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PATRIZIA GENTILINI

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Danni nella popolazione nelle vicinanze di inceneritori

bambinoQuesto recente studio, fatto bene e con tutti i canoni scientifici, Maternal residence near municipal waste incinerators and the risk of urinary tract birth defects, è condotto nella regione del Sud Est della Francia, Paese che nel 2000 ha incenerito 11 milioni di tonnellate di rifiuti, il 26% della produzione.
E’ stato realizzato da una equipe dell' Università di Lione, di Rennes e dal Registro delle Malformazioni del Rhone-Alpes, la zona dove sono emersi picchi di malformazioni nei nuovi nati, che non trovano giustificazione.


Si tratta di 304 neonati che hanno evidenziato difetti all’apparto genitale. In particolare problemi renali e di uropatia ostruttiva.
Sylvaine Cordier, Anne Lehebel, Emmanuelle Amar, Lucie Anzivino-Viricel, Martine Hours, Christine Monfort, Cecile Chevrier, Mireille Chiron, Elisabeth Robert-Gnansia, sono le donne scienziate che hanno approfondito con passione ed attenzione il problema, giungendo a delle conclusioni prevedibili quanto preoccupanti.
Gli inceneritori dei rifiuti” recita il trattato “rilasciano una miscela di sostanze chimiche persistenti con un forte potenziale tossico per l’embrione, inclusi metalli pesanti e diossine/furani, nell’atmosfera”.

Stiamo parlando proprio degli inceneritori, quelli che fanno meno male di una grigliata e delle stufe a legna a sentire parlare i nostri scienzati locali, nonché responsabili della tutela della nostra salute. 
Abbiamo trovato una associazione tra il vivere in prossimità di un inceneritore e il rischio di difetti all'apprato urinario dei nuovi nati” è la lapidaria conclusione dello studio che sottolinea come anche il consumo di prodotti locali modifichi il rischio di malattie per la capacità di bioaccumulo per esempio nel latte vaccino e nei derivati (formaggi).
Un evidente monito a non consumare prodotti che sono cresciuti in prossimità di questi impianti.

Gli inceneritori sono i massimi responsabili dell’emissione di diossine nell’ambiente, meditate gente.

Marco Casarin

biologo

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