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«Inceneritore da monitorare»

08-05-06, pag. 7, Cronaca

«E come ad Oltrisarco va fatta anche un'indagine sanitaria»

«La ricerca dell'Appa impone serie verifiche ad ampio raggio»

BOLZANO. Il dibattito sul futuro nuovo inceneritore è sempre rovente fra chi è radicalmente contrario, chi l'ha approvato ed oggi dissente, chi l'ha approvato sostenendo la necessità di garantire comunque i massimi standard di sicurezza ambientale e sanitaria.

Fra questi ultimi anche il capogruppo dei Ds in Comune, Guido Margheri, che torna a sollecitare «quanto già avanzato in sede di Commissione ambiente e traffico ma anche al sindaco, ovvero la necessità di prevedere un sistematico monitoraggio dell'inceneritore e delle sue emissioni non limitandosi al solo stabilimento, ma allargando l'attenzione a tutta l'area circostante in considerazione dei venti e delle recenti rilevazioni in tal senso pubblicate dalla stessa Agenzia provinciale all'ambiente».  «E dovranno essere controlli - prosegue l'esponente Ds - effettuati da un soggetto terzo - escludendo quindi sia il laboratorio dell'Ecocenter che le analisi della stessa Appa, per affidarsi ad un soggetto terzo quale nel recente passato è stata l'Università di Trento e che oggi potrebbe benissimo essere un altro ateneo altrettanto qualificato».  «Si tratta di mettere in calendario rilevazioni con modelli analoghi a quelli dei ricercatori trentini, in modo da poterli confrontare in termini omogenei - continua il consigliere Mragheri - tali tuttavia da consentire di avere sotto controllo periodico e sistematico tutta l'area circostanze l'impianto. Non ci si può limitare del resto al solo dato puntuale delle emissioni alla fonte, ma si deve tenere sotto controllo, come hanno ben evidenziato i tecnici dell'Appa, anche tutta l'area circostante potenzialmente interessata alle ricadute di residui della combustione».  Ma Margheri non si limita a questa sollecitazione e rilancia anche su un altro fronte, forte della sperimentazione positiva messa già in pratica negli ultimi anni, anche se non senza difficoltà, nel quartiere di Oltrisarco martoriato dalle polveri sottili.  «Si tratta di prevedere - sostiene infatti - anche l'organizzazione di un'indagine sanitaria ed epidemiologica che fotografi lo stato di salute delle popolazioni dei quartieri più esposti, ma che, anche in questo caso, non si limiti ad un solo episodico "scatto", ma attivi sistemi scientifici di rilevamento che si protraggano nel tempo e in grado quindi di segnalare anche i più piccoli segnali di allarme, qualora malauguratamente dovessero insorgerne».  Insomma una politica di controllo e prevenzione che rivolga tutta la sua attenzione alla salute dei cittadini e alla qualità ambientale mettendo sotto osservazione l'intero territorio. (o.d.)

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