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Documenti su Rifiuti

PATRIZIA GENTILINI

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INQUINAMENTO

Grazie sindaco Miorandi per il CDR, ma preferiamo un’altra gestione dei rifiuti

L’iter del nuovo inceneritore di Bolzano sud, in costruzione, è una vicenda emblematica dell’eccessiva condivisione di intenti tra politica, imprenditoria locale e sistema bancario nella nostra provincia.
L’Alto Adige dovrebbe di fatto dipendere per i prossimi trent’anni da un impianto che li costringerà a conferire rifiuti,  che già oggi scarseggiano, e a pagarne pesantemente i costi in bolletta.
Una situazione gestionale, la nostra,  che è “indietro con la differenziata” – come sostiene il sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi - non per negligenza o insufficiente applicazione della popolazione, ma perché il bisogno di business di pochi ha prevalso su tutto.
E malgrado Miorandi lo sappia, si propone di “darci una mano” conferendo all’inceneritore “non più di due autotreni al giorno di cdr”. Lo ringraziamo di aver risposto all’sos dei futuri gestori dell’impianto, ma possiamo cavarcela diversamente e meglio, senza alcun “contributo” esterno.


Abbiamo appreso che il progetto dell’inceneritore trentino è stato saggiamente archiviato. Ringraziamo cittadini e amministratori che in questi anni hanno contribuito ad approfondire ogni aspetto critico del progetto, evitando che fosse realizzato.
Il suo punto di non ritorno è l’insostenibilità economico-finanziaria del progetto. Su questo aspetto determinante, invece, la vicenda dell’inceneritore di Bolzano ha visto una inusuale “armonia d’intenti” tra politica e imprenditoria locale. Un caso poco esemplare, già raccontato da Luca Marcon nel suo dossier “Il business dei rifiuti” che anticipava i nomi dei vincitori dell’appalto dei lavori.

In Trentino si sta procedendo con una gestione che privilegia elevati livelli di raccolta differenziata, ora al 70%, investendo su miglioramento e progressiva riduzione del residuo. A Trento città si raccoglie il rifiuto con il sistema porta a porta e tra poco sarà applicata la tariffa puntuale. A Bolzano, viceversa, ci si preoccupa di chi e come pagherà l’inceneritore, mentre il nuovo sistema di raccolta nel Comune di Bolzano, un “quasi” porta  a porta condominiale, stenta a partite per difficoltà organizzative.
Il sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi, non se ne preoccupa. Apprendiamo da l ’Adige del 25 ottobre che, alla domanda del giornalista su come si potrebbe gestire la frazione residua dei Trentini, risponde che la destinerebbe all’inceneritore di Bolzano. Dice Miorandi:  “Ho fatto due conti con la calcolatrice, sarebbero non più di due autotreni al giorno di cdr di cui loro, che sono ancora indietro con la differenziata, avranno in futuro bisogno. Pensiamoci. È un tema da rilanciare”.

Miorandi, ex direttore di Idecom, un’azienda del gruppo Ladurner, dovrebbe sapere bene perché gli altoatesini “sono ancora indietro”, visto che ha conosciuto da vicino le vicende del nuovo inceneritore di Bolzano tanto da suscitare una domanda sul conflitto di interessi (vedi articolo sotto riportato) da parte di Questotrentino - aprile 2010. Per chi non lo ricordi, il gruppo Ladurner ha partecipato all’ATI che sta costruendo il nuovo inceneritore di Bolzano.
Nel novembre 2010, parlando della situazione trentina, Miorandi affermava: “Io penso che serve un inceneritore per smaltire ciò che resta a valle della raccolta differenziata.” (oggi, però, pare sollevato perché il progetto dell’inceneritore trentino è stato archiviato). E proseguiva, rassicurante: “Non dobbiamo avere paura degli impianti, il camino di un inceneritore può avere più impatto emozionale, ma una discarica ha un impatto ambientale ben maggiore che non si vede».

Miorandi dovrebbe dunque sapere perché l’Alto Adige non è “bravo” come il Trentino nella raccolta differenziata, con un Piano provinciale di gestione dei Rifiuti troppo datato che, assurdamente, vieta la raccolta della plastica, non consentendo di attuare politiche di riduzione dei rifiuti, sia a monte che a valle.
Non è rassicurante ricordargli che l’inceneritore di Bolzano residuerebbe circa 40.000 ton/anno di ceneri, tra queste circa 6.000 ton/anno di ceneri tossiche, mentre se solo Trentino e Alto Adige decidessero di investire innanzitutto su riduzione e riciclaggio, potrebbero residuare insieme un quantitativo di rifiuto minore, né pericoloso né tossico.

La soluzione della gestione del rifiuto residuo bolzanino non può né deve essere quella di bruciare i rifiuti degli altri, mascherati da (ex) CDR. Noi chiediamo, invece, ai cittadini trentini di sostenerci nella nostra presenza quotidiana di sottrazione di rifiuti all’inceneritore, di costante vigilanza perché venga applicata la normativa europea in ogni sua prescrizione, perché venga rivisto il Piano provinciale e implementato il sistema di raccolta porta a porta di tutte le frazioni con l’applicazione della tariffazione puntuale.

Su una cosa, almeno, concordiamo con Miorandi; effettivamente è un tema da rilanciare, ma da rilanciare al mittente.

Ambiente e Salute - Bolzano

 

Questotrentino n. 4, aprile 2010

Conflitto d’interessi?

Di Andrea Miorandi, candidato sindaco per il centrosinistra circola, soprattutto via Internet la voce di un conflitto d’interessi: dipendente della società Ladurner, interessata all’inceneritore di Bolzano, non sarebbe la persona più neutrale nell’approcciarsi al tema rifiuti. Gli giriamo il problema.

“Sono amministratore delegato di Idecom, del gruppo Ladurner. L’Idecom è una società che ho creato io con i miei collaboratori: progetta i servizi per la raccolta differenziata, che abbiamo realizzato in circa 600 comuni italiani, detenendone il record (sopra l’80% in Val di Fiemme). Darmi dell’inceneritorista è una falsità”.

La Ladurner non fa inceneritori?
“Fa parti meccaniche per il trattamento rifiuti, sia quello meccanico-biologico che per l’inceneritore, ed è entrata nella cordata che ha partecipato al bando per l’inceneritore di Bolzano”.

Si dice che lei, con l’assunzione alla Ladurner, sugli inceneritori sia diventato più possibilista.
“Non sono mai stato tenero verso le scorciatoie, tipo i grandi inceneritori visti come unica soluzione. Sono invece per la gestione sostenibile, la riduzione, il riciclaggio, la differenziata spinta e alla fine del ciclo, dove le opportunità lo permettono, l’impianto che brucia il Cdr (combustibile derivato dai rifiuti, n.d.r.), non l’inceneritore che brucia il rifiuto residuo. Poi sono un dipendente della Ladurner, e se facessi il sindaco, dovrei licenziarmi”.

Cittadini: incenerire è bello e pulito

Ci siamo di nuovo.
Una volta deciso di costruire l’inceneritore bisogna accompagnarlo da operazioni di marketing.
Cittadini di Bolzano: incenerire è bello, moderno, fa bene all’ambiente, vi riscalda, vi raffredda, e da quanto risulterà dal convegno di oggi 24 ottobre 2011 non fa male alla vostra salute, anzi.
Ah, dimenticavo, l’inceneritore vi farà diventare ricchi.

Purtroppo, come al solito, non vengono affrontate le questioni critiche dell’inceneritore o meglio della gestione (s)corretta dei rifiuti in provincia di Bolzano. Si preferisce passare subito a come limitare i danni nella logica di scegliere tra il peggio e il meno peggio.
Le questioni critiche sono state illustrate spesso ma i nostri amministratori non hanno trovato mai il tempo di affrontarle o prenderle sul serio.

Utilità
Che incenerire i rifiuti sia il modo scorretto per gestione dei rifiuti, è comprensibile dalla normativa europea:
L’articolo 4 della Direttiva del Parlamento Europeo del 19 novembre 2008 prescrive:
“Gerarchia dei rifiuti
1. La seguente gerarchia dei rifiuti si applica quale ordine di priorità della normativa e della politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti:
a) prevenzione;
b) preparazione per il riutilizzo;
c) riciclaggio;
d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e
e) smaltimento.”

Contrariamente alla normativa europea il piano dei rifiuti della Provincia di Bolzano prevede la crescita della quantità dei rifiuti (come se questo dovesse corrispondere ad una legge naturale), l’impossibilità di differenziare la plastica in quanto si parte dal presupposto che essa non è riciclabile (negando l’esistenza di tecnologie di riciclaggio per la plastica) e con la decisione di costruire l’inceneritore di limitare indirettamente la differenziazione.
Si ricorda inoltre che l’inceneritore, al quale i rifiuti saranno conferiti “tal quale” come raccolti, produrrà in ogni caso un minimo di 30% di rifiuti speciali (scorie e filtri) che devono in ogni modo essere smaltiti in discariche speciali.
Non sarebbe economicamente ed ecologicamente -oltre che corrispondente alla normativa-, più sensato aumentare la differenziazione per poi riciclare i materiali? In questo modo si ridurrebbe il residuo al di sotto di quel 30% che l’inceneritore produrrebbe senza produrre ulteriore CO2 e altre sostanze potenzialmente nocive.

Costi
Costo stimato: 70.000.000 d’Euro.
Costo a lavori non ancora ultimati 2011: ca. 130.000.000 d’Euro.
Aumento del ca. 100%!
La costruzione dell’inceneritore è stata finanziata con un mutuo che verrà molto probabilmente ripagato (con interessi) dal gestore pubblico dell’impianto. La garanzia però è data dai cittadini, se non dovessero esserci i ricavi sperati, il che è molto probabile, noi cittadini dovremmo rispondere del debito.
Come al solito pagheremo le conseguenze attraverso le tariffe, imposte, riduzioni dei servizi o altri stratagemmi.
I mancati ricavi sono essenzialmente dovuti alla considerazione fuorviante che l’energia elettrica e termica prodotta dall’incenerimento della plastica contenuta nei rifiuti sia “assimilabile” alle energie rinnovabili. L’Italia, nel 2003, è stata condannata per quest’equiparazione e di conseguenza non sono possibili sovvenzioni per quest’energia in quanto la plastica prodotta dal petrolio non è energia rinnovabile. Anzi in un futuro sarà probabile che chi usufruisce di questa forma d’energia dovrà contribuire per i certificati verdi per l’energia elettrica e per i certificati bianchi per quella termica sovvenzionando coloro che producono energia rinnovabile sul serio.
Per evitare la riduzione di CO2 e proteggere i monopoli degli impianti di teleriscaldamento, il legislatore provinciale ha già messo le mani avanti escludendo le sovvenzioni per il termico solare (rinnovabile per eccellenza) nelle zone servite da teleriscaldamento quindi anche le zone servite dall’inceneritore di Bolzano!

Salute
Non bisogna essere illuminati per comprendere che senza inceneritore l’ambiente (in tutti i sensi) a Bolzano sarebbe migliore.
La salute non è un bene di scambio, le probabilità di rimanere sani in una città senza un inceneritore sono maggiori rispetto ad una con. Gli alimenti prodotti in una zona senza inceneritore sono più pregiati e sani.
Poco rassicuranti sono i controllori che si confondono con i controllati.

Riciclare la plastica e gestire i rifiuti senza inceneritore è possibile e al passo con il tempo!
Incenerire i rifiuti è obsoleto, costoso e pericoloso!
Chiediamo una gestione corretta dei rifiuti in provincia di Bolzano!

Ambiente Salute

AAA bellissimo inceneritore vendesi

Quindi anche in provincia di Bolzano, esempio di efficienza e marketing perfetto, la realtà fa il suo corso.

L´inceneritore più bello e pulito del mondo, preventivato con 70 milioni di euro, lievitati a ca. 120 a lavori in corso, sta diventando una patata bollente.

Una patata, o meglio una patacca, che come cittadini di questa provincia, pagheremo cara:
dal punto di vista economico, anche a seguito della giusta riduzione delle sovvenzioni statali all'incenerimento dei rifiuti, notoriamente  in gran parte (energeticamente) di origine fossile- cioè plastiche- e non rinnovabili. La riduzione di questi contributi farà si che i costi di costruzione e gestione dell'inceneritore verranno sostenuti dai cittadini aumentando le tariffe e/o le imposte;
dal punto di vista sanitario considerato che i rifiuti inceneriti producono sostanze nocive e pericolose che possono essere filtrate solo parzialmente e che, specialmente nei mesi invernali, non vengono diluite e si concentrano nell'aria che respiriamo provocandoci danni alla salute;
ecologicamente perché l´inceneritore non ci permetterà di ridurre e differenziare ulteriormente i rifiuti o di riciclarli rispettando le direttive europee.

La situazione che si è creata attualmente era già ampiamente e prevedibilmente conosciuta al momento della decisione di costruire l'inceneritore. Le persone che nelle varie istituzioni hanno deciso di anteporre la presunta convenienza economica della gestione dei rifiuti attraverso l’inceneritore senza confrontarsi con la popolazione dovrebbero ora prendersi le proprie responsabilità e assumersi  le conseguenze delle loro decisioni che non perseguono l´interesse della collettività ma quelli di pochi.
Purtroppo anche in questo caso (come nel caso dell´aeroporto – ca. 70 milioni - e del quadruplicamento della ferrovia del Brennero – ca. 60.000 milioni) a pagare le conseguenze saranno i cittadini,  che con le loro situazioni personali sempre più precarie, dovranno pagare per decenni un opera pubblica che di pubblico ha solo la dannosità economica, sanitaria ed ecologica.

Gestire i rifiuti efficientemente dal punto di vista economico ed ecologico é alla portata di mano.
Pretendiamo che il piano dei rifiuti venga rivisto in quanto non corrispondente alla normativa europea!
Ambiente e Salute

Die schönste Müllverbrennungsanlage der Welt im Ausverkauf

So nimmt auch in Südtirol, Musterland für Effizienz und Marketing, die Realität ihren Lauf.

Die schönste Müllverbrennungsanlage der Welt, Kostenvoranschlag 70 Millionen, die bei laufenden Bauarbeiten auf zirka 122 Millionen gestiegen sind, wird allmählich zur heißen Kartoffel.
Ein Kuckucksei, den wir Bürger/innen der Provinz teuer bezahlen werden, teuer unter dem wirtschaftlichen Gesichtspunkt, vor allem infolge der berechtigten Reduzierung der staatlichen Subventionen für die Verbrennung von Müll. Müll, der bekanntlich zu einem großen Teil (energetisch betrachtet) fossilen und nicht erneuerbaren Ursprungs ist.
Die Reduzierung dieser Subventionen wird dafür sorgen, dass die Bürger/innen die Bau- und Erhaltungskosten der Verbrennungsanlage durch Gebühren- und/oder Steuererhöhungen werden tragen müssen. Wir werden auch mit unserer Gesundheit bezahlen, wenn man bedenkt, dass die verbrannten Abfälle schädigende und gefährliche Stoffe freisetzen, die nur zum Teil herausgefiltert werden können. Besonders im Winter werden diese Stoffe nicht ausreichend verdünnt, reichern sich in unserer Atemluft an und schaden uns.
Auch vom ökologischen Gesichtspunkt her wird es uns teuer zu stehen kommen, da die Müllverbrennungsanlage weder auf eine Verringerung noch eine Differenzierung und Wiederverwertung der Abfälle hinzielt, wie es im Sinne der europäischen Bestimmungen wäre. Die aktuelle Situation war zum Zeitpunkt der Entscheidung für den Bau der Verbrennungsanlage schon weitestgehend bekannt und voraussehbar. Diejenigen, die aufgrund einer angenommenen Wirtschaftlichkeit den Bau der Müllverbrennungsanlage ohne Befragung der Bevölkerung beschlossen haben, müssten jetzt die Verantwortung übernehmen und die Folgen ihrer Entscheidungen tragen. Entscheidungen, die nur zugunsten von Einzelinteressen getroffen wurden.
Leider werden auch in diesem Fall (wie bereits beim Flughafen - Kosten zirka 70 Millionen und der Vervierfachung der Brennerbahnlinie - Kosten zirka 60.000 Millionen) die Bürger/innen die Konsequenzen zu tragen haben. In zunehmend prekären Lebensumständen werden sie jahrzehntelang einen Bau bezahlen müssen, der nur insofern öffentlich ist, als er uns allen wirtschaftliche, gesundheitliche und ökologische Schäden beschert.
Eine vom wirtschaftlichen und ökologischen Gesichtspunkt her effiziente Müllentsorgung wäre greifbar. Wir müssen daher verlangen, dass der Abfallwirtschaftsplan revidiert wird, da er klar den europäischen Bestimmungen widerspricht.
Umwelt und Gesundheit

Presidio informativo

Mercoledì 16 e lunedì 21 marzo,dalle ore 15.30 alle 17.30 l'associazione Ambiente e Salute, in occasione delle visite guidate all'inceneritore per i festeggiamenti dei 15 anni dell'Agenzia Provinciale per l'Ambiente, organizza un presidio informativo sugli inceneritori e sugli impianti di trattamento dei rifiuti.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

Il luogo è all'ingresso dell'inceneritore, in via lungo Isarco sinistro n. 57 (vedi mappa, dove B è l'inceneritore)

 


 

Una questione di vitale importanza

Da quando come associazione ambientalista ci siamo costituiti abbiamo sempre avuto al nostro fianco gli amici dell'associazione Nimby trentino, un esempio di metodo, perseveranza e determinazione, anche loro impegnati nell'evidenziare l'assurdità del progetto di impianto d'incenerimento nella zona di Ischia Podetti, a Trento. La loro costante attenzione a quanto attorno al progetto d'incenerimento viene detto e fatto ha fornito alla popolazione trentina un grandissimo servizio, perchè l'ha resa consapeole di quanto sulla sua pelle veniva programmato dalle lobbies economiche e politiche locali. Se oggi in trentino c'è un movimento popolare molto consistente contro l'incenerimento lo si deve in  gran  parte al loro costante lavoro.

Il 1° dicembre, in occasione della giornata mondiale contro l'incenerimento, Nimby trentino ha organizzato un convegno per rendere pubblico uno studio che evidenzia le pesantissime ricadute economiche della vicenda inceneritore di Trento sulla popolazione, e in quell'occasione la presidente dell'associazione, l'infaticabile Simonetta Gabrielli, ha annunciato il suo digiuno a oltranza.

Il digiuno è una pratica di protesta che Nimby attua da diversi anni, coinvolgendo in una sorta di staffetta ogni giorno una persona diversa che volontariamente digiuna per questa causa. Dal 5 di dicembre Simonetta sta affiancando gli amici che già digiunano a turno, con un digiuno a oltranza .

"Ritengo che questa terra meriti altri comportamenti, scelte e risposte tanto più se guardiamo alla portata e al significato storico-politico dell’autonomia, sia da parte della politica che dell’economia.

Ora facciamo nuovamente nostre, e mie in questa particolare circostanza, alcune richieste per una reale e innovativa svolta al problema rifiuti, .."

Queste le sue parole nella lettera diffusa il 1° dicembre.

Il coraggio di Simonetta nel sostenere  personalmente questo impegno così gravoso è grande almeno quanto la sua consapevolezza dell'importanza delle sue richieste, non solo per se stessa, ma per tutta la popolazione che vive la sua terra. La nostra terra.

Noi tutti siamo vicini a Simonetta e cercheremo di dimostrarle la nostra stima e gratitudine tenendo alta l'attenzione sul suo impegno.

Gli amici di Ambiente e Salute

 

Di seguito una poesia di Simonetta che esprime meglio di tante nostre parole i suoi pensieri.

Chi può dire "questa terra è mia"?
Chi può dire "possiedo l'aria"
o "il fiume mi appartiene"?
E chi può dire, ancora, "questo frutto è mio"?
A chi appartiene il seme che ha generato il frutto?
E poi, chi può dire "questo figlio mi appartiene"?
Ché forse quel figlio non è della terra su cui vive?
E cosa sarà di questa terra e di questi figli domani,
quando l'aria sarà avvelenata più di oggi,
quando il fiume sarà consumato dalla cupidigia,
quando la terra sarà satura di veleno e avara di vita?
Questo è il tempo del cambiamento,
fermiamo ora la cecità del potere che abusa.
Per amore della terra e dei figli che l'abiteranno:
ora, quando sennò?
Simonetta Gabrielli

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