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PAESAGGIO

Latemar

Beffardo appare questo manifesto apposto a valle degli impianti di risalita di Obereggen ove il tenace lavoro di erosione del bosco e di distruzione della natura prosegue anche oggi. Ai piedi del Latemar da Pampeago fino al passo Carezza, accanto a impianti di risalita sempre più moderni e veloci,  continuano a nascere nuovi e imponenti bacini idrici per l’innevamento artificiale, con una rete di distribuzione e di pompaggio sempre più capillare e energivora.

Beffardo appare questo manifesto a chi in questi giorni ha avuto occasione di recarsi sul Latemar  partendo (a piedi!) da Obereggen. Ci si imbatte nella costruzione di un “autostrada”  per collegare un piccola Malga (Laner).
Qualcuno ha scoperto che si può fare business anche con le piste di slittino e allora bisogna prepararsi per non perdere l’affare! Anni fa vi era una piccola e discreta strada forestale sterrata, con il tempo questa è stata asfaltata, poi è stato concesso il transito pubblico alle autovetture, ora improvvisamente la si sta allargando in alcuni punti fino a 10 metri (più del doppio!), è comparso un sistema di innevamento artificiale con annesso sistema di raccolta idrica e rete di pompaggio, un sistema di illuminazione e il pendio sul lato a monte è stato completamente “rasato” per decine di metri.
Uno scempio nello scempio che viene perpetrato nel silenzio generale in un bosco che ha già pagato un tributo sproporzionato al dio denaro.
Le foto possono, meglio di qualsiasi parola, descrivere quanto sta accadendo.

Alessandro Cosi

 

 

IL LEITBILD DEL COMUNE DI NOVA LEVANTE

Masterplan o Leitbild, che dir si voglia, sembrano andare di moda specialmente in tempi di crisi conclamata. 
Così anche il Comune di Nova Levante ha incaricato una società privata specializzata nella preparazione di piani di sviluppo per il turismo e il tempo libero. In verità il Leitbild nasce in provincia di Bolzano, con approvazione della Giunta Provinciale, anche come mezzo per aggirare alcune normative per salvaguardare l'ambiente, giudicate troppo restrittive. Insomma il ragionamento di fondo semplificato é: “ La tutela dell'ambiente va bene fino ad un certo punto...purché non contrasti  certi interessi economici (soprattutto privati) prioritari “.
Tanto per fare un esempio concreto: il Comune di Nova Levante rientra fra le località turisticamente   sviluppate, ma ciò ostacola certe iniziative, fra le quali la costruzione di campeggi, poiché la legge provinciale riserva questa possibilità solo alle aree considerate sottosviluppate.
E allora come si può fare per aggirare questa norma, che non permette al proprietario di uno dei masi più grandi e famosi della zona, per giunta in grande amicizia, fin da quando andava a scuola, con la massima autorità provinciale, di portare avanti la sua iniziativa economica?
Basta che il Comune, nel quale il figlio del nostro proprietario è consigliere di maggioranza, prepari un bel Leitbild da sottoporre al parere della Provincia e che quest'ultima lo approvi, rimangiandosi i pareri negativi precedentemente espressi dall'Assessorato all'Ambiente. Così in data 28/07/2009 con delibera n. 280/2009 il Comune di Nova Levante approva con 13 voti a favore, compreso quello del figlio del proprietario del maso, il piano di sviluppo turistico. Il Leitbild che ha originato la delibera è stato preparato da una nota impresa di Gais in Val Aurina, la Kohl e Partner, che sicuramente si sarà fatta pagare profumatamente dal Comune la realizzazione delle 75 convincenti pagine da sottoporre all'esame della Provincia.
Il succo del piano di sviluppo è questo: un grande benefattore ha preso il posto di Re Laurino e di Christomannos per rilanciare e sviluppare il turismo a Nova Levante e a Carezza soprattutto. E' il Re dei cannoni neve, del quale si vocifera abbia messo a disposizione una trentina di milioni di euro, finora in parte spesi: per eliminare qualche migliaio di alberi al fine di allargare smisuratamente la pista facile che scende dal Latemar; per costruire il secondo lago di Carezza; per acquistare 170 cannoni che sparano neve ecologica dalla società che lo ha reso famoso e ricco; per acquistare i nuovi impianti sciistici ( la seggiovia a quattro posti e l'ovovia già in funzione). Altri investimenti in impianti e posti letto sono previsti, sempre per rendere la giostra sciistica di Carezza competitiva rispetto alle più famose di Obereggen e della Val di Fassa. L'obiettivo dichiarato dal nuovo Re è di aumentare nell'ordine di diverse migliaia, le presenze giornaliere sugli impianti.
Il Comune di Nova Levante è convinto che il nuovo Re Laurino riesca nell'impresa di portare felicità e soldi a tutti i suoi cittadini. Nel Leitbild preparato l'attività sciistica è diventata centrale e per supportarla concretamente il comune ha approvato l'aumento di 800 nuovi posti letto e la  costruzione di più campeggi (il numero non è specificato) fra i quali, primo fra tutti, quello che preme al consigliere, figlio del padrone del maso.
Quello che stupisce è che nel piano di sviluppo si denuncia il costante calo dei posti letto negli ultimi anni a causa della chiusura di esercizi che evidentemente non riuscivano a riempire le camere sia d'inverno che d'estate. L'idea della costruzione di nuovi posti letto ha messo in allarme affittacamere, residence e qualche albergatore che, durante l'anno in corso, hanno visto calare sensibilmente le presenze a causa della crisi. Loro, a differenza del Comune,  non credono nei miracoli del nuovo Re Laurino e sono molto preoccupati che  nuovi posti letto e campeggi possano portare ad un ulteriore tracollo delle loro entrate.
Dal punto di vista economico la nuova giostra dello sci, anche nell'ipotesi migliore, porterà ad un impoverimento della zona ed a un disastro ambientale continuato, causato dallo spreco di energia e  d'acqua e dalla speculazione edilizia, con danni duraturi, già oggi visibili, al paesaggio alpino. La ricaduta occupazionale sarà pressoché nulla, poiché i pochi posti di lavoro recuperati nel circuito di Carezza, saranno persi nei circuiti vicini. Aumenteranno invece i ricoveri ospedalieri a carico dei contribuenti. E' noto che più veloci sono gli impianti di risalita, più  numerosi sono gli infortuni sulle piste..e pagherà il contribuente.

 

Alberto Filippi

alberi o condizionatori?

cedro_abbattuto_ponte_roma_26.12.08Diffondiamo la  lettera inviataci da un nostro concittadino. Si parla di ombra, di alberi, di mobilità, di anziani e bambini, di città vivibile. Una lettera volta al buon senso e all' osservazione della realtà che invieremo anche al sindaco e agli amministratori di Bolzano, un appello che auspichiamo dia avvio ad un' iniziativa di piantumazione nella nostra città che ripari le tante perdite di alberi.

Se avete appena  installato il condizionatore, piazzato la nonna al fresco dei centri diurni organizzati dal Comune, se vi piacciono gli striminziti alberelli d'arredo e odiate le bici e i loro conducenti, la lettura potrà avere effetti indesiderati: vi verrà voglia di sedere all' ombra di un albero secolare, sorseggiare una bibita scambiando quattro parole con il vicino di panchina e ritroverete il buon umore dimenticato sulla piazza rovente sotto la quale dove appena parcheggiato il SUV con il FAP...

Teresa Fortini

Protesta e proposta per alberi sul Talvera di Stefano Cappadozzi

Spett.le Ambiente e Salute

sono un cittadino di Bolzano e scrivo questa lettera per segnalare i disagi che sono costretto a subire durante l'estate per la scarsa presenza di alberi, almeno di quelli degni di questo nome, lungo le passeggiate del Talvera e in generale nella nostra città. Mi rendo conto che la mia segnalazione potrà sembrare ai più probabilmente strana e magari anche ingiusta o esagerata, ma vorrei invece dimostrare che non è così grazie ad alcune osservazioni e riflessioni prima sulla mia esperienza diretta e dopo su dati comuni e anche scientifici riguardanti gli alberi. Parlo come "utente" assiduo delle passeggiate del Talvera lungo le quali passo in genere per tutto l' anno un paio di ore al giorno per camminare, fare attività ricreative, riposare, rinfrescarmi e anche ossigenarmi (essendo uno dei pochi posti della città ove si può respirare un po' di aria pulita) da molti anni a questa parte. Proprio per l'esperienza maturata durante tanti anni mi sono deciso a scrivere questa lettera. Le passeggiate del Talvera e i suoi prati sono effettivamente considerate da molti come il fiore all' occhiello del patrimonio ambientale di Bolzano anche se in realtà, al di là di essere "esteticamente appaganti" a vedersi non si rivelano molto utili ai cittadini di Bolzano sopratutto di estate. Cerco di dimostrare questa tesi. Di inverno i prati sono utilizzati pochissimo, come è ovvio. Solo le giornate primaverili e autunnali permettono di poterli vivere durante il giorno, mentre già partire da Giugno e poi per tutto Luglio e Agosto e parte di Settembre sono inutilizzabili per gran parte della giornata, soprattutto durante le ore più calde, perché manca un minimo di ombra per ripararsi dal sole.

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Il cratere di Carezza

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

invaso_carezza_luglio_09

Un nuovo lago è sorto sopra quello di Carezza, un invaso di 96.000 metri cubi, visibile al pari del famoso lago dalla maggior parte dei panorami che si possono godere salendo verso le cime del Latemar o del Catinaccio.

Panorami perduti, panorami rovinati da una mostruosa bruttura. La cima di una collina verde, nel mezzo dei due splendidi gruppi dolomitici, rapata, spianata, scavata, destinata ad essere interamente riempita da tre strati di materiali plastico-gommosi, da ghiaia e infine dal cemento.

Una piaga grande come due stadi ha deturpato il territorio. Il brutto ha fatto un altro passo avanti, grazie alla cupidigia di qualcuno e alla stoltezza di coloro che lo hanno permesso.

Senza nessun valido motivo si priva il territorio di 96 milioni di acqua da destinare, non all'economia montana, ma alla giostra delle nevi, ad un insignificante carosello sciistico, senza alcun senso economico.

Non so se una simile devastazione ambientale sia compatibile con il patto stabilito con l'UNESCO, ma se lo fosse, seri dubbi potrebbero sorgere sull'efficacia di questa tutela internazionale del territorio.

E' proprio dal punto di vista economico che lo sci è indifendibile. Nel tentativo di arricchire ancora di più qualche personaggio che probabilmente gode dell'amicizia di politici che contano, si devasta il territorio, si spreca la sua acqua e una quantità enorme di energia: quella consumata dalle pompe della stazione a valle di Malga Moser per spingere milioni di litri d'acqua nelle condotte che salgono verso il Catinaccio affinché siano alimentati i cannoni neve, lungo un percorso costato l'abbattimento di centinaia di alberi.

Qualcosa però non quadra. Per l'innevamento delle piste che da Malga Moser raggiungono il rifugio Fronza tutta quest'acqua non serve e pertanto una tale spesa di denaro non trova giustificazione.

L'unica spiegazione la si può trovare in un obiettivo mancato: la realizzazione della nuova pista che l'entrata delle Dolomiti nel patrimonio dell'umanità non permetterebbe più.

Gli artefici di questa iniziativa imprenditoriale, fino a qualche mese fa, davano per scontata la realizzazione della super pista fra la Paolina e la Coronelle. Avevano già segnato con cura il tracciato, poi è arrivata la doccia fredda dell'UNESCO. Nonostante ciò da bravi imprenditori non si arrendono. Ci provano ancora: propongono una pista un po' più corta di quella originariamente pensata che possa andare bene anche per l'UNESCO.

Intanto dall'altra parte è stata allargata a dismisura lo sterrato che sale ai prati del Latemar con l'abbattimento di altri alberi e lo spostamento del pascolo sopravvissuto un po' più in là.

Al Passo di Costalunga la nuovissima seggiovia a quattro posti è entrata in funzione per portare i turisti estivi sotto il Pulpito. Siamo rimasti qualche ora a guardare l'impianto. Non abbiamo visto nemmeno una persona andare alla cassa: solo seggioloni vuoti andare su e giù davanti agli occhi rassegnati degli addetti ai lavori. Altre persone hanno confermato la nostra osservazione in tempi diversi. A cosa serve sprecare risorse per far andare un impianto vuoto? - si chiede incredula la gente.

Ma altre domande più importanti chiedono spiegazione: chi ha autorizzato, con la concessione edilizia provinciale numero 2008/66, l'invaso per una tale capacità? E quanti e quali contributi sarebbero stati erogati per una simile devastazione?

In tal caso avrebbero ragione coloro che sostengono che in Provincia girano troppi soldi e sono spesi male.

Alberto Filippi (associazione Asterisco)

 

Deforestazione comunale

zona_abbattimento_maneggioContinua la campagna di deforestazione del Comune di Bolzano; dopo la strage degli innocenti di questo inverno, quando 2 nevicate sono bastate per giustificare un vero e proprio massacro di alberi, ora si continua con l'abbattimento di  40 piante tra  pioppi e salici  al maneggio di Bolzano.
Appena passato in concessione al Comune è partita la nuova strage, con la scusa della vicinanza dell' aeroporto.
Noi siamo andati a vedere il macabro spettacolo e ve ne riportiamo alcune tristi immagini.
Abbiamo incontrato alcuni signori e signore, frequntatori del circolo, non degli ambientalisti  ma altrettanto incavolati . "I pappagalli dal collare che nidificavano nei nidi abbandonati dai picchi son venuti a cercare i loro alberi, i loro nidi ,  poi sono spariti e non si vedono più così pure i picchi verdi non ci sono più fatti vedere " è stata una testimonianza. Ma non  era vietato abbattere gli alberi in periodo di riproduzione?
Ci hanno raccontato che in realtà la richiesta dell'ENAC (ente nazionale aviazione civile) esiste, ma era presente da anni, senza che nessuno si  fosse mosso; la stessa forse non richiedeva proprio l'abbattimento ma soltanto un abbassamento delle piante e la stessa ENAC, secondo alcune fonti, era propensa ad aspettare ottobre, con l'esito del referendum, per decidere il da farsi.
Chi ha deciso, chi ha affrettato i tempi è stato il Comune di Bolzano. Chi ha preso la decisione ,che secondo un assessore non è passata dalla giunta, è stato l' ufficio ambiente? Si mormora chè è solo una questione di sicurezza, per prevenire rischi, problemi di assicurazione in una zona secondo il Comune in stato di abbandono...e così  si taglia, si taglia , si taglia....
E dove erano in questo periodo i così detti "ecosociali": in ferie, a dividersi in altri pezzettini o ancora storditi dalla notizia delle Dolomiti patrimonio dell'umanità ?
E intanto altri piccoli patrimoni dell'umanità, non meno nobili delle Dolomiti, se ne vanno e con loro se ne va un altro habitat, molto frequentato da diverse specie migratorie; un luogo  bello e ombroso è stato trasformato in un deserto, circondato da scheletri di nuovi edifici alti quanto i pioppi abbattuti.
Rimane tanta tristezza e tanta rabbia, soprattutto per la poca stima che gli amministratori di Bolzano hanno nei confronti dei cittadini; nessun preavviso, nessuna spiegazione, i soliti "blitz" estivi ( chi non ricorda come sono stati abbattuti gli alberi secolari  davanti al vecchio Ospedale per far spazio ai cubi di cemento dell' Università ?); soliti sistemi, colpire nell'ombra, poi fuggire, sperando che nessuno se ne accorga.
Noi l'avevamo detto: l' estate è tempo di sorprese, non bisogna mai abbassare la vigilanza sul nostro territorio, è ancora in discussione il Masterplan e con questa gente in giro è meglio osservare quotidianamente la collina del Virgolo , per non vedere improvvisamente spuntare una gru!

Claudio Vedovelli

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