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Documenti su Rifiuti

PATRIZIA GENTILINI

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INQUINAMENTO

Differenziare/incenerire


Alternative all'inceneritore di Trento

Ossidamente parlando…

Che a Bolzano l’aria non fosse d’alta montagna già lo si poteva immaginare ed annusare, ma che la Ue minacci una procedura d’infrazione per inquinamento da ossidi di azoto se entro il 2010 non sarà presentato un piano di intervento per la riduzione degli stessi (da “Alto Adige” del 17 settembre’10), fa proprio pensare e preoccupare.
Fa pensare che viviamo una città inquinata, inquinata come altre città, come Milano, Torino, Monaco, e che fino adesso si è fatto poco o nulla per arginare il fenomeno. Certo che se questi provvedimenti comprendono la costruzione di garage sotterranei, qualche giornata di chiusura al traffico e poco altro, mentre molto si fa per pubblicizzare mercatini di Natale, che portano centinaia di migliaia di macchine e pulmann da ogni dove, scarsa o assente  regolamentazione del traffico in entrata in città, che in estate nelle giornate piovose è presa d’assalto da orde di turisti che scendono dalle montagne circostanti per visitare l’ormai trasferita in Cina fabbrica di statuette, certo, tutto questo fa pensare e preoccupare.
Fa pensare che forse è più importante agevolare i soliti ignoti (o noti?) che si rimpinguano le tasche a scapito della salute del cittadino!
Ma voglio soffermarmi sull’inquinamento, sugli ossidi di azoto, proprio quelli che a Bolzano hanno superato la soglia imposta dalla Ue, i tristemente famosi 40 µg/m3.

Pur essendo presenti in atmosfera diverse specie di ossidi di ozoto, per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria si fa quasi esclusivamente riferimento al termine NOx che sta ad indicare la somma pesata del monossido di azoto (NO) e del biossido di azoto (NO2).

L’ossido di azoto (NO) è un gas incolore, insapore ed inodore; è anche chiamato ossido nitrico. E’ prodotto soprattutto nel corso dei processi di combustione ad alta temperatura assieme al biossido di azoto (che costituisce meno del 5% degli NOx totali emessi). Viene poi ossidato in atmosfera dall’ossigeno e più rapidamente dall’ozono producendo biossido di azoto. La tossicità del monossido di azoto è limitata, al contrario di quella del biossido di azoto che risulta invece notevole.

Il biossido di azoto è un gas tossico di colore giallo-rosso, dall’odore forte e pungente e con grande potere irritante; è un energico ossidante, molto reattivo e quindi altamente corrosivo. Esiste nelle due forme N2O4 (forma dimera) e NO2 che si forma per dissociazione delle molecole dimere. Il colore rossastro dei fumi è dato dalla presenza della forma NO2 (che è quella prevalente). Il ben noto colore giallognolo delle foschie che ricoprono le città ad elevato traffico (che non sono romantici tramonti!), è dovuto per l’appunto al biossido di azoto. Rappresenta un inquinante secondario dato che deriva, per lo più, dall’ossidazione in atmosfera del monossido di azoto. Il biossido di azoto svolge un ruolo fondamentale nella formazione dello smog fotochimico, in quanto costituisce l’intermedio di base per la produzione di tutta una serie di inquinanti secondari molto pericolosi come l’ozono, l’acido nitrico, l’acido nitroso, gli alchilnitrati, i perossiacetililnitrati, ecc.

Che gli ossidi di azoto e derivati non siano quindi un toccasana per la nostra salute è ormai cosa certa: come il CO (monossido di carbonio) anche NO2 agisce sull'emoglobina, infatti questo gas ossida il ferro dell'emoglobina producendo metaemoglobina che non è più in grado di trasportare ossigeno. Una esposizione a concentrazioni dell'ordine di 500 ppm (950.000 microg/m3) per pochi minuti è mortale. Una esposizione a concentrazioni dell'ordine di 10-40 ppm (19.000-76.000 µg/m3) per pochi minuti può causare fibrosi ed enfisema polmonare. Esposizioni continuative a concentrazioni dell'ordine di 1000 µg/m3 aumentano la probabilità di contrarre infezioni polmonari ed esasperano i sintomi dei soggetti asmatici. L'Organizzazione Mondiale della Sanità fissa i seguenti valori guida da non superare: 200 µg/m3 come media su 1 ora; 40 µg/m3 come media annuale.

Ma che gli ossidi di azoto e l’aria inquinata siano correlati anche ad una alterazione della crescita fetale è un dato che emerge da un recente studio condotto a Valencia in Spagna (Air pollution exposure during pregnancy and reduced birth size: a prospective birth cohort study in Valencia, Spain. Ballester et. Al Environmental Health 2010, 9:6) (abstract)
Scopo dello studio era quello di valutare una associazione  tra l’esposizione all’inquinamento atmosferico (con la misurazione degli ossidi di azoto) durante la gravidanza e le misure antropometriche alla nascita in una coorte di Valencia in Spagna.
Nello studio sono state valutate 785 gravide e i loro neonati e le variabili misurate, peso alla nascita, lunghezza e circonferenza cranica sono state messe in relazione alle concentrazioni di ossidi di azoto, misurate nel periodo di gestazione. Quello che è emerso dallo studio,  è che l’esposizione a valori superiori a 40 µg/m3 nel primo trimestre di gestazione correla con una riduzione alla nascita della lunghezza e del peso del neonato, e la stessa esposizione è stata associata ad una variazione della circonferenza cranica.
Quindi l’esposizione prenatale all’inquinamento dell’aria dovuto al traffico può ridurre la crescita fetale. I risultati di questo studio forniscono ulteriori evidenze circa la necessità di sviluppare strategie per l’abbattimento dell’inquinamento in città in modo da prevenire rischi per la salute e lo sviluppo anche di ancora deve venire al mondo.



Marco Casarin

Danni nella popolazione nelle vicinanze di inceneritori

bambinoQuesto recente studio, fatto bene e con tutti i canoni scientifici, Maternal residence near municipal waste incinerators and the risk of urinary tract birth defects, è condotto nella regione del Sud Est della Francia, Paese che nel 2000 ha incenerito 11 milioni di tonnellate di rifiuti, il 26% della produzione.
E’ stato realizzato da una equipe dell' Università di Lione, di Rennes e dal Registro delle Malformazioni del Rhone-Alpes, la zona dove sono emersi picchi di malformazioni nei nuovi nati, che non trovano giustificazione.


Si tratta di 304 neonati che hanno evidenziato difetti all’apparto genitale. In particolare problemi renali e di uropatia ostruttiva.
Sylvaine Cordier, Anne Lehebel, Emmanuelle Amar, Lucie Anzivino-Viricel, Martine Hours, Christine Monfort, Cecile Chevrier, Mireille Chiron, Elisabeth Robert-Gnansia, sono le donne scienziate che hanno approfondito con passione ed attenzione il problema, giungendo a delle conclusioni prevedibili quanto preoccupanti.
Gli inceneritori dei rifiuti” recita il trattato “rilasciano una miscela di sostanze chimiche persistenti con un forte potenziale tossico per l’embrione, inclusi metalli pesanti e diossine/furani, nell’atmosfera”.

Stiamo parlando proprio degli inceneritori, quelli che fanno meno male di una grigliata e delle stufe a legna a sentire parlare i nostri scienzati locali, nonché responsabili della tutela della nostra salute. 
Abbiamo trovato una associazione tra il vivere in prossimità di un inceneritore e il rischio di difetti all'apprato urinario dei nuovi nati” è la lapidaria conclusione dello studio che sottolinea come anche il consumo di prodotti locali modifichi il rischio di malattie per la capacità di bioaccumulo per esempio nel latte vaccino e nei derivati (formaggi).
Un evidente monito a non consumare prodotti che sono cresciuti in prossimità di questi impianti.

Gli inceneritori sono i massimi responsabili dell’emissione di diossine nell’ambiente, meditate gente.

Marco Casarin

biologo

Appello alla prevenzione primaria dell' oncologa dr Gentilini

smog-rischiGentile Direttore,
vorrei essere un disoccupato!

Non pensi che sia andata fuori di senno per la calura di questi giorni o, men che meno, che voglia farmi gioco di un problema che è purtroppo una tragica realtà per tante famiglie, ma mi creda, avrei solo un enorme piacere nel constatare che per me (e per i miei colleghi ) esiste un problema occupazionale: sono un oncologo e una nostra crisi occupazionale starebbe a significare che di cancro ci si ammala e si muore sempre meno!

Ma purtroppo non è così: di cancro, come di tante altre malattie invalidanti, ci si ammala sempre di più ed in età sempre più giovane e purtroppo anche se si mantiene uno stile di vita esemplare!

Credo che purtroppo ben pochi, fra coloro che in questo momento stanno leggendo queste mie parole, non abbiano sperimentato direttamente o su qualche proprio caro la devastazione che malattie come il cancro comportano sulla vita delle persone.

Parlare di devastazione delle nostre vita a causa del cancro quando da qualche parte sembra che la guerra contro il cancro sia per essere vinta ( magari con qualche "camera magica" in grado di fare diagnosi sempre più precoci, come di recente affermato dal Prof. Veronesi) può sembrare esagerato, eppure proprio questo termine molto forte " devastazione" è stato usato in una lettera del 10 aprile u.s. indirizzata al Presidente Obama e che accompagna un corposo report di 240 pagine redatto da un panel di oncologi incaricati dal governo U.S.A. di valutare i rischi ambientali del cancro.

Gli scienziati autori del lavoro letteralmente affermano: "il popolo americano, spesso ancor prima di nascere, è continuamente bombardato da una miriade di composizioni di esposizioni pericolose. Il panel sollecita con forza ( Lei Presidente Obama n.d.r) a fare tutto ciò che è in Suo potere per rimuovere cancerogeni ed altre tossine dal nostro cibo, acqua, aria perchè tutto ciò necessariamente comporta aumenti di costi per la salute, danneggia la produttività del nostro paese e devasta la vita degli americani".

Leggere queste parole - che sono esattamente ciò che noi medici per l'ambiente da tanti anni sosteniamo - in un report ufficiale del governo americano credo dovrebbe indurre tutti ad una seria e ponderata riflessione perchè è evidente che non sono più solo scienziati "dissidenti" o frange minoritarie a portare avanti queste tesi.

Posso affermare - senza timore di essere smentita - che il cancro da cui nel 100% dei casi si guarisce senza costosissime cure, senza sofferenze e quello che non sconvolge la nostra vita e quella delle nostre famiglie è quello... di cui non ci ammaliamo!
E' ben vero, però, che il cancro che non contraiamo è anche quello che non comporta prestigio, fama, onore e soldi a chi poi pretende [?] di curarci!

Credo che dobbiamo avere il coraggio di ridiscutere tante scelte di questi ultimi trenta anni: trasferire tout court, ad esempio, all'ambito della salute criteri come "aziendalizzazione", "privatizzazione", "produttività" o trasformare istituti di cura in società di diritto privato (s.p.a. o s.r.l. che siano) ha portato a conseguenze di certo non sempre positive.

Ai tempi dell' antico impero cinese i medici venivano retribuiti fino a quando i loro assistiti erano in buona salute e non ricevevano più alcun compenso quando viceversa si ammalavano: forse la proverbiale saggezza cinese aveva colto nel segno e se anche noi ci armassimo della medesima saggezza la nostra salute sarebbe certamente più tutelata.

Patrizia Gentilini
Associazione Medici per l' Ambiente

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