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RACCOLTA DIFFERENZIATA

La politica non c’entra…

Il Consiglio Provinciale ha discusso ieri una mozione, presentata dai consiglieri Minniti e Sigismondi di An, che conteneva importanti osservazioni sulla gestione dei rifiuti in Alto Adige e proponeva un modello “rifiuti zero ”.

connet_waste.jpg Siamo contenti che per la prima volta in Consiglio Provinciale si siano sentite parole come “rifiuti zero”, “chi inquina paga”, riduzione degli imballaggi, degli scarti e dei rifiuti alla fonte.

Le risposte dell’ Assessore Laimer , quello che usa dire: “nella scelta dell’inceneritore la politica non c’entra”,  sono come al solito improntate alla massima sicurezza (arroganza?), al "noi non sbagliamo mai" ( impianto compostaggio da 70 miliardi regalato ai vietnamiti a parte), "noi lo abbiamo detto"," noi siamo i migliori". Belle massime.

Il fatto è che si dice che si vogliono ridurre i rifiuti, ma si decide di costruire un inceneritore da 130.000/ton/anno e poco si fa per coinvolgere, nella riduzione dei rifiuti, il mondo della produzione e il consumo.

Si sbandiera la differenziata, ma l’assessore Ladinser ha affermato che il 50% è il limite massimo. Perché? Perché in altre realtà si arriva in breve tempo al 70-80% ( recentemente in numerose località trentine )?

Ci si appropria del principio “ chi inquina paga”, ma si applica una raccolta differenziata che non distingue buoni e cattivi, anzi che non stimola ad alcun comportamento virtuoso.

Si dice che i cittadini producono poco rifiuti. Questo è vero. E questo è merito dei comportamenti dei cittadini, non certo dei Mercatini di Natale. Avere una popolazione che produce meno rifiuti rispetto ad altri paesi dovrebbe essere un ulteriore motivo per rinunciare all’inceneritore e percorrere altre strade.

Infine l’assessore afferma che l’inceneritore avrà emissioni bassissime ( e questo è già un passo avanti, rispetto a chi, tecnici Appa in particolare, lo descrive a emissioni zero) ; ma cosa significa bassissime, esiste un limite accettabile per la salute dei cittadini? Come incideranno queste emissioni su un territorio come Bolzano già pesantemente colpito da diverse fonti di inquinamento?

Vorremo ricordare all’assessore un altro principio fondamentale, ormai acquisito da tutte le principali organizzazioni mondiali della Sanità: il principio di precauzione.

"Il principio di precauzione richiede una completa esplorazione e un’attenta analisi di un vasto raggio di alternative. Fondato sulla migliore scienza disponibile il principio di precauzione richiede la selezione della alternativa che presenta la minore potenziale minaccia alla salute umana e ai sistemi naturali della città. La partecipazione pubblica e un aperto modo di prendere le decisioni rappresentano punti chiave nel ricercare e scegliere le alternative.

Dove esistono minacce di seri ed irreversibili danni alle popolazioni e alla natura, la mancanza di una completa certezza circa le cause e gli effetti non sarà ritenuta una sufficiente ragione per rinviare misure economicamente efficaci a prevenire il degrado ambientale e per proteggere la salute dei propri cittadini. Ogni lacuna nei dati scientifici venuta allo scoperto attraverso l’esame delle alternative costituirà la direzione per future ricerche ma non eviterà che vengano intraprese azioni protettive da parte della città. ..."

Ricordiamo infine ancora una volta al democratico assessore Laimer, che 14 associazioni, rappresentanti numerosi cittadini, hanno rivolto 4 mesi fa un appello per un ripensamento della politica dei rifiuti e che lo stesso, come tutti i suoi colleghi, si è ben guardato dal degnarsi di una ben che minima risposta.

E poi si fanno le campagne elettorali parlando di democrazia, partecipazione  e trasparenza delle istituzioni. Altrochè crisi della politica !

Claudio Vedovelli

La monnezza è di tutti

Bolzano, 10 gennaio 
gattoCaro Giovanni, come va la vita ?
Stavo meditando di scrivere qualcosa sulla situazione dei rifiuti a Napoli, diventata in questi giorni notizia da prima pagina. Come sempre accade quando qualcosa diventa notizia da "audience", perde completamente il senso interiore, diventa qualcos'altro, si fa una confusione incredibile, tale che fra 7 giorni tutti saranno  stufi di parlare dei problemi di Napoli, in attesa di qualche nuovo  atroce delitto o di qualche strage più o meno di Bin Laden, si  getteranno a capofitto sulle imminenti nozze fra Sarkozy e Carla  Bruni.
 Così il problema dei rifiuti di Napoli scomparirà dai giornali ma non dalla vita quotidiana dei suoi cittadini.
 Sono giorni che rifletto e una domanda che vorrei rivolgerti, come cittadino di Napoli, è : perchè proprio adesso? da quanto tempo Napoli e i suoi abitanti convivono con questo problema?
 Da giorni vorrei scrivere qualcosa, penso che molti a Bolzano si aspettino da noi di Ambiente e Salute una presa di
 posizione sui problemi dei rifiuti in Campania, noi  che in fondo siamo,  in questo momento, segnati a dito come i veri colpevoli di questa  situazione: quelli che dicono sempre di “no”!
Vorrei scrivere le cose più semplici di questo mondo: che la questione  non è inceneritore sì o inceneritore no, ma una mancanza completa di  un programma di gestione dei rifiuti, che 1,2,3 inceneritori saranno  null'altro che una cura di bellezza, un intervento di estetica ma non  risolveranno il problema; che in fondo la situazione di Napoli è anche  conseguenza di una mancata politica dei rifiuti del Nord, dove si consuma sempre di più e sempre più si producono rifiuti, a volte speciali, che magari finiscono al Sud. Che in fondo fra rifiuti del  nord che vanno al sud, rifiuti del sud che vanno al nord, rifiuti del  Nord che vanno ancora più a Nord, parte dei camion che circolano  sempre di più sulle nostre strade, sono  pieni di rifiuti in cerca di  alloggio ( senza pensare alle scorie nucleari, all' Africa ed altro).
 Vorrei scriver cose così, ma faccio fatica, perchè fondamentalmente  non sono convinto che il problema di fondo sia quello dei rifiuti, ma che i problemi siano altri: il problema del sud Italia, la camorra, il  problema di uno stato-assente o colluso, la delusione per un centro sinistra che non cambia nulla di importante e chi sa cos'altro che  ancora io non conosco.
E i cittadini di Napoli? Solo vittime o anche colpevoli? Certamente vittime.
 E quindi più che di scrivere di cose che non conosco e che mi vengono trasmesse da un informazione " taroccata" vorrei capire: che sta succedendo veramente a Napoli ed in Italia?
 Mi rivolgo a te, se ti viene voglia di scrivere  per il nostro sito due righe "di verità" su quanto sta accadendo e come lo stai vivendo.
Come vivi tu in questo momento l'atteggiamento del Nord, intento a  negare nei fatti quell' aiuto promesso a parole, con una vergognosa  fuga delle regioni italiane dalle proprie responsabilità e con  l'ennesima dimostrazione che l'Italia non è più una nazione, soprattutto nel campo della solidarietà.
 Bene Giovanni, volevo farti una domanda, ho scritto mezza pagina, spero non troppo noiosa.
 Tanti cari saluti.
 ciao
 claudio (Claudio Vedovelli- Ambiente e Salute)

Napoli, 14 gennaio
Sono contento di questa tua lettera, sono contento tutte le volte che qualcuno si fa delle domande e si dà delle risposte sensate.
In questo memento non ci riesco proprio a parlare di rifiuti e immondizia. Mi sono finora rifiutato di farlo, riproponendomi di tacere. Faccio questa piccola deroga. Mi ero imposto di tacere per l'insofferenza a vivere nell'ormai conclamato talk show Italia (oggi rom, domani immondizia...), rifiutandomi di fare la mia bella parte di pro o contro qualcosa. Si finisce per recitare un copione, quello che il direttore del giornale (o affine) ha deciso di farti recitare. 
Potresti essere chiunque, non importa chi tu sia, l'importante è che reciti la parte del pro o contro all'argomento che oggi va in onda.
La rappresentazione ha ormai mangiato, o meglio divorato, l'esistente. E questo  è il dato  più sconcertante, anche a Napoli. 
Il pulp, il noir, si sa vende e spopola in letteratura, al cinema, al teatro. Napoli sembra essere lo scenario ottimale per il genere letterario tanto di moda di questi  tempi.
La  situazione per lo più è davvero tragica (la leggevo nelle tue parole, e a riguardo penso che ormai si sappia tutto  o quasi. Quindi non mi sembra utile aggiungere altro di mio), e  la complicità ce l'hanno avuta tutti, dai cittadini agli industriali (del nord e del sud),  ai politici (di destra e di sinistra). Chi ha comandato (camorra, industria, politica) in questi anni, oltre ad essersi macchiato di generiche responsabilità, penso che  abbia commesso qualcosa di non molto lontano dal reato di crimine contro l'umanità. 
Purtroppo alla  tragicità della situazione,  si aggiunge un clima tossico.
E non mi riferisco  all'aria che si respira o al cibo  e all'acqua che qui si ingerisce (e che in una città diventata non molto dissimile da quella della 'Peste' di Camus, si ha sempre più paura ad ingerire).  Mi riferisco piuttosto al clima sociale e psicologico che oggi si vive in Campania. La mitomania di molti e lo sciacallaggio dei più, omuncoli (giornalisti, borsisti, tesisti, politici frustrati in cerca di gloria) che hanno contribuito a creare attorno al nostro presente un'atmosfera davvero mortifera.
Sembra che nessuno (politici, giornalisti, uomini comuni) oggi riesca a far niente se non a peggiorare la situazione che si è creata in questi anni. Sembra proprio che ci sia una paralisi nello schema della difesa/offesa, denuncia/giustificazione, in cui tutti sembrano essersi arroccati. Come uscire da tutto questo? Non lo so. Sicuramente di positivo c'è che oggi, per la prima volta in Italia, sembra che davvero ci  si inizi a preoccupare dei propri rifiuti. Anche in Campania. Troppo ottimista? Probabile.
Saluti a Bozen.
Un abbraccio
giovanni   (Giovanni Zoppoli-giornalista) 

 

Visita al Centro riciclo Vedelago

http://www.centroriciclo.com/
Venerdì 11 gennaio 2008 

 torri_di_plasticaUn grande piazzale di torri quadrate fatte di bottiglie di plastica colorata, scarti di legno, lattine e vetro. Profumo di detersivo per i panni.

Due camion con targa olandese sostano nel piazzale. La sig. Poli, imprenditrice, ci racconta che da quando la sua nonna le ha trasmesso la buona pratica di “non buttar via niente” si è interessata al recupero delle materie dai rifiuti: “Qui si fanno materie prime!  Vedete quei camion, vengono dall’ Olanda, caricano la plastica divisa per colore: plastica bianca, verde e azzurrata, di prima qualità."dice orgogliosa la sig. Carla, "abbiamo una grande richiesta che non riusciamo a soddisfare tutta."

Entriamo nei reparti di lavorazione.In questo centro di riciclo sono impiegate 64 persone, la proprietaria e il figlio ingegnere che ha ideato le apparecchiature di selezione e vagliatura,  8 impiegati nell’ amministrazione e il resto sono operai, addetti alla selezione dei materiali. Con altrettanto orgoglio spiega la sig. Poli che quegli africani, quegli stranieri davanti ai nastri trasportatori e la loro accuratezza nel separare, fanno la qualità del prodotto. “Sono loro la risorsa principale dell’ azienda”.

Nei capannoni c’è rumore e movimento. I sacchi della differenziata vengono aperti, le pellicole di celofan da un parte e via sui nastri! Un’ elettrocalamita separa i barattoli di ferro e tutte le parti metalliche, un campo magnetico fa sì che le lattine di alluminio vengano”sparate “ via,  uomini ai lati dei rulli tolgono le parti ingombranti, dividono le bottiglie di plastica per colore, recuperano oggetti. Più sotto crescono le montagne di rifiuti divisi per tipologia. 

Piramidi di lattine, di vetro, di bottiglie ben selezionate, tutte uguali, hanno riacquistato dignità di materia, di valore, di merce. Una macchina impacchetta con fili di ferro questi materiali preziosi pronti allo stoccaggio e alla  vendita. Da tutta questa selezione rimane un ammasso di materiale non omogeneo: lo osserviamo con attenzione. Gli imballaggi di oggetti e alimenti che ci ricordano il quotidiano: lo si può descrivere con le scritte che si osservano affiorare: Parmalat, Rana, Buitoni,Barilla ecc  e poi contenitori vari, polistirolo, giocattoli, ciabatte ecc .

Un brutto aspetto in partenza, difforme, scolorito, accartocciato, apparentemente senza valore. Questa montagna di pattume viene lavorato in un capannone a parte, immesso in  un riscaldatore che a 130°C  deforma la plastica e la trasforma in un estruso di colore grigio. Degli orribili salsicciotti puzzolenti escono da una specie di trafilatoio che ricorda la macchina per fare la pasta. Verranno sminuzzati e trasformati in sottile graniglia: ghiaia sintetica. Verrà utilizzata nel settore della lavorazione delle materie plastiche per produrre panchine, sedie, tavoli o nel settore edile come miscela nel calcestruzzo e nel cemento o come sostituto della sabbia per fare mattoni. "E cosa avanza da qs ciclo signora Poli? " Il micidiale tetrapak e tutti i policomponenti, fatti di plastiche e cartone che, afferma l’imprenditrice, non devono essere più prodotti! Da domani compriamo il latte in bottiglia! 

Le domande fioccano! Bene così, perché l’interesse è tanto e il risultato è sotto gli occhi di tutti. I più “ tradizionalisti” e fans dell’incenerimento insistono che in questo processo manca una parte fondamentale: il rifiuto indifferenziato, insomma alla fine ci si chiede dove vanno a finire i “pannolini” e affini? La direttrice ci spiega che quella parte di rifiuto è lavorata da una ditta nelle vicinanze che produce CDR (Combustibile Da Rifiuto) che non vuole nessuno ed è pagato male. Per questo la Provincia di Treviso ha chiesto al Centro riciclo di sperimentare una filiera per produrre anche da quel rifiuto del granulato da riutilizzare a livello industriale.

Un sogno che si sta per realizzare, vista la sperimentazione  che ha portato ad un ottimo risultato. Così a breve sarà raggiunto l’obiettivo di annullare il rifiuto o meglio di riciclarne il 100%. Tutto questo però, rileva la sig. Poli, si raggiunge attraverso una raccolta differenziata porta a porta di tutte le frazioni. Una raccolta fatta bene, dove i cittadini sono i primi protagonisti della filiera.

Gli abitanti del trevigiano (ca 900.000 ab) sono continuamente informati e progetti d’educazione ambientale nelle scuole coinvolgono insegnanti e ragazzi in quest’opera di sensibilizzazione. I Trevigiani sanno che per merito loro sul territorio della provincia, grazie a questo tipo di gestione dei rifiuti, non sorgerà alcun inceneritore!

Alla domanda su chi sta dietro una politica dei rifiuti di questo tipo, Laura Poli risponde sorridendo e stringendosi nelle spalle: prima era assessore all’ambiente e per le sue scelte è stato premiato a presidente della provincia di Treviso. Di che partito: della Lega! Sorridiamo anche noi, pensando alla sindaca di Montebelluna che per la "sua" raccolta porta a porta e aver rinunciato alla costruzione di un inceneritore, è diventata famosa ed è stata eletta per la seconda volta. Di che partito: una lista civica vicina all’Ulivo. E’ proprio vero: il buono c’è dappertutto, bisogna saperlo scegliere!

Una riflessione però è necessaria comunque e sempre, anche osservando un esempio modello come questo: tanto di questo rifiuto non dovrebbe essere prodotto, quegli imballaggi, il cui valore è spesso maggiore del contenuto, sono uno schiaffo alla natura e al buon senso.

In questa gita-studio abbiamo visto il metodo di raccolta e la trasformazione delle frazioni da raccolta differenziata della provincia di Treviso, ci piacerebbe conoscere con altrettanta trasparenza le modalità di raccolta e il ciclo di lavorazione della differenziata ( ancora troppo poca) fatta in Alto Adige e a Bolzano in particolare.

Teresa Fortini

Foto:rifiuti_plastici ,inizio filiera ,selezione ,plastica_colorata, imballaggi, rifiuti_omogenei_, estruso_plastico,sabbia_sintetica;sedie_e_pellets

Pubblichiamo l’elenco dei partecipanti provenienti dal Trentino e dall’ Alto Adige, ringraziandoli della partecipazione.

Partecipanti Vedelago

Ma che c’entrano i rifiuti…

A volte è meglio tacere. Davanti a quello che sta succedendo a Napoli,  facciamo fatica a dire delle cose, perché tutto sembra esagerato. La situazione dei rifiuti a Napoli è diventata in questi giorni notizia da prima pagina. Come sempre accade quando un informazione "fa audience", perde completamente il senso interiore, diventa qualcos'altro, si fa una confusione incredibile, tale che fra 7 giorni tutti saranno stufi di parlare dei problemi di Napoli e, in attesa di qualche nuovo atroce delitto o di qualche strage più o meno di Bin Laden, si getteranno a capofitto sulle imminenti nozze fra Sarkozy e Carla Bruni.
Così il problema dei rifiuti di Napoli scomparirà dai giornali ma non dalla vita quotidiana dei suoi cittadini.

Fra tanta informazione-spazzatura riportiamo perciò la voce di uno dei protagonisti della vita napoletana.

 Dall’Adige di Venerdì 11.01.2007 "Sbagliato portare immondizie in giro" 

alex_zanotelliParla padre Alex Zanotelli: "La soluzione non è portare i rifiuti intorno per l'Italia. Il problema si deve risolvere in Campania e lo si poteva fare già 2-3 anni fa quando è arrivato Bertolaso e si poteva avviare la raccolta differenziata"

Ad agosto compirà 70 anni. Ma padre Alex Zanotelli non ha perso il gusto della battaglia. Dopo un blitz in Trentino, in cui ha tenuto tre incontri con la popolazione a Verla di Giovo, Mollaro e Rovereto, il missionario noneso è rientrato a Napoli giusto in tempo per partecipare alla fiaccolata di protesta tenuta nel centro storico contro la riapertura della discarica di Contrada Pisani. Si è messo in testa a un corteo di migliaia di persone assieme al parlamentare Francesco Caruso e all'ex leader di Autonomia operaia Oreste Scalzone: «Ci sono parecchi siti buoni - ha detto - lontani dalle case della gente, presentati da Guido Bertolaso due anni fa insieme a tecnici e geologi dell'Università Federico II che non sono stati proprio presi in considerazione. Siamo allibiti». Ieri l'abbiamo raggiunto al telefono. Padre Alex, qual è la situazione attuale a Napoli? «Dio mio, è difficile spiegare la situazione oggi a Napoli. Non so come definirla. È a dir poco drammatica ma non, come pensa la gente, perché le strade sono piene di rifiuti. Quella, come spesso accade, può essere un'emergenza anche creata apposta per qualche ragione. Non giudico se sia questo il caso, ma per me il problema fondamentale è un altro». Quale? «Che la politica dei rifiuti attuati dalla Regione ha portato la Campania allo stello livello di tumori del Nord Est. Ma il Nord Est ha fabbriche e lavoro che la Campania non ha. Tutto questo a causa dei rifiuti, tossici e ordinari, sepolti dalla camorra. La malavita ha sotterrato rifiuti tossici nel triangolo della morte Nola-Acerra-Marigliano, a nord di Napoli nella zona di Giugliano, Quagliano, Castel Volturno e Marcianise e infine nelle campagne del Casertano dove sono finiti buona parte dei rifiuti tossici provenienti dal porto di Marghera. Se la camorra ha riversato rifiuti tossici in Campania, deve esserci pur stato un accordo con il mondo industriale del Nord. E su queste cose, per favore, quelli del Nord non vengano a prenderci in giro». Tutta colpa della camorra? «No, perché le istituzioni si sono comportate come la camorra. In quattordici anni di commissari straordinari sono stati spesi più di 1,5 miliardi di euro per produrre 6-7 milioni di ecoballe che di eco non hanno nulla: sono soltanto balle. Tre milioni di questi rifiuti incerottati nella plastica li trovi fuori Giugliano. Sono una discarica a cielo aperto con tanto di percolato». Perché si è arrivati a questa situazione? «Perché in questa regione non si è mai voluto promuovere la raccolta differenziata. L'avevamo detto anche a Bertolaso a chiare lettere. Manca la volontà politica. Chiaramente la camorra ha il suo interesse che le cose continuino così ma è la politica che non fa più politica e invece fa affari. E al comitato d'affari va bene che si vada avanti con inceneritori e discariche. Mantenere questo tipo di ciclo di rifiuti avvantaggia sia la camorra sia gli industriali, i potentati economico-finanziari. Il risultato è che un diritto fondamentale come quello alla salute è oggi il diritto più violato in questa regione con una situazione davvero incredibile di tumori e neoplasie dovuti a queste nanoparticelle, alla diossina e ai metalli pesanti rilasciati dai rifiuti». Sempre contrario agli inceneritori? «Assolutamente sì. Ad Acerra ne vogliono costruire uno da 850 mila tonnellate. Sarebbe un peccato mortale. Ci guadagnerebbero soltanto gli imprenditori che per ogni tonnellata di rifiuto bruciato incassano 55 euro». Ieri ha incontrato il sindaco Rosa Russo Iervolino come previsto? «No. So che mi vuole incontrare. Non l'ho mai vista. C'è stato il gelo in questi tre anni. Se mi vuole incontrare, sa dove trovarmi. Io le parlo volentieri perché è importante parlare con tutti per aiutarli a capire dove sta il problema e ad adottare finalmente delle decisioni». E con Antonio Bassolino? «Men che meno. Con lui è il gelo totale. Penso che non mi può proprio vedere». A Napoli sta vivendo una situazione simile a quella della sua missione in Africa. «Sì, ci sono molte somiglianze. Io vivevo a Korogocho, davanti alla discarica di Nairobi. Qui mi trovo in un'altra discarica. Le lotte sono le stesse. Io sono convinto che la speranza debba arrivare non più dall'alto ma dal basso. Da lì può partire il riscatto del popolo, della gente. Infatti stiamo lavorando con i comitati civici. Sono due-tre anni che diffondiamo queste informazioni. Ma non c'è verso. La stampa, fra l'altro, sta molto attenta a farle girare queste cose. Eppure si sanno. Importante ora è aiutare la gente a capire, a scendere in piazza per difendere il diritto alla propria salute. Ché, alla fine, di questo si tratta». L'ipotesi di accogliere una parte di rifiuti di Napoli sta sollevando la popolazione in Trentino. «E io dico che non è questa la soluzione. Qualcuno ci dice: "voi vi opponete a tutto". Sì, è vero. Noi ci opponiamo a tutto per far scoppiare il bubbone. Il problema si deve risolvere in Campania e lo si poteva fare già 2-3 anni fa quando è arrivato Bertolaso e si poteva avviare la raccolta differenziata. Ora avremmo eliminato l'80% dei rifiuti. In questo modo non facciamo altro che spostare la soluzione dei problemi in giro per l'Italia. Basta con questa roba. Educhiamo invece la gente a vivere più sobriamente, più semplicemente. Noi ora viviamo al di sopra delle nostre possibilità. L'11% della popolazione mondiale si pappa l'88% delle risorse. Se tutti vivessero come noi, avremmo bisogno di quattro pianeti terra per le risorse e di altri quattro per le discariche. Napoli è solo la punta dell'iceberg per ricordare a tutti che così non si può andare avanti». Intanto il Governo ha mandato un nuovo commissario straordinario. «Prodi ci ha dato una mazzata inviando qui De Gennaro, che a Genova è stato un macellaio. Io sinceramente mi vergogno. Non questa la maniera di risolvere i problemi».

 Guido Pasqualini

Apriremo il 2008 con una gita!

Abbiamo il piacere di invitarVi alla visita del Centro riciclo Vedelago

venerdì 11 gennaio 2008

 

Al Centro Riciclo di Vedelago (Treviso)  può essere riciclato TUTTO, TUTTO, TUTTO compreso il 20-25% del secco non riciclabile ( pannolini inclusi per intenderci) ottenendo anche da qui una  materia inerte ed utilizzabile come alleggerito in edilizia!
UNA DONNA, LA SIG.RA CARLA POLI E' L' ARTEFICE DEL MIRACOLO....i nostri amministratori non hanno più scuse per giustificare inceneritori  e discariche.  http://www.centroriciclo.com/

Questo invito è rivolto a tutti i cittadini interessati a toccare con mano, a vedere in prima persona come funziona un Centro di riciclaggio dove il materiale post consumo (rifiuto) è un bene prezioso e viene inserito in un sistema di lavorazione tale da renderlo di nuovo utilizzabile.

In particolare sarebbe importante che insieme a noi cittadini partecipassero a questa gita–studio anche gli amministratori e i tecnici che si occupano di energia e rifiuti.

Per questo invitiamo i sottoelencati tecnici, politici e amministratori a farci pervenire la loro adesione entro l’ 8 gennaio 2008.  I nomi dei partecipanti alla gita studio verranno pubblicati sul sito di Ambiente e Salute a dimostrazione del senso civico, di responsabilità  e di desiderio di conoscenza.

La partenza avverrà nella prima mattinata con il treno da Bolzano fino a Trento e con l’ autobus da Trento a Treviso.

 

 

L' invito è rivolto a tutti e in particolare ai signori:

 

Provincia Assessore all' Ambiente  provinciale Michl Laimer, tecnici provinciali  Giulio Angelucci, Luigi Minach

Comune Bolzano Assessore all' Ambiente comunale Klaus Ladinser, tecnici comunali Renato Spazzini, Reinhold Burchia

Seab : consiglio di amministrazione: Hubert Mayr, Silvano Tiozzo, Josè Castrejon, Roberto Cemin, Norbert Clementi, Luigi Schiatti, Luciano Zannato, Massimo Guariento, tecnici: sig. Gallina

Ecocenter: consiglio di amministrazione :  Konrad Ausserer, Werner Dissertori ,Giovanna Dessì, Fernando Pontecorvo,Florian Murr ,Margit Ladurner,Ernesto Scarperi tecnici: Marco Palmitano, Werner Tirler 

  Per le iscrizioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.   

 

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