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PAESAGGIO

Stairway to heaven – Una scala per un paradiso chiamato Virgolo/Eine Treppe zum Paradies: den Virgl

dal sito: Il nostro virgolo UnserVirgl

“…e si mormora che presto
se tutti noi intoniamo la melodia
il pifferaio ci condurrà alla ragione
e albeggerà un nuovo giorno
per coloro che aspettavano da lungo tempo
e le foreste risponderanno con una risata…”

(Stairway To Heaven – Led Zeppelin 1971)

Dopo aver elaborato e diffuso nel 2010 una raccolta di idee per uno sviluppo del Virgolo come zona ricreativa di vicinanza per la città di Bolzano (vedi pubblicazione “Il nostro Virgolo – La bella addormentata nel bosco”) il comitato “Unser Virgl – Il nostro Virgolo” in collaborazione con l’Architetto Rinaldo Ruvidotti ha elaborato una proposta per una via d’accesso alternativa per il Virgolo – nonché possibile futura attrazione per la città: una scalinata per raggiungere velocemente, in modo sportivo e salutare – e soprattutto senza l’impiego di mezzi di trasporto – il Virgolo. Come molte altre grandi idee, anche questa idea di una scala che porti al Virgolo nasce da due chiacchere fra amici, semplici cittadini, un calzolaio ed un commerciante (Arturo e Paolo),che immaginano progetti per la cittadinanza facilmente realizzabili, legati alla storia del proprio territorio, progetti che, come in questo caso,incontrano l’adesione spontanea di professionisti (Dr. Ing. Karl Angerer e Dr. Arch. Rinaldo Ruvidotti) che senza pretese, lavorano per la stesura della prima bozza di progetto.

Tale scalinata consisterebbe in 1088 gradini di 18 cm ciascuno e permetterebbe di superare i 196 m di dislivello che separano la città da questo paradiso naturale che è il Virgolo e sul cui futuro come zona ricreativa si sta attualmente discutendo a livelli istituzionali. Il percorso della scalinata – secondo l’idea da noi elaborata – si svilupperebbe

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Invito ad Antersasc

Sehr geehrte Journalistinnen und Journalisten,

ich darf Sie im Namen des Heimatpflegeverbandes Südtirol, des Alpenvereins Südtirol, des WWF Bozen, des Umweltbundes (Legambiente) Bozen, des Vereins Umwelt&Gesundheit (Ambiente&Salute), der Umweltschutzgruppe Vinschgau, sowie des Dachverbandes für Natur- und Umweltschutz und vieler anderer recht herzlich zur Pressekonferenz am Samstag, 28. August 2010 um 10 Uhr in Kampill auf dem Schulplatz einladen, wo wir gemeinsam zur Erschließung der Zwischenkofelalm im UNESCO-Weltnaturerbe Dolomiten Stellung nehmen, die Inhalte unseres über den nationalen WWF eingebrachten Rekurses beim Verwaltungsgerichtshof vorstellen und die Forderung nach Unberührtheit des Tales unterstreichen.

Im Anschluss unternehmen wir eine gemeinsame Wanderung zur Zwischenkofelalm unter dem Motto „Antersasc noch unberührt genießen“ zu der wir die Vertreter der Presse ebenfalls recht herzlich einladen (siehe hierzu auch die Einladung im Anhang).

Mit den besten Grüßen
Andreas Riedl

--

Gentili giornaliste, egregi giornalisti,

nel nome del Heimatpflegeverband Südtirol (Federazione provinciale per la tutela del paessaggio e delle tradizioni locali), del Alpenverein Südtirol (Club Alpino del Sudtirolo), del WWF Bolzano, della Legambiente Bolzano, di Ambiente&Salute, del gruppo ambientalista Val Venosta e della Federazione Protezionisti Sudtirolesi (Dachverband für Natur- und Umweltschutz) e molti altri ancora Vi vorrei invitare alla conferenza stampa alla quale prendiamo posizione comune sulla costruzione della strada d'accesso alla malga Antersasc in mezzo al patrimonio mondiale UNESCO, presenteremo il contenuto del nostro ricorso davanti al TAR di Bolzano presentato attraverso il WWF nazionale e sottolineeremo la nostra pretesa di tenere intatta almeno la parte superiore della valle. La conferenza stampa si terrà sabato, 28 agosto alle ore 10 a Longiarù sul piazzale della scuola.

