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RIFIUTI

NIENTE RIFIUTI, NIENTE SHOPPING

 NIENTE RIFIUTI, NIENTE SHOPPING

di Chris Jeavans

5 agosto 2008 

Un interessante effetto collaterale nell’eliminare nuova  plastica è che, finora, spreco meno cibo.

banksypa203.jpg Questo perché io, come la maggior parte del genere umano, sono intrinsecamente pigra e se mi accorgo che qualcosa mi causa uno sforzo supplementare, cerco di evitarlo.

Così quando  ieri sera ho verificato il contenuto del frigorifero - mezza cipolla, una mezza melanzana raggrinzita ai bordi, l'ultima confezione di pollo avvolto nella plastica - ho deciso di usare tutto per fare un Curry.

Non che li abbia deliberatamente sprecati in passato (in particolare non il pollo) ma potrei finire per trascurare la verdura per così tanto tempo da farla diventare immangiabile.

Ma ora le difficoltà di fare acquisti senza plastica sono ben presenti nella mia mente. Sprecare alimenti ? No grazie, che significa dover trovare qualcosa d’altro.

In effetti, sono passata alla fase seguente e deliberatamente ho fatto una massa con il curry, ceci e alcuni spinaci (ricetta passatami gentilmente da un collega patita vegetariana), in modo che avrei potuto lavorarne una parte per il pranzo e congelare il resto.

Questa non è sicuramente una notizia sconvolgente - sono sicurmenteuna donna dell’età della pietra sebbene"Quello stufato di cervo e mirtilli lo farò un altro giorno" - ma il punto è che, mentre ho sempre saputo che  questa era una cosa sensata da fare, non l’ho mai fatta. Fino ad ora.

ALLA RICERCA DI FRAGOLE SFUSE

 ALLA RICERCA DI FRAGOLE SFUSE

 di Chris Jeavans

2 agosto 2008 

 

Ho deciso di scegliere un obiettivo facile per la mia prima incursione nello shopping senza-plastica: frutta e verdura.
blog_strawberries.jpg Dovrebbe essere molto semplice, dopo tutto, i supermercati vendono molti prodotti freschi sfusi e le bancarelle del mercato sono anche una alternativa.
Ma quello che sembrava semplice all’inizio, è stato più complicato del previsto.

Sì, stavo prendendo le carote sfuse e le stavo mettendo nel mio carrello ma la grande scatola in cui erano esposte aveva uno strato di plastica sulla parte superiore.

Ciò non infrange le regole del mio esperimento - non sto cercando di tagliare la plastica fuori della mia vita interamente, ma solo non aggiungerne alla mia personale montagna  - ma mi ha fatto chiedere come si può dare un taglio agli imballaggi.
Dick Searle, capo della Federazione di Packaging del Regno Unito non è sorpreso dai miei grattacapi: "Si può rinunciare alla plastiche per ciò che acquistano nei negozi, ciò che non vediamo di certo è il modo in cui le merci arrivano ai negozi e una notevole quantità di imballaggi sono utilizzati per fare arrivare bene le merci nei negozi.
"Anche se si acquistano prodotti freschi, ad esempio mele sfuse, sono state confezionate e quindi disimballate per essere vendute."

Non è un caso che il signor Searle abbia scelto di mettere in evidenza le mele: una "analisi del ciclo di vita" dal punto di vista ambientale su alcune mele Marks and Spencer nel 2003 ha rilevato che frutti sfusi creano più rifiuti fino al momento in cui sono stati venduti di una confezione biodegradabile da quattro mele.
Questo, dice l’industria dell'imballaggio, mette in evidenza le difficoltà per i consumatori nel cercare di discernere i prodotti che presentano il minore impatto ambientale.

Attivisti ecologisti, però, affermano che questo mostra il motivo per cui dovremmo acquistare alimentari prodotti localmente, ove possibile, in modo che il cibo non abbia bisogno di essere trasportato in tutto il paese - in imballaggi - prima di arrivare nei negozi.

Ma, torniamo alla mia lista della spesa.

E' ancora la stagione dei piccoli frutti e la nostra famiglia è dovuta passare tra fragole e lamponi nei cestini – cestini di plastica.

Troverò i piccoli frutti nel loro stato naturale sugli scaffali del supermercato? No. Ed era la stessa storia con lattuga, sedano e cetrioli (sebbene Co-op venda un cetriolo al naturale).

Così ho provato alla bancarella del mercato dietro l'angolo ma ancora una volta le fragole e lamponi sono stati racchiusi in plastica.

Ora, capisco il motivo per cui questo accade – i piccoli frutti sono per loro natura delicati - ma i cestini di plastica sono di utilizzo relativamente recente, così ho chiesto al bancarellaro, Alf, fragole cosa ha utilizzato in passato per confezionare le fragole?

Ci ha pensato per un po’ e ha detto: "Cartone, e le davamo anche sfuse, con la paletta, in genere non si schiacciavano."

"Ma a quei tempi erano un lusso," ha aggiunto la sua collega, "si potevano prendere una volta al mese, non tuttii giorni, come ora".

"Ora lei è la regina delle fragole", ha concluso Alf.

Non sapeva dove avrei potuto trovare delle fragole sfuse in un negozio, comunque, ma la mia missione è di trovarle.

Mi potrebbe capitare di dover visitare un azienda agricola “fai da te” per la prima volta dall’infanzia

Questione di latte

 QUESTIONE DI LATTE

 di Chris Jeavans

4 agosto 2008 

milkman_skiing1962getty.jpgC'è qualcosa di piacevolmente vecchio stile nella consegna a domicilio del latte, il tintinnio delle bottiglie di vetro e il ronzio del carretto elettrico delle consegne.

Forse è perché quando ero bambina negli anni ‘70, la serie televisiva “Play School” mostrava un impianto di imbottigliamento del latte "attraverso la finestra rotonda" praticamente ogni settimana.

Quindi, sono felice che la nostra prima consegna arriverà mercoledì.


Non avevo idea che vi fosse un lattaio che facesse le consegne nella nostra zona ma un rapido sguardo a findmeamilkman.net mi ha confermato che c’era.

Ho persino fatto il mio ordine on line e, se avessi necessità di variare l’ordine settimanale, potrei anche modificarlo - una nota virtuale nella bottiglia vuota.

Come nazione, siamo riusciti ad avere  un sacco di oro bianco: secondo il Defra, il Regno Unito produce tra i 13-14 miliardi di litri di latte all'anno, di cui quasi la metà è utilizzato come latte liquido.

blog_milk94bbc.jpgQuasi l’ 80% del latte venduto dai dettaglianti è in contenitori di plastica, solo il 11% circa del latte viene venduto in bottiglie di vetro e il resto in cartoni.

Tuttavia, mentre prendere il latte consegnato a domicilio sembra  più rispettoso dell'ambiente che  comprare una bottiglia di plastica al supermercato, la situazione non è molto chiara.

Le bottiglie di latte sono fatte dalla HDPE (polietilene ad alta densità) e, insieme con le bottiglie di PET trasparente, vengono riciclate diffusamente nel Regno Unito con il 92% delle autorità locali che le raccolgono in maniera differenziata.

Gli esperti di riciclaggio delle materie plastiche della Recoup dicono che questo ha portato al riciclaggio del 35% di tutte le bottiglie di plastica eliminate nel Regno Unito l'anno scorso, rispetto al solo 3% nel 2001.

E mentre in passato, la maggior parte del HDPE da bottiglie è stato "sottoutilizzato" per usi minori, con il recente sviluppo di impianti di trasformazione “da bottiglia a bottiglia”  la plastica riciclata (rHDPE) può ora essere utilizzata per produrre nuove bottiglie di latte.

Marks and Spencer ha sperimentato l'utilizzo del 10% di  rHDPE nelle sue bottiglie da quattro litri di latte biologico nel 2006 e prevede di aumentare al 50% di materiale riciclato in tutti i suoi gamma di latte.

Il gigante dell’imballaggio Nampak dice che si aspetta di avere il 30% bottiglie in rHDPE in produzione nel 2009.

E la Defra nella sua tabella di marcia lattiero-casearia (proprio così) per tutte le bottiglie di 

 

latte ha fissato come obiettivo di avere il 50% di materiale riciclato entro il 2020.

Inoltre, le alte gabbie in filo di ferro, o "contenitori rotanti", nei quali le bottiglie di latte sono accatastate nei supermercati: fanno si che le bottiglie possano essere trasportate direttamente dall’impianto di trasformazione senza ulteriore imballaggio.

E 'anche possibile acquistare il latte in un sacchetto con altri tagli all’imballaggio.

Però, il grande vantaggio delle bottiglie di vetro è che esse possono essere lavate, sterilizzate e riutilizzate quasi istantaneamente, piuttosto che dover passare attraverso un lungo processo di riciclaggio.

blue_tit_colinsargent.jpg Il produttore, che farà la mia consegna, dice che le loro bottiglie vengono riutilizzati un minimo di 20 volte prima di venir rotte e riutilizzate come base per nuovo vetro.


La più grande questione resta tuttavia: le mie bottiglie saranno al sicuro dal flagello dei bevitori a sbafo di latte - le cinciallegre ?Vi terrò informati.

 

Il galateo del giro di te senza plastica

Il galateo del giro di te senza plastica

 di Chris Jeavansblog_tea.jpg

1 agosto 2008

Gorgoglii e tintinnii metallici mi hanno accompagnato oggi sulla via del lavoro, trascinandomi una borsa (riutilizzabile naturalmente) contenente una scatola per i panini, una bottiglia di alluminio per l’acqua ed una tazza smaltata da campeggio.

La novità per me di prepararmi il pranzo la sera prima costringe al logorio – di solito sono lontana dall’essere una persona organizzata, ma probabilmente il fatto di risparmiare qualche sterlina alla fine della settimana lo renderà utile.

Ma già prima di mezzogiorno, il fatto di voler andare avanti senza plastica aveva posto il primo enigma – come fare con il giro di the in ufficio? Posso accettare che i colleghi mi offrano la calda bevanda, sapendo che arriverà dal bar in una tazza di polistirene? Ovviamente no, dati i miei principi non posso comprare o accettare nulla con imballaggi di plastica.

 Allo stesso modo significa però che a mia volta non potrò offrire il mio giro. Che fare? Per oggi va bene, spero soltanto che una giornata da tirchia non mi trasformi in paria; la prossima settimana porterò tazze, bustine di the e teiera. Radicale

 

UN MESE SENZA PLASTICA

esperimento.jpg Per quanto possano divergere le posizioni di chi sostiene o avversa la costruzione di un inceneritore, pare che l'unica argomentazione che mette tutti d'accordo sia la  RIDUZIONE DEI RIFIUTI.

E tra le diverse tipologie di rifiuto,  la plastica è una delle principali da eliminare, per una serie ormai nota di ragioni (lunghissimi tempi di smaltimento in discarica, penuria di materie prime ecc. ecc.)

In questa direzione va l'esperimento di una gironalista inglese della BBC, Chris Jeavans che per un mese ha deciso di rinunciare ad acquistare oggetti contenenti plastica e sul suo blog in una sorta di diario giornaliero, di cui qui trovate il primo post,  rende tutti partecipi delle difficoltà che riscontra, delle soluzioni che trova e delle mille risorse che attiva per tener fede a questo impegno.

La realtà inglese in cui la giornalista vive è ovviamente differente dalla nostra, tuttavia le riflessioni che si possono trarre da questo inusuale esperimento sono davvero interessanti.

Per questo motivo abbiamo deciso di tradurre (quasi) quotidianamente il diario di Chris Jeavans e invitiamo tutti quanti a esprimere pareri, opinioni, magari anche scetticismo, sugli argomenti di volta in volta affrontati.

 ADDIO PLASTICA (PER IL MOMENTO)

di  Chris Jeavans 

1 agosto 2008 

 

Sto iniziando un esperimento per verificare se sia possibile fare a meno della plastica per un mese. Con “fare a meno” intendo non comprare niente che contenga plastica o che ne sia avvolto.

Così niente più bottiglie di plastica, caffè da asporto, sandwiches confezionati.plastica1.jpg

Niente più salti al negozio dell’angolo per un pollo confezionato e alcuni yogurt per cena.

E sostituirò i pannolini usa e getta del mio bambino con altri riutilizzabili.

Vorrei pure eliminare la plastica che già avevo ma già così mi sembra che sarà molto difficile.

La plastica sintetica è in circolazione da circa un secolo e molto usata per soli 50 anni ma in questo periodo è diventata parte integrante del moderno stile di vita.

Ma nonostante l’utilità della plastica, ne abbiamo buttata via in grandi quantità.

La maggior parte dei rifiuti di plastica del Regno Unito finisce in discarica dove ci vorranno centinaia di anni perché si disintegri.

Ambientalisti e gruppi di consumo consapevole che devono pagare per le discariche chiedono ai consumatori di ridurre l'uso di plastica, ove possibile.

 Voglio vedere cosa succede se provo a fare ciò fino all’estremo.

 

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