Visita al Centro riciclo Vedelago

Creato Lunedì, 14 Gennaio 2008 14:22
http://www.centroriciclo.com/
Venerdì 11 gennaio 2008 

 torri_di_plasticaUn grande piazzale di torri quadrate fatte di bottiglie di plastica colorata, scarti di legno, lattine e vetro. Profumo di detersivo per i panni.

Due camion con targa olandese sostano nel piazzale. La sig. Poli, imprenditrice, ci racconta che da quando la sua nonna le ha trasmesso la buona pratica di “non buttar via niente” si è interessata al recupero delle materie dai rifiuti: “Qui si fanno materie prime!  Vedete quei camion, vengono dall’ Olanda, caricano la plastica divisa per colore: plastica bianca, verde e azzurrata, di prima qualità."dice orgogliosa la sig. Carla, "abbiamo una grande richiesta che non riusciamo a soddisfare tutta."

Entriamo nei reparti di lavorazione.In questo centro di riciclo sono impiegate 64 persone, la proprietaria e il figlio ingegnere che ha ideato le apparecchiature di selezione e vagliatura,  8 impiegati nell’ amministrazione e il resto sono operai, addetti alla selezione dei materiali. Con altrettanto orgoglio spiega la sig. Poli che quegli africani, quegli stranieri davanti ai nastri trasportatori e la loro accuratezza nel separare, fanno la qualità del prodotto. “Sono loro la risorsa principale dell’ azienda”.

Nei capannoni c’è rumore e movimento. I sacchi della differenziata vengono aperti, le pellicole di celofan da un parte e via sui nastri! Un’ elettrocalamita separa i barattoli di ferro e tutte le parti metalliche, un campo magnetico fa sì che le lattine di alluminio vengano”sparate “ via,  uomini ai lati dei rulli tolgono le parti ingombranti, dividono le bottiglie di plastica per colore, recuperano oggetti. Più sotto crescono le montagne di rifiuti divisi per tipologia. 

Piramidi di lattine, di vetro, di bottiglie ben selezionate, tutte uguali, hanno riacquistato dignità di materia, di valore, di merce. Una macchina impacchetta con fili di ferro questi materiali preziosi pronti allo stoccaggio e alla  vendita. Da tutta questa selezione rimane un ammasso di materiale non omogeneo: lo osserviamo con attenzione. Gli imballaggi di oggetti e alimenti che ci ricordano il quotidiano: lo si può descrivere con le scritte che si osservano affiorare: Parmalat, Rana, Buitoni,Barilla ecc  e poi contenitori vari, polistirolo, giocattoli, ciabatte ecc .

Un brutto aspetto in partenza, difforme, scolorito, accartocciato, apparentemente senza valore. Questa montagna di pattume viene lavorato in un capannone a parte, immesso in  un riscaldatore che a 130°C  deforma la plastica e la trasforma in un estruso di colore grigio. Degli orribili salsicciotti puzzolenti escono da una specie di trafilatoio che ricorda la macchina per fare la pasta. Verranno sminuzzati e trasformati in sottile graniglia: ghiaia sintetica. Verrà utilizzata nel settore della lavorazione delle materie plastiche per produrre panchine, sedie, tavoli o nel settore edile come miscela nel calcestruzzo e nel cemento o come sostituto della sabbia per fare mattoni. "E cosa avanza da qs ciclo signora Poli? " Il micidiale tetrapak e tutti i policomponenti, fatti di plastiche e cartone che, afferma l’imprenditrice, non devono essere più prodotti! Da domani compriamo il latte in bottiglia! 

Le domande fioccano! Bene così, perché l’interesse è tanto e il risultato è sotto gli occhi di tutti. I più “ tradizionalisti” e fans dell’incenerimento insistono che in questo processo manca una parte fondamentale: il rifiuto indifferenziato, insomma alla fine ci si chiede dove vanno a finire i “pannolini” e affini? La direttrice ci spiega che quella parte di rifiuto è lavorata da una ditta nelle vicinanze che produce CDR (Combustibile Da Rifiuto) che non vuole nessuno ed è pagato male. Per questo la Provincia di Treviso ha chiesto al Centro riciclo di sperimentare una filiera per produrre anche da quel rifiuto del granulato da riutilizzare a livello industriale.

Un sogno che si sta per realizzare, vista la sperimentazione  che ha portato ad un ottimo risultato. Così a breve sarà raggiunto l’obiettivo di annullare il rifiuto o meglio di riciclarne il 100%. Tutto questo però, rileva la sig. Poli, si raggiunge attraverso una raccolta differenziata porta a porta di tutte le frazioni. Una raccolta fatta bene, dove i cittadini sono i primi protagonisti della filiera.

Gli abitanti del trevigiano (ca 900.000 ab) sono continuamente informati e progetti d’educazione ambientale nelle scuole coinvolgono insegnanti e ragazzi in quest’opera di sensibilizzazione. I Trevigiani sanno che per merito loro sul territorio della provincia, grazie a questo tipo di gestione dei rifiuti, non sorgerà alcun inceneritore!

Alla domanda su chi sta dietro una politica dei rifiuti di questo tipo, Laura Poli risponde sorridendo e stringendosi nelle spalle: prima era assessore all’ambiente e per le sue scelte è stato premiato a presidente della provincia di Treviso. Di che partito: della Lega! Sorridiamo anche noi, pensando alla sindaca di Montebelluna che per la "sua" raccolta porta a porta e aver rinunciato alla costruzione di un inceneritore, è diventata famosa ed è stata eletta per la seconda volta. Di che partito: una lista civica vicina all’Ulivo. E’ proprio vero: il buono c’è dappertutto, bisogna saperlo scegliere!

Una riflessione però è necessaria comunque e sempre, anche osservando un esempio modello come questo: tanto di questo rifiuto non dovrebbe essere prodotto, quegli imballaggi, il cui valore è spesso maggiore del contenuto, sono uno schiaffo alla natura e al buon senso.

In questa gita-studio abbiamo visto il metodo di raccolta e la trasformazione delle frazioni da raccolta differenziata della provincia di Treviso, ci piacerebbe conoscere con altrettanta trasparenza le modalità di raccolta e il ciclo di lavorazione della differenziata ( ancora troppo poca) fatta in Alto Adige e a Bolzano in particolare.

Teresa Fortini

Foto:rifiuti_plastici ,inizio filiera ,selezione ,plastica_colorata, imballaggi, rifiuti_omogenei_, estruso_plastico,sabbia_sintetica;sedie_e_pellets

Pubblichiamo l’elenco dei partecipanti provenienti dal Trentino e dall’ Alto Adige, ringraziandoli della partecipazione.

Partecipanti Vedelago