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Documenti su Rifiuti

PATRIZIA GENTILINI

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INQUINAMENTO

" Energia dai rifiuti : conviene?" senza dimenticare i danni ambientali e alla salute.

" Energia dai rifiuti: conviene ?" Questo è l'interrogativo a cui risponderà l'ing. Massimo Cerani, esperto di gestione di rifiuti e di bilanci energetico-ambientali, associazione EnergEtica (http://www.energ-etica.org/), nel corso di una serata informativa organizzata dall'Associazione Ambiente e Salute, venerdì 15 maggio alle ore 20.30, presso la sala polifunzionale Ortles, in via Ortles 19, Bolzano.

L'ex Assessore Fattor ha affermato che :  " il nuovo inceneritore produrrà una potenza termica di 60 MW con un rendimento altissimo, circa dell'80%. Fattor propone quindi di sfruttare questa potenza termica per tele riscaldare alcuni quartieri della città.... "

Ma questo teleriscaldamento è davvero un affarone di cui dovremmo approfittare, come suggerisce l'ex assessore Fattor?  O è l'ennesimo trucco per giustificare investimenti enormi su opere dannose per la popolazione?

  1. il bilancio energetico e ambientale nel confronto fra i due sistemi (produzione di energia e calore con l'incenerimento dei rifiuti a confronto con la produzione delle stesse con sistemi separati alternativi) è realmente a favore del teleriscaldamento? ( Proliferazione di progetti di teleriscaldamento: sempre una scelta sostenibile? di M. Cerani )
  2. nella politica di gestione dei rifiuti per la nostra provincia incrementare le raccolte differenziate e contemporaneamente costruire un inceneritore, con una rete di teleriscaldamento collegata, non sono due azioni in contraddizione?
  3. A proposito di rifiuti: quali sono i sistemi più efficienti di produzione di energia? (  Prima la materia o l'energia? di M. Cerani )

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Dopo aver ignorato qualsiasi richiamo all'attenzione per la salute dei cittadini e all'ambiente, ora che la decisione di costruire il nuovo inceneritore da 130.000/ton è stata presa, l' ex assessore verde e l' attuale presidente, sempre verde, della commissione ambiente del Comune di Bolzano, stanno cercando di rivendere il loro "prodotto inceneritore" come sistema  per far mercato e addirittura per ripulire la città dalla CO2.

Il mercato è quello succulento dell'energia e la merce, quella poca energia, che a caro prezzo per la salute e per l'ambiente,l'inceneritore, per altri versi estremamente energivoro, riesce a produrre.

La "monnezza  è oro" ha affermato Saviano in Gomorra; evidentemente non solo a Napoli.bilancio_materia_inceneritore_svg

"L'affare inceneritore" una volta chiarito chi si spartirà il bottino della costruzione, con ben 3 gare di appalto, ora volge il proprio interesse alla seconda fetta della torta:  la gestione dell'energia. Sel e Ae, Provincia e Comune: battaglie per un grosso mercato.

Ma ci sono diversi punti interrogativi :

Conviene produrre energia con l'incenerimento? L'inceneritore quanta energia effettivamente produce? Quanta energia invece consuma? Di quanto carburante ha bisogno per produrla? Più carburante (= plastica ) = meno differenziata. L'inceneritore produce CO2 ?

Quante volte i cittadini dovranno pagare? Costruzione inceneritore, manutenzione inceneritore, bollette rifiuti, bollette energia. Quante volte paghiamo rifiuti inutili (es. imballaggi)? All'acquisto della merce, per smaltirli e poi  invece che ridarci qualcosa, dovremo pagare anche per utilizzarne l'energia ricavata?

Brescia: la favola dell'inceneritore più bello del mondo. L'inceneritore di Brescia è assurto a simbolo del mondo inceneritorista, rappresenta un esempio di teleriscaldamento e di uso dello smaltimento dei rifiuti per vendere energia. Marino Ruzzenenti, docente, storico e studioso di tematiche ambientali, autore del libro "L'Italia sotto i rifiuti" ci racconterà come funziona il teleriscaldamento a Brescia, tutti i problemi legati a questo tipo di utilizzo dell'energia, come a Brescia per mantenere questo affare la differenziata sia a livelli bassissimi e come esistano gravi problemi per la salute dei cittadini, primo fra tutti  la scoperta di concentrazioni elevate di diossina nel latte.

I cittadini, i politici, gli esperti sono invitati alla conferenza.

Claudio Vedovelli

 

Angelucci e le diossine

 Riceviamo e pubblichiamo.

 

 

"La diossina lontana da Firmian" grida tutto contento Giulio Angelucci, perché i dati (che lui solo ha, dal momento che non li ha pubblicati) e che lui ha interpretato a modo suo, gli danno questa ragione. Non gli passa neanche per la testa che forse il punto di massima ricaduta degli inquinanti (non solo diossina ma ben altri 250 composti chimici) indicato dal VIA è sbagliato.

Il dott. Klaus Koch in un incontro pubblico tenutosi al Kolping il 13 novembre del 2007 ci ha detto che i calcoli matematici usati ipotizzano una zona pianeggiante, non già a ridosso della montagna con correnti d'aria particolari e non prendono in considerazione il fenomeno dell'inversione termica che tanti problemi ci crea d'inverno. Ricordiamo tutti che quando lo scorso anno andò a fuoco del materiale depositato nella discarica di Vadena il puzzo, e quindi gli inquinanti, si è sentita molto di più ad Oltrisarco , zona Lido e San Quirino ed anche in quella occasione non sono venuti all'APPA dubbi rispetto il punto di maggior ricaduta. Da tempo si sapeva che al Lido la diossina era più alta che altrove ma all'APPA mettono la testa sotto la sabbia e  danno la colpa al traffico e alle grigliate estive al Lido  (parole del dott. Minach). Nell' articolo dal titolo "analisi dell'aria" si dice a chiare lettere che "in via Amba Alagi il valore minimo è di 155 fentogrammi (vento da Nord) ed il massimo è 250 (vento da Sud) più chiaro di così!! Invece alcune righe oltre il dott. Angelucci smentisce il dato affermando che "i valori più alti si registrano quando il vento soffia nella direzione opposta rispetto all'inceneritore".

Troviamo poi la storia dei fentogrammi un'altra furbata,  a metà dello scritto si cambia unità di misura, passando dai nanogrammi ai fentogrammi ad aumentare la confusione di un tema già di per sé complicato. E la chiamano informazione in nome della trasparenza!

Per finire trovo simpatico il confronto con Giappone che come tutti sanno ha una situazione simile e paragonabile a quella Bolzanina e di Graz che è stata scelta a confronto visto che è la città austriaca con più alte concentrazioni di diossine!

Argante Brancalion

28.4.09

Inceneritore evitabile nel Trentino

Riceviamo e pubblichiamo.

          Si può e si deve evitare l'inceneritore nel Trentino.

          Un mese fa il capo della Protezione civile nazionale e sottosegretario alla alla Presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, ospite d'onore a Bolzano all'inaugurazione della fiera"Civil Protect", dedicata alla protezione civile, ha tessuto l'elogio al sistema di protezione civile nella provincia di Bolzano:" avete quasi 20 mila volontari, è un numero strabiliante, siete un modello per tutta Italia"

          Tuttavia ha lanciato un appello a prevenire le emergenze"evitando di costruire nelle zone che presentano rischi di natura idrogeologica"( Quasi presagisse l'intenzione da parte delle amministrazioni locali di costruire in zone di pericolo, come, a mo' di esempio, la nuova cantina  di Gries in quel di San Maurizio)

          Meno sperticato è stato l'elogio per quanto riguarda la gestione dei rifiuti solidi.

          A margine dell'inaugurazione il capo della protezione civile non si è sottratto alle domande dei giornalisti su un tema spinoso come quello del termovalizzatore.

        Del resto il giorno prima di venire a Bolzano, Bertolaso si trovava ad Acerra, in Campania, a inaugurare, assieme al premier Berlusconi, il termovalorizzatore che andrà a smaltire 600 mila tonnellate di rifiuti.

          "Il nuovo inceneritore è necessario"

         "La raccolta differenziata non basta a risolvere il problema dei rifiuti" ha sottolineato Bertolaso.

         "Qui da voi c'è un termovalorizzatore, ma anche un sistema di raccolta differenziata: è questo un giusto"mix""

          L'inceneritore di Bolzano è costituito da due linee: la prima installata nel 1988; la seconda nel 1994 per una capacità complessiva di 120.000 tonnellate annue.

          "L'attuale struttura è obsoleta e necessita di interventi periodici per lavorare a pieno regime""Le spese di manutenzione ammontano a circa 6 milioni  di euro l'anno, di cui 5 per quella ordinaria e 1, mediamente, per quella straordinaria" rileva, ai primi di maggio 2008, il direttore dell'ufficio, dott. Giulio Angelucci. Il quale aggiunge:"E questi costi aggiuntivi vanno a ricadere, inevitabilmente, sulle tariffe che pagano i contribuenti"-

          Era urgente perciò sostituire l'attuale impianto con la costruzione di uno nuovo di ultima generazione capace di trattare 130.000 tonnellate l'anno  di rifiuti   indifferenziati tal quali( oltre 16 tonnellate/ora) con una produzione di oltre 19 GWh  di energia elettrica e circa 25 GWh  di energia termica. Quest'ultima sarà immessa nelle condotte di teleriscaldamento, del quale beneficeranno circa 590 appartamenti.

         Il maxi-appalto da 81 milioni di euro è stato aggiudicato  a un'associazione temporanea di imprese(ATI), di cui è capo-gruppo la Spa Atwanger di Bolzano, la quale ha  già costruito la seconda linea dell'impianto di Padova ed è impegnata per un appalto di 26 milioni di euro a Poggibonsi, su incarico della Siena Ambiente. Dell'Ati fa parte anche la Ladurner che ha costruito, nell'arco di un anno, l'impianto di Fusina di Marghera(VE).

        Il nuovo inceneritore  di Bolzano è già in fase di costruzione e una commissione tecnica(tavolo tecnico costituito dalla Provincia) vigilerà sulla costruzione e sul funzionamento del nuovo termovlorizzatore.

        Si continua a sostenere che l'inceneritore è l'ultimo anello della catena, che chiude il ciclo del trattamento dei rifiuti. Il che in effetti non corrisponde al vero.

        Infatti sarà necessaria un'idonea discarica dove collocare il quasi 30 per cento del residuo bruciato, vale a dire le scorie(ceneri) che si depositano alla base del camino, delle quali alcune sono assai tossiche.

      Attualmente l'inceneritore di Bolzano produce oltre 17.000 tonnellate di scorie, le quali vengono trasportate in Germania e vengono sotterrate con adatti accorgimenti in idonei suoli. E anche ciò contribuisce a aumentare la tariffa

       Alla seconda riunione al tavolo tecnico è emerso che, dopo la raccolta dell'umido, entrata in funzione oltre un anno fa, il residuo secco che entra nell'inceneritore  possiede un potere calorifico inferiore  intorno a 3.300 kcal/kg a fronte dei 2550 kcal/kg antecedenti.

         Il che indica che il nuovo impianto è sopra-dimensionato.

         Se poi si provvedesse a trattare il residuo secco indifferenziato in un impianto meccanico-biologico(TMB)(tipo Vedelago) si avrebbe un'ulteriore differenziazione, dopo quella fatta dai cittadini.

        Basterebbe cpsì un impianto della capacità nominale di circa 50.000 tonnellate per la provincia di Bolzano.

        Altrettanta capacità sarebbe necessaria per la provincia di Trento.

        Un impianto della capacità di 100.000 tonnellate sarebbe più che sufficiente per bruciare la frazione di residuo rimasto dopo il TMB e della provincia di Bolzano e di quella di Trento.

         Pertanto  un inceneritore della capacità di 130.000 tonnellate l'anno basta e ne avanza per entrambe le province di Bolzano e di Trento.

        A meno che la provincia di Trento opti di collocare tale frazione di residuo in idonea discarica.

        Con il che si dimostra che in ogni caso(sia che si intenda utilizzare l'inceneritore di Bolzano per mantenerlo a regime sia che si intenda ricorrere a una adatta discarica), l'inceneritore nel Trentino non è necessario.

 

Renzo Segalla

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Sull' Isola dei fumosi

vignetta_polveri_sottili-_la_cavaStamane l'argomento del giorno era l'epidemia di febbre suina. Alle domande di cittadini preoccupati non ho potuto che rispondere che bisognava attendere nuove e più precise notizie. Un signore del posto ha allora esternato con passione: " speriamo che non arrivi qui....".

Sintesi di un' idea del Sudtirolo-Alto Adige come un' isola protetta: basterà, come speso accade, che il nostro Kaiser Luis faccia la voce grossa con Roma e forse anche l'influenza si fermerà a Salorno. Una Terra speciale, come il suo Statuto, dove niente può accadere se Lui non lo vuole, dove tutto è perfetto e dove accadono o non accadono cose accertate e consolidate nel resto del mondo. Dove i fumi non contengono nulla e i dati confermano sempre quello che si doveva confermare. Dove tutto viene gestito come fossimo una grande Azienda di Soggiorno ( Widmann dixit :"La nostra ricchezza è il turismo"), dove tutto diventa cartolina ed è spiacevole sporcare questo panorama idilliaco con paure, malattie ed inquinamenti.

In questa Disneyland sudtirolese non ci stupisce la notizia che l'aria sia buona e che la diossina sia presente, ma solo a bassi livelli, in zona via Amba Alagi e al Lido di Bolzano.

Se dovessi scegliere fra quei menagramo degli ambientalisti, che con esperti nazionali e internazionali e letteratura scientifica seminano terrore affermando che dall'inceneritore esce diossina, che è un elemento certamente prodotto dalla combustione ed è cancerogeno, che si accumula nel tessuto umano, un elemento che in altri posti meno idilliaci ha portato alla perdita di valore di prodotti agricoli e delle stesse abitazioni, un elemento che, come tutte le sostanze cancerogene non ha limiti di soglia "reali", ma solo quelli di legge perché , come diceva l'oncologo Tomatis, basta 1 particella per causare un tumore, insomma se dovessi scegliere fra queste notizie sconfortanti e le assicurazioni dei signori dell'Agenzia per l' ambiente (Appa) non avrei dubbi: per la mia tranquillità e per quella dei miei figli sceglierei le parole di Angelucci " Le emissioni sono trascurabili" e odierei con tutto me stesso questi pedanti e rompiballe ambientalisti del "non fare".

Affermare che in base ai dati sulla diossina non ci saranno emissioni nei 2 milioni di mc di fumi giornalieri del nuovo inceneritore, significa pensare che a Bolzano non esistono le oltre 200 sostanze note che normalmente escono da un camino di un inceneritore, che non esistono le nanoparticelle.

Quindi se le emissioni sono trascurabili non servono dati precisi sulla direzione delle emissioni, non serve un cammino più alto, non sono sbagliati i modelli di calcolo utilizzati per le previsioni, come denuncia l' esposto delle associazioni ambientaliste.

Tranquillizzare la popolazione è importante, dire la verità però è un dovere. Dire tutta la verità.

Molto più pragmaticamente un rappresentante della ditta costruttrice Atzwanger, sulla stessa pagina del giornale, ammette senza giri di parole:"il nostro futuro sarà fatto di un mix fra raccolta differenziata, compostaggio, digestione anaerobica, termovalorizzatori e discariche". Non ha senso protestare tutto è racchiuso in un unico sistema, che è quello del massimo consumo e della tecnologia avanzata che risolve tutto.

Se poi il presidente della commissione ambiente (Verdi), afferma che incenerire è la forma più ecologica di trattamento dei rifiuti e che con l'inceneritore potremo risparmiare CO2 a livelli virtuosi e riscaldare tutta la città, il cerchio si chiude e chi ne è fuori è pazzo.

Noi non vogliamo terrorizzare nessuno, però ci piacerebbe capire il senso delle parole dei politici e dei loro tecnici e perché qua in Alto Adige si sono voluti escludere metodi di trattamento dei rifiuti senza incenerimento e la raccolta differenziata porta a porta a tariffa personalizzata.

Per questo motivo abbiamo invitato a Bolzano, venerdì 15.05.2009 alle 20.15 presso la sala di circoscrizione di via Ortles ( quartiere Casanova) l'ingegner Massimo Cerani di energEtica, esperto in gestione e smaltimento dei rifiuti, oltre che di bilanci energetici e ambientali e Marino Ruzzenenti che ha scritto "L' Italia sotto i rifiuti" e ci parlerà dell' inceneritore di Brescia.

Chi ha voglia di "rovinarsi la vita" e capire le cose come stanno, è invitato a partecipare, gli altri continuino pure a vivere sull' Isola dei "fumosi".

Claudio Vedovelli

Bolzano 27.4.09

Bolzano città neutrale o meglio come ridurre la CO2 ...puntando sull'incenerimento

Riiporto le parole del relatore Moroder al convengo internazionale " Sangue freddo sotto l' effetto serra" riguardo al ruolo dell' inceneritore  e di seguito un' osservazione.

" 3. Il ruolo dell'inceneritore
Sul territorio del Comune di Bolzano è in costruzione un nuovo inceneritore dei rifiuti, che andrà a sostituire quello esistente. La capacità di incenerimento sarà di 130 mila t/anno (quello attuale è da 80.000 t). Questo nuovo inceneritore dovrà bruciare circa il 40% dei rifiuti prodotti nella Provincia di Bolzano; il rimanente 60% è previsto nella raccolta differenziata. Indipendentemente dalla posizione contraria o favorevole a questo impianto, questi sono i dati: il nuovo inceneritore, se opportunamente realizzato, potrà produrre circa 40 MW termici e 4 MW elettrici. Ipotizzando che le ore medie di esercizio siano pari a 7500 all'anno, esso produrrà 300 GWh termici e 30 GWh elettrici. Quindi il calore prodotto dall'inceneritore sarebbe in teoria sufficiente per riscaldare tutti gli edifici della città una volta che questi saranno stati risanati energeticamente. In realtà le cose sono un po' meno semplici perché la maggior parte del calore è richiesta nei 5 mesi freddi. In estate l'energia termica potrà essere utilizzata per il raffreddamento, mentre nelle stagioni intermedie potrà essere aumentata la produzione elettrica.
Al fine di garantire nei mesi freddi la massima potenza di calore, all'inceneritore si potrà anche conferire biomassa - ad esempio le radici dei meli di difficile smaltimento - di modo da farlo funzionare come impianto a biomassa per teleriscaldamento. Questa funzionalità dell'inceneritore potrà anche essere sfruttata in futuro, qualora in Provincia diventassimo particolarmente virtuosi e riuscissimo a ridurre ulteriormente la produzione di rifiuti.
Tutto ciò presuppone che si realizzi nell'intera città un'efficace rete di teleriscaldamento collegata all'inceneritore.
Il bilancio delle emissioni in città migliorerebbe sensibilmente rispetto ad oggi. Mentre la CO2 evitata risulta pari a 83.000 t.
Dal punto di vista del bilancio CO2 è corretto tenere conto dell'energia recuperata dall'inceneritore perché l'alternativa all'incenerimento è la discarica. È noto che anche in discarica avvengono processi di decomposizione dei rifiuti che liberano lentamente in atmosfera la stessa quantità di CO2 oltre a metano, con la sola differenza che non ne consente il recupero energetico."

cerani_grandeGiustificare, tralasciando completamente gli effetti sull'ambiente e sulla salute, la costruzione di un inceneritore con il suo ipotetico guadagno energetico, è un errore: un sistema per lo smaltimento dei rifiuti deve essere confrontato con altri sistemi per lo smaltimento dei rifiuti. Molti esperti affermano che il bilancio energetico di un inceneritore è di per sé scarso, e considerando tutto il ciclo, estremamente inferiore rispetto ad altre forme di smaltimento dei rifiuti ( RICICLAGGIO).
Pensare di trasformarlo poi , eventualmente,  in un enorme centrale a biomasse, nel caso che la differenziata andasse oltre le nostre aspettative ( ma chi decide fin dove arriva la differenziata?) pare  addirittura offensivo nei confronti dell'intelligenza della cittadinanza, senza contare che per per questo inceneritore si spenderanno 100 milioni di euro dei contribuenti.  Consiglio comunque di fare un viaggetto sia verso Brescia ,per verificare  l'efficacia e le conseguenze di un sistema di teleriscaldamento da incenerimento dei rifiuti ( latte alla diossina ),  che in toscana (
diossina nei polli toscani ).
Questa strenua difesa dell' incenerimento  pare il tipico caso in cui, cercando di mettere una pezza su errori del passato, si allarga il buco definitivamente. ( quando a volte un po' di umile ammissione dei propri errori o almeno il silenzio sarebbero auspicabili.)

Vi lascio  una considerazione dell' ingegnere Cerani che è assieme una condanna e una speranza:
"Le reti di teleriscaldamento sono l'ultima chance per i monopolisti energetici prima della riduzione dei consumi, risparmio energetico, e uso massiccio delle fonti rinnovabili".
( Quando raschieremo il fondo? ). L'ing. Massimo Cerani di energEtica, esperto in gestione e smaltimento dei rifiuti, oltre che di bilanci energetici e ambientali,dati alla mano, dimostra che bruciare i rifiuti per produrre energia non conviene . I dati sono visionabili su questo sito.

Moroder conclude affermando che "La prossima generazione ci sarà riconoscente se avremo intrapreso questo percorso. Consentirà in futuro una migliore qualità della vita, maggiore disponibilità economica e maggiore indipendenza. "
Quando si sostiene la costruzione di un inceneritore a poche centinaia di metri da un grande insediamento popolare  si dovrebbe evitare di parlare delle future generazioni e di qualità della vita quando  quel camino  emetterà
nelle 24 ore  2.640.000 m3 di fumi ! ( dalla VIA: Abgasmenge m3/h (Norm, feucht) 110'000)

Teresa Fortini

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