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Documenti su Rifiuti

PATRIZIA GENTILINI

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Una cura peggiore del male

 
Venerdì 27.06.2008 l’ Associazione Ambiente e Salute insieme al Dachverband für Natur- und Umweltschutz ha organizzato un incontro sul tema della gestione dei rifiuti e sue ripercussioni sulla salute dei cittadini
Ambiente e Salute  ha ribadito di ritenere inutile, pericoloso e tecnologicamente superato l’utilizzo dell’incenerimento.
L’ assessore all’ambiente Laimer, in primis, e tutta l’amministrazione provinciale, con il benestare della Giunta comunale di Bolzano targata Spagnolli si dovranno assumere la responsabilità di questa scelta e delle loro affermazioni, che hanno ripetutamente escluso qualsiasi pericolo per la salute dei cittadini dai fumi dell’inceneritore. Parole mai suffragate da studi e da indagini epidemiologiche serie sui cittadini.
Dati e studi che invece hanno abbondantemente accompagnato tutta la relazione della dottoressa Gentilini, oncoematologa di Forlì, Medico per l’ Ambiente ISDE.
 L’Associazione Ambiente e Salute continua ad informare i cittadini, a portare esperti nei diversi settori della gestione dei rifiuti: stiamo concludendo con il dr. Koch di Amburgo uno studio su come è stata fatta la Valutazione di Impatto Ambientale a sulla costruzione dell’inceneritore.
 Dati preliminari ci dicono che la VIA (2004) non è stata fatta con i modelli di valutazione migliori dell’epoca, che le condizioni meteorologiche e orografiche e i nuovi insediamenti non sono stati presi in considerazione e non vengono neppure citate le polveri ultrafini. Un lavoro importante che presumibilmente a settembre potremo presentare pubblicamente e del quale dovremo valutare l’utilizzo nelle diverse sedi .
Invitando tutte le forze politiche a cui interessi la salute dei cittadini a darsi da fare per impedire che per i prossimi 30 anni noi e i nostri figli si debba  subire questa scelta sbagliata solo per pigrizia e falso senso di superiorità.
Siamo stati  a Lavis per un dibattito sull’inceneritore di Trento organizzato dal Comune , una sala piena, presenti molti politici ad ascoltare esperti di grande livello, esperti che ci piacerebbe venissero ascoltati  anche dai nostri amministratori.
Poichè  è possibile ad assessori e consiglieri chiedere l’audizione di esperti ci auguriamo che qualche politico veramente interessato chieda di ascoltarli, ecco i loro nomi:
Dr.Patrizia gentilini, medico, specialista oncoematologia Forlì
Ing. Massimo Cerani : esperto di energia e consulente per la gestione dei rifiuti. Brescia
Assessore provinciale della toscana dr Baronti : ex assessore all’ambiente di Capannoni, 1° comune in Italia che ha introdotto la  strategia Rifiuti zero.
Sig Carla Poli :imprenditrice, direttrice Centro Riciclo Vedelago ( centro di riciclaggio).Treviso
dr.Klaus Koch, Umweltnetz Hamburg, ecologo, esperto di impianti di incenerimento, che ben conosce la nostra situazione.
Un occasione per ascoltare quale sarebbe la  strada verso una strategia corretta della gestione dei rifiuti.
Claudio Vedovelli
 

Dr. Patrizia Gentilini :   “ Una cura peggiore del male” . ( riassunto della relazione)

Se dovessimo considerare i rifiuti come un problema o un male, cosa che invece essi non sono, anzi sono delle risorse, l’incenerimento rappresenterebbe una cura peggiore della malattia.

Proprio in questi giorni in Francia numerosi medici, spaventati dai dati scientifici sui rischi per i cittadini che vivono nelle vicinanze di inceneritori, sono riusciti a bloccare la costruzione di 9 impianti.

Ogni combustione trasforma materiali inerti in sostanze tossiche e pericolose.

Esistono numerosi studi in letteratura che indicano soprattutto i bambini i più sensibili a queste sostanze che, se assorbite in età infantile, possono determinare lo sviluppo di malattie anche in età successive.

Molte sostanze tossiche causano, soprattutto nei bambini, danni cerebrali e disturbi del comportamento.

I nuovi impianti, anche se tecnologicamente all’avanguardia non sono esenti da queste problematiche, anzi prende sempre più consistenza una nuova forma di inquinamento che è quella da polveri ultrafini. Particelle delle dimensioni di un virus capaci di entrare nel torrente sanguigno e di diffondersi in tutto l’organismo.

Sono ormai noti gli effetti di queste polveri sia a livello dell’apparato respiratorio ( tumori, asma, allergie) ma soprattutto a livello cardiocircolatorio ( ictus, infarti cardiaci ).

Le donne appaiono gli altri soggetti particolarmente sensibili a queste sostanze. Particolarmente vulnerabile e pericoloso appare il periodo della gravidanza per il rischio di passaggio di queste sostanze tossiche all’embrione; sono state evidenziate concentrazioni di sostanze tossiche già a livello del cordone ombelicale. Di fatto la pericolosità di una sostanza non dipende solo dalla dose, ma anche dal momento in cui colpisce e dalla fragilità del bersaglio .

Per quanto riguarda i limiti di legge, per le sostanze cancerogene non esistono di fatto limiti che possano tranquillizzare, tenuto inoltre conto che i limiti sono calcolati su individui adulti sani e non su bambini o altri soggetti più deboli. Molte sostanze tossiche prodotte dai camini ( arsenico, piombo, altri metalli pesanti) hanno effetti su diversi organi e effetti diversi a dosi diverse.

L’inceneritori sono, secondo una legge del 1994 ritenuti industrie insalubri di 1° categoria.

Esistono oggi alternative valide all’incenerimento e con molti meno rischi per la salute dei cittadini.

Anche dal punto di vista dei costi sanitari causati da un inceneritore è oggi possibile con modelli matematici prevederne l’importo dovuto alle patologie ad essi correlate; sono costi enormi che vanno ad aggiungersi ai costi dell’impianto e della sua manutenzione.

Bisogna ritornare alla medicina preventiva (1° = impedire che si sviluppi la malattia)  quindi non costruire inceneritori rappresenta una forma molto importante di prevenzione primaria per molte patologie tumorali e non.

Alla fine della relazione è seguita un ampia discussione.

Un cittadino ha chiesto come mai esistono pareri diversi anche fra i medici, mentre secondo lui la scienza dovrebbe essere neutrale. La dottoressa ha risposto dicendo che purtroppo spesso anche la scienza è in qualche modo influenzata dall’industria e dal mercato e che quando si legge qualcosa bisognerebbe sempre capire chi scrive e se ci sono conflitti di interessi. La stessa epidemiologia è una scienza molto difficile e l’interpretazione oltrechè la formazione dei dati può prestarsi a diverse letture. Va comunque sempre sottolineato il principio di precauzione e quando su un tema così delicato come la salute esistono dei dubbi o delle diversità profonde, si consiglierebbe di attendere e non fare.

 Molti hanno chiesto di Napoli e del fatto che anche Bolzano, come ha detto il presidente Durnwalder, senza inceneritore possa diventare come Napoli.

La dottoressa ha risposto che chi fa questi discorsi ha pochi argomenti e dimostra scarso rispetto per i molti cittadini ed amministratori che si stanno dando da fare per migliorare sempre di più la differenziata e il riciclaggio dei rifiuti. La situazione di Napoli è una situazione voluta, i rifiuti devono essere visti ( visibili e odorabili),  per suscitare proprio queste reazioni, che spingono alla costruzione di inceneritori, togliendo spazio alla contestazione e alla democrazia.

Bolzano, ha aggiunto il dr. Vedovelli, non corre alcun rischio; anzi l’unico rischio che corre è quello delle sostanze tossiche che usciranno dal camino dell’inceneritore. A Bolzano non c’è alcuna emergenza rifiuti, ci sarebbe il tempo e una situazione favorevole da parte dei cittadini, per soluzioni virtuose, spingendo al massimo la differenziata, attraverso la raccolta porta a porta del secco e dell’umido, con una tariffa puntuale e alla fine puntando su forme spinte di riciclaggio, come ad esempio si fa a Vedelago o attraverso trattamenti meccanico biologici a freddo.

 Cosa si può ancora fare, visto che sono stati assegnati i lavori ?- hanno chiesto in molti.

La dottoressa ha risposto che sia l’esperienza francese, che un’ esperienza in Sardegna di questi giorni ( e l’esperienza di Montebelluna  della Sindaca Puppato n.d.r.) dimostrano che anche  dopo l’assegnazione dei lavori la mobilitazione dei cittadini e la loro pressione sui politici sia riuscita a far cambiare idea e a bloccare la loro costruzione.

E’ auspicabile un passo indietro da parte dei  politici, che non è vergognoso, ma possa rappresentare un segno di umiltà, che finora è mancata e che spesso racchiude in sé onestà e intelligenza. L’importante sarebbe esserci dove si discute e si dibatte, e soprattutto saper ascoltare.

I politici e i tecnici sudtirolesi, anche in questa occasione, hanno dimostrato con la loro assenza di non volere ascoltare e di avere preso delle decisioni indiscutibili ed immodificabili, qualsiasi cosa accada.

La decisone della Provincia appare dunque  definitiva ed inequivocabile e non si capisce allora lo scopo di un tavolo tecnico, a decisione già completamente presa. Un tavolo annunciato e che  pare essere dimenticato, un tavolo di cui ancora non sono chiare le regole.

 Cosa si può fare, cosa stiamo facendo?

Innanzitutto, ha suggerito la dottoressa  riportando esperienze di altre città d’Italia, si deve richiamare pubblicamente le responsabilità del Sindaco della città, come responsabile della salute. In questo senso sono state fate denuncie per danno presunto; è possibile inoltre ricorrere alla Comunità europea.

Si può e si deve pensare di far pagare anche politicamente alle prossime elezioni queste scelte scellerate.


 

A San Michele

Inceneritore, oggi il convegno

Esperti a confronto. «Non serve, le alternative esistono»

Iniziativa del Comune di Lavis. L’assessore Lorenzoni:

«Va rotto il silenzio sul progetto, rischiamo di avere un impianto già superato»

 

TRENTO. Si torna a parlare dell’inceneritore di Ischia Podetti, in chiave critica: oggi a San Michele, su iniziativa del Comune di Lavis, si terrà un convegno di esperti. Motore dell’iniziativa è il dottor Lorenzo Lorenzoni, assessore alla sanità e ambiente a Lavis e autore di alcune dure prese di posizione sull’argomento, l’ultima delle quali contro l’Ordine provinciale dei medici, ritenuto troppo «blando» sul termovalorizzatore.

 

«Lo scopo del convegno - spiega Lorenzoni - è rompere il silenzio steso sul progetto, per dimostrare che le possibili alternative all’incenerimento dei rifiuti esistono e sono valide». Il titolo del convegno è: «Alternative all’incenerimento: possibili e praticabili».

Dice Lorenzoni: «Sino a qualche tempo fa, la questione dei rischi era l’unico strumento che possedevamo; oggi, invece, possiamo rispondere alla domanda: e che ne facciamo di tutte quelle tonnellate? Noi rischiamo di accendere il nuovo termovalorizzatore tra quattro o cinque anni, quando potrebbe essere già un impianto superato».

 

Esiste già oggi un progetto che riutilizza il rifiuto secco - se omogeneamente raccolto - e lo trasforma in prodotti che possono reinseriti nel mercato: questa l’alternativa, assieme ad una raccolta differenziata sempre più spinta. I relatori del convegno saranno Massimo Cerani dell’associazione EnergEtica di Brescia (“Il porta a porta e la tariffa puntuale: come valorizzarli”), Eugenio Baronti assessore alla ricerca della Regione Toscana (”Le buone pratiche per l’ecoefficienza e il risparmio”), Carla Poli direttrice del Centro Riciclo di Vedelago (“Il rifiuto come risorsa”) e Patrizia Gentilini, specialista in oncologia medica (”Incenerire i rifiuti: una cura peggiore del male”).

 

 «Città molto simili alle nostre per caratteristiche fisiche e socio-economiche come Innsbruck e Salisburgo - dice Lorenzoni - rifiutano gli inceneritori per i rischi che questi comportano. A novembre “Le Monde” riportava la notizia che nella provincia di Clermont-Ferrand è stata bloccata la realizzazione di ben otto inceneritori già progettati, a dimostrazione della presa di coscienza dei rischi che questi impianti comportano». Tra gli invitati anche i padri dell’inceneritore: il governatore Dellai, l’assessore provinciale all’ambiente Gilmozzi e il sindaco di Trento, Pacher. «Nessuna risposta, da loro» dice Lorenzoni. Invitati anche sindaci e amministratori comunali, enti gestori del servizio rifiuti (Asia, Anmu) e consorzi. Appuntamento questa sera alle 20 nella sala consiliare del Comune di San Michele all’Adige.

 

Trentino, 27 giugno 2008

 

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