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AGRICOLTURA

Stop Glyphosate

Leggi il manifesto della camapgna Stop Glifosato e firma anche tu!

 

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Trentino Alto Adige: il giardino avvelenato

WWF, LAV e “Ambiente e Salute”, faranno una manifestazione alla fiera della mela contro i danni ambientali della monocoltura.
Nella mattina di giovedì 4 novembre i rappresentanti delle associazioni WWF, LAV e Ambiente e Salute, saranno all’ingresso di Interpoma, la fiera internazionale della mela che si tiene presso la fiera di Bolzano, per informare sui danni ambientali causati dall’agricoltura chimica del melo. Le mele prodotte in Trentino Alto Adige, presentate come un prodotto sano e ottenuto nel rispetto dell’ambiente, vengono in realtà coltivate in modo estremamente intensivo e con elevato impiego di fitofarmaci, causando danni ambientali fortissimi.
Sarà l’occasione per chiedere ai politici e alle associazioni di agricoltori, di passare dall’agricoltura chimica a quella biologica, e dall’attuale sistema della monocoltura del melo ad una diversificazione delle produzioni agricole.
L’obiettivo è di chiedere un’agricoltura ecosostenibile, che sia garante della conservazione della biodiversità e del paesaggio e che non comporti fenomeni di inquinamento dell’ambiente. In pratica, un tipo di agricoltura che produca alimenti veramente di qualità, sani e sicuri, salvaguardando la biodiversità e gli ecosistemi agrari anche per le future generazioni.

Per approfondimenti potete leggere:

icon Rapporto WWF: Una coltivazione di mele insostenibile  (2.41 MB)

icon Domande e Risposte (144.5 kB)

 

Sehr geehrtes Redaktionsmitglied,
im Anhang senden wir Ihnen die Pressemitteilung zur Veranstaltung von WWF, LAV sowie Umwelt und Gesundheit, welche am 4. November 2010 von 9.00 bis 11.00 Uhr am Haupteingang der Messe Bozen stattfinden wird.
In Vertretung
WWF, LAV, Umwelt und Gesundheit
WWF, LAV sowie "Umwelt und Gesundheit" halten eine Kundgebung vor der Messe des Apfels/Interpoma gegen die negativen Umweltauswirkungen der Monokultur ab.
Am Donnerstag morgen, den 4 November, werden Vertreter der Vereine WWF, LAV sowie Umwelt und Gesundheit, vor dem Eingang zur Interpoma, der internationalen Messe des Apfels, welche an der Messe Bozen abgehalten wird, über die Umweltschäden informieren, die durch die chemische Landwirtschaft verursacht werden. Die in der Region Trentino-Südtirol  produzierten Äpfel, welche als gesundes und umweltschonendes Produkt präsentiert werden, werden tatsächlich in einer sehr intensiven Wirtschaftsweise und unter hohem Einsatz von Pestiziden angebaut, was zu starken Schäden an der Umwelt führt.
Es wird dies Gelegenheit sein, Politikern und Bauernverbänden, vorzuschlagen von der chemischen zur biologischen Landwirtschaft zu wechseln und das derzeitige System der Monokultur des Apfels in eine Diversifizierung der landwirtschaftlichen Produktion zu verwandeln.
Ziel muß es sein, eine nachhaltige Landwirtschaft zu erreichen, welche den Erhalt der Biodiversität und der Landschaft sicherstellen kann und keine Umweltbeeinträchtigungen nach sich zieht. In der Praxis eine Art von Landwirtschaft, die sehr hochwertige Lebensmittel erzeugt, gesund und sicher, sowie die Biodiversität und die landwirtschaftlichen Ökosysteme auch für zukünftige Generationen erhält.

Frutta a scuola: le sirene del biologico

frutta nelle scuole

Recentemente la Provincia ha presentato il progetto “Frutta nelle scuole”. L’iniziativa, promossa dai Ministeri delle politiche agricole, della salute, dell’istruzione e dall’Unione europea, prevede somministrazioni nelle scuole di frutta e verdura a “produzione biologica integrata”.
Il programma comunitario è finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata.
Si rimane sorpresi dal termine “produzione biologica integrata”, usato nel comunicare l’evento. La produzione biologica integrata non esiste.
La produzione di frutta e verdura può avvenire con il metodo biologico o con quello dell’agricoltura integrata. L’agricoltura biologica, regolata dalla Direttiva sul Biologico, prevede la rinuncia all’impiego di prodotti chimici di sintesi (insetticidi, fungicidi, acaricidi), la rinuncia all’impiego di diserbanti, la rinuncia all’impiego di fertilizzanti chimici (al loro posto vengono impiegati fertilizzanti organici). La cosiddetta agricoltura integrata è il metodo con cui viene prodotto oltre il 90 per cento delle mele altoatesine, poi commercializzate con il marchio della coccinella.
La produzione integrata prevede l’impiego di concimi chimici, nonché sostanze di sintesi per disinfestare e irrorare (fungicidi, acaricidi, insetticidi, topicidi). La maturazione della frutta viene forzata con ormoni vegetali che consentono di regolare la grandezza e la colorazione dei frutti. Nulla di più lontano, dunque, dai principi dell’agricoltura biologica.
Luigi Mariotti

WWF Bolzano

frutta nelle scuole 2

Ecco in quale modo vengono presentate le mele ai nostri bambini !!!

 

Una mela al giorno...

Alla Redazione del Centro Consumatori Utenti

 

e per conoscenza Al Consorzio delle Cooperative Ortofrutticole dell'Alto Adige (VOG)

All'Associazione Ambiente e Salute

 

mela_velenoscrivo in merito all'articolo "Una mela al giorno..", pubblicato sul Vostro Mensile di informazione, nr 1/gennaio 2010. Nel breve articolo a pagina 6 si consiglia di mangiare le mele con la buccia perché la maggior parte delle sostanze salutari (fruttosio e destrosio, pectina, vitamina C, poifenoli, potassio e altri sali minerali) si trovano nella buccia del frutto.

Come noto, l'Alto Adige è uno dei maggiori produttori di mele, su circa 18.000 ha si producono oltre 1.000.000 di tonnellate di questo frutto. Si presume quindi che le mele che nell'articolo si consigia di mangiare con la buccia, siano anche quelle altoatesine.

Nelle campagne promozionali per promuovere il consumo di mele del Sudtirolo si informano i consumatori che "L'uso di agenti chimici è un'eccezione", "nel limite del possibile i parassiti verrebbero combattuti in modo naturale" (http://www.vog.it/it/vog/coltivazione/tecniche-di-coltura/coltura-integrata.html). La realtà della coltivazione delle mele altoatesine è ben diversa.

L'Alto Adige è la provincia italiana con il maggiore impiego di agrofarmaci. Secondo i dati del 6° Rapporto sullo stato dell'Ambiente della Provincia di Trento, in Sudtirolo vengono impiegati 58,81 kg/ettaro di agrofarmaci, ben oltre sei volte la media nazionale (9,14 kg/ha).

Riguardo ai residui di fitofarmaci nella frutta, dai dati del Centro di sperimentazione Agraria di Laimburg emerge che negli anni tra il 2002 ed il 2008, in media, è stata determinata la presenza di residui di agrofarmaci sull' 86% delle mele altoatesine. Le mele analizzate, comprese quelle esenti da residui, sono risultate contaminate da 2,1 residui, con una tendenza in crescita: mentre nel 2003 si riscontravano 1,2 residui, negli ultimi anni si è passati a 3,1 residui.

Dai dati sopra esposti emerge quindi nella produzione di mele un elevato impiego di pesticidi, alcuni di essi potrebbero avere effetti cancerogeni, neurologici e sulla riproduzione.

Come da voi suggerito, il consumo di mele con la buccia potrebbe avere un ruolo protettivo per le sostanze salutari contenute, andrebbe però tenuto in considerazione un possibile rischio derivante dall'introduzione, con la dieta, di prodotti fitosanitari dannosi alla salute.


Luigi Mariotti ( WWF Trentino Alto Adige)

In allegato:
Tabella 6.12 del 6° Rapporto sullo stato dell'Ambiente della Provincia di Trento
Articolo della Rivista Frutta e Vite: Effetti sulla salute derivanti dall'esposizione a prodotti fitosanitari
Articolo della Rivista Frutta e Vite: I residui sulle mele altoatesine

Una coltivazione di mele insostenibile

Il marketing delle mele ha reso famoso l'Alto Adige forse più delle sue montagne e di tutte le bellezze naturalistiche. Ma quali sono gli effetti delle coltivazioni intensive  e dei numerosi trattamenti chimici a cui sono sottoposte? Il WWF di Bolzano lancia una campagna  contro la coltivazione intensiva delle mele e contro l'utilizzo massiccio di pesticidi, per informare la cittadinanza e rendere consapevoli i consumatori che con i loro acquisti possono essere molto determinanti. Noi di Ambiente e Salute non possiamo che condividere questa campagna e pubblichiamo volentieri il materiale inviatoci dagli amici del WWF. Cliccando sull'immagine troverete da scaricare, oltre ad una scheda informativa, di cui riportiamo l'introduzione, anche il materiale necessario a divulgare queste informazioni (volantini in italiano e tedesco) e i moduli per una raccolta di firme, da stampare e consegnare completi a : Luigi Mariotti, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono: 339 21 28 673.

melechimiche

 

Da alcuni decenni viene praticata in Alto Adige, soprattutto nella valle dell’Adige, la coltivazione intensiva delle mele che porta allo sfruttamento del terreno al massimo delle sue potenzialità e del suo rendimento. La maggior parte dei meleti, che viene gestita secondo il metodo della frutticoltura integrata, si concentra nel fondovalle su una superficie di circa 18.000 ha. La produzione altamente intensiva consente di immettere sul mercato oltre 1.000.000 di tonnellate di mele all’anno di cui il 45-55% viene esportato. I mercati principali sono la Germania (70% dell’esportazione complessiva), Scandinavia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Europa centrale e Russia.


GLI EFFETTI DELLA COLTIVAZIONE INTENSIVA SULL’AMBIENTE
La monocoltura delle mele  ha certamente ottimizzato la produttività economica ma allo stesso tempo ha portato:
All’estinzione di numerose specie di animali e di piante (perdita di biodiversità) attraverso la distruzione di importanti habitat per fare posto ai campi di mele. Secondo i dati della Lista Rossa in Alto Adige circa 1.100 specie animali sono in pericolo a causa della coltivazione intensiva.
All’avvelenamento di terreni, di corsi d’acqua e della fauna selvatica dovuto al massiccio impiego di pesticidi, diserbanti e concimi chimici. Per ottenere un raccolto di mele dell’Alto Adige sono necessari fino a 20-25 trattamenti con sostanze chimiche di sintesi. A questo si aggiunge la perdita di fertilità del suolo causata dalla sostituzione dei concimi organici con concimi chimici.
Alla perdita delle varietà di frutta originarie. Molte varietà di melo e pero un tempo diffuse in Alto Adige stanno scomparendo perché sostituite con varietà più facilmente commerciabili.
Al degrado del paesaggio agricolo attraverso l’eliminazione di elementi strutturali del paesaggio: boschi di fondovalle, prati, siepi, muri a secco e singoli alberi sono stati eliminati e sostituiti da un ambiente monotono caratterizzato unicamente dalle piante di melo e dalle reti antigrandine.
All’aumento delle emissioni di gas serra. La maggior parte delle mele prodotte in Alto Adige viene trasportata per lunghe distanze causando un elevato consumo di energie non rinnovabili (petrolio), inquinamento, ed emissioni di CO2.

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