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Verso l'attuazione della strategia Rifiuti Zero

rifiuti_zeroOGGETTO: Un salto paradigmatico culturale ed industriale, GIA' REALIZZATO, per l'attuazione della strategia Rifiuti Zero (RZ), ovvero il RICICLO TOTALE dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) e Rifiuti Assimilati agli Urbani (RAU).

MANAGEMENT SUMMARY
In un viaggio di cinque ore, assieme all'industriale Carla Poli per andare ad un workshop a Genova Sestri Ponente, workshop tenuto con una terza relatrice, l'oncologa Patrizia Gentilini, ho potuto sintetizzare un paio di esperienze già realizzate, che sono in grado di rispondere alla domanda ricorrente, e spesso strumentale, fatta da parte di cittadini e curatori di interessi di cancrovalorizzatori e discariche: " .....e della frazione secca residua degli RSU e dei Rifiuti Assimilati agli Urbani (RAU) cosa ne facciamo?".

Le DUE REALIZZAZIONI di Best Available Methodology (BAM) si trovano in Sardegna, la prima presso il Consorzio Anglona Ambiente in provincia di Sassari e la seconda in Veneto in Comune di Ponte nelle Alpi (PdA) e circondario, in Provincia di Treviso. Due esperienze, due pezzi che improvvisamente si ordinano e si ricompongono in modo nuovo: questa la prima caratteristica generale del mutamento rivoluzionario (Thomas Kuhn). Il Consorzio Sardo, con la partecipazione azionaria e consulenziale del Centro Riciclo di Vedelago (CRV), ha sviluppato in loco un ciclo completo di Raccolta Differenziata Spinta (RDS) e di riciclaggio totale della Frazione Secca Residua (FSR) degli RSU e RAU. Ponte Nelle Alpi e circondario, hanno sviluppato, col supporto metodologico del Consorzio TV2 Priula, un processo di RDS degli RSU e RAU, processo in continuo miglioramento, che permette di conferire all'impianto di selezione ed estrusione di Vedelago la FSR per ottenerne il suo completo riciclaggio. La FSR conferita entra in input in una nuova terza linea di selezione manuale e meccanica e di estrusione, che è in grado di produrre diversi prodotti certificati, utilizzati in manufatti industriali ed edili, con grossi profitti economici e vantaggi ambientali; contrariamente a quanto avviene per il costoso smaltimento del Combustibile da Rifiuti (CDR), anche di qualità, per il quale bisogna pagare centinaia di euro a tonnellata fra produzione, trasporto e smaltimento in inceneritore, in impianti industriali o in discarica. "La combustione ad alta temperatura è del tutto estranea ai cicli naturali biologici", come afferma da sempre con insistenza il professor Gianni Tamino. Questo dovrebbe essere la linea guida delle BAM nella gestione dei rifiuti, rifiuti visti come scarti che si devono considerare prodotti da ridurre e migliorare continuamente.


PRIMO ESEMPIO: Il Consorzio sardo Anglona Ambiente

In provincia di Sassari, il comune di Tergu, capofila in un Consorzio "Anglona ambiente", 14 comuni per circa 50 mila abitanti, ha implementato, dopo un bando per ricerca di partner tecnologico e gestione col metodo Priula, una RDS che, partita dal 7% di RD al primo mese era arrivata già al 62%, ed ora, dopo pochi mesi, è al 75% ed in continuo miglioramento.
Il consorzio è semipubblico con partecipazioni 49% del Centro di Riciclo Vedelago e 51% dei Comuni locali.
L'obiettivo del consorzio è quello di produrre, ed attualmente è in grado di farlo, una FSR per RSU e RAU che entri in un processo di selezione ed estrusione per il suo riciclaggio totale in un impianto simil Vedelago, replicato in loco.
L'impianto è in fase di completamento e sarà operativo per gennaio 2009. E' anche stato finanziato in parte dalla UE attraverso il P.O.R.
Tutta l'iniziativa è stata benedetta dal governatore della Sardegna Soru che per questo ha FATTO CANCELLARE il terzo inceneritore pianificato in Sardegna.
All'iniziativa sono attualmente interessate e vogliono aderire le province di Olbia e Sassari, e la Regione ha rilasciato autorizzazioni per poter ampliare l'iniziativa in quasi tutta la Sardegna, anche col consenso dell'ARPA.
Il granulato certificato dell'estruso della FSR sarà venduto in loco a industrie di manufatti ed edilizie, attraverso una nuova società locale collegata, creata ad hoc che impiegherà mano d'opera locale.

SECONDO ESEMPIO: Il comune di Ponte nelle Alpi (PdA) e dintorni

Il comune di Ponte nelle Alpi, e qualche paese limitrofo, attualmente all'85% di RDS, dopo una serie di azioni di miglioramento del processo di raccolta, ora è in grado di inviare la sua FSR al Centro di Riciclaggio di Vedelago (CRV) che, attraverso la sua terza linea collegata direttamente all'impianto di estrusione, produrrà estruso certificato che sarà venduto come materia prima seconda alle industrie manufatturiere ed edilizie.
La proposta dell'azione sinergica fatta dal CRV al comune di PdA è stata quella di avere sia vantaggi economici sia vantaggi ambientali.
Le azioni di miglioramento richieste dal CRV a PdA rispetto al già ottimo processo processo di raccolta (era all'80%) sono state in sintesi:
1 - Verificare la quantità e qualità della FSR dopo iniziative di riduzione e miglioramento
2 - Tracciare da quali quartieri arrivavano i carichi della FSR.
2 - Esame merceologico della FSR per individuare gli scarti più facili da eliminare con azioni informative ai cittadini (pile, carta, organico, metalli, etc).
3 - Azioni di miglioramento di processo (imitando esempi del comune di Maserada o altri) per raccolte pannolini a parte, incentivi per conferimenti diretti all'isola ecologica, etc
In un mese dal 32 % dell'organico nella FSR si è passati al 15% in continuo miglioramento, con riduzione drastica nella FSR anche di carta, tessuti e metalli.
La FSR di PdA, quando entra nella terza linea del CRV , attraverso la selezione manuale si estrae ben il 28% fra batterie, imballaggi vari di plastica, carta, che hanno ulteriori rimborsi CONAI, per cui si è abbassato il costo del conferimento da 100 euro/t a circa 70 euro/t, e con ulteriori miglioramenti anche a 50 euro/t.
La selezione manuale che avviene al CRV si strapaga. Infatti produce qualità del materiale e realizza buoni prezzi di vendita, nonché facilitazione di collocamento nel mercato. Infatti, mentre con i lettori ottici, per esempio sulla selezione della plastica, si ottiene circa il 10% di impurità, con la selezione manuale al CRV si viaggia sul 1-2 %, qualità che viene premiata dal consorzio italiano riciclo plastica COREPLA per ogni punto in meno rispetto al 10% che è il massimo di impurità consentito. Al CRV vanno su questo migliaia di euro di premi al mese, risparmiando anche sui lettori ottici e fornendo occupazione.
Attualmente anche COREPLA, che nella separazione degli imballaggi di plastica che gli venivano conferiti, ne mandava in discarica o incenerimento circa il 50% (al costo di circa 400 euro/t), attualmente conferisce al CRV questo sovvallo, chiamato plasmix a 100euro/t. Il CRV lo ricicla totalmente, facendo profitto doppio anche per la vendita dell'estruso.
Il COREPLA è diventato il fornitore più grosso del CRV.
Quindi ora nella terza linea, attualmente diventata la più importante del CRV, entra Plasmix, FSR di PdA, Rifiuti Industriali Assimilati agli Urbani (RIAU) ed ingombranti secchi dalle industrie della plastica.
Nella terza linea, inoltre, per migliorare l'output da estrudere, si sono installati in serie non uno ma due meccanismi sia di estrazione dei metalli ferrosi e sia dell'alluminio, quest'ultimo incentivato dal consorzio dell'alluminio CIAL.
L'input alla terza linea di estrusione, può essere modulato per fornire ben dodici ricette di estruso, a seconda delle richieste dei clienti delle industrie manufatturiere e dell'edilizia.
Alla produzione di granulato estruso della terza linea sarà a breve aggiunto un impianto che amplierà le potenzialità e la qualità del granulato certificato, emettendolo in forma sferica ed espansa, per facilitare le lavorazioni manufatturiere e le applicazioni coinbentanti nell'edilizia. L'impianto ed i processi saranno sviluppati dalla società di ricerca ACIONA, con finanziamenti UE per 300 mila euro per l'impianto (max finanziamento 60%).
Inoltre il CRV con il partner CETMA, un consorzio brindisino (che comprende l'ENEA), di 82 ricercatori, cofinanziato generosamente dalla UE e dalla Regione Puglia (16 mln di euro), produrrà delle iniziative sulla ricerca ed il miglioramento della qualità di questi prodotti per procurare eventuali miglioramento degli standard europei.

L'assessore all'ambiente della provincia di Belluno, Pison, sull'esempio economicamente ed ambientalmente vantaggioso di PdA ha promesso pubblicamente di portare avanti per i comuni della provincia un processo di gestione della FSR attraverso l'estrusione col metodo CRV.

CONCLUSIONI

Con questa breve relazione ho voluto descrivere quanto importante sia la sinergia tra etica ecologica ed etica industriale, due direttici che portano in definitiva verso un'unica direzione, la capacità di conciliare risparmio ed efficienza per un futuro migliore.
In questo senso invito alla chiusura del cerchio verso RZ anche il Consorzio Priula TV2 e TV3, consorzi con eccellenti metodi e risultati di RDS, ma che non sono ancora in grado di rispondere al riciclo totale della FSR. Infatti nei loro ultimi bollettini consortili si parla di realizzare CDR di qualità da smaltire. Inoltre il Presidente del TV3 ha pubblicamente affermato a settembre 2008 che occorre un cancrovalorizzatore perché hanno tanto residuo che rimane dopo la RDS.
Invito quindi il TV2 e TV3, che attualmente sono in fase di ristrutturazione impiantistica per le frazioni riciclabili e residue secche, ad orientarsi subito a miglioramenti di RDS tali che si possa produrre una FSR per i RSU e RAU che possa essere riciclata totalmente attraverso un processo tipo CRV.
Assieme a TV2 e TV3 si invitano anche tutti gli altri piccoli e grossi operatori istituzionali pubblici, semipubblici e privati ad operare urgentemente affinché sia seguita questa strada già tracciata perché oramai non sono ammessi ritardi a causa dei limiti delle risorse terrestri ed all'inquinamento ambientale.
Invito tutte le organizzazioni ecologiste ed i comitati che si battono contro i cancrovalorizzatori e le discariche, a far proprio questo documento che dimostra che la filosofia RZ non è più un'utopia, a premere affinché si moltiplichino in modo capillare, replicandole, a centinaia, queste esperienze flessibili. Infatti esse sono basate prevalentemente sulla cultura metodologica e sulla semplificazione dei processi industriali. L'obiettivo è quello di FERMARE gradualmente la sessantina di cancrovalorizzatori di RSU e RAU esistenti in Italia e le decine di nuovi cancrovalorizzatori pianificati irresponsabilmente. Ridurre inoltre la saturazione delle discariche, allungando la vita delle esistenti, possibilmente all'infinito, senza doverne aprire di nuove.

Nel nome della tutela della salute dell'ecosistema, per la nostra e per le future generazioni.

Cordiali saluti
Gianluigi Salvador
Referente energia e rifiuti WWF Veneto
Del direttivo nazionale MDF (Movimento per la Decrescita Felice

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