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INCENERITORE

L'inceneritore di Bolzano visto dalla luna...

 

Il 14 settembre sul suo blog, Nicola Dall'Olio, esponente di punta de PD di Parma, parla in toni entusiastici dell'inaugurazione del nuovo inceneritore di Bolzano, chiosando così "... Le istituzioni apparivano fiere dell’investimento realizzato e anche piuttosto smaniose di inaugurarlo (cosa che dubito accadrà a Parma). Non c’era notizia di un fronte ampio e organizzato di contrapposizione all’opera. Leggendo gli articoli pubblicati per più giorni, l’impressione era che l’impianto fosse ben spendibile in termini di consenso da parte degli amministratori (l’onnipresente e eterno Luis Durnwalder).."

Di seguito la replica di Argante Brancalion, di Ambiente e Salute.

 

Egregio sig. Dall'Olio

Ho letto degli incanti del nuovo inceneritore di Bolzano. Le informazioni che scrive le ha trovate sull'Alto Adige un giornale ben allineato sulle posizioni dell'amministrazione pubblica altoatesina e sono perciò di parte. Non gliene voglio vista la fonte e visto il fatto che lei qui da noi c'è stato da turista e come turista scivola sulla superficie delle cose non potendone andare a fondo. In effetti a Bolzano da 2005 a questa parte c'è un'associazione che sotto il nome di Ambiente & Salute ha cercato e cerca in ogni modo di contrastare la costruzione dell'inceneritore prima e di spegnerlo o almeno togliergli più combustibile possibile ora.. I giornali locali parlano pochissimo di Ambiente & Salute e l'Alto Adige ancora meno, di una decina di lettere che ho spedito al giornale ne hanno pubblicate tre e a tema ormai lontano. Ma ciò non impedisce il nostro quotidiano, faticoso impegno. Non sto a farle qui la storia di A&S che è tutta registrata nel nostro sito http://www.ambientesalute.org/ . Certamente a Bolzano il dibattito non è stato acceso come a Parma o a Trento (dove l'inceneritore non lo fanno più) ma L'Alto Adige è diverso, qui l'SVP (partito monoetnico con maggioranza assoluta in consiglio provinciale) usa il ricatto economico in modo sistematico e coalizzare certi strati di popolazione è più difficile che altrove. Questo spiega il silenzio dei contadini delle campagne attorno all'inceneritore Caldaro compreso, il silenzio delle valli attraversate dalla TAV e molti altri silenzi in campo ambientale e sociale.

 

L'inceneritore è finito e acceso e fa bella mostra di se presso l'uscita autostradale di Bolzano sud, una enorme vela verde nasconde il mostro capace di trasformare 130.000 ton di rifiuti in 45.000 tonnellate di ceneri e 85.000 di gas. Certo le stime ufficiali (tutte sulla carta) sembrano mostrare un gioiellino tecnologico e delicato che è l'orgoglio di quanti l'hanno voluto. Ha un sacco di bei filtri che però filtrano solo quelle sostanze che ad oggi e per legge sono ritenute dannose per la salute e l'ambiente. Però quelle 80.000 ton di gas non sono ossigeno puro e nessuno è in grado dirci quanto fanno bene e cosa succederà in futuro al respirare le altre ben 250 sostanze di cui è composto. Tanto più che il mostro è situato cinicamente a circa 1500 metri da un quartiere densamente abitato e a meno di 300 metri dalla zona industriale dove sono migliaia le persone che ci lavorano. A questo bisogna aggiungere che i calcoli richiesti dall'APA per stabilire le zone di maggiore ricaduta dei fumi sono stati fatti usando un modello che vede la conca cittadina come se fosse piatta, senza prendere in considerazione le correnti che salgono e scendono dall'adiacente montagna, (la città di Bolzano è tra le più inquinate d’Italia) e non considerano nemmeno un fenomeno atmosferico tipico della nostra conca, l'inversione termica che fa si che d'inverno uno strato di aria calda impedisce all'aria sottostante (superinquinata) di risalire e disperdersi. A questo proposito è interessante leggere sul nostro sito la dettagliata relazione del Dott. Koch sulla dispersioni degli inquinanti della zona. I calcoli di cui sopra indicano la zona di maggiore ricaduta al centro dei nuovi quartieri a due chilometri di distanza, anch'essi appena costruiti e più precisamente in un parco giochi, così i bambini si risparmieranno la fatica di crescere. Le amministrazioni sia provinciale APA e assessorato all'ambiente in primis ma non di meno il Comune hanno dimostrato un cinismo impressionante che la dice lunga sull'attenzione Altoatesina all'Ambiente e alla Salute. Ciò che lei riferisce è più che altro frutto di immagini da cartoline ben truccate. Anche in Alto Adige abbiamo i nostri grattacapi con l'ambiente tra aeroporto , TAV , piste da sci e Centrali e centraline elettriche.

 

Le principali motivazioni alla costruzione di cotanto mostro riguardavano la possibilità di trarre dal calore dei rifiuti sia energia elettrica per qualche migliaia di famiglie che energia calorica per una rete di teleriscaldamento che avrebbe dovuto servire i nuovi quartieri e l'ospedale. Ora l'energia elettrica viene regolarmente prodotta e venduta e le famiglie pagano lo stesso prezzo di prima. Il teleriscaldamento invece ad inceneritore pronto non esiste. La società Ecotherm - SEL (a totale presenza pubblica) non è stata finora in grado di trovare i necessari finanziamenti (60 -70 milioni di €) la provincia non intende finanziare in proprio il progetto e tutto è fermo ad un progetto di massima che comunque prevede di sventrare mezza città per far passare i tubi. Questo comporta un po' di problemi finanziari ai futuri gestori dell'impianto.

 

L'inceneritore è stato finanziato con un mutuo bancario di 116 milioni di € a cui vanno aggiunti altri 20 mil. per la bonifica dei terreni su cui sorge l'impianto e pagati direttamente dalla provincia.. Il vecchio inceneritore è gestito da Ecocenter società della provincia e del comune di BZ in cui dovrebbero entrare anche tutti gli altri comuni della provincia per gestire anche il nuovo. Il mutuo e gli interessi lo dovrà pagare Ecocenter non appena l'impianto le verrà consegnato. Ma c'è un problema, nei conti fatti per pagare il mutuo erano indispensabili anche le entrate dalla vendita del teleriscaldamento che siccome non c'è si dovrà ricaricare la differenza sulla tariffa che ha già spaventato i comuni delle valli non abituati a pagare le care parcelle dell'inceneritore (il vecchio impianto serviva solo Bolzano e Merano). A questo punto buona parte dei comuni provinciali hanno cominciato a rivedere le politiche dei servizi di smaltimento rifiuti. Bolzano in testa. La quantità di rifiuti residui provinciali al momento si attesta su meno 100.000 ton anno, ne mancano già 30.000 grazie alla crisi economica attuale.

 

Ambiente & Salute ha speso diversi anni per scongiurare la scelta tecnica di distruzione dei rifiuti ma l'inceneritore l'hanno fatto lo stesso. Ora non resta che cercare di ridurre al massimo la quantità di rifiuti da smaltire in inceneritore, non tanto per fare danno alla gestione dell'impianto quanto e soprattutto per limitare i danni agli abitanti della città.

 

Ha fatto un buon lavoro di lobbing tra i consiglieri comunali di Bolzano ed il risultato è che ora le plastiche riconosciute dal COREPLA vengono raccolte separatamente. Lo stesso lavoro si sta intraprendendo con il comune di Merano.

 

Ha presentato al sindaco di Bolzano e al governatore provinciale e alla Commissione Europea per l'Ambiente una articolata diffida all'accensione dell'impianto (www.ecceterra.org/index.php/nimby-trentino/cronaca/1299-inceneritore-bolzano-durnwalder-spagnolli-c-diffidati-a-bruxelles) e proseguirà in futuro anche sulla strada giuridica con un occhio alle direttive europee che in questo campo ci stanno molto aiutando e un altro alla campagna rifiuti zero che ci da molte speranze che l'inceneritore non duri a lungo.

 

Sull'inceneritore di Bolzano ci sarebbe ancora molto da dire ma il mio tempo e questo spazio hanno limiti.

 

Chiudo ricordando a lei che è un politico navigato che i giornali non vanno letti come oro colato, dato che spesso quanto luccica è solo ottone ben lucidato anche nello stupendo Alto Adige.

 

 

 

Argante Brancalion

 

Ambiente & Salute

 

Bolzano

 

Prove generali del più bel inceneritore con i migliori filtri del mondo

Nuovo inceneritore di Bolzano, maggio 2013

Le cittadine e i cittadini di Trento e della Val d’Aosta sono riusciti a fermare la costruzione dell’inceneritore sul proprio territorio.

 

Gli amministratori della Provincia di Bolzano, insieme con una gran parte della popolazione che si è voltata dall’altra parte, ci hanno costruito un inceneritore da 130.000 tonnellate di rifiuti in casa al costo di ca. 140.000.000 milioni d’euro (esclusi oneri finanziari e di gestione).

 

Un inceneritore sovradimensionato che richiede una gestione dei rifiuti del secolo passato, che immette le polveri e le sostanze nocive prodotte dalla combustione dei rifiuti direttamente nell’aria che respiriamo. Il camino è degno di un record negativo, 60 metri, che immetterà sotto gli strati d’inversione termica rendendo impossibile una diluizione degli stessi. Zona di massima ricaduta: ca. 2000 metri a nord dell’impianto, in mezzo alle case.

 

Contemporaneamente nella conca di Bolzano vengono sforati sistematicamente i limiti degli ossidi d’azoto (quale indicatore di una serie di sostanze) che l’inceneritore andrà a incrementare. Le dichiarazioni su un eventuale contributo al miglioramento dovuto ad un’ipotetica sostituzione delle caldaie dei condomini non appartiene al mondo reale e per il futuro è tutta da provare, inoltre aumenta il traffico di autocarri che per tutti gli anni porteranno da tutta la provincia le migliaia di tonnellate di rifiuti.

 

La riduzione, il riuso, il riciclaggio sono per i fortunati, non per le persone della provincia di Bolzano, e in particolare per le cittadine e i cittadini di Bolzano!

 

Gestire i rifiuti in modo corretto senza incenerirli è possibile. Anche a Bolzano.

 

 

 

Ambiente Salute

 

Grazie sindaco Miorandi per il CDR, ma preferiamo un’altra gestione dei rifiuti

L’iter del nuovo inceneritore di Bolzano sud, in costruzione, è una vicenda emblematica dell’eccessiva condivisione di intenti tra politica, imprenditoria locale e sistema bancario nella nostra provincia.
L’Alto Adige dovrebbe di fatto dipendere per i prossimi trent’anni da un impianto che li costringerà a conferire rifiuti,  che già oggi scarseggiano, e a pagarne pesantemente i costi in bolletta.
Una situazione gestionale, la nostra,  che è “indietro con la differenziata” – come sostiene il sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi - non per negligenza o insufficiente applicazione della popolazione, ma perché il bisogno di business di pochi ha prevalso su tutto.
E malgrado Miorandi lo sappia, si propone di “darci una mano” conferendo all’inceneritore “non più di due autotreni al giorno di cdr”. Lo ringraziamo di aver risposto all’sos dei futuri gestori dell’impianto, ma possiamo cavarcela diversamente e meglio, senza alcun “contributo” esterno.


Abbiamo appreso che il progetto dell’inceneritore trentino è stato saggiamente archiviato. Ringraziamo cittadini e amministratori che in questi anni hanno contribuito ad approfondire ogni aspetto critico del progetto, evitando che fosse realizzato.
Il suo punto di non ritorno è l’insostenibilità economico-finanziaria del progetto. Su questo aspetto determinante, invece, la vicenda dell’inceneritore di Bolzano ha visto una inusuale “armonia d’intenti” tra politica e imprenditoria locale. Un caso poco esemplare, già raccontato da Luca Marcon nel suo dossier “Il business dei rifiuti” che anticipava i nomi dei vincitori dell’appalto dei lavori.

In Trentino si sta procedendo con una gestione che privilegia elevati livelli di raccolta differenziata, ora al 70%, investendo su miglioramento e progressiva riduzione del residuo. A Trento città si raccoglie il rifiuto con il sistema porta a porta e tra poco sarà applicata la tariffa puntuale. A Bolzano, viceversa, ci si preoccupa di chi e come pagherà l’inceneritore, mentre il nuovo sistema di raccolta nel Comune di Bolzano, un “quasi” porta  a porta condominiale, stenta a partite per difficoltà organizzative.
Il sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi, non se ne preoccupa. Apprendiamo da l ’Adige del 25 ottobre che, alla domanda del giornalista su come si potrebbe gestire la frazione residua dei Trentini, risponde che la destinerebbe all’inceneritore di Bolzano. Dice Miorandi:  “Ho fatto due conti con la calcolatrice, sarebbero non più di due autotreni al giorno di cdr di cui loro, che sono ancora indietro con la differenziata, avranno in futuro bisogno. Pensiamoci. È un tema da rilanciare”.

Miorandi, ex direttore di Idecom, un’azienda del gruppo Ladurner, dovrebbe sapere bene perché gli altoatesini “sono ancora indietro”, visto che ha conosciuto da vicino le vicende del nuovo inceneritore di Bolzano tanto da suscitare una domanda sul conflitto di interessi (vedi articolo sotto riportato) da parte di Questotrentino - aprile 2010. Per chi non lo ricordi, il gruppo Ladurner ha partecipato all’ATI che sta costruendo il nuovo inceneritore di Bolzano.
Nel novembre 2010, parlando della situazione trentina, Miorandi affermava: “Io penso che serve un inceneritore per smaltire ciò che resta a valle della raccolta differenziata.” (oggi, però, pare sollevato perché il progetto dell’inceneritore trentino è stato archiviato). E proseguiva, rassicurante: “Non dobbiamo avere paura degli impianti, il camino di un inceneritore può avere più impatto emozionale, ma una discarica ha un impatto ambientale ben maggiore che non si vede».

Miorandi dovrebbe dunque sapere perché l’Alto Adige non è “bravo” come il Trentino nella raccolta differenziata, con un Piano provinciale di gestione dei Rifiuti troppo datato che, assurdamente, vieta la raccolta della plastica, non consentendo di attuare politiche di riduzione dei rifiuti, sia a monte che a valle.
Non è rassicurante ricordargli che l’inceneritore di Bolzano residuerebbe circa 40.000 ton/anno di ceneri, tra queste circa 6.000 ton/anno di ceneri tossiche, mentre se solo Trentino e Alto Adige decidessero di investire innanzitutto su riduzione e riciclaggio, potrebbero residuare insieme un quantitativo di rifiuto minore, né pericoloso né tossico.

La soluzione della gestione del rifiuto residuo bolzanino non può né deve essere quella di bruciare i rifiuti degli altri, mascherati da (ex) CDR. Noi chiediamo, invece, ai cittadini trentini di sostenerci nella nostra presenza quotidiana di sottrazione di rifiuti all’inceneritore, di costante vigilanza perché venga applicata la normativa europea in ogni sua prescrizione, perché venga rivisto il Piano provinciale e implementato il sistema di raccolta porta a porta di tutte le frazioni con l’applicazione della tariffazione puntuale.

Su una cosa, almeno, concordiamo con Miorandi; effettivamente è un tema da rilanciare, ma da rilanciare al mittente.

Ambiente e Salute - Bolzano

 

Questotrentino n. 4, aprile 2010

Conflitto d’interessi?

Di Andrea Miorandi, candidato sindaco per il centrosinistra circola, soprattutto via Internet la voce di un conflitto d’interessi: dipendente della società Ladurner, interessata all’inceneritore di Bolzano, non sarebbe la persona più neutrale nell’approcciarsi al tema rifiuti. Gli giriamo il problema.

“Sono amministratore delegato di Idecom, del gruppo Ladurner. L’Idecom è una società che ho creato io con i miei collaboratori: progetta i servizi per la raccolta differenziata, che abbiamo realizzato in circa 600 comuni italiani, detenendone il record (sopra l’80% in Val di Fiemme). Darmi dell’inceneritorista è una falsità”.

La Ladurner non fa inceneritori?
“Fa parti meccaniche per il trattamento rifiuti, sia quello meccanico-biologico che per l’inceneritore, ed è entrata nella cordata che ha partecipato al bando per l’inceneritore di Bolzano”.

Si dice che lei, con l’assunzione alla Ladurner, sugli inceneritori sia diventato più possibilista.
“Non sono mai stato tenero verso le scorciatoie, tipo i grandi inceneritori visti come unica soluzione. Sono invece per la gestione sostenibile, la riduzione, il riciclaggio, la differenziata spinta e alla fine del ciclo, dove le opportunità lo permettono, l’impianto che brucia il Cdr (combustibile derivato dai rifiuti, n.d.r.), non l’inceneritore che brucia il rifiuto residuo. Poi sono un dipendente della Ladurner, e se facessi il sindaco, dovrei licenziarmi”.

Cittadini: incenerire è bello e pulito

Ci siamo di nuovo.
Una volta deciso di costruire l’inceneritore bisogna accompagnarlo da operazioni di marketing.
Cittadini di Bolzano: incenerire è bello, moderno, fa bene all’ambiente, vi riscalda, vi raffredda, e da quanto risulterà dal convegno di oggi 24 ottobre 2011 non fa male alla vostra salute, anzi.
Ah, dimenticavo, l’inceneritore vi farà diventare ricchi.

Purtroppo, come al solito, non vengono affrontate le questioni critiche dell’inceneritore o meglio della gestione (s)corretta dei rifiuti in provincia di Bolzano. Si preferisce passare subito a come limitare i danni nella logica di scegliere tra il peggio e il meno peggio.
Le questioni critiche sono state illustrate spesso ma i nostri amministratori non hanno trovato mai il tempo di affrontarle o prenderle sul serio.

Utilità
Che incenerire i rifiuti sia il modo scorretto per gestione dei rifiuti, è comprensibile dalla normativa europea:
L’articolo 4 della Direttiva del Parlamento Europeo del 19 novembre 2008 prescrive:
“Gerarchia dei rifiuti
1. La seguente gerarchia dei rifiuti si applica quale ordine di priorità della normativa e della politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti:
a) prevenzione;
b) preparazione per il riutilizzo;
c) riciclaggio;
d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e
e) smaltimento.”

Contrariamente alla normativa europea il piano dei rifiuti della Provincia di Bolzano prevede la crescita della quantità dei rifiuti (come se questo dovesse corrispondere ad una legge naturale), l’impossibilità di differenziare la plastica in quanto si parte dal presupposto che essa non è riciclabile (negando l’esistenza di tecnologie di riciclaggio per la plastica) e con la decisione di costruire l’inceneritore di limitare indirettamente la differenziazione.
Si ricorda inoltre che l’inceneritore, al quale i rifiuti saranno conferiti “tal quale” come raccolti, produrrà in ogni caso un minimo di 30% di rifiuti speciali (scorie e filtri) che devono in ogni modo essere smaltiti in discariche speciali.
Non sarebbe economicamente ed ecologicamente -oltre che corrispondente alla normativa-, più sensato aumentare la differenziazione per poi riciclare i materiali? In questo modo si ridurrebbe il residuo al di sotto di quel 30% che l’inceneritore produrrebbe senza produrre ulteriore CO2 e altre sostanze potenzialmente nocive.

Costi
Costo stimato: 70.000.000 d’Euro.
Costo a lavori non ancora ultimati 2011: ca. 130.000.000 d’Euro.
Aumento del ca. 100%!
La costruzione dell’inceneritore è stata finanziata con un mutuo che verrà molto probabilmente ripagato (con interessi) dal gestore pubblico dell’impianto. La garanzia però è data dai cittadini, se non dovessero esserci i ricavi sperati, il che è molto probabile, noi cittadini dovremmo rispondere del debito.
Come al solito pagheremo le conseguenze attraverso le tariffe, imposte, riduzioni dei servizi o altri stratagemmi.
I mancati ricavi sono essenzialmente dovuti alla considerazione fuorviante che l’energia elettrica e termica prodotta dall’incenerimento della plastica contenuta nei rifiuti sia “assimilabile” alle energie rinnovabili. L’Italia, nel 2003, è stata condannata per quest’equiparazione e di conseguenza non sono possibili sovvenzioni per quest’energia in quanto la plastica prodotta dal petrolio non è energia rinnovabile. Anzi in un futuro sarà probabile che chi usufruisce di questa forma d’energia dovrà contribuire per i certificati verdi per l’energia elettrica e per i certificati bianchi per quella termica sovvenzionando coloro che producono energia rinnovabile sul serio.
Per evitare la riduzione di CO2 e proteggere i monopoli degli impianti di teleriscaldamento, il legislatore provinciale ha già messo le mani avanti escludendo le sovvenzioni per il termico solare (rinnovabile per eccellenza) nelle zone servite da teleriscaldamento quindi anche le zone servite dall’inceneritore di Bolzano!

Salute
Non bisogna essere illuminati per comprendere che senza inceneritore l’ambiente (in tutti i sensi) a Bolzano sarebbe migliore.
La salute non è un bene di scambio, le probabilità di rimanere sani in una città senza un inceneritore sono maggiori rispetto ad una con. Gli alimenti prodotti in una zona senza inceneritore sono più pregiati e sani.
Poco rassicuranti sono i controllori che si confondono con i controllati.

Riciclare la plastica e gestire i rifiuti senza inceneritore è possibile e al passo con il tempo!
Incenerire i rifiuti è obsoleto, costoso e pericoloso!
Chiediamo una gestione corretta dei rifiuti in provincia di Bolzano!

Ambiente Salute

AAA bellissimo inceneritore vendesi

Quindi anche in provincia di Bolzano, esempio di efficienza e marketing perfetto, la realtà fa il suo corso.

L´inceneritore più bello e pulito del mondo, preventivato con 70 milioni di euro, lievitati a ca. 120 a lavori in corso, sta diventando una patata bollente.

Una patata, o meglio una patacca, che come cittadini di questa provincia, pagheremo cara:
dal punto di vista economico, anche a seguito della giusta riduzione delle sovvenzioni statali all'incenerimento dei rifiuti, notoriamente  in gran parte (energeticamente) di origine fossile- cioè plastiche- e non rinnovabili. La riduzione di questi contributi farà si che i costi di costruzione e gestione dell'inceneritore verranno sostenuti dai cittadini aumentando le tariffe e/o le imposte;
dal punto di vista sanitario considerato che i rifiuti inceneriti producono sostanze nocive e pericolose che possono essere filtrate solo parzialmente e che, specialmente nei mesi invernali, non vengono diluite e si concentrano nell'aria che respiriamo provocandoci danni alla salute;
ecologicamente perché l´inceneritore non ci permetterà di ridurre e differenziare ulteriormente i rifiuti o di riciclarli rispettando le direttive europee.

