limitrofe. Piuttosto preoccupa il fatto che il campionatore in continuo delle Diossine e furani di cui 'inceneritore è dotato potrebbe essere stato spento e Angelucci ricorda che in fondo loro sono obbligati a solo due campionature l'anno. Sembrerebbe una minaccia. Le diossine dovranno essere vicine allo zero dichiara, pur sapendo che non significa nulla perché le diossine ricadono sul terreno e anche se poche, attraverso la catena alimentare si accumulano nel grasso di animali e persone che si ammaleranno fra 10 – 20 anni.

Si cerca di minimizzare. Si usa l'alibi dell'ampio rispetto dei limiti di legge. Si cerca di non alimentare una contrarietà cittadina all'inceneritore. Ma diciamocelo sinceramente: possiamo ancora davvero fidarci di questa gente ben pagata con le nostre tasse e da sempre accesi inceneritoristi?

L'Agenzia per l'ambiente ora critica la gestione perché in fondo non può criticare il problema di fondo cioè l'esistenza dell'inceneritore stesso.
Ambiente&Salute chiede qui, che i dati delle emissioni delle ultime settimane e in futuro vengano pubblicate e rese disponibili per una analisi da terzi. La posta in gioco per noi, per i cittadini, per l'ambiente, è troppo alta per tenere nascosto quanto accade in quel forno.

Altre considerazioni ancora sono da fare guardando le fotografie pubblicate in questi giorni: nelle foto scattate venerdì mattina il fumo va verso sud e non verso nord come dovrebbe stando ai calcoli della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il Bauerbund dell'Oltradige si è debolmente lamentato già sabato scorso, poi più nulla, aspettiamo che dicano qualcosa di più incisivo.

In ogni caso l'odore si è sentito anche a sud. Le foto scattate alle 11,40 mostrano invece che il fumo forma sulla cresta della montagna una linea biancastra, si accumula  e invade la zona di Monticolo e scende poi da Appiano per tornare in città, quindi gli inquinanti dell'inceneritore investono sempre, non solo durante l'incidente l'altipiano di Caldaro e l'Oltradige e ci aspettiamo un presa di posizione di quelle amministrazioni e la mobilitazione di quei cittadini. Nessuno si è accorto che si tratta dell'inversione termica, il tipico fenomeno invernale della conca bolzanina, fenomeno che non è stato considerato nella VIA. Era una delle motivazioni alla base delle nostre inascoltate diffide agli amministratori. Dire ora che avevamo ragione è doloroso e ci fa arrabbiare.
In conclusione abbiamo una bomba che può esplodere in ogni momento alle porte della città e del circondario in mano a persone evidentemente fallaci e omertose. Per questo chiediamo la chiusura immediata dell'inceneritore e una verifica del piano provinciale dei rifiuti che preveda il riciclaggio di tutto, rispettando le finora disattese direttive europee del 2008. Le tecnologie ci sono, manca la volontà, manca il senso di responsabilità e il rispetto del principio di precauzione che dovrebbero essere alla base del pensiero degli amministratori. È un problema politico prima ancora che tecnico. Intanto non ci resta che aspettare il prossimo incidente, e siamo sicuri che succederà ancora, e poi scappare.

Bolzano 17 novembre 2013
Argante Brancalion
Ambiente&Salute

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