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DEMOCRAZIA DIRETTA

L'ACQUA: DIRITTO O PROFITTO?

L'ACQUA: DIRITTO O PROFITTO?

GLI STUDENTI PROMUOVONO IL DIBATTITO

VENERDI' 19 MARZO

ore 18,30

Sala di rappresentanza del Comune di Bolzano

Vicolo Gumer 7

incontro organizzato da OEW, Operation Daywork, Centro Pace Bolzano

Se non ci fossero Padre Alex Zanotelli e gli studenti di Operation Daywork a ricordarci l’universalità del diritto all’acqua, il 22 marzo passerebbe quasi inosservato. Eppure a questa data corrisponde la giornata mondiale per l’acqua, che fu uno dei risultati più produttivi della prima conferenza mondiale dei capi di stato sull'ambiente a Rio de Janeiro nel 1992. Le logiche di privatizzazione dei beni essenziali avanzano inesorabilmente e anche nella nostra terra bisogna costruire un percorso virtuale, culturale e politico, per evitare derive privatistiche come sta accadendo altri contesti nazionali.
Per questo motivo Operation Daywork ha deciso di aprire un confronto il più possibilmente aperto e trasparente sulle prospettive che si aprono su questo terreno nel futuro della nostra terra, raccogliendo anche le esperienze di lotta aperte nel sud del mondo come quelle che verranno raccontate da due attivisti del Salvador, Carlos Enrique Escobar e José Mercedes Guillén che sono in questi giorni in  Alto Adige proprio per raccontare agli studenti altoatesini che cosa significa l'acqua nell'assetato sud del mondo. Il dibattito si terrà venerdì 19 marzo alle ore 18,30 nella sala di rappresentanza del Comune e coinvolgerà Provincia, Comune, sindacati e servizi che lavorano sulla gestione e distribuzione dell'acqua. Un'occasione per un confronto di idee e una lettura politica, sociale, economica e giuridica su un tema diventato  uno dei temi prorompenti della nostra civiltà. Parleranno Elfried Rauter dell’ufficio provinciale acque pubbliche Luca Martinelli del Forum italiano movimenti per l'acqua  Patrick Kofler del OEW e Andreas Riedl del Dachverband für Natur- und Umweltschutz.
Spesso i movimenti sociali sono descritti sui media come meri utopisti, se non addirittura fanatici con inclinazioni alla violenza. Ma nel settore acqua a partire dal primo social forum europeo di Firenze dietro lo slogan “un altro mondo è possibile” si è costruito caparbiamente un grande movimento civile in difesa della gestione pubblica dei beni essenziali, primi fra tutti l’acqua. Nel 2007 il forum dei movimenti per l’acqua ottiene un risultato politico storico raccogliendo più di 400.000 firma a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua. Mentre la proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale Governo ha impresso un’accelerazione, approvando, nonostante l’opposizione di gran parte degli amministratori comunali sia di destra che di sinistra, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis, integrato dall’ art. 15-decreto Ronchi). Il forum dei movimenti per l’acqua ha pertanto indetto per il 20 marzo una manifestazione nazionale a Roma per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa. In occasione della manifestazione popolare verranno promossi nuovamente da parte del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua i contenuti dei tre quesiti referendari volti alla abrogazione delle norma che potrebbero privatizzare l’acqua con l’obiettivo di ribadire una questione di giustizia sostanziale: l’acqua è un bene comune non monetizzabile. La raccolta delle firme da parte di cittadini consapevoli, affinché questi quesiti referendari vengano approvati, è un momento di democrazie partecipativa cui anche la realtà locale non può sottrarsi.
La speranza dei ragazzi di Operation Daywork è che durante la discussione pubblica si possa formare anche a Bolzano un comitato locale trasversale per la raccolta delle firme composto da organizzazioni sociali e cittadini.

Operation Daywork

 

 

Partecipano:

Luca Martinelli – Forum italiano dei movimenti per l’acqua
Carlos Enrique Recinos Escobar – Präsident der ONG“ADEL” aus El Salvador (Agencia de Desarrollo Económico Local de Chalatenango)
José Mercedes Sánchez Guillén – Sekretär der ONG“REDES” aus El Salvador (Fundación Salvadoreña para la Reconstrucción y el Desarrollo)
Wilfried Rauter – Vertreter des Assesorats für Umwelt und Energie der Provinz Bozen
Patrick Kofler – Vorsitzender der OEW
Andreas Riedl – Dachverband für Natur- und Umweltschutz
Piero Pelleschi – Vertreter der italienischen ONG „COSPE“ aus Florenz
Mitglieder von Operation Daywork

Referendum

Sei un codardo? Un qualunquista? Una mezzacartuccia?

nooo????

E mettila allora questa croce !!!!

(E già che ci sei dillo anche ai tuoi amici!)

 

25 ottobre 2009 REFERENDUM

contro l'aeroporto e per la tua democrazia diretta !

vota SI'

logo_flug_def_rgb

http://www.referendumbz2009.it/

ddlogo_tondo

http://www.referendumdemocraziadiretta.it/

 

 

 

 

 

 

Verso una democrazia migliore

Si parte con la campagna di informazione per il referendum sulla democrazia diretta che si terrà in ottobre 2009!

SABATO 9 MAGGIO in tutta la provincia di Bolzano verranno attivate varie iniziative: staffette in bicicletta, incontri, gazebo informativi, ecc.

A Bolzano in 5 piazze della città troverete i gazebo della democrazia diretta, inoltre faremo un giro in bicicletta attraverso la città, toccando tutte e 5 le piazze. Per chi desideri partecipare alla "biciclettata" , il raduno è alle 10,30 in piazza della mostra.

Per info: 0471 324987 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Demokratie braucht Zeit - deshalb starten wir jetzt schon mit der Informationskampagne zur ersten landesweiten Volksabstimmung am 25. Oktober 2009, in der die Bürgerinnen und Bürger nun selbst über eine bessere Regelung der Direkten Demokratie entscheiden können.

Am Samstag, den 9. Mai werden im ganzen Land Initiativen und Aktionen starten unter dem Leitspruch "Auf dem Weg zu mehr Demokratie - sich bewegen für mehr Demokratie - Demokratie bewegen": Radstaffetten, Infotische, Demokratietreffs ...

In Bozen werden an 5 Plätzen Informationsstände zur Direkten Demokratie eingerichtet, die wir mit einer Radrundfahrt durch die Stadt besuchen werden. Wer mit dabei sein will, ist eingeladen sich um 10.30 Uhr am Musterplatz einzufinden.

für weitere Informationen: 0471 324987 oder info@dirde​mdi.org

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La decisione ai cittadini!

logo.jpgMercoledì 4 giugno è stata presentata con una conferenza stampa l’iniziativa di numerose associazioni cittadine per  la revisione dello Statuto comunale di Bolzano.

 Promotore della proposta è  Iniziativa per più democrazia, l’instancabile comitato per la democrazia diretta, ma sono molte le associazioni che hanno aderito, noi per primi, ma non solo:

il VKE, Il Centro Tutela Consumatori utenti,  il Comitato Il nostro Virgolo, il Gruppo Ambientalista-Umweltgruppe, il WWF, l’Asus, il Filmclub, alcuni sindacati e altre associazioni ancora.

Insomma una rappresentanza varia ed estesa dell’attivismo cittadino nelle sue molteplici sfaccettature. E non è un caso.

Infatti,  se prendiamo ad esempio la nostra  personale esperienza, mai come ora che  siamo impegnati nel tutelare l’ambiente  che ci circonda, abbiamo preso coscienza dell’importanza di poter affermare la volontà popolare,  da una parte, e delle limitate possibilità per poterlo fare, dall’altra.

Oggi come oggi,  lo strumento di partecipazione popolare alle decisioni per la città, oltre alle elezioni di rappresentati politici, è il referendum così come previsto dallo statuto, con una serie di ostacoli – le tante firme autenticate da raccogliere per richiederlo, la decisione di ammissibilità della commissione nominata “politicamente”, il quorum di partecipazione decisamente troppo alto, l’esclusione dai temi ammissibili di alcuni importanti argomenti come l’urbanistica- .

Quello che succede più di frequente è che a certe decisioni politiche/amministrative non condivise da parte della popolazione, si risponda con raccolte di firme e sottoscrizioni. Però, nel migliore dei casi, queste petizioni, sono un suggerimento per l’amministrazione pubblica o per il politico di turno, ma non hanno la reale possibilità di diventare “legge”.

 

Un esempio per tutti può essere l’attuale situazione del Virgolo,  dove per attuare qualsiasi progetto di edificazione è necessaria una variazione della destinazione d’uso.  Bene. Se, per valutazioni che ci sfuggono, l’amministrazione pubblica facesse queste variazioni, dando il via libera alla cementificazione di un pezzo verde della città, in base alle proposte per il nuovo statuto la cittadinanza non potrebbe nemmeno chiedere un referendum per cancellare questo provvedimento, perché TUTTI GLI ATTI URBANISTICI  SONO ESCLUSI dagli argomenti ammissibili a referendum abrogativo.

 

L’iniziativa, dal nome “Cittadini di Bolzano per il nuovo Statuto”, ha presentato un appello al Comune con 7 punti che riassumono le indicazioni fondamentali per una maggiore partecipazione cittadina:

  1. eliminazione o abbassamento del quorum di partecipazione: decide chi va a votare, chi se ne sta a casa o va al mare delega implicitamente la decisione agli altri;
  2. informazione oggettiva sugli argomenti del referendum: la popolazione deve essere informata in maniera adeguata e non di parte da chi ha i mezzi per  raggiungere tutti i cittadini;
  3. numero contenuto di firme da raccogliere e possibilità di nominare il normale cittadino come autenticatore: cioè maggiore facilità nell’utilizzo del referendum;
  4. lasciare la scelta ai cittadini anche nel caso che l’ente pubblico cambi qualcosa dell’argomento del referendum: seguendo l’esempio del Virgolo, se l’amministrazione pubblica con una delibera cambiasse la destinazione dell’area verde e  la popolazione –potendo-richiedesse un referendum su questa decisione, l’ente pubblico potrebbe annullare il referendum semplicemente modificando –anche se di pochissimo-  la sua stessa delibera;
  5. referendum confermativo anche per lo statuto stesso: come per le modifiche alla costituzione italiana, anche per lo statuto comunale e per le delibere di giunta/consiglio su argomenti strategici,  la cittadinanza deve poter esprimere la propria approvazione o il proprio rifiuto;
  6. le nomine per la commissione giudicatrice: l’ammissibilità di un referendum è decisa da un gruppo di persone: un magistrato nominato dal tribunale, una persona nominata dalla Provincia e tre persone nominate dal Consiglio Comunale. Le nomine del consiglio devono rappresentare anche l’opposizione  e non solo le posizioni della maggioranza al governo.
  7.  referendum abrogativi in materia di urbanistica: come detto tra gli argomenti esclusi a referendum abrogativo sono presenti tutti gli atti relativi all’urbanistica, che influenza direttamente la qualità della vita dei cittadini, quindi è legittimo che i cittadini abbiano un ruolo determinante in queste decisioni.

 

All’appello presentato in comune si affianca una campagna di informazione e coinvolgimento della cittadinanza, tramite i due siti web, il nostro e quello di Iniziativa per più democrazia 

 

Abbiamo pubblicato 4 cartoline virtuali che trovate in cima alla pagina e che sintetizzano le proposte dell’appello. Queste cartoline possono essere inviate all’indirizzo mail che il comune ha attivato  per ricevere suggerimenti dalla popolazione: basta cliccare sulla immagine e avrete la mail pronta da spedire, a cui aggiungere suggerimenti personali o semplicemente allegando l'immagine stessa delle cartoline. E' una operazione che impiega pochi minuti ma vale la pena di spenderli per questa causa.

Nonostante i tempi siano brevissimi - entro giugno l’approvazione dello statuto dovrebbe passare in consiglio comunale- possiamo utilizzare i pochi strumenti che abbiamo a disposizione per far sentire forte la nostra voce, ora e in futuro.

C’è ancora il tempo di un semplice click per far conoscere la voglia di decidere dei cittadini.

 

Paola Dispoto

Ambiente e Salute

Il popolo della democrazia diretta

L’appuntamento alle due di sabato pomeriggio vicino ponte Loreto, si va al Virgolo dalla vecchia strada che costeggia la cremagliera. Qualcuno sceglie la strada asfaltata, qualche temerario sale in bici, altri arrivano in macchina. Una volta arrivati ci si accomoda al fresco dei noci e dei castagni a chiacchierare sorseggiando radler, sambuco, birra. Volti sorridenti e distesi, qualche brindisi.

E’ il popolo della democrazia diretta che si è ritrovato al Virgolo, con quella leggerezza che viene dopo una lunga fatica durata tre mesi,.

Mesi in cui, anche  a Bolzano, quasi ogni giorno, sono stati organizzati banchetti per informare e raccogliere le firme necessarie, minimo 13.000, per presentare due proposte di referendum, una sulla democrazia diretta, per dare alla popolazione maggiore opportunità di intervenire sulle politiche territoriali e ambientali, l’altra sui finanziamenti all’aeroporto, per impedirne l’allungamento.

Adesso sappiamo che le fatiche sono state premiate: per la democrazia diretta sono state raccolte 25.810 firme, per la questione aeroporto 28.214, ben oltre ogni aspettativa.

E’ questo risultato che si festeggia. Sono presenti molte delle 40 associazioni che hanno sostenuto la raccolta di firme in tutta la provincia. Ovviamente sono presenti i promotori di “Iniziativa per più democrazia” tra cui Stephan Lausch e Thomas Benedikter. Di Stephan Lausch ricordiamo l’intervento durante lo spettacolo di Beppe Grillo, quando il comico genovese, entusiasta dell’iniziativa referendaria promossa in Alto Adige, lo invitò a fare il suo “Messaggio al mondo”, registrato e mandato in diretta sulla rete internet tramite YouTube. Ad oggi quel video è stato visto da oltre 12.600 persone in tutta Italia.

C’è Martin Hört dell’ Umweltgruppe di Bolzano che chiacchiera con Claudio Vedovelli di Ambiente e Salute, ricordando le fatiche della raccolta. Le lunghe ore passate al tavolino cercando di informare i passanti e convincerli a firmare, addirittura otto ore di fila per poco più di 70 firme.

Arriva anche Simonetta Stringari, la portavoce di Rete Lilliput oltre che collaboratrice dell’organizzazione promotrice, anche lei un’assidua dei tavolini. Reduce da un incontro nazionale a Roma, racconta come l’esperienza dell’Alto Adige sulla democrazia diretta abbia entusiasmato a tal punto il mondo dei movimenti a livello nazionale da decidere di indire un convegno sull’argomento a breve.

Sul tardi arriva, in bici, il temerario Thomas Brachetti, anche lui dell’Umweltgruppe di Bolzano, altra colonna portante della raccolta di firme. A lui si deve il lavoro meticoloso di pianificazione e organizzazione dei banchetti, oltre che l’onnipresenza nelle piazze.

E poi è c’è Roman Zanon, il presidente del Dachverband für Natur und Umweltschutz - la federazione delle associazioni ambientaliste altoatesine-, Claudio Campedelli di NO Tav /Kein BBT, e tanti altri sostenitori di Bolzano e provincia.

Si ragiona sui risultati. A Bolzano, ad esempio,  nonostante il grande impegno quotidiano dei sostenitori, le firme raccolte sono  circa il 5 % sul totale, a fronte di una numerosità della cittadinanza che non ha eguali in provincia. Sul perché di questa stentata partecipazione le opinioni sono diverse. Chi sostiene che all’origine  ci sia la complessità dell’argomento, chi dice che è la mancanza di un senso di responsabilità diretta verso il proprio territorio, altri ancora ritengono che siano necessari  tempi lunghi di maturazione delle idee.

Ce n’è abbastanza per continuare a discutere e confrontarsi per i prossimi mesi, mentre ci si prepara con rinnovato entusiasmo ai referendum che, ormai è sicuro, si terranno nel 2009, appena conclusa la prossima tornata elettorale delle Provinciali.

Il pomeriggio volge al termine, un po’ alla volta si susseguono i saluti, gli abbracci, e a gruppetti si riprende la strada del ritorno. Per alcuni il riposo durerà l’arco di un pomeriggio. Domenica mattina si parte per la gita-presidio sui luoghi degli scavi per il tunnel del Brennero. Perchè in attesa di affinare gli strumenti della democrazia diretta bisogna tenere sempre alta la guardia.

Paola Dispoto

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