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Documenti su Rifiuti

PATRIZIA GENTILINI

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INQUINAMENTO

L' inceneritore d'agosto torna per i mondiali

ince_di_sinistra-_delle_cave Ve lo ricordate l' inceneritore d'agosto, quello che scoprimmo per caso sul tavolo di un ufficio comunale, sconosciuto o taciuto dai  nostri dipendenti politici al governo cittadino, che la ditta Hafner voleva zitta zitta costruire nella sua bella torre della nuova sede in zona industriale?

Per un veloce remember consultate qs link.

Ora non è agosto ma poco ci manca. Ci sono i mondiali, siamo tutti distratti.

Mercoledì 23/6, dopodomani, in commissione urbanistica( ordine del giorno ) si vota una variante alla torre della Hafner, ditta locale che tratta rifiuti speciali, molti quelli ospedalieri.

All' ordine del giorno della commissione edilizia ci sarà una variante alla concessione edilizia al  progetto della torre Hafner ( sembra raggiungerà i 50 metri di altezza). Si tratterà del vano inceneritore? Sarà ancora lì come da progetto?

Forse che ai diversi piani al posto della copertura in cemento abbiano inserito griglie mobili? Per far spazio al futuro camino? E' forse pronto l'inceneritore? E cosa inceneriranno, rifiuti speciali? E sia vero che la provincia ha già concesso l'autorizzazione? Chi controlla?

A suo tempo andammo a trovare il sig. Hafner che sull' argomento tergiversò un po', parlò di biomassa dalla quale produrre energia termica ed elettrica, ci invitò a visitare un  famoso centro  austriaco a biomassa ( legno) però correttamente non nascose la sua ambizione a poter produrre energia dalla combustione di rifiuti, seppur speciali.

 

Sul sito della Hafner, non ci sono dubbi: la farfallina si posa sulla nuova torre apparentemente senza camino ma produce energia elettrica dalla combustione di rifiuti. http://www.youtube.com/watch?v=CzDkOu4Zs_U

Ebbene, mercoledì i membri della commissione edilizia daranno un parere su questo progetto di cui la città non sa praticamente nulla! 

 M. Teresa Fortini

 

 

 

Sull'eccellenza dell'inceneritore di Bolzano e altre favole

La presentazione della nostra diffida al sindaco di Bolzano e al presidente della Provincia  ha avuto una eco anche (e verrebbe da dire soprattutto) fuori provincia. Questo essenzialmente perchè, dopo la favola dell'inceneritore di Brescia - il migliore del mondo!- che ha regalato a piene mani diossina a tutto il circondario, adesso il protagonista della favola è diventanto proprio l'inceneritore di Bolzano.

E quindi tutti quei soggetti che hanno un qualche interesse a promuovere l'incenerimento come la panacea di tutti i mali, organizzano pellegrinaggi all'impianto di Bolzano per far imbonire dai nostri supertecnici quei riottosi che proprio non si vogliono rassegnare a beccarsi la loro dose di diossina e inquinanti vari, come invece pare succeda qui a Bolzano, nel silenzio generale.

Per fortuna quei riottosi non sono così sprovveduti come a certi dirigenti piacerebbe che fossero e così, armati di microfono e videocamera sono tornati a Bolzano per capire se è tutto oro quello che luccica.

Stiamo parlando degli amici del CGCR (Comitato Gestione Corretta  Rifiuti) di Parma dove l'ENIA vuole costruire un inceneritore sull'esempio di quello di Bolzano, da 130.000 tn.

Quello che vi mostriamo è un video-riassunto di quanto raccontato sin'ora. Ma è solo l'inizio...

Sul sito www.gestionecorrettarifiuti.it trovate molto ma molto di più.

Paola Dispoto

 

 

Diffida sull'inceneritore di Bolzano

E' stata presentata nel pomeriggio la diffida di 5 fra le più rappresentative associazioni ambientaliste e protezioniste dell'Alto Adige al presidente della Provincia Durnwalder e al Sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli. La diffida è stata consegnata in giornata ai destinatari da un ufficiale giudiziario del Tribunale di Bolzano. Questa diffida è un ulteriore atto nella direzione della denuncia rispetto ad una gestione dei rifiuti che riteniamo dannosa, costosa e non risolutiva.

Nel gennaio del 2008 abbiamo firmato insieme a molte associazioni un appello alle amministrazioni pubbliche per un riesame del Piano Provinciale di Gestione dei rifiuti, con una particolare attenzione al progetto di incenerimento del rifiuto residuo urbano. Al nostro appello non è mai arrivata alcuna risposta, ne ufficiale ne ufficiosa.
Nel settembre del 2009 abbiamo depositato in Procura un esposto firmato, oltre che da noi, dal WWF Bolzano e dal Dachverband  für Natur - und Umweltschutz. Il magistrato che ha valutato il nostro incartamento , ha ritenuto di archiviarlo poiché,  non essendo ancora stato costruito il nuovo inceneritore, "l’eventuale reato non è ancora stato commesso"!

In seguito all’archiviazione del nostro esposto, dietro consiglio di alcuni avvocati, oltre che dell'autorevole voce del giudice Casson, ci siamo messi al lavoro per formulare una diffida indirizzata alle persone dei due massimi rappresentanti istituzionali per quanto riguarda la faccenda dell'inceneritore: il presidente della Provincia Luis Durnwalder e il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, il primo in quanto responsabile per tutte le procedure di autorizzazione dell'impianto di incenerimento, mentre quest'ultimo in quanto responsabile per la salute dei cittadini del comune di Bolzano.

La diffida che abbiamo presentato, si basa su quattro tematiche che riassumo le motivazioni di critica che abbiamo sviluppato in questi anni contro l’inceneritore di Bolzano.
I temi trattati, che potete leggere per esteso nella diffida allegata,  sono in sintesi:


PROCESSO DI FORMAZIONE DELLE DECISIONI
GESTIONE DELLE RISORSE PUBBLICHE
RISCHI PER LA SALUTE PUBBLICA
PROPAGAZIONE E DEPOSITO DELLE EMISSIONI INQUINANTI

Per noi questa diffida ha il compito di richiamare alle proprie responsabilità, sia pubblicamente che personalmente, chi ha preso le decisioni per la costruzione dell’inceneritore, agendo in nome del bene comune, quando noi abbiamo consapevolezza che queste decisioni non porteranno ad una soluzione del problema rifiuti, anzi, provocheranno ulteriori costi e danni per la salute delle persone.
Siamo sempre più convinti, e le ultime conoscenze scientifiche lo confermano, che la strada intrapresa, oltre che essere la più dispendiosa, non potrà che provocare in futuro danni alla salute delle persone.

Qui trovate il testo integrale della diffida consegnata e il comunicato stampa bilingue.

Trento e Innsbruck non si bruciano il futuro. Bolzano sì

lacava_palarotari_inri_06nov09Un ricorso al Tar pende sul bando dell’ inceneritore di Trento. A firmarlo è un’ imprenditrice, una donna che ha fatto della chiusura del ciclo dei rifiuti senza incenerimento, un modello economico di successo e nel rispetto della salute. Il Centro riciclo di Vedelago  chiede l' impugnazione della gara al Tar trentino, perché nel bando non sono state prese in considerazione le esistenti alternative all’ incenerimento. ( E a Bolzano si sono considerate le alternative all'incenerimento ?)

 Imprenditori locali sono pronti a realizzare due centri di riciclaggio sul modello di Vedelago ( e a dare lavoro agli operai delle acciaierie di Borgo da chiudere per inquinamento), come proposto nello studio alternativo dell’ ingegner Cerani presentato a Mezzocorona nel novembre scorso. Al ricorso danno l' appoggio i cittadini di Nimby trentino, il Cordinamento " Trentino pulito"  insieme agli agricoltori, con in testa il presidente della Coldiretti Calliari.  (E il nostro Bauernbund perchè tace?)

I viticoltori temono l’ inquinamento dei vini prodotti nella Rotaliana e si fanno forte del recente ricorso al TAR  vinto da Italia Nostra e da Antinori, proprietario del famoso marchio Chianti Rufina, contro l’ ampliamento del locale inceneritore. Anche i comuni di Mezzocorona e Lavis hanno affidato ad un avvocato l' incarico di ricorrere contro la costruzione dell' impianto d' incenerimento di Ischia Podetti. (E gli agricoltori della bassa atesina invece tacciono!)

Tutto fa presagire che a Trento non si farà il " mostro sputa veleni e mangia soldi" e anche da Innsbruck è recente la notizia (da tt.com), che nessuno lo vuole e politicamente non conviene, meglio pagare, sostengono oltre Brennero, i grandi impianti del nord europa che "piangono" immondizia dato il forte calo indotto dalla differenziata e il porta a porta.

Rimarremo noi, "sporca isola felice" con il nostro costruendo cancrovalorizzatore assegnato dopo 3 bandi di concorso ad un'unica Associazione di imprese locali, voluto intensamente dalla Provincia, con gli assessori Laimer e Mussner, dalla giunta comunale di centrosinistra bolzanina con i Verdi in testa, dal sindaco di Bolzano, nonostante l’ opposizione di 15 associazioni locali e della popolazione, nonostante un' appello al ripensamento e un ricorso.

Ci domandiamo:

 ci ritroveremo qua a "mendicare" immondizie da importare, chiamadole "combustibile da rifiuto", da Napoli o da Innsbruck e a respirarne i loro veleni?

Il ciclo dei rifiuti si può chiudere senza incenerimento e rischi per l'ambiente e la salute; anche economicamente conviene spingere al massimo la differenziata con la raccolta porta a porta al fine del riciclaggio e la tariffa puntuale ( chi meno immondizia produce meno paga), nuove soluzioni ci sono, certo sarebbe comico oltre che assurdo che a pochi passi dalla nostra città nascesse un centro di riciclaggio e noi a bruciare risorse e a produrre fumi pericolosi!

Se qualcuno ha coraggio si può ancora ripensarci!

Claudio Vedovelli

 

articoli dai giornali locali del 10.3.10

Adige 1

Adige 2

Trentino

Corriere del trentino

Inceneritori: il futuro dell'Alto Adige e il passato del Tirolo

Mentre in Alto Adige si continua a perseguire ostinatamente la via dell'incenerimento per smaltire i rifiuti, nel vicino Tirolo si sono accorti che economicamente questa è una strategia "che non conviene". Quello che segue non è un articolo di qualche "ambientalista del no", come spesso vengono definite le persone che hanno a cuore l'ambiente in cui vivono e la salute delle persone. E' un articolo che parla di economia, di investimenti, di risparmi.

Anche da questo punto di vista l'inceneritore risulta una scelta perdente: costruire inceneritori è più dispendioso che far  smaltire i propri rifiuti da qualche altra parte. Questo perchè molti impianti non hanno abbastanza rifiuti da bruciare e ne comprano volentieri da altre zone per produrre energia da vendere -energia  considerata "rinnovabile" - oltre che  usufruire degli incentivi pubblici per le fonti relamente rinnovabili.

Più o meno quello che potrebbe succedere qui a Bolzano, con un inceneritore che dovrebbe bruciare a pieno regime 130.000 tn di rifiuti urbani e assimilati. Quando non ci saranno abbastanza rifiuti per far andare a pieno regime l'inceneritore, potremo proporci anche noi per bruciare i rifiuti del Tirolo. Si certo, c'è una legge provinciale che vieta l'importazione di rifiuti, ma non di combustibile da rifiuto, il cosiddetto CDR.

Fatta la legge, trovato l'inganno.

 

L´incenerimento dei rifiuti non rappresenta al momento una priorità

palaSovracapacitá degli impianti a livello europeo e prezzi convenienti mettono in dubbio un impianto d’incenerimento nel Tirolo.
Di Peter Nindler tt.com  Innsbruck 4.3.2010

Innsbruck – L´inceneritore- e generalmente tutta la politica di gestione dei rifiuti- é una patata bollente. Tra l’amministrazione pubblica e le associazioni imprenditoriali non vi é sempre una visione unitaria, tre anni fa si é raggiunto un compromesso sui rifiuti: fino alla realizzazione dell’inceneritore i rifiuti del Tirolo saranno esportati per la valorizzazione termica. Nell’anno passato i rifiuti partivano per l´estero, quest´anno vanno ad un inceneritore nel Niederösterreich. 
Inizialmente il Land voleva effettuare una valutazione d´impatto ambientale strategica per trovare un sito nel Tirolo per l’inceneritore, ma le mutate condizioni di fondo dal punto di vista economico hanno suggerito uno stop. “Considerato che vi sono delle sovracapacitá sistematiche di altri impianti e che i prezzi di smaltimento sono convenienti, dobbiamo valutare criticamente la costruzione di tale impianto in Tirolo”, così l’affermazione del referente per l’ambiente LHStv. Hannes Gschwentner. In ultima battuta le associazioni imprenditoriali dovranno dare una risposta a questa domanda – e sostenere la decisione di una eventuale realizzazione dell´inceneritore di rifiuti. 
L’amministratore di Abfall Tirol, Alfred Egger, é molto pragmatico nella sua valutazione della situazione. “È chiaro che sarebbe meglio essere indipendenti riguardo ai rifiuti e che la frazione cernita dall’impianto meccanico venga incenerita in loco” determinante però é la convenienza economica e la quantità dei rifiuti. Egger: “L´impianto deve essere alimentato in continuo – anche senza l´importazione di rifiuti da altri paesi”. Se l´incenerimento nel Tirolo dovesse essere più economico o allo stesso prezzo dell’attuale esportazione dei rifiuti “allora dovremmo costruire un inceneritore del tipo Wirbelschichtofen e trovare il più presto possibile un luogo adatto”. Se invece non si riscontra questa convenienza economica non ha senso costruire un inceneritore.
Al momento attuale la gestione dei rifiuti risulta ferma al compromesso concordato a suo tempo con il governo del Land Tirol.

 

 

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