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Lettera aperta a ASM e a Casolari

 Lettera aperta al Direttore dell’Azienda Servizi Municipalizzati di Merano Claudio Vitalizi e all’Assessore all’ambiente del Comune di Merano Andrea Casolari

IL GASLEIN di Merano ha organizzato il 22.03.2013 una serata dal tema “rifiuti zero” presso la sala civica a Merano. Erano presenti come relatori la Signora Carla Poli del Centro Riciclo Vedelago (TV), l’Assessore all’ambiente del Comune di Merano Andrea Casolari e, in rappresentanza dell’Azienda Servizi Municipalizzati di Merano, il Direttore Claudio Vitalizi.

Durante le discussione ho richiesto ai rappresentanti dell’amministrazione:
1)i dati relativi al tasso di riciclo dei rifiuti raccolti in modo differenziato (non la percentuale di differenziazione), in particolare della plastica,

2) il motivo per cui vengono esclusi dalla raccolta differenziati gli imballi in plastica che non siano le bottiglie ed i flaconi

3)e come mai non vengano raccolti gli imballi poliaccoppiati comunemente denominati tetrapak .

(1) Riguardo al tasso di riciclo devo precisare che i comuni sono tenuti, secondo la DECISIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA del 18 novembre 2011, ad indicare il tasso di riciclo e non la percentuale di differenziazione. Questa prescrizione è importante perché alcune amministrazioni raccolgono i rifiuti in modo differenziato ma conferiscono questi rifiuti in discarica o all’incenerimento. Pertanto non importa quanti rifiuti vengono raccolti in modo differenziati ma quanti vengono effettivamente riciclati con tanto di dichiarazione del riciclatore che garantisce tale utilizzo.
Il fatto che né il signor Vitalizi né il signor Casolari, Assessore

preposto del comune di Merano, non siano stati in grado di indicare il tasso di riciclo denota la scarsa attenzione prestata alla corretta gestione dei rifiuti.

(2) Nella domanda sul perché non vengano raccolti gli imballi di plastica diversi dalle bottiglie e dai flaconi ho citato anche il piano dei rifiuti della Provincia di Bolzano che prescrive tra l’altro:
“Un discorso a parte va fatto per la raccolta della plastica.
In questo caso, l’alto potenziale nella riduzione tramite il sistema dei vuoti a rendere, gli elevati costi di raccolta, la scarsa percentuale rilevata nei rifiuti urbani delle frazioni materialmente recuperabili, le difficoltà nel recupero delle plastiche eterogenee come recupero materiale e non ultima la considerazione che con l’inceneritore di Bolzano si ha un recupero energetico, sconsigliano il rafforzamento delle strutture per il recupero di queste frazioni. Va osservato comunque per questa frazione, a livello provinciale, è già stato conseguito sia il risultato minimo fissato dalla normativa statale per il recupero di almeno il 15% di ogni singola frazione che il limite fissato dalla direttiva 2004/12/CE (22,5%). In ogni caso la raccolta della plastica è da limitare ai contenitori per liquidi fino a 10 litri. Rispetto agli obiettivi dell’aggiornamento del 1999 al Piano Gestione Rifiuti 2000 e considerato il fatto che l’impianto di incenerimento già adesso risulta pienamente utilizzato, cade il principio della raccolta delle plastiche miste in Venosta e Pusteria per il loro conferimento all’inceneritore.
Trattandosi di raccolte che non sono destinate al recupero materiale, per queste frazioni non vengono definiti obiettivi specifici.”

A parte il fatto che il Piano dei rifiuti è obsoleto e non conforme alla direttiva europea, il Signor Claudio Vitalizi, come direttore dell’Azienda Servizi Municipalizzati di Merano, ha dichiarato che non esiste nel Piano Provinciale dei Rifiuti una tale prescrizione. A quanto pare esistono varie versioni del Piano Provinciale dei Rifiuti e richiedo gentilmente al Signor Claudio Vitalizi una copia del Piano dei Rifiuti a cui si è riferito. Comunque rimane aperta la questione del perché non vengano raccolti gli imballi in plastica diversi dalle bottiglie e dai flaconi.
Si ricorda che i cittadini pagano, al momento dell’acquisto del bene imballato, la gestione dell’imballo e che se il comune non conferisce tale imballo al consorzio di riciclo tale contributo va perso. Quindi il cittadino paga tre volte la gestione di tale imballo (e con imballo non s’intendono solo le bottiglie ed i flaconi): una volta con il contributo al momento dell’acquisto (che rappresenterebbe un ritorno per il comune da ca. 190 a 320 euro a tonnellata, vedi accordo CONAI-ANCI), una seconda volta per il conferimento all’inceneritore (da minimo 116 a 230 euro a tonnellata) e probabilmente una terza volta per le sanzioni dovute alla non corretta gestione dei rifiuti (imballi che vengono inceneriti). La risposta a questa domanda si trova proprio nel piano provinciale dei rifiuti. Sembra che gli amministratori orientino la gestione dei rifiuti al funzionamento dell’inceneritore di Bolzano e non alla direttiva europea del 2008 che prescrive le priorità:

•           gerarchicamente: riduzione-riuso-riciclo-recupero-(incenerimento=)smaltimento;

•           il principio di chi inquina paga;

•           la responsabilità estesa al produttore – leggi “strategia rifiuti zero”.

(3) Gli imballi poliaccoppiati denominati comunemente tetrapak secondo le affermazioni del Signor Claudio Vitalizi non sarebbero riciclabili e quindi non vengono raccolti con la differenziata. Chiedo gentilmente al Signor Claudio Vitalizi su quale base il tetrapak non sia riciclabile, considerato che vi sono invece, come anche citato dalla Signora Poli, da anni comuni che raccolgono il tetrapak che viene puntualmente riciclato.

Ambiente Salute

Claudio Campedelli

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