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RACCOLTA DIFFERENZIATA

A Reggio Emilia parte il Porta a Porta

A Reggio come a Bozano  si deve decidere se realizzare o meno un nuovo inceneritore, ovviamente con capacità di trattamento nettamente superiori a quello attuale, e la scelta è stata quella di sperimentare un porta a porta e non il nostro " my bio" funzionale alla realizzazione del megaimpianto provinciale di Bolzano.

 In pochi mesi centrato l'obiettivo del 70% di raccolta differenziata

Ci sono voluti 18 mesi di studi, incontri, discussioni e oltre 120.000 euro investiti in progetti, materiale e campagne informative in cinque lingue: italiano, francese, inglese, arabo e cinese. E dopo questo grande sforzo economico ed organizzativo nell'aprile 2006, i 13.100 abitanti della VII Circoscrizione di Reggio Emilia finalmente abbandonavano le vecchie abitudini e, spariti cassonetti e campane, passavano alla separazione a domicilio di scarti umidi, carta, frazione secca (vetro, lattine e plastiche)  e alla loro raccolta sotto casa (Porta a Porta).

Dopo i primi mesi di rodaggio, a giugno, la raccolta differenziata schizzava al 67,5%, ma, contemporaneamente partiva una campagna di stampa contro l'esperienza, con tanto di comitato contro il Porta a Porta. Nonostante questa strumentale resistenza all'innovazione (Reggio deve decidere se realizzare o meno un nuovo inceneritore, ovviamente con capacità di trattamento nettamente superiori a quello attuale), i mesi successivi confermavano la prevalente voglia degli abitanti della VII Circoscrizione di essere parte attiva della "rivoluzione culturale" messa in atto dal Porta a Porta: da passivo cittadino "usa e getta" al ruolo attivo di cittadino che separa e contribuisce al riciclo di qualità.

L'ultima stima, certificata dall'Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell'Emilia Romagna registra nel mese di settembre 2006 una raccolta differenziata attestata al 65%, a cui bisogna aggiungere tutti i materiali raccolti in modo differenziato nelle isole ecologiche della Circoscrizione; realisticamente, un ulteriore 5%. In soldoni questo significa che, mentre un comune cittadino di Reggio, non ancora servito dal Porta a Porta, ogni anno conferisce a smaltimento 341 chili di scarti indifferenziati, il suo concittadino della VII Circoscrizione pesa sulle casse del Comune, alla voce "Smaltimento Rifiuti", per soli 120-140 chili. E con gli inevitabili aumenti di costi sia della discarica che dell'incenerimento, per ottemperare alle nuove leggi a tutela della salute e dell'ambiente, sarà sempre più chiaro che ai cittadini il riciclo conviene.

Gli unici a non essere contenti  di questi risultati probabilmente sono tutti coloro che dello smaltimento  dei rifiuti hanno fatto la propria fonte di potere e di interessi economici.

Al fine di valutare correttamente i risultati di Reggio, bisogna sottolineare il fatto che al momento a Reggio, non c'è nessun ritorno economico per chi fa più raccolta differenziata o riduce la sua produzione di rifiuti. Siamo pronti a scommettere che ulteriori miglioramenti nella raccolta differenziata saranno raggiunti  non appena a Reggio Emilia sarà introdotta la Tariffa puntuale che farà pagare in proporzione alla quantità di MPC indifferenziati realmente prodotti e che potranno essere puntualmente pesati proprio grazie al sistema porta a porta.

Comunque è ancora presto per bilanci conclusivi.

Messa la sordina a chi strumentalmente gridava al disastro ambientale e sanitario (che ovviamente non si è verificato) occorre consolidare l'esperienza, eliminare tutte le oggettive difficoltà che la partecipazione dei cittadini ha evidenziato ed estendere progressivamente l'esperienza del "porta a porta" al resto della città. Raggiungere questo obiettivo significa anche raggiungere  le necessarie economie di scala e poter dimostrare anche  ai più scettici che i costi del Porta a Porta non sono affatto maggiori dei convenzionali sistemi di raccolta, funzionali allo smaltimento e alla cosiddetta termovalorizzazione.

Federico Valerio

Genova, 4 novembre 2006

 

A Reggio Emilia parte il Porta a Porta

In pochi mesi centrato l'obiettivo del 70% di raccolta differenziata

Ci sono voluti 18 mesi di studi, incontri, discussioni e oltre 120.000 euro investiti in progetti, materiale e campagne informative in cinque lingue: italiano, francese, inglese, arabo e cinese. E dopo questo grande sforzo economico ed organizzativo nell'aprile 2006, i 13.100 abitanti della VII Circoscrizione di Reggio Emilia finalmente abbandonavano le vecchie abitudini e, spariti cassonetti e campane, passavano alla separazione a domicilio di scarti umidi, carta, frazione secca (vetro, lattine e plastiche)  e alla loro raccolta sotto casa (Porta a Porta).

Dopo i primi mesi di rodaggio, a giugno, la raccolta differenziata schizzava al 67,5%, ma, contemporaneamente partiva una campagna di stampa contro l'esperienza, con tanto di comitato contro il Porta a Porta. Nonostante questa strumentale resistenza all'innovazione (Reggio deve decidere se realizzare o meno un nuovo inceneritore, ovviamente con capacità di trattamento nettamente superiori a quello attuale), i mesi successivi confermavano la prevalente voglia degli abitanti della VII Circoscrizione di essere parte attiva della "rivoluzione culturale" messa in atto dal Porta a Porta: da passivo cittadino "usa e getta" al ruolo attivo di cittadino che separa e contribuisce al riciclo di qualità.

L'ultima stima, certificata dall'Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell'Emilia Romagna registra nel mese di settembre 2006 una raccolta differenziata attestata al 65%, a cui bisogna aggiungere tutti i materiali raccolti in modo differenziato nelle isole ecologiche della Circoscrizione; realisticamente, un ulteriore 5%. In soldoni questo significa che, mentre un comune cittadino di Reggio, non ancora servito dal Porta a Porta, ogni anno conferisce a smaltimento 341 chili di scarti indifferenziati, il suo concittadino della VII Circoscrizione pesa sulle casse del Comune, alla voce "Smaltimento Rifiuti", per soli 120-140 chili. E con gli inevitabili aumenti di costi sia della discarica che dell'incenerimento, per ottemperare alle nuove leggi a tutela della salute e dell'ambiente, sarà sempre più chiaro che ai cittadini il riciclo conviene.

Gli unici a non essere contenti  di questi risultati probabilmente sono tutti coloro che dello smaltimento  dei rifiuti hanno fatto la propria fonte di potere e di interessi economici.

Al fine di valutare correttamente i risultati di Reggio, bisogna sottolineare il fatto che al momento a Reggio, non c'è nessun ritorno economico per chi fa più raccolta differenziata o riduce la sua produzione di rifiuti. Siamo pronti a scommettere che ulteriori miglioramenti nella raccolta differenziata saranno raggiunti  non appena a Reggio Emilia sarà introdotta la Tariffa puntuale che farà pagare in proporzione alla quantità di MPC indifferenziati realmente prodotti e che potranno essere puntualmente pesati proprio grazie al sistema porta a porta.

Comunque è ancora presto per bilanci conclusivi.

Messa la sordina a chi strumentalmente gridava al disastro ambientale e sanitario (che ovviamente non si è verificato) occorre consolidare l'esperienza, eliminare tutte le oggettive difficoltà che la partecipazione dei cittadini ha evidenziato ed estendere progressivamente l'esperienza del "porta a porta" al resto della città. Raggiungere questo obiettivo significa anche raggiungere  le necessarie economie di scala e poter dimostrare anche  ai più scettici che i costi del Porta a Porta non sono affatto maggiori dei convenzionali sistemi di raccolta, funzionali allo smaltimento e alla cosiddetta termovalorizzazione.

Federico Valerio

Genova, 4 novembre 2006

Volantinaggio al primo incontro pubblico della Seab sulla raccolta rifiuti organici

paola5Come bruciare …la differenziata. Cittadini,fra qualche minuto, vi racconteranno di bidoni e bidoncini, di obblighi e doveri, tenteranno di spiegarvi come essere dei bravi cittadini. Siamo convinti che molti di voi già lo siano e che già da tempo molti differenzino e separino i propri rifiuti, per poi gettarli correttamente nelle apposite campane. Ma vi siete mai chiesti che fine fanno questi rifiuti, differenziati per essere riciclati? Molti finiscono direttamente nell’inceneritore.E allora forse più che incontri per insegnare ad essere buoni cittadini, servirebbero corsi per  buoni amministratori! Bolzano differenzia e ricicla pochissimo, circa il 31%, mentre altre realtà territoriali arrivano fino all’80-85% . Forse perché i bolzanini sono meno virtuosi di altri ? Noi siamo certi, che tutto dipenda dalla volontà degli amministratori, che a Bolzano, come in Provincia, è chiara : costruire un inceneritore da almeno 130.000 ton/anno di rifiuti. Poiché l’inceneritore dovrà anche essere un termovalorizzatore, cioè produrre energia elettrica e riscaldamento avrà bisogno di materiale che bruci bene , cioè PLASTICA e RIFIUTI SECCHI  (senza la parte umida).  La plastica Ormai è di dominio pubblico che la maggior parte della plastica che smaltiamo nei bidoni della raccolta differenziata viene bruciata comunque nell’inceneritore. Le motivazioni addotte si rifanno ad una presunta non economicità del riciclaggio della plastica. In realtà la plastica risulta essere un ottimo combustibile per l’inceneritore.Tuttavia bruciare plastica significa  produrre molte sostanze pericolose. Di tutte quelle emesse almeno 200 sono conosciute e alcune, oltre a diossina e furani, sono certamente cancerogene. Ma molte altre ancora non sono conosciute, quindi non vengono rilevate, monitorate e filtrate. Così finiscono prima nell’aria, poi sul suolo e negli alimenti. La raccolta dell’umido Separare soltanto l’umido dal resto dei rifiuti con un sistema di raccolta porta a porta è una prassi antieconomica e che non porta a grandi risultati. Allora perché a Bolzano si parte proprio con questo tipo di raccolta? Alcune risposte potrebbero essere le seguenti:Þ   l’umido non è un buon carburante e disturba la combustione dell’inceneritore;Þ   la Comunità Europea prevede sanzioni economiche gravose per quei territori che non raggiungono una raccolta differenziata superiore al 40% ;Þ   a Lana esiste una discarica, vuota da tempo, che dovrà essere riempita, altrimenti si dovranno ugualmente pagare i costi di gestione. L ‘ Associazione ambiente e Salute propone una differenziata porta a porta di tutte e 5 le frazioni merceologiche ( carta, vetro, umido, secco e plastica) con una tariffa puntuale ( chi più produce rifiuti, più paga) e l’abbandono dell’inceneritore. Solo così  l’impegno per  la differenziazione e il riciclaggio avranno un vero significato: si ridurrà il volume totale dei rifiuti prodotti, i cittadini virtuosi verranno premiati , i costi contenuti e in cambio di tanta fatica avremo evitato la costruzione di un ulteriore fonte di danni per l’ambiente e per la salute nostra e dei nostri figli.   www.ambientesalute.org 

Associazione Ambiente e Salute

Differenziate a confronto

L’associazione Ambiente e Salute e il Gruppo Ambientalisti - Bolzanoricicla organizzano un incontro pubblico su:

 Raccolta differenziata e inceneritore in Alto Adige. Esperienze di raccolta differenziata e strategia “rifiuti zero”.

Sabato 23 settembre presso l’Haus der Kultur (di fronte Hotel Laurin), Bolzano, alle ore 18.00.

 La Provincia di Bolzano con il 2° aggiornamento al Piano Gestione Rifiuti ha fissato alcuni obiettivi per la percentuale di raccolta differenziata che, per il comune di Bolzano, entro il 2009 dovrebbe arrivare minimo al 40%, rispetto all’attuale 27% circa.

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E la chiamano differenziata...

ricicla2È iniziato il tam-tam per la raccolta dell’umido nelle famiglie. Con il solito tono sprezzante nei confronti dei bolzanini, sporcaccioni e disobbedienti, il sindaco avverte la cittadinanza che così si deve fare “se no sono multe”; oppure l’assessore all’ambiente Ladinser:“ è una questione di testa” (sic!). Così quello che dovrebbe essere un momento importante di crescita e di educazione all’ambiente , diventa un imposizione oppure una presa in giro.

Ma perché dobbiamo fare questa raccolta differenziata ?

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Stopglyphosate

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Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio