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POLVERI SOTTILI

Il microscopio scippato

microscopio esemEra il 15 gennaio di 3 anni fa. Il dott. Montanari venne a Bolzano per tenere una conferenza davanti a oltre 200 persone, una delle tante per lui che ha attraversato in lungo e in largo tutta l'Italia, facendo conoscere il nuovo male del secolo, le nanoparticelle. Lo scopo dell'iniziativa organizzata da noi di Ambiente e Salute era, oltre ovviamente informare sui danni delle "modernissime" tecnologie come gli inceneritori di nuova generazione, raccogliere fondi per acquistare un nuovo microscopio a scansione ambientale, unico strumento utile per proseguire le ricerche sulle nanopoarticelle. Microscopio che era stato tolto alla scienziata dott.sa Gatti e al dott. Montanari perchè le loro ricerche rivelavano verità scomodissime per certe lobbies economiche e di potere.
Ma quelle stesse ricerche potevano salvare molte vite, come quella di Massimiliano, un bambino di Forlì morto per una rara forma di tumore causata dai due inceneritori presso i quali viveva.
Ad un prezzo personale altissimo, il dott. Montanari era alla fine riuscito a riacquistare il microscopio affidato ad una fondazione di "beneffatori", tale Fondazione Bortolani.
A distanza di tre anni la situazione si ripete.
Lasciamo che a raccontare la vicenda sia lo stesso dott. Montanari e ci associamo al suo appello:
chiunque in quella sera del 15 gennaio - o in altre occasioni- abbia versato un solo euro per l'acquisto del microscopio, si metta in contatto con l'avvocato Alfonso Bonafede (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ). Noi lo abbiamo già fatto.
Paola Dispoto

"La storia del come c’impedirono l’uso del primo microscopio elettronico è stata raccontata un’infinità di volte, compresa quella, in dettaglio, del mio libro Il Girone delle Polveri Sottili. Quindi, non annoierò nessuno raccontandola di nuovo.
Il fatto è che, ad un certo punto della nostra ricerca sulle malattie da micro e nanopolveri – una scoperta tutta nostra e riconosciuta dalla Comunità Europea e dalle Nazioni Unite (FAO) – qualcuno si accorse che davamo troppo fastidio e cercò di fermarci. Anzi, cercò d’imbavagliarci, per usare le parole di Beppe Grillo che lanciò una raccolta di fondi per comprare un altro apparecchio
Si cominciò a raccogliere denaro, io andavo in giro con Grillo a fare un pezzetto di spettacolo, facevo conferenze, oltre 200 in un anno, e, insomma, nel giro di dodici mesi si racimolò il necessario.
Qui io commisi l’errore imperdonabile di lasciare che ad una signora di Reggio Emilia, tale Marina Bortolani, avvocatessa e presidentessa di una onlus molto personale, arrivasse il denaro e poi s’intestasse il microscopio. A me la cosa non interessava, perché dell’apparecchio mi serviva l’uso e non certo la proprietà. A raccolta in corso, m’insospettì il fatto che io non potevo avere accesso al conto bancario delle donazioni per controllarle e non mi fu concesso di entrare nel consiglio della onlus, ma ormai eravamo in ballo.
Oggi, a sorpresa e tradendo chi aveva versato il suo soldino perché il microscopio finisse a mia moglie (uno scienziato di livello mondiale) e a me, la signora Bortolani, senza nemmeno avvertirmi se non con una raccomandata a giochi ormai fatti e addirittura dopo un atto notarile, “dona” il nostro microscopio all’Università di Urbino, privandoci della possibilità di continuare la ricerca.
Mentendo pubblicamente, la signora in questione afferma che questa “donazione” così bizzarra, avvenuta dopo lunghissime trattative con Urbino svolte di nascosto come si conviene quando si fa qualcosa di non proprio onorevole, era nei nostri accordi, quando tutta la documentazione la smentisce e quando tutta la documentazione riporta con chiarezza che di quel microscopio possiamo disporre noi e nessun altro. Afferma che il microscopio era sottoutilizzato da noi, quando lo usiamo per circa 8 ore ogni giorno e spesso anche di notte in modalità automatica. Afferma, insultandoci ancora, che il microscopio noi lo usiamo “a scopo di lucro”, quando le entrate del laboratorio coprono una frazione minima delle spese di ricerca e nessuno, tanto meno la signora in questione, ci dà un aiuto.
In modo a dir poco stravagante, afferma che, comunque, noi potremo usare il microscopio “almeno un giorno la settimana” (a 230 km da casa nostra), quando la nostra ricerca lo richiede continuamente, quando ad Urbino non esiste nessun laboratorio attrezzato per le necessità di quella ricerca, quando non c’è un tecnico che sappia preparare i campioni da osservare e quando tutta l’Università di Urbino non ha pubblicato un singolo lavoro sulle nanopatologie, cioè l’argomento di ricerca per il quale sono stati chiesti soldi alla gente. Insomma, io ti chiedo del denaro per fare una cosa, tu il denaro e io faccio quello che mi salta in testa in quel momento, ma che non era ciò che ti avevo detto.
Il tutto, poi, spacciato da una persona che non è mai venuta a vedere che cosa facciamo, che non ci ha mai risposto al telefono o alle e-mail e che è di un’ignoranza assoluta per quanto riguarda qualsiasi argomento scientifico.
Perché questo sconcio? Beh, diamo fastidio e toglierci di mezzo può fare comodo a qualcuno.
Perché diamo fastidio? Chi conosce le nostre ricerche e i nostri risultati, anche pratici, sugl’inceneritori e le centrali a biomassa sa di che cosa parlo. E così per le patologie dei militari ammalati da Sindrome del Golfo e dei Balcani. E così per le malformazioni fetali da inquinamento. E così per tante altre ricerche che hanno disturbato interessi ricchissimi. E che dire degli alimenti e dei farmaci di cui continuiamo a scoprire magagne enormi e nascoste?
Ora noi stiamo cercando d’impedire questo “trasloco” che avrà, tra i mille effetti collaterali, anche quello di non fare laureare i tre ragazzi che stanno preparando la tesi nel nostro laboratorio. Così chiediamo l’aiuto di tutti coloro che un soldino l’hanno messo e di tutti coloro che il soldino non l’hanno messo ma, indipendentemente da ideologie, da simpatie o da altre considerazioni, si trovano d’accordo con Voltaire nel riconoscere il diritto a chiunque di perseguire la propria scienza.
Per favore, scrivete al dott. Enzo Fragapane, direttore amministrativo dell’Università di Urbino (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), perché si fermi, e mettetevi in contatto con l’avvocato Alfonso Bonafede di Firenze (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), comunicandogli i vostri dati personali e la vostra disponibilità ad unirvi all’azione che stiamo mettendo in atto.
Se il microscopio se ne andrà, la nostra ricerca morirà, e un pezzo di dignità di tutti sarà stato messo in vendita ed effettivamente venduto.

Stefano Montanari
24 luglio 2009"

Missione aria pulita: tutti gli asini ci credono.

  asino.jpg All’ultimo momento anche questa volta , grazie alla buona volontà di Eolo, è stato scongiurato a Bolzano il blocco della auto. Evviva !

Ma che sarà mai di così grave bloccare dieci auto, per meritare tutta questa attenzione. Un provvedimento tampone, molto poco influente, meno che meno lo sarebbe stato di domenica, dove normalmente le polveri scendono ( e i negozi rimangono chiusi…) grazie alla riduzione del traffico da lavoro.

Un’ inezia che però si fa fatica ad applicare, che passa attraverso avvisi dell’ultima ora ed estrema confusione fra la gente, ma soprattutto lascia perplessi dal punto di vista della tutela della salute di tutti i cittadini (non solo della media dei cittadini!).

Capiamo che il dr. Minach e compagnia dopo aver annunciato appena alcuni giorni fa ( AA 15.02.2008) che quest’ anno non ci sono stati sforamenti per più di 5 giorni e che forse le misure anti smog il prossimo anno sarebbero state più blande, faccia fatica a ricredersi e a tornare sui suoi passi.

Dove invece il problema si è presentato, ma non è una novità, in maniera grave e persistente è nel quartiere Oltrisarco ( oltre che a Laives) , dove la centralina ha sforato per  10 giorni di seguito, con punte fino a 100 μg/m3 e gli abitanti, solo grazie al discutibile meccanismo delle medie, si sono dovuti respirare quest’ aria per  giorni senza alcun provvedimento da parte delle autorità competenti.

E così, mentre da una parte si calcolano le medie e il sindaco con la solita saccenza afferma : «A Oltrisarco non c’è un problema di inquinamento, perché l’inquinamento non è un problema puntuale ma riguarda tutta la città»( AA  02.03.2008 ), i cittadini di Oltrisarco si sentono un pochino presi in giro.

Certamente il traffico cittadino ha un ruolo fondamentale, ma non crediamo che in via Roma c’è ne sia di meno che ad Oltrisarco; certamente influiscono fattori metereologici  ma probabilmente esistono anche altre fonti di emissioni di polveri che gravitano intorno al quel quartiere.  Il sindaco, contraddicendo tecnici dell’ Appa e il buonsenso, rispondendo alla proposta di inglobamento della A 22, afferma sul Corriere dell’ Alto Adige che “L’ A 22 c’entra poco"(sic!). E allora c’entrano le industrie, c’entra l’inceneritore, c’entra il traffico aereo!?

Certo che le fonti sono tante e messe insieme creano un mix pericoloso, soprattutto per la salute della gente ( Corriere della Sera 02 marzo 2008Suedtirol_nachrichten_Zett 13.1.08)

Consoliamoci che, volendo, qualcosa si può fare, ma che bisogna prendere delle misure reali e subito,  non soluzioni tampone ma soluzioni strutturali, non seguire sogni più o meno pre elettorali ( ad ogni elezione spunta un tram: ricordate Spagnoli col disegnino del minimetro?) e poi ...nulla .

asfissiare ...a norma di legge

Egregi dottori Minach e Polonioli, Vi segnalo che con ieri abbiamo raggiunto l'ottavo giorno consecutivo di sforamento dei limiti relativi alle PM10 a Oltrisarco e Laives. A "naso" con la giornata di oggi 28/02 saranno 9!!
 
Alla faccia della missione aria pulita!
 
Possibile che nessuno prenda provvedimenti?
 
Non rispondetemi per favore che dovete tenere conto della media con la centralina di p.zza Adriano che "magicamente" ha segnalato un calo proprio qualche ora prima di confermare il blocco delle auto Euro 0 e 1; i citttadini di Laives e Oltrisarco si stanno respirando il 100% degli sforamenti e non la media.
  
Interessante l'articolo sul Dolomiten di qualche giorno fa:
"Im ganzen übrigen Land ist der Feinstaub übers Wochenende gesunken, nur in Bozen und im Etschtal lag man noch knapp über dem Grenzwert", sagte Luigi Minach, der Leiter der Umweltagentur gestern gegenüber den "Dolomiten". Er geht deshalb davon aus, dass die Zunahme des Feinstaubs mehr auf meteorologische Ursachen als auf Eigenproduktion zurückzuführen ist. "
 
Allora è tutta colpa del tempo? Traffico cittadino, A22, inceneritore, aeroporto, acciaierie non c'entrano nulla?
 
 Grazie per l'attenzione.
 
Cordialmente
Alessandro Cosi
pm10_laives_galizia_27-02-2008.jpgpm10_via_caugusta_27-02-2008.jpg

L’'ultimo baluardo

ultimo_baluardoIl dr. Montanari , esperto in polveri sottili, che ha tenuto una conferenza a Bolzano nel gennaio 2007, con una partecipazione di circa 300 persone ( non era presente il sindaco), ci invia una lettera che volentieri pubblichiamo. L’argomento è l’affermazione pubblica del sindaco di Bolzano, nonché responsabile primo della salute dei cittadini che: “ l’inceneritore è assolutamente sicuro dal punto di vista della salute, e che non esistono dimostrazioni “certe“ di danni alla salute". Lasciamo alle parole dello studioso la risposta a queste affermazioni, ci permettiamo solo di chiederci: “ Perché? Perché lo fa? Perché si erge, unico politico della serata, a difensore a spada tratta dell’inceneritore? “. Viene in mente qualche immagine delle grandi battaglie(e inutili, come tutte le guerre), dove spesso qualche reggimento veniva mandato allo sbaraglio, per coprire la ritirata  del grosso e importante esercito. La fine dell’ eroico(?) battaglione era segnata, e noi ragazzi, leggendo queste gesta, eravamo divisi in due gruppi: gli uni pensavano fossero valorosi eroi che consci del proprio destino si sacrificavano per la patria, gli altri pensavano ad una banda di ingenui ragazzi, illusi e un po’ creduloni, che solo all’ultimo momento si rendevano conto di dove erano finiti. Eroi o illusi comunque morti e dimenticati.

Claudio Vedovelli

 

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cosa sono le particelle

Le particelle sospese in aria sono classificate in tre gruppi – grossolane, fini e ultrafini.
  
Le particelle grossolane sono quelle tra 10 micrometri fino a 2,5 micrometri in diametro. Un micrometro è un milionesimo di un metro e un metro è circa 39 pollici. Un capello umano tipicamente è di circa 100 micrometri in diametro, quindi le particelle più grosse sono circa 1/10 dello spessore di un capello umano. Queste particelle grossolane vengono di solito chiamate PM10 (particelle di materia 10) [1].
Le particelle “fini” misurano tra 2,5 e 0,1 micrometri; vengono chiamate PM2,5.
Le particelle ultrafini variano da 0,1 micrometri fino a 0,001 micrometri (in altre parole da 100 nanometri fino a 1 nanometro in diametro; un nanometro è un miliardesimo di un metro). La più grande di queste particelle ha un diametro di 1/1000 dello spessore di un capello, mentre la più piccola ha un diametro di 1/100.000 di un capello umano. Sono relativamente poche le particelle di questo tipo che si trovano in natura, per cui nei nostri corpi non si è evoluto alcun mezzo efficace per proteggerci da esse [1].
Dimensioni del diametro : misurato in micrometri (µm) .
Concentrazione nell’aria: µg/m3  ovvero microgrammi di particelle in sospensione per metro cubo di aria ambiente)
Il micron è un'unità di misura  della lunghezza corrispondente a un milionesimo di metro.
Il simbolo μ è stato usato per indicare il micron dal 1879 al 1967, come parte del sistema metrico decimale, prima che venisse standardizzato come prefisso nel Sistema internazionale, dove indica un rapporto di 10-6 volte l'unità cui è anteposto. Al posto del micron oggi si utilizza il micromètro (µm), che ha peraltro lo stesso valore.

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Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio