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INIZIATIVE CIVICHE

Festa di chiusura della campagna referendaria

2 SI PER L'ACQUA BENE COMUNE

La manifestazione del 26 marzo 2011 (partenza corteo ore 14 - Piazza della Repubblica, ore 17 concerto in Piazza San Giovanni) è stata promossa dal Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune per sostenere il Sì ai referendum per la ripubblicizzazione dei servizi idrici, il Sì per fermare il nucleare e per la difesa dei beni comuni, dei diritti e della democrazia. Sin dall’inizio, la manifestazione si è caratterizzata per essere luogo aperto e partecipato per coloro che si ritrovano in questi temi, per un’altra idea di modello produttivo e sociale, basato sulla possibilità di decidere da parte delle comunità locali. In tutte queste istanze è implicito l'impegno per la pace e contro ogni intervento militare come risoluzione delle controversie tra popoli e stati. È quindi benvenuta e naturale la partecipazione delle donne e degli uomini che si fanno portatori di valori legati alla vita, ai diritti e alla pace.

È tuttavia improprio far passare la manifestazione del 26 di marzo come una manifestazione unicamente e strettamente legata agli ultimi accadimenti in Libia.

La manifestazione del 26 marzo rimane quella che parte dalla battaglia per affermare l’acqua bene comune e per vincere i referendum. Un percorso in connessione con gli altri beni comuni, con i diritti, con la democrazia, con la pace. Per questo sarà una grande festa delle donne e degli uomini che vogliono tornare a decidere su temi che riguardano tutte e tutti.

Chi volesse partecipare può prenotare il viaggio in pullman scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Un euro per salvare le passeggiate

cIl Comitato " Salviamo le passeggiate del Talvera- Gegen die Tiefgaragen unter der Wassermauerpromenade" torna alla carica!

Tutti i venerdì pomeriggio saremo nuovamente davanti ai ponti del Museion, questa volta ai 3000 cittadini firmatari della petizione e a chiunque voglia contribuire a fermare lo scempio delle passeggiate, chiediamo di rinunciare ad un caffè!

Da adesso raccogliamo fondi per un ricorso a vie legali.

Nonostante il parere contrario della commissione mobilità, le 3200 firme di cittadini e i molteplici rischi che il progetto comporta, il sindaco Spagnolli non retrocede ma anzi rilancia. Il parcheggio s'ha da fare!

Da  una lettera  di Natale firmata da Ferrari e Grata (per la pubblicazione della quale abbiamo ottenuto la liberatoria dal destinatario, ndr), rispettivamente presidente della cooperativa Parkfiume e della Confcoop, si comunica ai soci " i numerosi contatti a più riprese con la commissione preposta alla Tutela degli insiemi"  fino ad ottenere che  l' interpretazione sul vincolo riguardi solo l'alveo (che invece è di pertinenza provinciale) e non le passeggiate.

Trionfanti dichiarano che "non ci sono più ostacoli di natura tecnica o infrastrutturale".

Bene, la macchina approvativa è ben oliata e Bolzano deve rinunciare alla sua bellissima passeggiata?

I cittadini del quartiere devono  rassegnarsi all' aumento di traffico e della pericolosità di due piccole stradelle come via Gorizia e via Fiume, magari in cambio di una ciclabile in via Fiume e qualche posto macchina sulla strada in meno, per indorare la pillola?

I frontisti delle passeggiate rassegnarsi a 2 anni di scavi e di danni alle case?

I bambini e gli anziani dovranno rinunciare ad un tratto di passeggiata tra i più belli e storici di Bolzano che diventerà una desolata superficie di garages interrati come mostra il vicino ParkDruso, arido, incolto parcheggio?

100 privati cittadini  iscritti alla Confcoop contano più degli altri?

Il comitato da otto mesi fa informazione, raccoglie firme, spiega i rischi idrogeologici di una costruzione a ridosso di un argine storico, difende un patrimonio di tutta la città quale è il parco delle rive del Talvera.
Ci pare di comprendere invece che un atteggiamento pacato, alla ricerca di un confronto democratico, non abbia fin' ora prodotto alcun effetto o reazione da parte della maggioranza che governa la città.

Sindaco e giunta (perché chi tace acconsente!) paiono essere più sensibili alle esternazioni del progettista, che non lesina aperte minacce di ritorsioni economiche, oppure alle amichevoli pressioni del presidente della cooperativa.

In seguito alle lettere inviate agli iscritti da parte del "ParkFiume" e dalle Confcooperative, lettere nelle quali si rassicurano i soci con pareri di parte, per garantire loro il positivo proseguimento del progetto, noi del Comitato abbiamo chiesto ed ottenuto autorevoli pareri ed interpretazioni di articoli e norme in materia di demanio idrico e tutela degli insiemi per dimostrare che l'opera è in netto contrasto con le leggi vigenti.

Inoltre, dal punto di vista tecnico, continuiamo a sostenere e dimostrare l'inadeguata scelta del posto che è costituito da un argine artificiale che risulta per di più stretto e che ha indotto i progettisti ad alterare quote, distanze e spazi per inserite i garages.

Dalla lettera ai soci della Confcoop si capisce che sono altri i metodi e le procedure per ottenere soddisfazioni. Adesso basta.

 

Per il comitato 

Francesco Ingannamorte  

M. Teresa Fortini             

Natalina Fioretto

Edes Massaro

Enzo Dionisio

 

Cip6 o ci fai?

Cosa sono i Cip6? Non sono molti quelli che sanno rispondere. Soprattutto da quando dal 2007 la bolletta dell'energia  non riporta più i dettagli di tutte le voci, a prescindere dal gestore.

I Cip6 sono una parte, circa il 7%,  di quello che tutti noi con un qualsiasi contratto di utenza elettrica paghiamo in bolletta e che dovrebbe servire a finanziare le energie rinnovabili ma che invece viene utilizzato per sovvenzionare inceneritori e similia.

All'inizio degli anni '90 l'italia attraversava un perido di crisi energetica, così vennero introdotti questi contributi, i Cip6/92 appunto, per incentivare le energie alternative.

Da dove arrivavano i soldi per questi contributi? Dalle nostre bollette! Infatti fu applicato un aumento di circa il 7% sui nostri consumi da destinare a questi contributi.

E chi poteva usufruirne? Teoricamente i gestori di impianti di produzione di energie rinnovabili (eolico, solare, ecc.), ma in realtà la maggior parte è finita nelle tasche di chi ha costruito inceneritori e raffinerie di petrolio. Come questo sia potuto accadere è quasi inspiegabile, tanto che anni dopo l'Unione Europea ha aperto un procedimento di infrazione nei confronti dell'Italia (per i dettagli della storia dei Cip6 si veda questo documento).

Un dato di fatto è che per anni, e in parte ancora oggi, i nostri contributi hanno contribuito ingannevolmente a sovvenzionare inceneritori e altri impianti altamente inquinanti. Altro che energie rinnovabili!

Ma adesso ognuno di noi ha la possibilità di dire basta e chiedere il rimborso di quanto ci è stato sottratto negli anni. Come?

Semplice, basta sottoscrivere la vertenza che è già stata approntata dall'associazione Diritto al Futuro. Questo è quanto scrivono:

"Ogni utente, intestatario di una bolletta di energia elettrica, potrà sporgere denuncia con l’aiuto e l’assistenza della nostra Associazione. Verrà rappresentato davanti al giudice della sua città, il quale non potrà che applicare la legge prevalente, ovvero quella comunitaria, e disporre il rimborso di quella parte di bolletta elettrica che è servita per incentivare illegalmente gli impianti di incenerimento.
L’azione potrà assumere una certa rilevanza se le persone che si appellano alla giustizia saranno molte migliaia"

"Dobbiamo farci sentire, e soprattutto dobbiamo credere nell’importanza del senso politico che questa azione cerca di esprimere:la necessità di porre un freno alla volontà di trasgredire ogni regola per favorire affari privati contro l’interesse dei cittadini."

"Intendiamo muoverci in modo autonomo, fuori da ogni condizionamento ideologico o partitico, con l’obiettivo di far rispettare un diritto acquisito che altrimenti sarebbe ignorato."

Noi di Ambiente e Salute, abbiamo deciso di fare la nostra parte impegnandoci a raccogliere le adesioni di tutti coloro che decideranno di chiedere questo rimborso.

Chi può partecipare alla vertenza? Tutti i titolari di una utenza elettriche.

Cosa devi fare per parteciapre alla vertenza?

  1. Devi procurarti una copia della tua bolletta elettrica
  2. Devi fare una copia del tuo documento di identità
  3. Devi leggere attentamente e firmare l'adesione alla vertenza, versando una quota associativa di 10,00 € per diventare socio di Diritto al futuro e poter essere rappresentato e tutelato dai legali da esso incaricati
  4. Devi firmare il mandato a rappresentarti, conferito ai legali incaricati dal'associazione Diritto al futuro

Questi documenti firmati, le fotocopie dei tuoi documenti e la quota associativa andranno consegnati a noi, che a nostra volta li invieremo all'associazione Diritto al futuro, lasciandoti copia dell'adesione controfirmata da un nostro delegato dell'associazione Diritto al futuro a titolo di quietanza per il versamento dei 10€.

Da quel momento non dovrai preoccuparti di nulla e sarai avvisato via mail riguardo ogni evoluzione della vertenza.

Nel caso la vertenza andasse a buon fine l'associazione Diritto al futuro tratterrà il 20% della quota rimborsata sulle tue bollette per fini istituzionali (così come specificato nel contratto) e il rimborso delle spese legali per pagare gli avvocati, se invece la vertenza non dovesse andare a buon fine tu non dovrai pagare nulla, perchè l'associazione si sobbarcherà tutte le spese legali.

Per chi desiderasse maggiori informazioni, è possibile visitare il sito dell'associazione Diritto al futuro o scirvere Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Per chi invece desidera aderire alla vertenza, consigliamo di stampare e compilare i moduli linkati in questa pagina, consegnando poi il tutto al nostro delegato ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. che si incaricherà di inviare tutta la documentazione raccolta.

 

Il valore di questa azione va molto al di là del semplice rimborso economico. Rappresenta piuttosto un passo fondamentale verso l'eliminazione di contributi a impianti nocivi e dispendiosi, piuttosto che a fonti rinnovabili di energia molto meno impattanti per l'ambiente e non dannose per la nostra salute.

Paola Dispoto

 

 

 

 

 

Referendum per l'acqua: si parte!

Come era stato annunciato dalla lettera di Padre Alex Zanottelli, parte la raccolta di firme a livello nazionale per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua.

I motivi che si possono elencare contro il provvedimento che impone la privatizzazione dell'acqua sono numerosi e tutti validi, ma basterebbe soltanto verificare come questa privatizzazione è stata gestita lì dove è stata già applicata da alcuni anni.

Non dobbiamo illuderci, come potete leggere di seguito nella nostra provincia, soprattutto nei comuni più grandi, il rischio che si debba applicare entro il 2011 la legge nazionale che prevede la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali è molto concreto. Quindi privatizzazione dell'acqua , ma non solo, anche della raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani, ecc.

Sulla scorta dell'azione nazionale anche nella Provincia di Bolzano si è costituito un Comitato referendario Acqua bene Comune - Provincia di Bolzano, che aprirà la raccolta firme il giorno 24 aprile dalle 9 alle 13 in piazza Municipio a Bolzano. Seguiranno numerosi altri banchetti  e punti di raccolta per le firme in tutta la provincia.

Non possiamo nasconderci che la soglia di quorum per il referendum a livello nazionale è decisamente alta, il 50%. Ma questo non ci scoraggia e sicuramente non invalida quelle che sono le motivazioni contrarie alla privatizzazione dell'acqua.

Ambiente e Salute sostiene questa iniziativa referendaria e invita tutti a firmare per il referendum. Vi terremo informati su dove  e quando sarà possibile depositare la propria firma.

Molto volentieri intanto pubblichiamo l'appello lanciato dal Comitato referendario Acqua bene Comune - Provincia di Bolzano.

Paola Dispoto


 

Appello alle associazioni, ai cittadini e cittadine (folgt in deutscher Sprache)


Si sta costituendo il Comitato referendario Acqua bene Comune - Provincia di Bolzano.
Come nelle altre Regioni italiane il comitato avrà il compito di informare i cittadini sul concreto rischio di privatizzazione della gestione dell'acqua potabile, causato dall'ultimo decreto legislativo del Governo (l'art. 23 bis L. 133/08 così come modificato dall'art. 15 L. 166/09, detto decreto Ronchi), che è stato approvato arrogantemente con la fiducia sottraendosi a qualsiasi discussione parlamentare. Purtroppo il Governo ha voluto intrecciare la normativa sulla gestione dei servizi pubblici essenziali (energia, acqua, nettezza urbana, ecc.) con il rispetto delle leggi Europee alla libera concorrenza. Tale forzatura politica mette a rischio anche la nostra Autonomia Provinciale, che si era dotata di una buona legge sulla gestione dei servizi pubblici essenziali. Anche se necessarie, a poco serviranno le integrazioni agli statuti comunali che ridefiniscono l'acqua come bene non a rilevanza economica (come fatto a Merano). Inoltre, quasi tutte le forze politiche in Alto Adige hanno affermato di essere contrarie alla imposizione forzata di privatizzare il servizio di gestione dell'acqua potabile, ma questo non garantisce il diritto all'acqua pubblica dei cittadini italiani e sudtirolesi. La nuova normativa obbliga le aziende pubbliche che gestiscono l'acqua potabile in Sudtirolo entro il 31 dicembre 2011 alla vendita forzata del 40% del capitale. Non possiamo concedere agli interessi privati di pochi nemmeno uno spiraglio legislativo, che ci possa privare del diritto all'acqua pubblica. Per questo il Forum Italiano dei Movimento per l'acqua (www.acquabenecomune.org) ha promosso la campagna referendaria con tre quesiti abrogativi. Tre mesi di raccolta firme con inizio il 24 aprile 2010. Obbiettivo minimo: 500.000 firme.

Anche noi in Alto Adige dobbiamo fare la nostra parte!

Vi chiediamo:
*    Aderire ufficialmente come ente/associazione/sindacato/partito alla campagna referendaria
*    Motivare i propri iscritti a contribuire nelle azioni di raccolta firme
*    Se tra i propri iscritti ci sono pubblici ufficiali invitarli a presenziare i tavoli
*    Inviare ai propri iscritti l'invito di andare a firmare nel proprio comune di appartenenza
*    Di informarci sulle vostre iniziative e feste in cui prevedere la raccolta firme
*    Attenzione alle feste del 25 aprile e del 1° maggio!

Vi offriamo
*    Invio e ritiro dei moduli referendari a tutti i comuni del Sudtirolo
*    Moduli di raccolta firme ufficiali della campagna referendaria nazionale nella sede del Dachverband (Piazza del Grano 10, Bolzano).
*    Materiale informativo bilingue per i banchetti (almeno in formato elettronico).
*    Coordinamento pubblici ufficiali (Dachverband area Bolzano)

Prossimi appuntamenti:

Sabato 24 aprile alle ore 9-13 in piazza Municipio a Bolzano, primo banchetto referendario con mobilitazione popolare e conferenza stampa.
È in definizione un incontro con l'Assessore Laimer per ottenere una adesione da parte del Consiglio Provinciale alla campagna referendaria.



Appell an alle Vereine und BürgerInnen


Es bildet sich gerade das Referendumskomitee Wasser öffentliches Gut - Provinz Bozen
Auch in Südtirol hat dieses Komitee die Aufgabe die BürgerInnen über die gefährlichen und arroganten Liberalisierungsmaßnahmen der Trinkwasserversorgung (l'art. 23 bis L. 133/08 modificato dall'art. 15 L. 166/09 - sog. decreto Ronchi) der Regierung zu informieren, die mit völliger Unterbindung einer parlamentarischen Diskussion nach Vertrauensfrage durchgeboxt wurden.
Leider hat die italienische Regierung die Gesetzgebung bezüglich der essentiellen Dienstleistungen der Daseinsvorsoge (Wasser, Energie, Müllversorgung, usw.) mit den Ausführungsbestimmungen der EU-Verpflichtung bei marktrelevanten öffentlichen  Dienstleistungen verbunden.  Diese politische Forcierung bringt unsere Autonomie in Gefahr, auch wenn die Landesregierung ein sehr gutes Gesetz zur Regelung der Daseinsvorsorge anwendet. Die Integration und Veränderung der Gemeindestatuten, die versuchen Wasser als nicht marktrelevantes Gut auszuklammern (Gemeinde Meran), sind zwar notwendig, aber reichen nicht aus die Liberalisierungsmaßnahmen zu stoppen. Fast alle Parteien haben sich negativ zur Liberalisierung der Wasserversorgung ausgesprochen, aber dies schützt die BürgerInnen nicht davor, dass sog. In house  Betriebe vollständig öffentlichen Gesellschaften die von den Gemeinden bestimmt werden, bis zum Datum 31 Dezember 2011 aufgehoben oder 40 % der Kapitalaktien verkauft werden müssen. Wir können es uns nicht leisten, dass private Interessen einiger Wenigen uns um das Recht auf Wasser berauben. Deshalb hat das Forum Italiano dei Movimento per l'acqua (www.acquabenecomune.org) drei abrogative Referendumsfragen einberufen. Die Unterschriftenaktion zur Unterstützung der Referenden beginnt am 24 April 2010. Mindestziel: 500.000 Unterschriften in ganz Italien.
Auch wir Südtrioler müssen unseren Beitrag geben!
Wir brauchen von Euch:
*    Offizielle Adhäsion Eurer Vereinigung/Partei/Gewerkschaft zurVerwirklichung der Referenden
*    Eure Mitglieder zu motivieren bei der Unterschriftensammlungmitzuarbeiten
*    Falls zu Eurer Organisation Amtspersonen zählen, diese auffordernbei den "Standln" mitzuhelfen.
*    Eure Mittglieder schriftlich aufzufordern bei der eigenen Gemeindedie Referenden zu unterschreiben.
*    Uns über Eure Initiativen und Feste zu informieren (25ter April und1ter Mai!)

Was bieten wir Euch:
*    Versand der Bogen zur Unterschriftensammlung an alle südtirolerGemeinden
*    Zweisprachiges Infomaterial und Bogen zur Unterschriftensammlung imSitz des Dachverbands.
*    Koordination der Amtspersonen (Dachverband Raum Bozen)Nächsten Schritte:

Samstag 24ter April von 9-13 Uhr am Rathausplatz in Bozen - Kundgebung mit Pressekonferenz und erstes Standl zur Unterschriftensammlung.

Wir versuchen gerade ein Treffen mit Assessor Laimer zu erhalten, um eine offizielle Unterstützung der Referenden seitens der Landesregierung zu erhalten.

Stopglyphosate

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Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio