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PATRIZIA GENTILINI

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SALUTE

Al di là del bene e del male

 Di nuovo lui.
 L‘ assessore Laimer, quello che pochi mesi fa affermò sulle pagine del Corriere dell'Alto Adige del 25.10.2007: «Chi dice che l'inceneritore è rischioso per la salute è un irresponsabile».
 greenpeace3L' assessore all'ambiente Michl Laimer ora smentisce studi medici ed addirittura l’ OMS. Dopo che uno studio in Austria, a Graz, eseguito presso l’Università di Vienna aveva mostrato dati inquietanti di mortalità legati alla presenza delle polveri in atmosfera, anche in Sudtirolo e precisamente a Bolzano, Merano e Bressanone è stato fatto uno studio analogo. E anche i risultati, riportati dal dr.Wegher (Medicina ambientale) sono altrettanto inquietanti: 35 morti l’anno a causa delle polveri sottili in Alto Adige. Morti e ricoveri aumentano in maniera significativa nei giorni di incremento delle polveri nell’aria. Il nostro assessore, pur ammettendo di non conoscere i dati (!!) antepone le proprie idee politiche alle conoscenze ed informazioni tratte da studi scientifici, e afferma  , sbagliando, che le polveri non ammazzano nessuno, ergendosi così a baluardo di qualsiasi forma di inquinamento.
Studi scientifici che tra l’altro, non più di un anno fa, furono presentati proprio a Bolzano in un convegno organizzato dalla stessa Provincia (Assessorato alla Sanità) con un intervento molto importante del prof. Barbone .
D'altronde pochi mesi fa la stessa OMS ( irresponsabili ??) analizzava, in uno studio sulle città italiane, l’impatto delle PM10 e dell’ozono, concludendo che in Italia mediamente 8220 morti siano attribuibili a concentrazioni di PM10 > 20 ug/m3. Il 9% fra tutte le cause ( esclusi gli incidenti) di mortalità nella popolazione di età superiore ai nove anni.
Lo stesso studio dell’ OMS, così come quello del prof. Barbone così come quello citato dal dr. Wegher riportano inoltre un aumento percentuale significante di ricoveri ospedalieri nei giorni di picco delle polveri sottili.
Lo stesso dr.Wegher così come il collega austriaco affermano come i dati dei loro studi rappresentino solo la punta dell’iceberg dei danni causati dalle polveri, in quanto non sono presi in considerazioni gli effetti a lungo termine, in altri termini le patologie neoplastiche (i tumori).
Sottolineiamo che in questi studi si parla sempre di PM10, quando è ormai nota la maggior pericolosità per l’uomo delle particelle più fini e ultrafini. Così come in una valutazione complessiva dell’impatto sulla salute non si tiene conto dell’incidenza delle polveri sottili su patologie, non letali, ma invalidanti ( broncopneumopatie croniche ostruttive) negli anziani e altre patologie, fortunatamente non letali ma estremamente fastidiose, come le allergie e le bronchiti nei bambini.
fumiDi fronte a questi dati, affermare impunemente che:" le polveri possono anche far male, ma nessuno muore a causa del superamento dei limiti." e che "chi muore è perché sarebbe morto comunque", non si capisce se sia un' espressione di ignoranza totale oppure, molto più probabile, un atto, come tanti altri, di superbia del potere.
Ora che dire di un assessore all’ ambiente che non tiene conto nè dei dati dei “propri” scienziati, nè di quelli delle organizzazioni mondiali della sanità? Un assessore all’ambiente che ci regala traffico, A 22, inceneritori, industrie e ancora si vanta che le centraline bolzanine non sforano?
Se fossimo in una società seria ci aspetteremmo almeno qualche dichiarazione da parte dell' assessore alla sanità, in difesa del buon nome dei suoi medici e della sua materia.
A proposito, invitiamo lo stesso a risparmiare i soldi di ulteriori studi - ormai le evidenze dei danni alla salute da inquinanti atmosferici sono chiarissime - ed invece ad utilizzare risorse economiche e strutturali per trovare delle soluzioni ai problemi.
Soluzioni evidenti ma rispetto alle quali l’assessore all’ambiente pare essere sordo, cieco ma sfortunatamente non muto. E’ con gente come l’ assessore Laimer che siamo riusciti a portare la situazione del pianeta al tracollo, nemmeno sicuri di assicurare un futuro ai nostri figli. 
Dr Claudio Vedovelli    

BERSANI E IL CONSENSO INFORMATO

catone_il_censoreRiceviamo e diffondiamo questa lettera di commento alla posizione del Ministro Bersani da parte di medici di diverse specialità. (nel post precendente il comunicato ministeriale).

Il ministro per lo sviluppo Bersani  ha recentemente chiesto l’intervento del ministro della Giustizia e del ministro della Salute contro L' Ordine dei Medici dell' emilia Romagna, "rei" di avere richiesto alle autorità competenti di non autorizzare la costruzione di un inceneritore.

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Bersani e i suoi complici

Scritto da Stefano Montanari   venerdì 05 ottobre 2007 
 Egregio signor ministro, non ce n’era bisogno e forse neanche ce lo meritavamo. Che l’Italia sia il Paese di Bengodi per i costruttori d’inceneritori è fatto conosciuto. Parlo di quei dinosauri spacciati per l’ultimo grido della scienza che lei e tutti i componenti della compagnia di giro che “governa” (scusi le virgolette) l’Italia avete battezzato “termovalorizzatori” (Wanna, ci manchi tanto!). Che chi può ci ficchi le mani dentro e da quell’orgia d’immondizia di fatto incentivata da una politica corsara ritiri le mani piene di quattrini è un fatto altrettanto noto. Che quei quattrini costituiscano un ghiotto bottino che è sfilato a  velocità crescente dalle tasche dei contribuenti, non pochi dei quali perfino consenzienti grazie ai vari pifferai di Hamelin le cui note echeggiano nei vari media, è fatto impossibile da contestare. Addirittura il magico Silvio Berlusconi (in questo frangente suo roccioso alleato) ha firmato la prefazione ad un libro che tale Franco Battaglia, ahimé professore all’università della mia città, ha scritto contro l’uso dell’energia solare, trovando, pensi un po’, un editore disposto a pubblicare una simile apologia della stupidità. Che non si sia mai esitato ad infrangere le leggi scritte e non scritte per mantenere e far moltiplicare questa gallina dalle uova d’oro lo sappiamo tutti, Comunità Europea compresa. Né oggi, la regione Emilia Romagna esita ad allestire una (costosa, ma paghiamo noi) ricerca epidemiologica che nasce abbondantemente taroccata fin dalle fondamenta ed escogitata per scopi di uno squallore disarmante. Però quella roba, quella roba che esce incessante dai camini fioriti e colorati di celeste, al di là dell’ovvia rapina, fa male alla salute. E tanto, caro signor ministro, anche se lei non ha la cultura per comprenderlo, e qui le regalo il beneficio della buonafede anche se non quello dell’idoneità a ricoprire il ruolo che sconsideratamente le hanno affidato. Io, nel mio piccolo, di queste cose mi ero già accorto da un pezzo e non ho mai mancato di far sentire la mia pur flebile voce al proposito, e questo non in modo indolore, almeno per me e per chi mi affianca nel lavoro. Poi, piano piano, chiunque avesse contatti con la scienza o, meglio, chiunque la scienza la praticasse come si dovrebbe praticare, non ha potuto esimersi dal constatare l’ovvietà. Se si fossero ordinati l’uno di seguito all’altro concetti che la scienza conosce da secoli o, limitatamente a certi argomenti, da decenni, nessuno si sarebbe permesso di dubitare che da un inceneritore, comunque lo vogliano chiamare gl’imbonitori clownescamente truccati da politici o da scienziati, escano porcherie molto più pericolose per la salute di quelle che ci entrano. E nessuno avrebbe avuto la faccia tosta d’ignorare che non un grammo d’immondizia svanisce. Perché tutto questo emergere dell’evidenza sta avvenendo con tanto ritardo e quando ormai tanti, troppi, guai irreversibili sono stati combinati? È qui che entra in scena lei, caro signor ministro Bersani, a braccetto dei suoi compagnucci d’avventura. In una trasversalità assoluta, i vari personaggi che si sono succeduti dal parlamento alle regioni alle province ai comuni, passando per istituzioni di controllo dell’ambiente e di ricerca e didattica di cui personalmente provo vergogna in qualità d’italiano, si sono trovati tutti in ecumenico accordo per spartirsi la torta dolce e grassa dell’immondizia. E chiunque fosse d’intralcio all’assalto alla diligenza doveva essere annientato. Così, ora è stato il turno suo ad entrare alla ribalta, caro signor ministro, e il turno suo prevedeva d’insultare i medici i quali, glielo ricordo, hanno prestato un giuramento secondo cui ogni loro azione deve essere improntata alla salvaguardia della salute. È per fedeltà a quel giuramento che vari Ordini stanno denunciando lo scempio che voi state perpetrando ai danni della comunità, solo per onesta fedeltà, visto che loro non sono coinvolti nella spartizione del bottino. Ma lei non si limita ad insultarli: li minaccia pure e, mendicando la complicità della Turco e di Mastella, li vuole dovutamente imbavagliati, così come qualche suo onorevole compagno di merende vuole imbavagliato qualche fastidioso e imbarazzante magistrato. Procurano allarme quei medici, lei strilla. Certo, ai ladri che entrano in casa non può far piacere che lì ci sia un allarme in funzione. Se poi i ladri non hanno scrupoli a trasformarsi in assassini, la faccenda si fa più delicata. Vuole vedere, signor ministro, di che cosa parlo? Si faccia forza: venga a trovarmi in laboratorio e le mostrerò qualche foto scelta fra quelle che provocano svenimenti ai suoi colleghi e scandalo agli “scienziati” in vendita di cui tutta la vostra casta si serve, una casta diventata una cappa dal peso insostenibile. Ma una ricetta c’è: intanto liberarci di lei, un personaggio di cui non abbiamo di sicuro bisogno, e relegare la sua figura ai ricordi di qualche compilatore di almanacchi. Ma con lei non possono non essere prepensionati tutti i politicanti che, da un certo punto di vista senza sbagliare, hanno preso l’Italia per una terra di conquista, un prepensionamento che ci costerebbe denaro, ma certo una bazzecola se paragonata a quanto ci costano ora. E chiudiamo anche, magari senza clamore per non esporle ad un pur meritato ludibrio, istituzioni ormai al di là di ogni limite di follia come certe cattedre universitarie, spesso ereditarie o rogitate, che sono solo funzionali al mantenimento e, anzi, al rafforzamento dello stato di corruzione in cui versiamo. E via pure l’ARPA, quella che ci canta la ninna nanna con il solito “va tutto bene” di regime taroccando addirittura dati inesistenti, e si veda l’episodio nerissimo di Treviso a proposito dell’incendio De Longhi a seguito del quale è successo ciò che di solito succede da noi come conseguenza di episodi così rivoltanti: nulla. I Carabinieri sono capacissimi di svolgere i compiti di controllo dell’ambiente, forse ad una frazione dei costi e, cosa fondamentale, magari raccontandoci la verità, cosa cui abbiamo perso l’abitudine. Nessun repulisti rivoluzionario: semplicemente un avvicendamento che ci permetta di godere di una conduzione dello stato fatta per sessanta milioni d’italiani e non per una cricca di faccendieri comunque abbigliati. In conclusione, caro signor ministro Bersani, dopo questa penosa esibizione di nudità culturale, intellettuale e morale, dia per primo il buon esempio e tolga il disturbo prima che la commissione d’inchiesta che lei, ignorante dei principi fondamentali della conduzione di un paese civile, pretende per i medici sia istituita per lei. E se non se ne andrà volontariamente, cosa del tutto improbabile, almeno avvenga che il nostro presidente del consiglio, in un attimo di veglia e in un guizzo di dignità, le dia il benservito se non altro per il rispetto che deve a chi, in mancanza d’altro, gli ha affidato il compito di governarli.

http://www.stefanomontanari.net/

 

Conf. int. tossicità

Ormai è trascorso quasi un anno dalla pubblicazione su una delle più famose riviste mediche di uno studio sui danni neurologici al sistema nervoso in via di sviluppo causati da numerose sostanze chimiche immesse dall’uomo nell’ambiente (The Lancet, Nov 8, 2006 - Vol. 368).
Gli autori hanno denunciato alla comunità scientifica internazionale una “Pandemia Silenziosa”, vale a dire una vastissima epidemia di danni neurologici, più o meno gravi, provocata dall’azione tossica sul sistema nervoso in via di sviluppo di agenti chimici che lo raggiungono attraverso l’inquinamento del cibo, dell’acqua e dell’aria. Epidemia della quale nessuno parla.
Pochi mesi fa nelle Isole Faroe si è svolta una importantissima conferenza internazionale sulla tossicità di numerose sostanze chimiche su organi ed apparati in via di sviluppo (http://www.pptox.dk/Consensus/tabid/72/Default.aspx).
Gli scienziati sono giunti alle seguenti conclusioni:
-     le sostanze chimiche presenti nel corpo della madre sono condivise con il feto ed il neonato;
-     il bambino viene esposto a dosi superiori a quelle della madre per il suo minor peso corporeo;
-     la suscettibilità all’azione tossica di varie sostanze è maggiore durante lo sviluppo, dal momento del concepimento all’ adolescenza;
-     le conoscenze attuali hanno permesso di sostituire l’ antico paradigma sviluppato oltre 400 anni fa da Paracelso: “La dose fa il veleno”, con l’attuale verità scientifica: “Il momento dell’esposizione fa il veleno”. Vale a dire che più precoce è l’esposizione ad una sostanza tossica e maggiori sono i danni. Anche dosi prima ritenute talmente basse da non essere pericolose, oggi sappiamo che causano danni molto importanti all’organismo.
-     malattie neurologiche,cardiovascolari, respiratorie,immunologiche, dell’apparato della riproduzione, disfunzioni endocrine, alcuni tipi di cancro, l’obesità ed alterazioni genetiche sono la conseguenza dell’esposizione nelle prime fasi della vita a sostanze chimiche tossiche;
-     di particolare importanza è la capacità di modificare l’espressione genetica. Vale a dire di cambiare il fine dell’attività di un gene. Tale modifica può predisporre ad una malattia e viene trasmessa alle generazioni successive.
Un apporto considerevole alla presenza nell’ambiente di questi veleni lo danno la combustione del carbone, dell’olio combustibile e dei rifiuti.
Nel passato si cercava di dare una dote ai figli. Adesso che la società è evoluta le cose sono cambiate ed a loro lasciamo una minaccia. Un rischio legato al loro patrimonio genetico. Questo nuovo tipo di dote sarà tramandata ai figli dei figli e così via fino alle generazioni più lontane.
Loro non ce lo perdoneranno.
 Dr. Giovanni Ghirga
Pediatra - Medici per l’Ambiente e la Salute dell’Alto Lazio

INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia (www.isde.it) affiliato a International Society of Doctors for the Environment  

L’Associazione dei Medici Per l'Ambiente (ISDE Italia) è fortemente  preoccupata in merito all’ incremento dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) tramite incenerimento, che si sta proponendo nel nostro paese, sia con la costruzione di nuovi impianti, sia con l’ ampliamento di quelli esistenti.  Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi tutto, una seria politica delle “R” come  Razionalizzazione, Riduzione della produzione, Raccolta differenziata, Riciclaggio, Riuso, Riparazione, Recupero.  Solo dopo aver attuato tutti i punti precedenti, si potrà eventualmente  valutare correttamente la migliore tecnica impiantistica per lo smaltimento della frazione residua scelta tra i sistemi che garantiscono meglio salute umana ed ambiente (pensare al trattamento con recupero energetico dell’'esigua frazione residua). Solo con questa politica, oltre a ridurre i costi economici, si possono ottenere impatti ambientali e sanitari inferiori a quelli prodotti dagli inceneritori e dalle discariche. L' incenerimento degli RSU è, fra tutte le tecnologie, la meno rispettosa dell' ambiente e della salute. E’  inevitabile la produzione di ceneri (che rappresentano circa 1/3 in peso dei rifiuti in ingresso e devono essere smaltite in discariche speciali) e l'immissione sistematica e continua nell’atmosfera per ogni inceneritore (di milioni di metri cubi al giorno) di fumi inquinanti contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2.5 , ovvero con diametri inferiori a 2.5 micron) costituite da nanoparticelle di sostanze chimiche (metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine e furani, ecc.) estremamente pericolose, perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi. Senza contare del contributo all’effetto serra. La combustione trasforma infatti anche i rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e ceneri residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio. Per noi, Medici per l’Ambiente, è prioritario pensare agli effetti sugli esseri umani più fragili, perché già malati, o più suscettibili come bambini, donne in gravidanza, anziani. Il rischio non è solo riferibile ad una maggiore incidenza di tumori (già segnalata), ma anche ad altre problematiche quali: incremento dei ricoveri e della mortalità per cause respiratorie e cardiocircolatorie, alterazioni endocrine, immunitarie e neurologiche.
Si ribadisce che in problematiche così importanti e complesse  devono sempre essere privilegiate le scelte che si ispirano al principio di “precauzione”, alla tutela e salvaguardia dell'ambiente, consci che la nostra salute e quella delle future generazioni  è  ad esso indissolubilmente legata  (come le drammatiche esperienze su amianto, benzene, piombo e polveri fini dovrebbero averci insegnato). L’Associazione Medici per l’Ambiente chiede che:

1.      Venga istituita immediatamente una moratoria sui progetti di termodistruzione (o termovalorizzazione) in corso;

2.      Venga incentivata economicamente la politica delle “R”;

3.      A cura delle Autorità competenti, vi sia una efficiente ed efficace azione di verifica e controllo, in continuo, dei possibili inquinanti (al camino, aria, terra e falde acquifere) per gli impianti già in funzione e che questi controlli siano simultaneamente affiancate da rigorosi monitoraggi sanitari delle popolazioni già potenzialmente esposte;

4.      Siano istituzionalizzati i Garanti delle popolazioni che dovranno conoscere in tempo reale i risultati delle campagne ambientali, sanitarie e l’andamento delle misurazioni di tutte le possibili emissioni causate dal sistema di smaltimento operante, al fine di proporre tempestive soluzioni.

 Membri del Gruppo di lavoro ISDE Italia sui rifiuti

Balestreri Federico (Cremona); Bragheri Romano (Pavia); Cavasin Francesco (Treviso); Cristofolini Antonio (Trento);  Diaferia Giorgio (Torino);  Fabbri Fabrizio (Roma); Galli Simone (Firenze);  Garetti Gianluca (Firenze);  Gennaro Valerio (Genova); Gentilini Patrizia  (Forlì);

Guerra Manrico (Parma ); Laghi Ferdinando (Cosenza); Mocci Mauro (Civitavecchia); Rivezzi Gaetano (Caserta); Romizi Roberto (Arezzo); Tomatis Lorenzo (Trieste)

  
Ann Ist Super Sanita. 2004;40(1):101-15. Related Articles, Links
 
Health effects of exposure to waste incinerator emissions:a review of epidemiological studies.


Franchini M, Rial M, Buiatti E, Bianchi F.

Unita di Epidemiologia, Istituto di Fisiologia Clinica, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Pisa, Italy.

This review evaluates the epidemiological literature on health effects in relation to incineration facilities. Several adverse health effects have been reported. Significant exposure-disease associations are reported by two thirds of the papers focusing on cancer (lung and larynx cancer, non-Hodgkin's lymphoma). Positive associations were found for congenital malformations and residence near incinerators. Exposure to PCB and heavy metals were associated with several health outcomes and in particular with reduction of thyroid hormones. Findings on non-carcinogen pathologies are inconclusive. Effect of biases and confounding factors must be considered in the explanation of findings. Methodological problems and insufficient exposure information generate difficulties on study results. Research needs include a better definition of exposure in qualitative and quantitative terms in particular by developing the use of biomarkers and by implementing environmental measurements.
   

Stopglyphosate

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Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio