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RIFIUTI

Capannori verso Rifiuti Zero

LA ZATTERA JUNK INCONTRA LA CANOA SAVAGE

 LA ZATTERA JUNK INCONTRA LA CANOA SAVAGE

di Chris Jeavans

20 agosto 2008 

Una storia di eventi inaspettati e ingegno umano è emersa su due blog scritti dal Pacifico.

 

junk432_ambient.jpg
Un equipaggio di due uomini su di una zattera fatta da bottiglie di plastica e una donna britannica che faceva un giro in canoa da sola attraverso il Pacifico si sono organizzati per incontrarsi in mezzo all’oceano per la cena e per una vitale condivisione di acqua.

La Junk , una zattera rinforzata con vela, governata dal dottor Marco Eriksen dell’ Algalita Marine Research Foundation e dal regista Joel Paschal, si sono incontrati con la rematrice Roz Savage , a 600 miglia a est delle Hawaii.

Ognuno aveva rilevato la vicinanza dell’altro tramite accaniti lettori dei loro rispettivi blog e, nel corso di molti giorni, hanno organizzato un incontro  per una cena di mahi mahi e un buon vecchio mento wag.

junk_savage203.jpg I due macchinari per depurare l’acqua di ROZ Savage si sono rotti entrambi così la coppia del Junk è stata in grado di aiutarla dandole parte del loro approvvigionamento, e, poiché le giornate sono diventate più calde, lei ora dice che questo può averle anche salvato la vita.

Dopo alcune difficoltà con telefoni satellitari e di fuso orario (loro avevano l’orario delle Hawaii, 11 ore indietro rispetto alla Gran Bretagna o l’orario del Pacifico, otto ore indietro?) Sono riuscito a parlare con il dottor Eriksen.

Egli ha detto che è stato "meraviglioso" incontrarsi con la signora Savage in mezzo all’oceano e ha aggiunto che quell’esperienza è stata "una delle cose più importanti della mia vita".

Leggete qui il resto del racconto.

Il Dr Eriksen e il signor Paschal stanno compiendo il viaggio per richiamare l'attenzione sull’inquinamento da plastica nel circolo del Nord Pacifico - il cerchio di correnti oceaniche che concentra detriti (potete vedere un campione di acqua di mare dalla "zuppa di plastica" nel Nord Pacifico qui di seguito). plastic_soup203.jpg
Egli ha detto: "Ci sono nove circoli nel mondo e si suppone che ognuno di loro stia rastrellando plastica.
"Possiamo trovare plastica su ogni spiaggia di tutto il mondo. Tutti gli oceani sono collegati e tutti stanno scambiandosi sostanze nutritive e detriti.
"Materie plastiche sono state trovate dentro o attorno al corpo di 267 specie.

 

Aggrovigliarsi nella plastica è un enorme problema per i mammiferi marini e inoltre  molte altre creature marine ingoiano la plastica.
"Le materie plastiche in ambiente marino sono come spugne per tossine, come il DDT, altri pesticidi, PCB, un altro gruppo chiamato IPA provenienti dalla combustione di combustibili fossili.
"Essi si saldano alla plastica e ciò che accade è che una particella di plastica diventa una pillola tossica.
"Così l'animale consuma queste materie plastiche o detriti pensando che siano prodotti alimentari e quelle tossine passeranno facilmente  dalla plastica al corpo dell’animale. Essi possono quindi risalire la catena alimentare e potenzialmente trovarsi nel piatto della vostra cena".
Non  è solo il  Pacifico che è affetto da detriti di plastica, la UK Marine Conservation Society dice che la plastica è l’immondizzia più diffusa anche sulle spiagge britanniche.

PICNIC SENZA PLASTICA

PICNIC SENZA PLASTICA

di Chris Jeavans

18 agosto 2008 

 

Evitare la plastica  va bene quando pesa solo sulle mie scelte però cercare di mantenerle in compagnia è molto più difficile.
Alcuni amici hanno organizzato un pic-nic per Sabato che è stato molto bello - abbiamo anche avuto sole.

Avevo fatto in modo che il contribuito in cibo fosse stato privo di plastica: due pizze da una panetteria, sacchetti di carta di ciliegie e pomodori, un formaggio avvolto in carta cerata- e bevande in bottiglie di vetro

picnic203.jpg Ma sono scivolata sui recipienti: ho dimenticato di portare le tazze e quelle dei nostri ospiti erano di plastica usa e getta. Non avevo ancora realizzato ciò che stavo facendo fino a metà del primo "bicchiere" e non era mia intenzione di essere così villana da protestare.

Tutti avevano posate di metallo e piatti di carta così eravamo salvi almeno per questo.

Vi sono, tuttavia, molte altre possibilità per stoviglie usa e getta non di plastica.


I piatti possono essere fatti da bambù, amido di manioca, amido di canna o bagassa – le fibre di scarto della canna da zucchero.

 Sono disponibili posate in legno come anche in versioni di bio-plastica fatte da mais o fecola di patate mescolata con olio vegetale.

I produttori affermano che i loro prodotti sono compostabili o biodegradabili a certe condizioni.

Tuttavia, come con tutti i prodotti biodegradabili, la sfida è garantire che vadano a finire nel compostaggio (lo stesso se a casa o su larga scala) o in un digestore anaerobico piuttosto che in discarica

Quando la materia organica si decompone in un ambiente povero di ossigeno  come in discarica si crea metano, un potente gas a effetto serra,

 Una parte del metano viene catturato da un sistema di tubi e può essere utilizzato come carburante ma il resto sfugge in aria.

Le ultime stime del governo (2007 provvisorie), dicono che la quantità di emissioni di metano dalle discariche del Regno Unito sono di 0,96 milioni di tonnellate, il 41% del Regno Unito totale di 2,3 milioni di tonnellate.

In un digestore anaerobico si verifica lo stesso processo di biodegradazione, ma poiché si tratta di una unità chiusa, tutti i biogas (metano e anidride carbonica) possono essere catturati e utilizzati per la produzione di energia.


Il compostaggio lavora in modo aerobico e  non crea metano.

Ma Mike Warhurst, un anziano attivista nel campo dei rifiuti di “Friends of the Earth's” (amici della terra) mette in guardia  verso il presupposto che  solo perché qualcosa è bio-degradabile debba essere anche "ecologico".

Vedo un sacco di confusione quando la gente sta usando oggetti usa e getta e poi crede che sono buoni perché biodegradabili.

"Qualunque cosa esso sia abbisogna di energia per essere realizzato. Quindi, se sei in una caffetteria, è molto meglio avere una tazza che viene lavata piuttosto che una cosiddetta biodegradabile.

"Non c'è molto senso negli oggetti biodegradabili se  vanno nella vostra normale spazzatura e poi finiscono in discarica o in un inceneritore."Che è anche lo stesso posto al quale è destinata la tazza non biodegradabile che ho usato.

Straccivendoli e spigolatrici

spigola.jpgColoro che si aggirano sulla cinquantina ricorderanno senz’altro lo “ stracciaiolo”, un omino che girava per i cortili a raccogliere stracci; così come ricorderanno l’arrotino che recuperava coltelli da affilare e ombrelli da aggiustare; altri da ragazzi racimolavano i soldi per il gelato raccogliendo ferramenta da portare da “Santini”.

Un altro mondo, un pò di tempo fa, poi la furia del cosiddetto “ boom economico” ci ha travolti, e per un po’ abbiamo vissuto solo di merce, di avere, di consumi. Tutto ciò ha portato senz’altro benessere e felicità a molti, ma ha seminato anche diverse vittime, primo fra tutti proprio l’ambiente e seconda, ma non meno importante, la solidarietà e il senso sociale che pare aver lasciato posto solo all’ individualismo dell’ apparenza.

L’articolo di Ugo Bardi, La spigolatura dei rifuti, tratto dal blog dell'associazione ASPO-Italia,  ci riporta ai vecchi tempi, al mondo agricolo, ad un mondo dove i rifiuti non erano un problema.

Un mondo antico, dal quale però non sarebbe male ricominciare a recuperare qualche concetto e molti comportamenti, un modo forse di entrare più preparati e con meno aggressività in un futuro che fra crisi petrolifera, energetica e oscillazioni finanziarie pare prepararci ad una “ decrescita   “ forzata che sarà possibile rendere "felice ".

 

 

 

 

 

VIAGGIARE , INCIAMPARE, CADERE

 VIAGGIARE , INCIAMPARE, CADERE

Chris Jeavans

3 agosto 2008 

Ad appena tre giorni dalla mia sfida, ho preso un paio di accidentali cadute dalla strategia senza-plastica.

blog_ferrets.jpg Ieri abbiamo sguazzato a lungo alla piuttosto fangosa Festa campestre di Garstang , vicino a Preston nel Lancashire.

 è stata una grande giornata per le famiglie con mostre di  cavalli, tendoni pieni di conigli, polli e anatre, concorsi di dolci, bancarelle gastronomiche e dimostrazioni artigianali.

Dopo una lunga mattinata di controllo ai trattori e di carezze a rare razze di ovini, ero più che felice di trovare una pranzo senza-plastica: salsiccia jumbo in un (non così jumbo) pezzo di baguette.

Ma dopo di questo desideravamo un caffè così mi sono messa in coda per un po’, diligentemente ho chiesto loro di non mettere coperchi sulla tazza di carta e quindi sono indietreggiata quando mi sono resa conto che le tazze non erano affatto di carta.
C’era una parte di carta alla base, ma l'esterno aveva un strato di polistirolo pieno di bolle. Eccellente per l'isolamento termico, e non ho bruciato le mie mani durante il trasporto del caffè, non eccellente da un punto di vista della
non-plastica.
Ho mantenuto la mia tazza e la conserverò, insieme con le altre plastiche che accumulerò nel mese di agosto, in modo tale che alla fine del mese posso confrontare la quantità con il mio normale consumo di plastica .
La seconda deviazione dalla mia missione è stata ad accettare un palloncino per nostro figlio di 18 mesi.
Il palloncino è di lattice naturale (che biodegrada, anche sulla terra), ma il bastone al quale è stato legato è di plastica.

tuttavia io non mi sono sentita di negargli questo fantastico giocattolo, che ha poi felicemente trainato attraverso il fango.
blog_cheesebomb.jpg Altrove alla festa, ho avuto qualche piccola soddisfazione nel mio shopping alimentare senza plastica, acquistando una "bomba" di formaggio del Lancashire racchiuso nella tradizionale cera, che veniva venduto accanto all'ormai più familiare pezzo avvolto nella pellicola.
A £ 5,50 erqa lontano dall’essere economico, e certamente non è qualcosa che vorrei acquistare settimanalmente, ma mi è stato assicurato che sarebbe durato per altri due anni nel suo rivestimento protettivo "purchè non si lasci che il sole vada su di esso". Va bene.
E poichè il tempo era caldo, ci siamo diretti alla tenda della birra per un rinfrescante boccale di birra locale. Ma non ho potuto sedare la mia sete, perché come tutte le bevande anche la birra era venduta in bicchieri di plastica usa e getta. Torna la borraccia di acqua per me.
Sulla strada di casa, tuttavia, ho inaspettatamente sentito una soluzione per questo problema. Mark Radcliffe e Stuart Maconie , che trasmettevano dal Cambridge Folk Festival per BBC Radio 2, hanno intervistato un uomo che aveva portato il suo b per laccale alla tenda della birra.
Era fatto da cuoio al 100%: nessuna necessità di plastica

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