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URANIO: OSSERVATORIO; UN ALTRO MORTO, VITTIME SALGONO A 45

2007-02-19 20:48 dall' ANSA
ROMA - Un giovane militare di 24 anni, è morto due giorni fa a Roma per un tumore dovuto ad una presunta contaminazione da uranio impoverito. Lo rende noto Domenico Leggiero, dell'Osservatorio militare, secondo cui salgono così a 45 le vittime della cosiddetta Sindrome dei Balcani, mentre i malati sono 513. Il giovane, riferisce Leggiero, era un volontario dell'Esercito, più volte in missione nell'area balcanica, dalla quale era tornato affetto da Linfoma di Hodgkin. "Gli era stata riconosciuta la causa di servizio - aggiunge Leggiero - ma non aveva ancora preso un soldo".

La morte è arrivata dopo una lunga malattia e quattro trapianti. I funerali di A.D.I., che aveva 30 anni (e non 24, come riferito in precedenza), si sono già svolti ad Acerra, dove il militare era nato. La sua attività professionale si è svolta nel 19/o reggimento 'guide' di Salerno e "la missione nella famigerata 'Tito Barrak' di Sarajevo - riferisce Leggiero - gli è stata fatale". Secondo il responsabile Comparto Difesa dell'Osservatorio militare "sono ben 13 le vittime tra i soldati che hanno prestato servizio nella caserma maledetta". A.D.I. lascia la fidanzata e i genitori, "che hanno dato fondo a tutte le già scarse risorse che avevano per curare e stare vicino al loro caro fino all'ultimo momento". La stessa famiglia, sottolinea Leggiero, ha voluto che la morte fosse resa nota solo in un secondo momento "per evitare l'inopportuna presenza dell'apparato militare" ai funerali.

MENAPACE, SIAMO A 45 MORTI, 513 GLI AMMALATI
 "Mi ha addolorato moltissimo la notizia della morte di un altro giovane militare italiano reduce dai Balcani - afferma in una nota la senatrice del Prc Lidia Menapace, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito -. "Adesso sono 13 (su 45) le vittime che avevano prestato servizio nella caserma Tito Barrak di Sarajevo, mentre altre 513 persone sono ammalate; - precisa la senatrice Menapace - questo ennesimo tragico decesso rende ancora più urgente ed importante la delicata missione della Commissione da me presieduta, per stabilire con certezza le cause. Tanti giovani militari e civili si sono ammalati, ignari degli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni. Agli ammalati e alle famiglie voglio assicurare il massimo impegno, mio personale e di tutta la Commissione, - conclude la senatrice - per chiarire in modo definitivo il ruolo svolto dall'uranio impoverito e poter quindi adottare i provvedimenti più adeguati per garantire la sicurezza al personale militare e civile".

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