Dopodiché si svolgerà un escursione comune fino alla malga d'Antersasc sotto il motto “godersi Antersasc ancora intatto” al quale nuovamente sono cordialmente invitati anche i rappresentanti della stampa (vedasi anche l'invito in appendice).

Rimango con i migliori saluti
Andreas Riedl

 

Violata la val di Fundres

fundresVoglio denunciare quello che ho visto nel corso di una escursione in data 08/08/10 e che mi sembra essere una devastazione ambientale imminente in Alta Val di Fundres.

Lo segnalo da fervido sostenitore e difensore della natura indipendentemente dai colori e partiti politici sperando di riuscire a fare qualcosa per fermare le ruspe che stanno operando ad alta quota a più di 2000 mt. Lungo il sentiero che da Dun (1500 mt frazione di Pfundres) porta al rifugio all' Eisbruggalm (2100 mt) e quindi al Rifugio Ponte di ghiaccio (2600 mt c.a) frequentato dagli escursionisti di estate e inverno stanno per arrivare delle ruspe che provengono dall' Alpe Gampiell che è collegata al paese di Pfundres con una strada (credo forestale). Dall 'Alpe Gampiell le ruspe stanno proseguendo sradicando molti alberi che lì sono molto folti, lungo il fianco della montagna che collega quest'ultima con la Eisbruggalm in questione.

Purtroppo non ho testimonianza fotografica delle ruspe perchè lì per lì non avevo capito il "fattaccio" di cui ero testimone. La Eisbruggalm si trova in una valletta splendida lungo la quale si snoda un sentiero di montagna (vedi foto). Il posto è incontaminato veramente uno dei più intatti da me visitati qui in Alto Adige. Di ritorno dal Rifugio raggiunto dopo faticosa ma entusiasmante ed appagante (per la bellezza dei luoghi e la loro selvatichezza) ascensione parlo con i gestori della malga che mi spiegano che si sta costruendo la stradina per permettere accesso alla loro baita (abitata 3 mesi all' anno!!). I viveri adesso li porta elicottero una volta a stagione. Ma come? Una valle così intatta, a quella quota, frequentata solo di estate ha bisogno di una strada che devasterà la zona per portare un po' di provviste a dei gestori che a ottobre scappano da lì? Mi chiedo: ma non sarà meglio un elicottero (1 volta a stagione), non sarà meglio una teleferica per le loro forniture?

Che senso ha scavare un posto così intatto per poche macchine che poi arriveranno lì su? Proprio perchè sarà solo per i gestori e pochi altri con permesso non ha senso toccare un luogo così selvaggio e splendido. La situazione mi sembra uguale a quella contro la quale i valligiani e i Verdi giustamente hanno inscenato il corteo funebre al Passo Erbe l' altro giorno per protesta contro la costruzione della strada forestale ad Antersasc nel cuore del parco nazionale Puez-Odle. Certo capisco che i gestori della malga abbiano il diritto di fare i loro affari.

fundres_3Ma questo profitto di pochi vale la devastazione di quell 'ambiente? Tanto più che già adesso i gestori sono in grado di offrire comunque servizi ottimi (cucina con prodotti di malga freschi) ai turisti che arrivano lì su la malga è nuova e efficientissima (anzi mi chiedo perchè invece di un generatore diesel non abbiamo una mini centrale idrica vista l' abbondanza di acqua in quel bacino).

Se non si vuole trasformare questo posto splendido nel suo isolamento di alta quota e nella sua naturalità in un ennesimo ritrovo per il turismo di massa che purtroppo ha i costi ambientali ben noti bisogna intervenire urgentemente. Non si può pretendere di avere sempre tutto e comunque senza fatica facendo pagare il conto all' ambiente (ciò significa fare male i conti). Sono questi i valori che vogliamo trasmettere alle generazioni future?.

E a parte i costi ambientali ci sono poi i costi effettivi di lavoro! Chi paga per questo progetto? Di sicuro la Provincia e quindi noi contribuenti Quanto costa?. Non sarebbe il caso di chiedere un consulto preventivo della popolazione prima di fare questi lavori? Attenzione: la gestrice della malga mi diceva che forse la strada arriverà fino su al Rifugio! Sarebbe una follia (vedi foto con il laghetto sottostante il Rifugio senza ulteriori commenti)!!

Stefano Cappadozzi Bolzano

La bella addormentata nel bosco

LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO

JUWEL IM DORNRÖSCHENSCHLAF

12 maggio

ore 11.30

presso il Cafè Plural a Bolzano

PRESENTAZIONE DELLA BROCHURE SUL VIRGOLO

Con la brochure bilingue „ La bella addormentata nel bosco” l’iniziativa “Il nostro Virgolo” e l’associazione protezionisti Alto Adige vogliono sensibilizzare la popolazione di Bolzano sulla bellezza e l’importanza del Virgolo.
Su questa balza rocciosa vi sono le radici di Bolzano, qui hanno vissuto reti, romani e germani („Castellum Bauzanum“). Come “montagna sacra di Bolzano“ ha da sempre avuto un ruolo importante nella vita spirituale dei cittadini di Bolzano ed attualmente il Virgolo viene apprezzato come paradiso naturale dove vivono numerose specie animali minacciate.
Nella brochure ricca di immagini non si parla solo di storia, spiritualità ed ecologia ma anche di temi quali l’importanza di zone ricreative di vicinanza, di marketing cittadino e di riduzione del traffico in città. Vi sono inoltre le testimonianze di sette persone, conosciute e non, che parlano del loro rapporto con il Virgolo.
In poche parole e molte immagini la piccola brochure risveglia il desiderio per questa collina, che ultimamente è stata spesso nominata in relazione a progetti edilizi.
Informazioni sul Virgolo si possono ricevere dal comitato “Il nostro Virgolo” (nostrovirgolo.wordpress.com)

La pubblicazione è inoltre reperibile a titolo gratuito presso:
Associazione protezionisti
Heimatpflegeverband
Südtiroler HochschülerInnenschaft
Maso Kohlerhof
Maso Wendlandhof
Cafè Plural Bolzano
Biblioteche pubbliche di Bolzano
[la lista verrà aggiornata entro la conferenza stampa di mercoledì]


Mit der zweisprachigen Broschüre „Juwel im Dornröschenschlaf“ möchten die Initiative „Unser Virgl“ und der Dachverband für Natur- und Umweltschutz die Boznerinnen und Bozner für die Schönheit und den Wert des Virgls sensibilisieren. Dieser wildromantische Felsvorsprung oberhalb der Stadt wurde bereits von Rätern, Römern und Germanen besiedelt („Castellum Bauzanum“); als „Bozens heiliger Berg“ spielte der Virgl im spirituellen Leben der Bevölkerung eine wichtige Rolle; und heute wird der Virgl immer mehr als Naturparadies geschätzt, da dort zahlreiche vom Aussterben bedrohte Tierarten leben.

In der reich bebilderten Broschüre geht es nicht nur um Geschichte, Spiritualität und Ökologie, auch Themen wie Naherholung, Stadtmarketing oder Verkehrsvermeidung werden angesprochen. Zudem kommen sieben Persönlichkeiten zu Wort, die über ihr Verhältnis zum Virgl berichten.

Mit wenigen Worten und vielen Bildern weckt die kleine Broschüre Lust auf jenen Berg, der zuletzt in Zusammenhang mit Bauprojekten in die Schlagzeilen geraten ist. – Informationen über den Virgl gibt die Initiative „Unser Virgl“ (nostrovirgolo.wordpress.com)

Die Broschüre ist an folgenden Stellen kostenlos erhältlich:

Dachverband für Natur- und Umweltschutz
Heimatpflegeverband
Südtiroler HochschülerInnenschaft
Kohlerhof am Virgl
Wendlandhof am Virgl
Cafè Plural Bozen
Öffentliche Bibliotheken Bozens
[wird bis zur PK am Mittwoch noch erweitert]

 

 

 

AIUTO MI TAGLIANO GLI ALBERI!!!

Volevo segnalare lo scempio che sta venendo perpetrato lungo gli argini del Fiume Talvera e dell Isarco in questo periodo  (a dire il vero dall' anno scorso).

Sono centinaia le piante che crescevano lungo il greto del fiume che sono state abbattute in seguito al piano di sfoltimento degli argini per prevenire problemi di deflusso acque in caso di piena (così almeno è motivato l'intervento ufficialmente da parte della Provincia).

 

Sembra che sia una direttiva europea cui si deve ottemperare. Ok. Accettiamo che effettivamente vi sia questo problema tecnico di deflusso delle acque con conseguenti rischi per tutti noi in caso di piene eccezionali e giudichiamolo quindi un intervento "positivo". Quello che però vorrei evidenziare è il risvolto " negativo" della faccenda che è conseguenza implicita, non cosi evidente e che rappresenta il cosiddetto "rovescio della medaglia".

tagli_alberi_argine_dx_isarco_2010

 

Il risvolto "negativo" e´ che nessuno si accorga che avere centinaia di piante in meno nel cuore della città comporti un danno per tutta la popolazione (primariamente almeno quella dei fortunati che vivono nelle zone adiacenti il Talvera e e l'Isarco ma in generale per buona parte della città). Non mi pare che ci siano state prese di posizione da parte della cittadinanza contro questo intervento o che siano state chieste delle spiegazioni più precise o che sia  stato proposto un intervento compensatorio per tutte le piante che vengono abbattute.

 

In questa indifferenza si rivela  un problema di sensibilità e di cultura riguardo ciò che è importante per la qualità di vita delle persone e di tutti noi. Che cosa ci vuole per far rendere conto alla popolazione che avere meno piante in città non è un semplice fatto trascurabile che si possa prendere con leggerezza ma che ha delle conseguenze concretamente dannose per tutta la comunità? 

 

Ogni albero in meno significa avere una qualità dell' aria minore. Tagliando quegli alberi, che vengono presentati in questo caso come dei "pericoli", non stiamo solo eliminando dei "nemici" potenziali della nostra sicurezza. Stiamo anche contemporaneamente colpendo dei generosissimi "amici", leali e concreti, che operano tutti i giorni a nostro favore, per la nostra salute. Stiamo tagliando i principali produttori di ossigeno e i principali filtri di anidride carbonica e altri veleni dell´aria inquinata della città. Stiamo tagliando dei veri e propri "condizionatori d'aria" naturali che contribuiscono ad abbassare la temperatura media della città in estate e a renderla più vivibile. Stiamo tagliando dei ripari dal sole cocente estivo per tutti noi e per gli animali che vivono su quegli alberi. Stiamo tagliando dei rifugi per numerosi specie di uccelli e animali importanti per l'ecosistema urbano.taglio_argine_dx_isarco_2010

 

Mi chiedo tra l'altro quegli splendidi esemplari di airone cinerino che ultimamente ho visto lungo il greto del fiume come prenderanno questa opera di diradamento che toglie loro un riparo naturale. Ora ammettiamo che questo taglio sia davvero utile e necessario, anche se tecnicamente pare che vi siano dei dubbi circa la validità di tale intervento (che non discuto qui per ragioni di brevità).

 

 E´troppo però chiedere che il Comune o la Provincia faccia qualcosa per compensare l' abbattimento di tanti preziosi alleati per la nostra qualità di vita e che il taglio di così tante piante non rimanga senza una compensazione.... "arborea"?

 

Se gli alberi non possono essere così folti lungo i greti del fiume, che lo siano invece in altre zone delle passeggiate e della città ove possibile. Che alle centinaia di piante abbattute segua la piantumazione compensatoria di altrettante centinaia di piante o di più ancora. Magari, come già proposto altre volte, lungo le passeggiate in una zona lontana da quella di immediato pericolo per le piene del torrente.

 

 Penso ai prati del Talvera così appaganti  "esteticamente", così belli a vedersi ma così "artificiali" e così "spogli" per quanto sono privi di piante verdi e di vegetazione spontanea e di conseguenza così invivibili per buona parte dell' anno. Possibile che mentre in altri stati europei, soprattutto quelli nordici, nonostante la cementificazione massiva che ha dovuto subire il territorio, si sia seguita una pianificazione degli interventi in modo da tutelare il territorio e gli alberi, qui da noi non si ragioni mai di questi aspetti così importanti e si sia proceduto in genere ad una urbanizzazione selvaggia che cancella  ogni spazio di verde ritenendolo un "accessorio"?

 

Stefano Capadozzi

 

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