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Documenti su Rifiuti

PATRIZIA GENTILINI

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INQUINAMENTO

Presentata la diffida contro l'inceneritore

Presentata ai media e alla popolazione questa mattina la diffida delle associazioni ambientaliste contro l'accensione dell'inceneritore.

Di seguito una sintesi della diffida e in allegato tutta la documentazione uffficiale.

Le associazioni Ambiente Salute, WWF, Dachverband für Natur- und Umweltschutz e Legambiente hanno notificato nel mese di agosto del 2013 al Sindaco di Bolzano Luigi Spangolli e al Presidente della Giunta Provinciale Alois Durnwalder una diffida all’autorizzazione all’esercizio dell'impianto d’incenerimento dei rifiuti a Bolzano in via Lungo Isarco Sinistro per sottolineare per l’ennesima volta la loro contrarietà all’incenerimento dei rifiuti a Bolzano.

La scelta del luogo della conferenza stampa non è stato casuale: ci troviamo, secondo lo studio d’impatto ambientale, ca. nel cono di massima ricaduta delle sostanze nocive prodotte dall’incenerimento dei rifiuti indifferenziati di tutta la provincia di Bolzano.
Nello studio d’impatto ambientale, redatto nel 2004, questa zona abitativa non era stata considerata, pur essendo prevista e sapendo dell’imminente inizio di costruzione del nuovo quartiere. Anche il quartiere “Firmian”, ancora piú vicino al punto di massima ricaduta, non è stato considerato nello Studio d’impatto ambientale.
L’inceneritore di Bolzano presenta altre criticità che ci portano a richiedere la chiusura immediata dell’impianto.
Di seguito i punti salienti della diffida che saranno esplicati durante la conferenza stampa:

Impatto ambientale

  • emissioni inquinanti dell’inceneritore;

  • peculiarità della conca di Bolzano (tra le città più inquinate d’Italia);

  • ulteriori emissioni da traffico per il conferimento dei rifiuti all’inceneritore.

Impatto sulla salute umana

  • inceneritore limitrofo a zona residenziale densamente abitata;

  • condizioni meteorologiche non favorevoli (inversione termica) con conseguente

    concentrazione di inquinanti;

  • ricaduta di inquinanti anche sulle zone coltivate limitrofe, che attraverso la catena

    alimentare danneggiano la salute umana;

  • impatto sulla salute dei gruppi più vulnerabili: bambini, anziani, donne in gravidanza e

    malati.

Impatto energetico

  • Errate previsioni/valutazioni del potere calorifico dei rifiuti conferiti;
  • Insufficiente efficienza energetica dell’impianto per essere considerato a recupero energetico;
  • errata previsione dell’incremento della quantità di rifiuti;
  • inibizione all’implementazione della raccolta delle plastiche diverse da flaconi e contenitori.

Corretta gestione dei rifiuti

  • Mancata corrispondenza del Piano provinciale dei rifiuti rispetto ai principi cardine della direttiva europea in materia di gestione corretta dei rifiuti;
  • inibizione dell’implementazione delle raccolte differenziate per alimentare l’inceneritore.

Costi

  • Mancato recupero del contributo assolto per gli imballi di plastica aggravato da spese di smaltimento;
  • Potenziale aumento delle tariffe di smaltimento dovuto a mancati introiti da produzione energetica;
  • spostamento di incentivi pubblici utili al finanziamento di fonti rinnovabili per sovvenzionare l’inceneritore (componente A3 della bolletta energetica).

Richieste

Il procedimento di localizzazione e la progettazione dell’impianto sono stati radicalmente viziati dall’aver ignorato tutti gli elementi appena riportati che erano facilmente acquisibili con un approccio metodologico assistito da un livello di informazione accettabile, da correttezza e da buona fede. Di conseguenza riteniamo che tutto l ́iter amministrativo di autorizzazione alla costruzione e alla messa in funzione dell’impianto si basino su valutazioni errate. Richiediamo pertanto la revoca immediata dell’autorizzazione all’esercizio dell’inceneritore di Bolzano e l’attuazione dei principi cardine della Direttiva europea.
Per approfondimenti vedi anche www.ambientesalute.org.

Bolzano, 16 ottobre 2013
Associazione Ambiente e Salute, Dachverband für Natur und Umweltschutz, Legambiente, WWF

sintesi della diffida

diffida presentazione it

diffida presentazione de

Testo integrale della diffida del 2013

NO2 2011

allegati alla diffida

 

 

Diffida inceneritore

 

INVITO ALLA CONFERENZA STAMPA

 
Presentazione della diffida delle associazioni ambientaliste contro autorizzazione all’accensione dell’inceneritore di Bolzano
Mercoledì 16 ottobre ore 10,30
presso il parco giochi di Casanova in via Nicolò Rasmo all’altezza del numero civico 19-35

Le associazioni Ambiente Salute, WWF, Federazione Protezionisti Sudtirolesi (Dachverband für Natur- und Umweltschutz) e Legambiente hanno notificato nel mese di agosto del 2013 al Sindaco di Bolzano Luigi Spangolli e al Presidente della Giunta Provinciale Luis Durnwalder una diffida all’autorizzazione all’esercizio del nuovo impianto d’incenerimento dei rifiuti a Bolzano per sottolineare per l’ennesima volta la loro contrarietà all’incenerimento dei rifiuti a Bolzano.

L’inceneritore di Bolzano presenta diverse criticità che ci portano a richiedere la chiusura immediata dell’impianto. Durante la conferenza stampa alla quale tutti i media e la cittadinanza sono invitati, saranno esposte tutte le criticità individuate.

 

Rifiuti e inceneritore: i nodi vengono al pettine

Alcuni giorni fa (Corriere dell’Alto Adige del 20 settembre 2013) sono state riportate alcune dichiarazioni del Sig. Fattor Stefano quale presidente di Ecocenter e primo promotore, insieme a mandatari a livello comunale e provinciale di vari partiti, del nuovo inceneritore di Bolzano.

Candidamente il Sig. Fattor ammette che l’inceneritore di Bolzano ha un forno “abbondante”, in poche parole che all'epoca in cui sono stati fatti i calcoli per stimare la dimensione dell'impianto hanno sbagliato! Questo comporta anche una falsatura di tutti i calcoli economici che all'epoca di studio di impatto ambientale hanno fatto scegliere l'inceneritore come "economicamente più conveniente", rispetto ad altre tecnologie di smaltimento, meno impattanti sulla salute dei cittadini e sull'ambiente.

Se in fase di studio dell’impianto i costi erano stati stimati a ca. 70 milioni di Euro, ora sono quasi raddoppiati, a fronte di una quantità di rifiuti conferiti all'impianto minore di quella prevista e con un potere calorifico (energia per ogni chilogrammo di rifiuti) ancora più basso di quanto sbandierato, anche perché in seguito ai nuovi sistemi di raccolta dei rifiuti, soprattutto a Bolzano, le plastiche bruciate all'inceneritore sono diminuite drasticamente e invece sono proprio quelle che bruciano meglio.
L’effetto di queste errate valutazioni sarà percepito chiaramente nel prossimo futuro dalle tasche dei cittadini che dovranno onorare con le proprie tasse il mutuo per la costruzione e i costi di gestione dell’inceneritore di Bolzano.

Il Sig. Fattor afferma che l’eventuale importazione dei rifiuti sia la “morte politica”.

Penso anch’io che l’importazione dei rifiuti a Bolzano sia una “fantascienza”. Ma non per le ragioni che riporta il Sig. Fattor. E quando mai nel nostro paese i mandatari politici si sono presi delle responsabilità?

Piuttosto non sarà possibile importare rifiuti perché in Italia abbiamo una sovraccapacità d’incenerimento: troppi inceneritori per i rifiuti prodotti, soprattutto da quando in molte provincie si è presa finalmente la strada corretta della gestione dei rifiuti che non prevede l’incenerimento, portando ad una drastica riduzione del residuo. Inoltre il ministro Clini ha permesso che i rifiuti prodotti dagli scarti delle raccolte differenziate, trasformati in combustibile, possano essere bruciati nei cementifici, levando ulteriore combustibile agli inceneritori che hanno dei costi di smaltimento molto più elevati.

Per quanto riguarda l’esportazione dei rifiuti (intendendo la plastica raccolta con la differenziata) ritengo che le affermazioni del Sig. Fattor siano fuorvianti. Vorrei ricordare che per qualsiasi imballo, anche di plastica, l’acquirente paga al momento dell’acquisto un cosiddetto “contributo assolto” che altro non è che una cauzione per la gestione corretta (leggi riciclo) dell’imballo. Se il comune raccoglie gli imballi di plastica e li consegna al consorzio COREPLA questo restituisce il contributo che altrimenti va perso. Conferire la plastica (ed anche il vetro, i metalli, la carta, il cartone, il tetrapack) all’inceneritore fa perdere al territorio il contributo assolto oltre che a perdere molti materiali riutilizzabili come "materie prime seconde".

Corrisponde al vero che una parte della plastica conferita al COREPLA viene bruciata perché non si tratta di imballi o perché gli imballi non sono stati adeguatamentente puliti, ad esempio dai residui alimentari. Ma a questo problema si deve ovviare con una migliore informazione ai cittadini, non invitandoli a buttare le plastiche nel rifiuto residuo, come ha fatto implicitamente alcuni giorni fa un tecnico dell'Ufficio rifiuti della provincia durante un'intervista.

Il COREPLA sta riducendo significantemente la percentuale di rifiuti residui dalle differenziate che va a finire negli inceneritori per il recupero termico e lo farà ancor più in futuro, seguendo la nuova direttiva europea sulla gestione corretta dei rifiuti.  Inoltre gli impianti nei quali viene bruciata questa frazione di scarto (a differenza di quello che afferma il Sig. Fattor si trovano essenzialmente in Italia) hanno un’efficienza energetica di gran lunga superiore (oltre 0,65) a quella dell’impianto di Bolzano, che invece ha un’efficienza energetica cosi bassa da non poter essere classificabile come recupero termico, ma equiparato a discarica.

Sempre in un'intervista apparsa sui quotidiani alcuni giorni fa, l'ing. Valentino Pagani, della Provincia  ha affermato che la diminuzione dei rifiuti urbani non è un problema  poiché si può sopperire aprendo l'inceneritore alle aziende che ora smaltiscono autonomamente i loro rifiuti. Ma di che rifiuti si tratta? Perché lo studio di impatto ambientale, la valutazione d’impatto ambientale e tutte le autorizzazioni al funzionamento dell'impianto sono tarati sulla combustione di rifiuti residui urbani, non su altre tipologie di rifiuto, né fanghi né rifiuti speciali. Ai cittadini non resta che controllare che politici, amministratori e tecnici facciano il loro dovere correttamente. Noi di Ambiente e Salute, per quanto ci sarà possibile, continueremo a vigilare per informare in maniera autonoma e indipendente la cittadinanza.

 

Claudio Campedelli

Ambiente Salute

 

L'inceneritore di Bolzano visto dalla luna...

 

Il 14 settembre sul suo blog, Nicola Dall'Olio, esponente di punta de PD di Parma, parla in toni entusiastici dell'inaugurazione del nuovo inceneritore di Bolzano, chiosando così "... Le istituzioni apparivano fiere dell’investimento realizzato e anche piuttosto smaniose di inaugurarlo (cosa che dubito accadrà a Parma). Non c’era notizia di un fronte ampio e organizzato di contrapposizione all’opera. Leggendo gli articoli pubblicati per più giorni, l’impressione era che l’impianto fosse ben spendibile in termini di consenso da parte degli amministratori (l’onnipresente e eterno Luis Durnwalder).."

Di seguito la replica di Argante Brancalion, di Ambiente e Salute.

 

Egregio sig. Dall'Olio

Ho letto degli incanti del nuovo inceneritore di Bolzano. Le informazioni che scrive le ha trovate sull'Alto Adige un giornale ben allineato sulle posizioni dell'amministrazione pubblica altoatesina e sono perciò di parte. Non gliene voglio vista la fonte e visto il fatto che lei qui da noi c'è stato da turista e come turista scivola sulla superficie delle cose non potendone andare a fondo. In effetti a Bolzano da 2005 a questa parte c'è un'associazione che sotto il nome di Ambiente & Salute ha cercato e cerca in ogni modo di contrastare la costruzione dell'inceneritore prima e di spegnerlo o almeno togliergli più combustibile possibile ora.. I giornali locali parlano pochissimo di Ambiente & Salute e l'Alto Adige ancora meno, di una decina di lettere che ho spedito al giornale ne hanno pubblicate tre e a tema ormai lontano. Ma ciò non impedisce il nostro quotidiano, faticoso impegno. Non sto a farle qui la storia di A&S che è tutta registrata nel nostro sito http://www.ambientesalute.org/ . Certamente a Bolzano il dibattito non è stato acceso come a Parma o a Trento (dove l'inceneritore non lo fanno più) ma L'Alto Adige è diverso, qui l'SVP (partito monoetnico con maggioranza assoluta in consiglio provinciale) usa il ricatto economico in modo sistematico e coalizzare certi strati di popolazione è più difficile che altrove. Questo spiega il silenzio dei contadini delle campagne attorno all'inceneritore Caldaro compreso, il silenzio delle valli attraversate dalla TAV e molti altri silenzi in campo ambientale e sociale.

 

L'inceneritore è finito e acceso e fa bella mostra di se presso l'uscita autostradale di Bolzano sud, una enorme vela verde nasconde il mostro capace di trasformare 130.000 ton di rifiuti in 45.000 tonnellate di ceneri e 85.000 di gas. Certo le stime ufficiali (tutte sulla carta) sembrano mostrare un gioiellino tecnologico e delicato che è l'orgoglio di quanti l'hanno voluto. Ha un sacco di bei filtri che però filtrano solo quelle sostanze che ad oggi e per legge sono ritenute dannose per la salute e l'ambiente. Però quelle 80.000 ton di gas non sono ossigeno puro e nessuno è in grado dirci quanto fanno bene e cosa succederà in futuro al respirare le altre ben 250 sostanze di cui è composto. Tanto più che il mostro è situato cinicamente a circa 1500 metri da un quartiere densamente abitato e a meno di 300 metri dalla zona industriale dove sono migliaia le persone che ci lavorano. A questo bisogna aggiungere che i calcoli richiesti dall'APA per stabilire le zone di maggiore ricaduta dei fumi sono stati fatti usando un modello che vede la conca cittadina come se fosse piatta, senza prendere in considerazione le correnti che salgono e scendono dall'adiacente montagna, (la città di Bolzano è tra le più inquinate d’Italia) e non considerano nemmeno un fenomeno atmosferico tipico della nostra conca, l'inversione termica che fa si che d'inverno uno strato di aria calda impedisce all'aria sottostante (superinquinata) di risalire e disperdersi. A questo proposito è interessante leggere sul nostro sito la dettagliata relazione del Dott. Koch sulla dispersioni degli inquinanti della zona. I calcoli di cui sopra indicano la zona di maggiore ricaduta al centro dei nuovi quartieri a due chilometri di distanza, anch'essi appena costruiti e più precisamente in un parco giochi, così i bambini si risparmieranno la fatica di crescere. Le amministrazioni sia provinciale APA e assessorato all'ambiente in primis ma non di meno il Comune hanno dimostrato un cinismo impressionante che la dice lunga sull'attenzione Altoatesina all'Ambiente e alla Salute. Ciò che lei riferisce è più che altro frutto di immagini da cartoline ben truccate. Anche in Alto Adige abbiamo i nostri grattacapi con l'ambiente tra aeroporto , TAV , piste da sci e Centrali e centraline elettriche.

 

Le principali motivazioni alla costruzione di cotanto mostro riguardavano la possibilità di trarre dal calore dei rifiuti sia energia elettrica per qualche migliaia di famiglie che energia calorica per una rete di teleriscaldamento che avrebbe dovuto servire i nuovi quartieri e l'ospedale. Ora l'energia elettrica viene regolarmente prodotta e venduta e le famiglie pagano lo stesso prezzo di prima. Il teleriscaldamento invece ad inceneritore pronto non esiste. La società Ecotherm - SEL (a totale presenza pubblica) non è stata finora in grado di trovare i necessari finanziamenti (60 -70 milioni di €) la provincia non intende finanziare in proprio il progetto e tutto è fermo ad un progetto di massima che comunque prevede di sventrare mezza città per far passare i tubi. Questo comporta un po' di problemi finanziari ai futuri gestori dell'impianto.

 

L'inceneritore è stato finanziato con un mutuo bancario di 116 milioni di € a cui vanno aggiunti altri 20 mil. per la bonifica dei terreni su cui sorge l'impianto e pagati direttamente dalla provincia.. Il vecchio inceneritore è gestito da Ecocenter società della provincia e del comune di BZ in cui dovrebbero entrare anche tutti gli altri comuni della provincia per gestire anche il nuovo. Il mutuo e gli interessi lo dovrà pagare Ecocenter non appena l'impianto le verrà consegnato. Ma c'è un problema, nei conti fatti per pagare il mutuo erano indispensabili anche le entrate dalla vendita del teleriscaldamento che siccome non c'è si dovrà ricaricare la differenza sulla tariffa che ha già spaventato i comuni delle valli non abituati a pagare le care parcelle dell'inceneritore (il vecchio impianto serviva solo Bolzano e Merano). A questo punto buona parte dei comuni provinciali hanno cominciato a rivedere le politiche dei servizi di smaltimento rifiuti. Bolzano in testa. La quantità di rifiuti residui provinciali al momento si attesta su meno 100.000 ton anno, ne mancano già 30.000 grazie alla crisi economica attuale.

 

Ambiente & Salute ha speso diversi anni per scongiurare la scelta tecnica di distruzione dei rifiuti ma l'inceneritore l'hanno fatto lo stesso. Ora non resta che cercare di ridurre al massimo la quantità di rifiuti da smaltire in inceneritore, non tanto per fare danno alla gestione dell'impianto quanto e soprattutto per limitare i danni agli abitanti della città.

 

Ha fatto un buon lavoro di lobbing tra i consiglieri comunali di Bolzano ed il risultato è che ora le plastiche riconosciute dal COREPLA vengono raccolte separatamente. Lo stesso lavoro si sta intraprendendo con il comune di Merano.

 

Ha presentato al sindaco di Bolzano e al governatore provinciale e alla Commissione Europea per l'Ambiente una articolata diffida all'accensione dell'impianto (www.ecceterra.org/index.php/nimby-trentino/cronaca/1299-inceneritore-bolzano-durnwalder-spagnolli-c-diffidati-a-bruxelles) e proseguirà in futuro anche sulla strada giuridica con un occhio alle direttive europee che in questo campo ci stanno molto aiutando e un altro alla campagna rifiuti zero che ci da molte speranze che l'inceneritore non duri a lungo.

 

Sull'inceneritore di Bolzano ci sarebbe ancora molto da dire ma il mio tempo e questo spazio hanno limiti.

 

Chiudo ricordando a lei che è un politico navigato che i giornali non vanno letti come oro colato, dato che spesso quanto luccica è solo ottone ben lucidato anche nello stupendo Alto Adige.

 

 

 

Argante Brancalion

 

Ambiente & Salute

 

Bolzano

 

Prove generali del più bel inceneritore con i migliori filtri del mondo

Nuovo inceneritore di Bolzano, maggio 2013

Le cittadine e i cittadini di Trento e della Val d’Aosta sono riusciti a fermare la costruzione dell’inceneritore sul proprio territorio.

 

Gli amministratori della Provincia di Bolzano, insieme con una gran parte della popolazione che si è voltata dall’altra parte, ci hanno costruito un inceneritore da 130.000 tonnellate di rifiuti in casa al costo di ca. 140.000.000 milioni d’euro (esclusi oneri finanziari e di gestione).

 

Un inceneritore sovradimensionato che richiede una gestione dei rifiuti del secolo passato, che immette le polveri e le sostanze nocive prodotte dalla combustione dei rifiuti direttamente nell’aria che respiriamo. Il camino è degno di un record negativo, 60 metri, che immetterà sotto gli strati d’inversione termica rendendo impossibile una diluizione degli stessi. Zona di massima ricaduta: ca. 2000 metri a nord dell’impianto, in mezzo alle case.

 

Contemporaneamente nella conca di Bolzano vengono sforati sistematicamente i limiti degli ossidi d’azoto (quale indicatore di una serie di sostanze) che l’inceneritore andrà a incrementare. Le dichiarazioni su un eventuale contributo al miglioramento dovuto ad un’ipotetica sostituzione delle caldaie dei condomini non appartiene al mondo reale e per il futuro è tutta da provare, inoltre aumenta il traffico di autocarri che per tutti gli anni porteranno da tutta la provincia le migliaia di tonnellate di rifiuti.

 

La riduzione, il riuso, il riciclaggio sono per i fortunati, non per le persone della provincia di Bolzano, e in particolare per le cittadine e i cittadini di Bolzano!

 

Gestire i rifiuti in modo corretto senza incenerirli è possibile. Anche a Bolzano.

 

 

 

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