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L' ignoranza che uccide

Dal sito di Stefano Montanari www.stefanomontanari.net

scritto da Gianluca Garetti   

giovedì 15 marzo 2007

 

Rimosse le ricerche scientifiche fatte fino ad oggi.  Inceneritore, Arpat e Ars ignorano gli effetti delle polveri ultrafini. Non resta che incrociare le dita e pregare di non ammalarsi. E' l'unica cosa che potranno fare gli abitanti della Piana Fiorentina dopo la costruzione del nuovo inceneritore, anche, e forse soprattutto, alla luce delle osservazioni di due prestigiosi rappresentanti del modo scientifico legato alle amministrazioni pubbliche, da sempre sostenitrici dell'ipotesi incenerimento. Si tratta di Roberto Gori, direttore tecnico dell' Arpat e di Eva Buiatti, dell'Agenzia Regionale della Sanità. Le loro parole, espresse all'interno di un seminario di Legambiente, sono state riprese dal sito Greenreport.it. Per Roberto Gori "non esiste una definizione precisa per le polveri ultrafini (quelle sotto 0,1 micron) ma quello che più conta è che non c'è un sistema codificato di prelievo e di misura e ci si muove ancora nel campo sperimentale", mentre Eva Buiatti ha spiegato come “i dati epidemiologici a disposizione siano pochi e spesso contrastanti tra loro, anche perché è quasi impossibile separare le polveri ultrafini dalle altre".

Tutti tranquilli dunque, per Arpat e Ars le polveri ultrafini sono sostanze che non si riescono a misurare e quindi, per adesso la loro pericolosità non è dimostrabile. Ignorando così di fatto i tanti lavori scientifici prodotti in questi anni, proprio sulla pericolosità delle polveri ultrafini che, date le dimensioni, penetrano fin negli alveoli polmonari e da qui nel torrente circolatorio provocando così, non solo rischi a livello respiratorio, ma anche ischemie a livello cardiovascolare o cerebrale. ISDE (medici per l’ambiente) e Unaltracittà/Unaltromondo denunciano questo approccio superficiale ricordando che dalle numerose ricerche effettuate sulle nanoparticelle (un lungo elenco è alla pagina http://www.nanodiagnostics.it/Articoli.aspx) emergono quattro concetti fondamentali ineludibili quando si dibatte sull'opportunità o meno di costruire nuovi inceneritori:1. Qualsiasi sorgente ad alta temperatura provoca la formazione di particolato.2. Più elevata è la temperatura, minore è la dimensione delle particelle prodotte.3. Più la particella è piccola, più questa è capace di penetrare nei tessuti.4. Non esistono meccanismi biologici od artificiali conosciuti capaci di eliminare il particolato una volta che questo sia stato sequestrato da un organo o un tessuto. Persistere con la volontà politica di costruire nuovi inceneritori e ampliare gli esistenti, espone quindi le popolazioni interessate a pesanti, intollerabili, ingiustificate ripercussioni sanitarie, a prescindere dalle improbabili mitigazioni prospettate e in presenza di alternative più che percorribili per una corretta gestione dei rifiuti.

dott. Gianluca Garetti

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