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Documenti su Rifiuti

PATRIZIA GENTILINI

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INQUINAMENTO

Uno pseudo sindaco

Invece di preoccuparsi per la scellerata gestione dell'inceneritore e i sui ormai frequenti malfunzionamenti, il sindaco Spagnolli si improvvisa ranger e suggerisce i mandanti del presunto sabotaggio, indicando subdolamente i nemici di sempre dell'inceneritore: gli “pseudo-ambientalisti”.
Noi che da anni contrastiamo l'inceneritore per fortuna non ci sentiamo pseudo ma piuttosto ambientalisti DOC e come tali abbiamo sempre condotto la nostra resistenza e la condurremo anche in futuro, nel rispetto delle regole democratiche e giuridiche nelle quali crediamo profondamente.
Con le sue dichiarazioni il sindaco dimostra ancora una volta che la democrazia e le sue regole non le conosce o non le rispetta.
Invece usa il potere di cui i cittadini lo hanno investito per colpire con l’arma del dubbio e dell’insinuazione chi lo contrasta  e tentare di liberarsene: gli ambientalisti . Ma ci faccia il piacere!!!
Svitare un paio di bulloni non ferma l'inceneritore, ci vuole solo un po’ di buon senso per comprenderlo. Ma, già, se avesse avuto buon senso probabilmente adesso non avremmo l'inceneritore, né i suoi miasmi. Detto per inciso, il sindaco non è responsabile della gestione dell'inceneritore ma è responsabile della salute dei cittadini. Per questo la nostra associazione lo ha diffidato per ben due volte dall’avvallare le procedure di autorizzazione dell’inceneritore (sarà mica per questo che ... ma no! Cosa andiamo a pensare...). A noi invece sta a cuore la salute dei cittadini e  per questo da tempo chiediamo la gestione corretta dei rifiuti che non prevede in alcun modo l’inceneritore, classificato, lo vogliamo ricordare, come industria insalubre di prima categoria al pari di una industria chimica.
Ci sorprende che il sindaco perda tempo a fare il ranger quando Bolzano è da anni tra le città italiane a maggior inquinamento da ossidi di azoto (Nox) - a cui l'inceneritore dona un sia pur piccolo contributo- e finora non ha fatto assolutamente nulla per affrontare il problema.
Questa è davvero una sua grande responsabilità.
La politica e i suoi attori negli ultimi 30 anni ci hanno purtroppo abituati all'assenza del buon senso nei nostri amministratori, i quali investono tempo e impegno a togliere i questuanti dalle nostre belle strade o a stendere tappeti rossi ai vari Benko che arrivano in città, piuttosto che affrontare i veri problemi del nostro comune.
Allora, chi sta sabotando chi?

Ambiente  e salute

Esposto sull'incidente dell'inceneritore di Bolzano

Il giorno 29 gennaio 2013 è stato depositato un esposto alla magistratura centrato essenzialmente sulla documentazione fotografica raccolta da Ambiente e Salute sull'incidente dell'inceneritore avvenuto a novembre, durante il quale si è visto uscire dal camino abbondante fumo nero che si è diffuso nella Val d'Adige, anche verso la direzione di Appiano.
Questo esposto precede un'altra segnalazione alla magistratura, molto più ampia nella sua argomentazione, relativa alle scelte che hanno portato alla costruzione dell'inceneritore. Tale ulteriore esposto è in fase di completamento e verrà presentato prossimamente.

 

Ambiente e Salute

 

Il testo dell'esposto

Gli allegati

Risposta di Mussner

Allegato 1

Allegato 2

Allegato 3

Allegato 5

Allegato 6

Fotografie

La gestione corretta della plastica come rifiuto

Vorrei rendere note alcune considerazioni che potrebbero servire a fare chiarezza sulla gestione attuale della plastica come rifiuto e indicare quale dovrebbe esserne la gestione corretta ovvero conforme alla direttiva europea.

Premetto che le considerazioni che seguono sono da considerarsi successive alla riduzione e alla preparazione al riuso degli oggetti di cui ci voliamo disfare (rifiuti).

  1. Nel Piano gestione rifiuti[1] l’amministrazione provinciale prescrive:

“[…]In ogni caso la raccolta della plastica è da limitare ai contenitori per liquidi fino a 10 litri. Rispetto agli obiettivi dell’aggiornamento del 1999 al Piano Gestione Rifiuti 2000 e considerato il fatto che l’impianto di incenerimento già adesso risulta pienamente utilizzato, cade il principio della raccolta delle plastiche miste in Venosta e Pusteria per il loro conferimento all’inceneritore. Trattandosi di raccolte che non sono destinate al recupero materiale, per queste frazioni non vengono definite obiettivi specifici […]”

  1. L’amministrazione provinciale afferma che non ci sia un divieto di raccolta differenziata degli imballi in plastica ma che sia solo una “raccomandazione”.
  1. Tutti gli imballi in plastica, compresi i “contenitori per liquidi fino a 10 litri”, sono gestiti in Italia nel sistema COREPLA (Consorzio Recupero Plastica). Il sistema prevede che per questi imballi i cittadini paghino al momento dell’acquisto del prodotto imballato un “contributo ambientale” (praticamente una cauzione). Questo contributo, pagato al momento dell’acquisto dal consumatore finale, viene versato a monte dal produttore o importatore del prodotto imballato al COREPLA. Se il comune attraverso la raccolta differenziata raccoglie questa plastica e la restituisce al COREPLA, il contributo ambientale viene restituito ai cittadini altrimenti va perso.
  1. L’amministrazione comunale di Bolzano ha regolamentato la raccolta di questi imballi in plastica. I cittadini sono obbligati a conferire nella differenziata tutti gli imballi di plastica. Questa decisione permette il recupero del contributo ambientale e la riduzione del conferimento all’inceneritore il che ha vantaggi economici ed ambientali (in particolare riguardo la salute).
  1. Nella “procedura aperta per l’assegnazione del servizio di raccolta, trasporto, selezione e pressatura dei rifiuti di imballaggio in plastica provenienti dalla raccolta differenziata sul territorio del Comune di Bolzano” bandita da SEAB (che ha un contratto di servizio con il comune di Bolzano) si legge che l’impresa aggiudicante dovrà:“[…]Provvedere alla selezione del materiale raccolto, in modo da garantire la consegna a COREPLA di un materiale di fascia qualitativa “A1”(frazioni estranee fino al 4% in peso)[…]Smaltire a proprie spese le frazioni estranee risultanti dalla selezione.[ …]”
  1. L’allegato tecnico imballaggi in plastica (Accordo ANCI – COREPLA) precisa che la fascia qualitativa “A” di cui all’accordo ANCI – COREPLA corrisponde a quella con fino al 4% in peso di frazioni estranee. Dove “[…]Per frazione estranea si intende  la  percentuale  di  impurità,  ovvero  rifiuti  non  di  imballaggio  in plastica  né  solidali  all’origine  con  l’imballaggio.  Costituiscono in  ogni  caso frazione estranea  i rifiuti  di  imballaggio  in  plastica  pericolosi  o  contaminati  da  rifiuti  pericolosi  di  provenienza  non domestica.  Costituiscono frazione estranea  i  rifiuti  di  imballaggi in  plastica  non  vuoti  qualora presentino residui del contenuto in misura superiore al peso dello stesso imballaggio vuoto.[…]”.
  1. Per imballaggi in plastica COREPLA intende i seguenti imballaggi (esempi): bottiglia di acqua minerale, flacone detersivo, vaschetta prosciutto, vaschetta per alimenti, piatti e bicchieri in plastica, spruzzino (tipo sgrassatore), flacone shampoo, flacone ketchup, barattolo yogurt, vaschetta gelato in polistirolo, vassoio scatola di cioccolatini, sacchetto patatine, Sacchetto merendina o snack, flacone sapone con beccuccio, film per cluster 6 bottiglie, shopper, blister trasparenti preformati, sacchetto spaghetti, vaschetta portauova, imballaggio TV, bottiglia bibita, vaschetta per pomodori. Pertanto tutte queste tipologie di imballo in plastica vanno raccolte in modo differenziato e successivamente consegnate al COREPLA che provvede alla restituzione del “contributo ambientale” al Comune di Bolzano.
  1. Per contro i seguenti oggetti in plastica non sono da considerare come imballi in plastica secondo l’accordo ANCI – COREPLA e sono quindi da considerare frazione estranea anche se in plastica.: utensili cucina, bacinella, pennarello, righello, squadretta, tubo da irrigazione, giocattolo di plastica, palla, cartellina di plastica, barattolo di plastica, frullatore, tastiera e mouse, CD musicale, sedia, occhiali, pannolino, penne, posate, siringa,sottovasi. Questo non significa che questi oggetti non siano riciclabili ma solamente che non rientrano nell’accordo ANCI – COREPLA quindi non sono da conferire nel bidone per la raccolta differenziata della plastica.
  1. Se l’impresa che si è aggiudicata l’appalto di cui sopra estrae materiale riconosciuto dal COREPLA e lo avvia ad altre forme di gestione (combustione o restituzione al COREPLA per conto proprio) ciò non corrisponde al bando e agli interessi dei cittadini di Bolzano. Sarebbe un atto di trasparenza apprezzabile che i dati e flussi della raccolta degli oggetti in plastica vengano resi pubblici per non lasciare spazio a speculazioni di parti interessate.
  1. Il COREPLA avvia alla combustione una parte della plastica che riceve ma
    1. restituisce comunque il “contributo ambientale” e
    2. la combustione avviene solamente in impianti in cui “ Il gestore dell’impianto di preparazione di “Combustibile Alternativo” deve essere titolare di contratti per il recupero R1 del combustibile alternativo prodotto. Gli impianti finali per le operazioni di recupero R1 possono essere sia cementifici che termovalorizzatori efficienti (citata nota 4 dell’allegato C del D.Lgs.152/06), ovvero gassificatori.”
  1. Si ricorda che l’inceneritore di Bolzano non raggiunge il livello minimo d’efficienza energetica richiesta dalla comunità europea prescritto per il recupero termico e quindi non è un termovalorizzatore. Piuttosto è classificato come smaltimento.
  1. L’inceneritore di Bolzano non è in grado di restituire il “contributo ambientale” ma conteggia il conferimento all’inceneritore con minimo 116 €/tonnellata.
  1. Il COREPLA avvia alla combustione una parte della plastica non perché questa non sia tecnicamente riciclabile ma solamente per motivi economici. Quasi tutta la plastica è riciclabile.
  1. La gestione corretta della plastica (come per tutti gli altri rifiuti) prevede prioritariamente la riduzione, la preparazione al riuso, il riciclo, il recupero e solamente come ultima opzione lo smaltimento. Per motivi ambientali ed economici gli amministratori pubblici devono gestire in modo corretto i rifiuti ed in particolare quelli in plastica. Le fuorvianti proposte da parte di chi è alla ricerca di combustibile per l’inceneritore di Bolzano e la combustione della plastica di Bolzano al di fuori del circuito COREPLA non corrispondono agli interessi ambientali ed economici della collettività.
  1. Tutta la plastica dovrebbe essere raccolta e avviata al riciclo. Quella riconosciuta dal COREPLA va consegnata a quest’ultimo mentre per la restante frazione essa dovrebbe essere lavorata per ottenere materia prima seconda non destinata alla combustione attraverso una lavorazione che crea materia prima seconda (granulato) utilizzato per realizzare manufatti (arredo urbano, pali d’ormeggio, barriere antirumore, sostegni per recinzioni, ecc.).

Inoltre si dovrebbe imporre al COREPLA che tutta la plastica venga riciclata per aumentare il tasso di riciclo (da non confondersi con il tasso di differenziazione) che ha indubbi vantaggi ambientali.

Ambiente e Salute

 

[1] Piano gestione rifiuti 2000 Provincia Autonoma Bolzano - cap. 7 Impianti di trattamento dei rifiuti urbani e assimilabili, pag.37, Bolzano 2005

Il rischio concreto di uno scambio di rifiuti con Trento

I trentini hanno 70.000 ton. annue  di rifiuti di troppo, l'inceneritore non lo faranno più visto il continuo calo dei rifiuti residui. Negli ultimi giorni dell’anno appena passato, il giornale trentino Adige ha pubblicato diversi articoli sul tema, insistendo su contatti tra l’assessore all’ambiente Gilmozzi e il nostro Mussner in vista di uno scambio di rifiuti tra le due province.
Bolzano ha l’inceneritore in sofferenza per mancanza di rifiuti mentre Trento ne avanza.
Bolzano ha troppo organico visto che la Provincia non ha saputo anticipare l’arrivo dei rifiuti organici  da Bolzano, Laives e Merano e ampliare per tempo l’impianto di Lana. L’ampliamento è previsto entro il 2016. Intanto ci sono circa 8.000 tonn. di organico che bisogna smaltire da qualche parte. I trentini hanno impianti in grado di trattarli. Da qui nasce un concreto rischio di scambio: “voi ci date il vostro organico e noi vi diamo il nostro residuo”, due piccioni con una fava. Gilmozzi e la provincia di Trento non nascondono che lo scambio si può fare. Il sindaco Spagnolli ha i capelli dritti in testa, gli avevano fatto bere l’inceneritore raccontandogli che avrebbe bruciato solo rifiuti sudtirolesi e che in provincia di Bolzano per legge non si possono importare rifiuti, legge che intanto l’azienda Haffner ha fatto più o meno decadere. La giunta provinciale bolzanina è per ora solo sulla carta e il nuovo assessore all’ambiente Theiner non si è o non può esprimersi in merito. Dovrà studiare il problema, soprattutto dovrà trovare il modo di risarcire il mutuo da 120 milioni di € per pagare l’inceneritore e le 70.000 ton. di Trento potrebbero essere un buon aiuto.
Gli ambientalisti sudtirolesi e trentini fanno notare che ci sono anche altri costi in capo all’inceneritore: i costi ambientali e sulla salute che verranno pagati dai cittadini di Laives, Bolzano e Appiano in termini di minore salute e qualità di vita. Hanno già fatto notare la notevole dose di cinismo degli amministratori trentini, così bravi nell’organizzare la propria raccolta dei rifiuti salita in dieci anni dal 21 al 72% e in costante miglioramento, ma indifferenti alle conseguenze sui cittadini di Bolzano della combustione del loro residuo. Ma a questo disinteresse siamo ormai e purtroppo abituati dagli amministratori di casa nostra.
Anche i sudtirolesi stanno facendo la loro parte cercando di ridurre sempre più i rifiuti da bruciare e quindi migliorando la qualità dell’ambiente del capoluogo, sforzo che sarebbe vano se arrivassero rifiuti dai vicini di casa.
Ai nostri nuovi amministratori consigliamo di rivedere il piano rifiuti e di smettere di considerare l’inceneritore come fonte di energia ma piuttosto come momento di passaggio sulla strada verso una riduzione spinta dei rifiuti, verso rifiuti zero che non è utopia ma una strada oggi praticabile. Occorre innanzitutto volerlo, è un problema di volontà politica prima ancora che tecnico.

Argante Brancalion
Ambiente& Salute

 

L'inceneritore è un problema politico

Ad una settimana dal guasto all'inceneritore sono necessarie alcune considerazioni sfuggite al dibattito sui media di questi giorni.

Impianti di questo genere, paragonabili alle centrali nucleari per i loro effetti sull'ambiente circostante, non possono mai subire incidenti di nessun genere, la fuoriuscita di sostanze pericolose, tossiche o cancerogene non può avvenire!

Ma sono gestite da uomini e si sa gli uomini sono fallaci e quindi sono sottoposte all'errore umano. Una volta avvenuto l'incidente non si può far altro che avvertire tempestivamente autorità e popolazione che non può che nemmeno scappare verso luoghi più salubri.

Bisognava prevenire, evitare che un impianto del genere venisse costruito a meno di un chilometro dal centro abitato, bisognava, e si poteva evitare la sua costruzione. Ambiente&Salute lo aveva chiesto al presidente Durnwalder e al Sindaco spagnoli nella diffida presentata loro il 30 gennaio 2010.

Le necessità impellenti e compulsive dell'ex assessore Laimer e dell'amministrazione provinciale di mettere le mani su ogni forma di energia provinciale e quindi di recuperare anche quei maledetti 344.000 MW di energia dai rifiuti gli ha fatto chiudere occhi e orecchie. Il pretesto allora come oggi fu che l'inceneritore più moderno d'Europa sarà ottimamente gestito.

Peccato che basti una umana errata valutazione e migliaia di persone sono costrette a respirare quintalate di porcherie. Che dietro a tutto questo ci sia una notevole dose di cinismo è più che chiaro e lo vediamo in questi giorni con le dichiarazioni di Angelucci ben riprese dal Sindaco che dice che sono state disperse sostanze tossiche ma non cancerogene. La differenza è sottile, se le sostanze sono tossiche ti ammali subito ma poi passa, se sono cancerogene ti ammali fra 10 anni ma non potrai mai dimostrare che il cancerogeno è venuto dall'incidente all'inceneritore di 10 anni fa. Una presa per i fondelli dell'intelligenza dei bolzanini.

I dati forniti dopo ben una settimana, riguardano le componenti gassose la cui nocività riguarda l'ambiente del pianeta piuttosto che quello della città e delle zone limitrofe. Piuttosto preoccupa il fatto che il campionatore in continuo delle Diossine e furani di cui 'inceneritore è dotato potrebbe essere stato spento e Angelucci ricorda che in fondo loro sono obbligati a solo due campionature l'anno. Sembrerebbe una minaccia. Le diossine dovranno essere vicine allo zero dichiara, pur sapendo che non significa nulla perché le diossine ricadono sul terreno e anche se poche, attraverso la catena alimentare si accumulano nel grasso di animali e persone che si ammaleranno fra 10 – 20 anni.

Si cerca di minimizzare. Si usa l'alibi dell'ampio rispetto dei limiti di legge. Si cerca di non alimentare una contrarietà cittadina all'inceneritore. Ma diciamocelo sinceramente: possiamo ancora davvero fidarci di questa gente ben pagata con le nostre tasse e da sempre accesi inceneritoristi?

L'Agenzia per l'ambiente ora critica la gestione perché in fondo non può criticare il problema di fondo cioè l'esistenza dell'inceneritore stesso.
Ambiente&Salute chiede qui, che i dati delle emissioni delle ultime settimane e in futuro vengano pubblicate e rese disponibili per una analisi da terzi. La posta in gioco per noi, per i cittadini, per l'ambiente, è troppo alta per tenere nascosto quanto accade in quel forno.

Altre considerazioni ancora sono da fare guardando le fotografie pubblicate in questi giorni: nelle foto scattate venerdì mattina il fumo va verso sud e non verso nord come dovrebbe stando ai calcoli della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il Bauerbund dell'Oltradige si è debolmente lamentato già sabato scorso, poi più nulla, aspettiamo che dicano qualcosa di più incisivo.

In ogni caso l'odore si è sentito anche a sud. Le foto scattate alle 11,40 mostrano invece che il fumo forma sulla cresta della montagna una linea biancastra, si accumula  e invade la zona di Monticolo e scende poi da Appiano per tornare in città, quindi gli inquinanti dell'inceneritore investono sempre, non solo durante l'incidente l'altipiano di Caldaro e l'Oltradige e ci aspettiamo un presa di posizione di quelle amministrazioni e la mobilitazione di quei cittadini. Nessuno si è accorto che si tratta dell'inversione termica, il tipico fenomeno invernale della conca bolzanina, fenomeno che non è stato considerato nella VIA. Era una delle motivazioni alla base delle nostre inascoltate diffide agli amministratori. Dire ora che avevamo ragione è doloroso e ci fa arrabbiare.
In conclusione abbiamo una bomba che può esplodere in ogni momento alle porte della città e del circondario in mano a persone evidentemente fallaci e omertose. Per questo chiediamo la chiusura immediata dell'inceneritore e una verifica del piano provinciale dei rifiuti che preveda il riciclaggio di tutto, rispettando le finora disattese direttive europee del 2008. Le tecnologie ci sono, manca la volontà, manca il senso di responsabilità e il rispetto del principio di precauzione che dovrebbero essere alla base del pensiero degli amministratori. È un problema politico prima ancora che tecnico. Intanto non ci resta che aspettare il prossimo incidente, e siamo sicuri che succederà ancora, e poi scappare.

Bolzano 17 novembre 2013
Argante Brancalion
Ambiente&Salute

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