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Replica a Huber

 Comunicato di Lavoro&Salute

Perché questa confusione sui dati?Perché richiamare, con una nota, in risposta alle legittime preoccupazioni manifestate dall'assessore ai lavori pubblici Pagani (Alto Adige 12.5.06), gli studi di stima del rischio sanitario del Politecnico di Milano e dell'Università di Trento, che, come già dimostrato dal Comitato lavoro&salute (Alto Adige 31.3.06), erano viziati da dati in emissione sottostimati?

Tale aspetto, il dott. Huber dovrebbe saperlo, è venuto in evidenza con le misure in continuo presso l'impianto, svolte dall'ingegner Tirler a partire dal 2003 e che hanno fornito valori medi annui di 30 picogrammi di diossine per normal metro cubo di fumi emessi (tre volte superiore al valore assunto in ingresso nei modelli di rischio dei menzionati istituti). Se è vero che, come prosegue Huber,  le emissioni di diossine (e di altri inquinanti) dell'attuale e del futuro impianto sono di gran lunga al di sotto limiti fissati per legge (100 pg/Nm3), ciò non impedisce che, avendo a riferimento il valore medio annuo attendibile (fornito dall'ente gestore attuale: 30 pg/Nm3), si possa stimare una dispersione di 16 milligrammi/anno di diossine I-TEQ (valore fornito anche da Ecocenter), qualcosa come 88 kg/anno di benzene nebulizzati sull'intera città (880 Kg in dieci anni) e il derivante, consistente rischio cancerogeno. Senza contare le altre vie di assorbimento (oltre l'aria) in relazione alla deposizione nei suoli, nelle acque, e il passaggio nelle catene alimentari.  

Huber ha poi dichiarato ai giornali che non si corrono rischi particolari nel punto di massima ricaduta (il quartiere Firmian, come risulta dal "Giudizio tecnico-scientifico di qualità" del 21 febbraio 2005 previsto nella procedura di VIA) in aria e al suolo dei contaminanti ambientali che verranno dispersi dal futuro inceneritore. Al giornalista che gli ha chiesto conto delle ricadute di inquinanti nel raggio di due chilometri ha replicato "Non si tratta assolutamente di sostanze nocive. Lo ripeto: non c'è alcun rischio per la popolazione" (Alto Adige 12.5.06). Si legga allora il breve ed attendibile rapporto, pubblicato nel dicembre del 2005, dalla  British Society for Ecological Medicine, "The Health Effects of Waste Incinerators", che, alla luce di un'accurata analisi della letteratura epidemiologica disponibile, ha indicato un'accresciuta morbilità e mortalità nelle popolazioni che vivono nei pressi di inceneritori.

Casanova si trova a circa 1200-1300 metri dal futuro impianto, in direzione nord. Occorre richiamare il caso apparso sull'"Alto Adige" della settimana scorsa: il ricorso alla  Corte d'appello di Trento da parte di un privato cittadino che si opponeva alla stima del valore del proprio terreno (operata dall'Ufficio estimo della Provincia) ha condotto ad una sentenza utile ai nostri fini­: considerata "la vicinanza all'autostada e all'inceneritore", i giudici "escludono la sua - anche solo futura - idoneità per un insediamento di case d'abitazione" (Corte d'appello di Trento, Sezione distaccata di Bolzano, Sentenza n. 97/04, pp. 25-26).  Il terreno in questione dista circa 1000 metri in linea d'aria dall'inceneritore ed è ubicato a nord-ovest dell'impianto, dietro il promontorio di  Castel Firmiano - dunque parzialmente protetto.

Casanova è collocato circa 1200-1300 metri a nord dell'impianto e, a differenza del terreno citato, è collocato a ridosso di una pluralità di fonti di inquinamento rilevanti (autostrada, inceneritore, zona industriale, arginale e Mebo); in aggiunta, Casanova, come del resto Firmian (punto più esposto per il documento della VIA richiamato), non gode della protezione di alcuna barriera naturale.

Dunque, mentre nel caso di un terreno relativamente meno esposto di Casanova e Firmian si sconsigliano insediamenti umani (Corte d'Appello di Trento), nel caso dei punti massima ricaduta i rischi scompaiono del tutto (Huber). A chi credere? Alla corte d'Appello di Trento o al dott. Huber, che già in passato si è spinto a dichiarare che le pm10 da impianti siderurgici non sono nocive per la salute, oppure che la falda ha un meccanismo autopulente (sic!) quando era emerso, nel 2002, il superamento di cinque volte del limite di legge nelle concentrazioni di cromo esavalente? Il Sindaco a chi crede?

Pietro Frigato, portavoce del Comitato Lavoro&Salute

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