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RIFIUTI

DO.CO.

doko.jpg  DO.KO. è un sistema innovativo di compostaggio domestico a ciclo continuo che permette lo smaltimento della frazione umida anche sul balcone di casa senza la formazione di cattivi odori. Design accattivante, attenzione nella scelta dei materiali, dimensioni contenute, ausilio di energia fotovoltaica e praticità di utilizzo rendono il nostro composter un discreto ed elegante mobile da esterno. Ottimo e profumato fertilizzante naturale è ciò che DO.KO. regala con il suo utilizzo, consentendoci di rinvasare o concimare le nostre piante senza alcuna spesa.

Scelte concrete applicate alla nostra quotidianità, gesti consapevoli per contribuire alla soluzione di grandi problematiche del nostro tempo, quali lo smaltimento dei rifiuti sono ormai inderogabili, DO.KO. nasce proprio da una scelta di impegno e di amore nel preservare ciò che ci circonda, una scelta che ci auguriamo di poter condividere in molti.

DOKO SYSTEM di Bonadio Paolo
Via Steinmann,35
39050 Pineta Di Laives (BZ)


Latte alla spina

Mappa dei distributori di latte crudo in Italia

La politica non c’entra…

Il Consiglio Provinciale ha discusso ieri una mozione, presentata dai consiglieri Minniti e Sigismondi di An, che conteneva importanti osservazioni sulla gestione dei rifiuti in Alto Adige e proponeva un modello “rifiuti zero ”.

connet_waste.jpg Siamo contenti che per la prima volta in Consiglio Provinciale si siano sentite parole come “rifiuti zero”, “chi inquina paga”, riduzione degli imballaggi, degli scarti e dei rifiuti alla fonte.

Le risposte dell’ Assessore Laimer , quello che usa dire: “nella scelta dell’inceneritore la politica non c’entra”,  sono come al solito improntate alla massima sicurezza (arroganza?), al "noi non sbagliamo mai" ( impianto compostaggio da 70 miliardi regalato ai vietnamiti a parte), "noi lo abbiamo detto"," noi siamo i migliori". Belle massime.

Il fatto è che si dice che si vogliono ridurre i rifiuti, ma si decide di costruire un inceneritore da 130.000/ton/anno e poco si fa per coinvolgere, nella riduzione dei rifiuti, il mondo della produzione e il consumo.

Si sbandiera la differenziata, ma l’assessore Ladinser ha affermato che il 50% è il limite massimo. Perché? Perché in altre realtà si arriva in breve tempo al 70-80% ( recentemente in numerose località trentine )?

Ci si appropria del principio “ chi inquina paga”, ma si applica una raccolta differenziata che non distingue buoni e cattivi, anzi che non stimola ad alcun comportamento virtuoso.

Si dice che i cittadini producono poco rifiuti. Questo è vero. E questo è merito dei comportamenti dei cittadini, non certo dei Mercatini di Natale. Avere una popolazione che produce meno rifiuti rispetto ad altri paesi dovrebbe essere un ulteriore motivo per rinunciare all’inceneritore e percorrere altre strade.

Infine l’assessore afferma che l’inceneritore avrà emissioni bassissime ( e questo è già un passo avanti, rispetto a chi, tecnici Appa in particolare, lo descrive a emissioni zero) ; ma cosa significa bassissime, esiste un limite accettabile per la salute dei cittadini? Come incideranno queste emissioni su un territorio come Bolzano già pesantemente colpito da diverse fonti di inquinamento?

Vorremo ricordare all’assessore un altro principio fondamentale, ormai acquisito da tutte le principali organizzazioni mondiali della Sanità: il principio di precauzione.

"Il principio di precauzione richiede una completa esplorazione e un’attenta analisi di un vasto raggio di alternative. Fondato sulla migliore scienza disponibile il principio di precauzione richiede la selezione della alternativa che presenta la minore potenziale minaccia alla salute umana e ai sistemi naturali della città. La partecipazione pubblica e un aperto modo di prendere le decisioni rappresentano punti chiave nel ricercare e scegliere le alternative.

Dove esistono minacce di seri ed irreversibili danni alle popolazioni e alla natura, la mancanza di una completa certezza circa le cause e gli effetti non sarà ritenuta una sufficiente ragione per rinviare misure economicamente efficaci a prevenire il degrado ambientale e per proteggere la salute dei propri cittadini. Ogni lacuna nei dati scientifici venuta allo scoperto attraverso l’esame delle alternative costituirà la direzione per future ricerche ma non eviterà che vengano intraprese azioni protettive da parte della città. ..."

Ricordiamo infine ancora una volta al democratico assessore Laimer, che 14 associazioni, rappresentanti numerosi cittadini, hanno rivolto 4 mesi fa un appello per un ripensamento della politica dei rifiuti e che lo stesso, come tutti i suoi colleghi, si è ben guardato dal degnarsi di una ben che minima risposta.

E poi si fanno le campagne elettorali parlando di democrazia, partecipazione  e trasparenza delle istituzioni. Altrochè crisi della politica !

Claudio Vedovelli

Mooncup e Lunapads

Come i pannolini monouso per i neonati, anche i prodotti usa e getta per il ciclo meslabottegadellaluna.jpgtruale della donna, una volta terminato il loro utilizzo, diventano rifiuti non biodegradabili, destinati o alla discarica o all'incenerimento. Durante  la propria vita una donna può utilizzare circa 12.000 assorbenti,  il periodo di smaltimento in discarica per un assorbente è di circa 500 anni!

Oggi c'è la possibilità di  ridure drasticamente questo tipo di rifiuto, con differenti soluzioni alternative, altrettanto pratiche e molto più economiche.

Si tratta della coppetta Mooncup e dell'assorbente in cotone lavabile Lunapads.

Ospitiamo su queste pagine le informazioni inviateci da Laura, della Bottega della Luna di Milano,  su questi prodotti.

 

 

 
MOONCUP, le coppette mestruali riutilizzabili

mooncup_a_and_bag.jpgSalute: raccolgono il sangue mestruale, non lo assorbono (come invece fanno i tamponi che deprivano il muco e la flora vaginale, lasciando la vagina facile preda di irritazioni, infezioni, ecc). Il materiale di cui sono fatte (silicone certificato) è totalmente anallergico e non rilascia alcuna sostanza a contatto con la mucosa vaginale (si pensi agli sbiancanti aggressivi rilasciati dai tamponi direttamente sulla parete vaginale).

 

Ambiente: la Mooncup dura 10 anni, ciò significa che alla fine del suo utilizzo buttiamo via 10 grammi di silicone invece di 3.000 assorbenti.

Risparmio: la Mooncup costa 35 euro, 3.000 assorbenti costano 930 euro (confronto: confezione assorbenti esterni sottili con ali venduta in supermercato, 10 pezzi, prezzo medio attuale euro 3,10).

Grande praticità: la Mooncup contiene 35 ml di sangue (durante i 4-6 giorni di ciclo la perdita va complessivamente dai 60 ml di un flusso scarso ai 120 ml di uno molto abbondante, ciò significa che mediamente raccoglie il flusso di un’intera giornata). Si può usare con tranquillità anche in piscina, al mare o durante la pratica di qualsiasi sport. Quando è piena, basta svuotarla e sciacquarla prima della reintroduzione. A fine ciclo si sterilizza con bollitura ed è di nuovo pronta. E’ morbidissima e non si percepisce minimamente la sua presenza. Occupa pochissimo spazio ed è sempre disponibile. Per l’uso di vedano le istruzioni allegate al prodotto.

Contro: da non utilizzare nel giorno in cui viene indossato l’anello anticoncezionale. Da valutare in caso di utilizzo di spirale ed in caso di verginità.

Cliente tipo: donne oltre i 30 anni per il 70%, donne sotto i 30 anni per il 30%.

Materiale: silicone certificato.

Autorizzazione FDA.

 

 

LUNAPADS, gli assorbenti esterni lavabili

Salute: sono realizzati in cotone biologico 100% certificato (anche durante il processo di produzione),lunapads_spega.jpg morbidissimi sulla pelle, non fanno sudare perché traspiranti e non favoriscono le irritazioni.

Ambiente: i Lunapads durano mediamente 4-5 anni, ciò significa che alla fine del loro utilizzo buttiamo via un prodotto in materiale completamente naturale anzichè 1.500 assorbenti non biodegradabili.

Risparmio: un kit per gestire un ciclo (2 assorbenti e 10 strisce di ricambio) costa 84 euro, 1.500 assorbenti costano 465 euro (confronto: confezione assorbenti esterni sottili con ali venduta in supermercato, 10 pezzi, prezzo medio attuale euro 3,10).

Praticità: molto assorbenti, facilmente lavabili (tessuto senza trama), 3 modelli/misure (giorno, notte, mini) e 3 diverse misure di strisce (giorno, notte, mini) consentono a ciascuna donna di gestire il suo ciclo mestruale in autonomia. Per l’uso si vedano le istruzioni allegate al prodotto.

Contro: richiede lo “sforzo” del lavaggio (che può essere fatto anche in lavatrice), fatica che la filosofia dell’usa e getta cerca di presentarci come inaccettabile.

Cliente tipo: donne con forte sensibilità ambientale, donne con allergie, irritazioni, pelle molto sensibile.

Materiale: cotone biologico certificato.

 Per altre informazioni e per acquistare questi prodotti potete visitare il sito della Bottega della Luna o contattarci a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

 

La monnezza è di tutti

Bolzano, 10 gennaio 
gattoCaro Giovanni, come va la vita ?
Stavo meditando di scrivere qualcosa sulla situazione dei rifiuti a Napoli, diventata in questi giorni notizia da prima pagina. Come sempre accade quando qualcosa diventa notizia da "audience", perde completamente il senso interiore, diventa qualcos'altro, si fa una confusione incredibile, tale che fra 7 giorni tutti saranno  stufi di parlare dei problemi di Napoli, in attesa di qualche nuovo  atroce delitto o di qualche strage più o meno di Bin Laden, si  getteranno a capofitto sulle imminenti nozze fra Sarkozy e Carla  Bruni.
 Così il problema dei rifiuti di Napoli scomparirà dai giornali ma non dalla vita quotidiana dei suoi cittadini.
 Sono giorni che rifletto e una domanda che vorrei rivolgerti, come cittadino di Napoli, è : perchè proprio adesso? da quanto tempo Napoli e i suoi abitanti convivono con questo problema?
 Da giorni vorrei scrivere qualcosa, penso che molti a Bolzano si aspettino da noi di Ambiente e Salute una presa di
 posizione sui problemi dei rifiuti in Campania, noi  che in fondo siamo,  in questo momento, segnati a dito come i veri colpevoli di questa  situazione: quelli che dicono sempre di “no”!
Vorrei scrivere le cose più semplici di questo mondo: che la questione  non è inceneritore sì o inceneritore no, ma una mancanza completa di  un programma di gestione dei rifiuti, che 1,2,3 inceneritori saranno  null'altro che una cura di bellezza, un intervento di estetica ma non  risolveranno il problema; che in fondo la situazione di Napoli è anche  conseguenza di una mancata politica dei rifiuti del Nord, dove si consuma sempre di più e sempre più si producono rifiuti, a volte speciali, che magari finiscono al Sud. Che in fondo fra rifiuti del  nord che vanno al sud, rifiuti del sud che vanno al nord, rifiuti del  Nord che vanno ancora più a Nord, parte dei camion che circolano  sempre di più sulle nostre strade, sono  pieni di rifiuti in cerca di  alloggio ( senza pensare alle scorie nucleari, all' Africa ed altro).
 Vorrei scriver cose così, ma faccio fatica, perchè fondamentalmente  non sono convinto che il problema di fondo sia quello dei rifiuti, ma che i problemi siano altri: il problema del sud Italia, la camorra, il  problema di uno stato-assente o colluso, la delusione per un centro sinistra che non cambia nulla di importante e chi sa cos'altro che  ancora io non conosco.
E i cittadini di Napoli? Solo vittime o anche colpevoli? Certamente vittime.
 E quindi più che di scrivere di cose che non conosco e che mi vengono trasmesse da un informazione " taroccata" vorrei capire: che sta succedendo veramente a Napoli ed in Italia?
 Mi rivolgo a te, se ti viene voglia di scrivere  per il nostro sito due righe "di verità" su quanto sta accadendo e come lo stai vivendo.
Come vivi tu in questo momento l'atteggiamento del Nord, intento a  negare nei fatti quell' aiuto promesso a parole, con una vergognosa  fuga delle regioni italiane dalle proprie responsabilità e con  l'ennesima dimostrazione che l'Italia non è più una nazione, soprattutto nel campo della solidarietà.
 Bene Giovanni, volevo farti una domanda, ho scritto mezza pagina, spero non troppo noiosa.
 Tanti cari saluti.
 ciao
 claudio (Claudio Vedovelli- Ambiente e Salute)

Napoli, 14 gennaio
Sono contento di questa tua lettera, sono contento tutte le volte che qualcuno si fa delle domande e si dà delle risposte sensate.
In questo memento non ci riesco proprio a parlare di rifiuti e immondizia. Mi sono finora rifiutato di farlo, riproponendomi di tacere. Faccio questa piccola deroga. Mi ero imposto di tacere per l'insofferenza a vivere nell'ormai conclamato talk show Italia (oggi rom, domani immondizia...), rifiutandomi di fare la mia bella parte di pro o contro qualcosa. Si finisce per recitare un copione, quello che il direttore del giornale (o affine) ha deciso di farti recitare. 
Potresti essere chiunque, non importa chi tu sia, l'importante è che reciti la parte del pro o contro all'argomento che oggi va in onda.
La rappresentazione ha ormai mangiato, o meglio divorato, l'esistente. E questo  è il dato  più sconcertante, anche a Napoli. 
Il pulp, il noir, si sa vende e spopola in letteratura, al cinema, al teatro. Napoli sembra essere lo scenario ottimale per il genere letterario tanto di moda di questi  tempi.
La  situazione per lo più è davvero tragica (la leggevo nelle tue parole, e a riguardo penso che ormai si sappia tutto  o quasi. Quindi non mi sembra utile aggiungere altro di mio), e  la complicità ce l'hanno avuta tutti, dai cittadini agli industriali (del nord e del sud),  ai politici (di destra e di sinistra). Chi ha comandato (camorra, industria, politica) in questi anni, oltre ad essersi macchiato di generiche responsabilità, penso che  abbia commesso qualcosa di non molto lontano dal reato di crimine contro l'umanità. 
Purtroppo alla  tragicità della situazione,  si aggiunge un clima tossico.
E non mi riferisco  all'aria che si respira o al cibo  e all'acqua che qui si ingerisce (e che in una città diventata non molto dissimile da quella della 'Peste' di Camus, si ha sempre più paura ad ingerire).  Mi riferisco piuttosto al clima sociale e psicologico che oggi si vive in Campania. La mitomania di molti e lo sciacallaggio dei più, omuncoli (giornalisti, borsisti, tesisti, politici frustrati in cerca di gloria) che hanno contribuito a creare attorno al nostro presente un'atmosfera davvero mortifera.
Sembra che nessuno (politici, giornalisti, uomini comuni) oggi riesca a far niente se non a peggiorare la situazione che si è creata in questi anni. Sembra proprio che ci sia una paralisi nello schema della difesa/offesa, denuncia/giustificazione, in cui tutti sembrano essersi arroccati. Come uscire da tutto questo? Non lo so. Sicuramente di positivo c'è che oggi, per la prima volta in Italia, sembra che davvero ci  si inizi a preoccupare dei propri rifiuti. Anche in Campania. Troppo ottimista? Probabile.
Saluti a Bozen.
Un abbraccio
giovanni   (Giovanni Zoppoli-giornalista) 

 

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