La situazione che si è creata attualmente era già ampiamente e prevedibilmente conosciuta al momento della decisione di costruire l'inceneritore. Le persone che nelle varie istituzioni hanno deciso di anteporre la presunta convenienza economica della gestione dei rifiuti attraverso l’inceneritore senza confrontarsi con la popolazione dovrebbero ora prendersi le proprie responsabilità e assumersi  le conseguenze delle loro decisioni che non perseguono l´interesse della collettività ma quelli di pochi.
Purtroppo anche in questo caso (come nel caso dell´aeroporto – ca. 70 milioni - e del quadruplicamento della ferrovia del Brennero – ca. 60.000 milioni) a pagare le conseguenze saranno i cittadini,  che con le loro situazioni personali sempre più precarie, dovranno pagare per decenni un opera pubblica che di pubblico ha solo la dannosità economica, sanitaria ed ecologica.

Gestire i rifiuti efficientemente dal punto di vista economico ed ecologico é alla portata di mano.
Pretendiamo che il piano dei rifiuti venga rivisto in quanto non corrispondente alla normativa europea!
Ambiente e Salute

Die schönste Müllverbrennungsanlage der Welt im Ausverkauf

So nimmt auch in Südtirol, Musterland für Effizienz und Marketing, die Realität ihren Lauf.

Die schönste Müllverbrennungsanlage der Welt, Kostenvoranschlag 70 Millionen, die bei laufenden Bauarbeiten auf zirka 122 Millionen gestiegen sind, wird allmählich zur heißen Kartoffel.
Ein Kuckucksei, den wir Bürger/innen der Provinz teuer bezahlen werden, teuer unter dem wirtschaftlichen Gesichtspunkt, vor allem infolge der berechtigten Reduzierung der staatlichen Subventionen für die Verbrennung von Müll. Müll, der bekanntlich zu einem großen Teil (energetisch betrachtet) fossilen und nicht erneuerbaren Ursprungs ist.
Die Reduzierung dieser Subventionen wird dafür sorgen, dass die Bürger/innen die Bau- und Erhaltungskosten der Verbrennungsanlage durch Gebühren- und/oder Steuererhöhungen werden tragen müssen. Wir werden auch mit unserer Gesundheit bezahlen, wenn man bedenkt, dass die verbrannten Abfälle schädigende und gefährliche Stoffe freisetzen, die nur zum Teil herausgefiltert werden können. Besonders im Winter werden diese Stoffe nicht ausreichend verdünnt, reichern sich in unserer Atemluft an und schaden uns.
Auch vom ökologischen Gesichtspunkt her wird es uns teuer zu stehen kommen, da die Müllverbrennungsanlage weder auf eine Verringerung noch eine Differenzierung und Wiederverwertung der Abfälle hinzielt, wie es im Sinne der europäischen Bestimmungen wäre. Die aktuelle Situation war zum Zeitpunkt der Entscheidung für den Bau der Verbrennungsanlage schon weitestgehend bekannt und voraussehbar. Diejenigen, die aufgrund einer angenommenen Wirtschaftlichkeit den Bau der Müllverbrennungsanlage ohne Befragung der Bevölkerung beschlossen haben, müssten jetzt die Verantwortung übernehmen und die Folgen ihrer Entscheidungen tragen. Entscheidungen, die nur zugunsten von Einzelinteressen getroffen wurden.
Leider werden auch in diesem Fall (wie bereits beim Flughafen - Kosten zirka 70 Millionen und der Vervierfachung der Brennerbahnlinie - Kosten zirka 60.000 Millionen) die Bürger/innen die Konsequenzen zu tragen haben. In zunehmend prekären Lebensumständen werden sie jahrzehntelang einen Bau bezahlen müssen, der nur insofern öffentlich ist, als er uns allen wirtschaftliche, gesundheitliche und ökologische Schäden beschert.
Eine vom wirtschaftlichen und ökologischen Gesichtspunkt her effiziente Müllentsorgung wäre greifbar. Wir müssen daher verlangen, dass der Abfallwirtschaftsplan revidiert wird, da er klar den europäischen Bestimmungen widerspricht.
Umwelt und Gesundheit

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Stop al Consumo di Territorio