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PAESAGGIO

turismo insostenibile

Il dr Berger , assessore all’agricoltura, afferma che il futuro dell’agricoltura in AA è legato strettamente al turismo. Noi crediamo che il futuro dell’agricoltura sia legato ad un altro modello di sviluppo, dove il difficile lavoro del contadino abbia un giusto riconoscimento e dove la terra, l’acqua e l’energia siano primariamente utilizzate per il bene comune e per l’agricoltura stessa.

L' impressione è che agricoltura e turismo siano agli antipodi, e se per un certo periodo può essere stato giusto premiare la dura attività montana con un “premio” alberghiero, ora le cose siano modificate e ormai in molte località i limiti di uno sviluppo turistico sostenibile siano ormai superati.

Un limite pericoloso innanzitutto per l’agricoltura, senz’altro per l’ambiente ma addirittura l’inizio della fine del turismo stesso, come molte lettere di protesta di cittadini hanno mostrato nell’estate scorsa, soprattutto se si predilige un turismo “mordi e fuggi”, ad alto impatto e ad alta convenienza, rispetto ad un turismo di qualità e di accoglienza.

Fortunatamente gli stessi cittadini e perfino alcuni albergatori paiono aver compreso questo tipo di messaggio come le esperienze di Carezza e dell’ Alpe di Siusi dimostrano.

  logo_proseiseralm.gif

Dal sito www.proseiseralm.info :

L' Alpe di Siusi é in pericolo!
 
L' Alpe di Siusi Iin Alto Adige é un vero e proprio gioiello della natura e come tale
viene sempre menzionato in tutti i testi di carattere storico-culturale e turistico.
Questa sua unicitá e bellezza la conserva ancora oggi nel XXI secolo,
nonostante l' Alpe sia stata resa ampiamente fruibile per i turisti
con l'ausilio di mezzi meccanici come impianti di risalita,
impianti per l'innevamento e la manutenzione delle piste da sci,
macchinari agricoli e veicoli per il trasporto di merci e persone.
 
L' imponente corona di montagne dolomitiche quali il Gruppo del Sassolungo,
i Denti di Terra Rossa e lo Sciliar che le fanno da cornice
e la bellezza dei prati alpini con la loro grande varietá di specie vegetali ed animali,
sono finora stati in grado di neutralizzare almeno in parte
il forte impatto degli interventi dell' uomo sull' ecosistema di questo alpeggio.
 
Non solo per gli abitanti di queste vallate, ma anche per tanti  Altoatesini,
come per i numerosi turisti provenienti ormai da tutto il mondo,
l' Alpe di Siusi é e rimane, oggi come in passato, il luogo ideale
per chi cerca ristoro a contatto con la natura  nel proprio tempo libero.
 
Non é pertanto ammissibile che questo meravigloso angolo del creato
diventi oggetto di meri calcoli economici e speculazione edilizia
e che si continui ad edificare senza che vi si ponga un freno.
 
Finché siamo ancora in tempo salviamo quest' Alpe
di incomparabile bellezza paesaggistica dall'urbanizzazione totale.
Custodirlo e tramandarlo ai nostri figli ed alle generazioni future
é un dovere morale per ognuno di noi, nessuno escluso.

 

 

Quaresima : acqua e movimento

h2o_bene_comune.jpg  Due notizie , due proposte che ci trovano d’accordo e che vogliamo sottolineare, anche se provengono da posizioni spesso lontane dalle nostre e da organizzazioni troppo spesso assenti su molte altre tematiche riguardanti l' ambiente.-La prima notizia riporta le preoccupazioni del Bauerbund, l’associazione degli agricoltori sudtirolesi che, riuniti a Terlano anche per motivi elettorali, hanno però ribadito che l’acqua, bene prezioso per l’umanità, va innanzitutto utilizzata per l’uso domestico come potabile, ma subito dopo per l’uso in agricoltura e solo una volta soddisfatti queste due esigenza primarie, si può utilizzarla per produrre energia. Posizione interessante che crediamo non troverà d’accordo parte della Giunta Provinciale, sempre più spesso attratta dai guadagni derivanti dall’energia. Peccato che gli stessi agricoltori ben poco si preoccupino delle loro culture quando queste vengono minacciate da inquinamenti ambientali diversi, non ultimo le emissioni degli inceneritori.-La seconda  proposta interessante viene da una parte della Chiesa, spesso purtroppo assente sulle tematiche ambientali nonostante i ripetuti richiami del Papa al rispetto della Natura.Condividiamo in pieno la proposta del digiuno dall’auto, che però non deve essere limitato al periodo quaresimale ma ampliato alla nostra quotidianità. Il digiuno dell’auto da parte dei cittadini deve essere accompagnato da una politica della viabilità che proponga e privilegi le alternative: bicicletta e servizi publici. bici.jpg

I segni di questi giorni sono invece inquietanti e perseguono la solita politica : predicare bene e razzolare male! Mentre l’assessore all’ambiente ancora nulla ha fatto per affrontare il problema della viabilità di Bolzano, si moltiplicano a dismisura le occasioni di costruire centinaia di parcheggi in centro città.

A quando il digiuno dalla politica ? Forse alle prossime elezioni ?

 

 

Alto Adige Sabato, 09 febbraio 2008

 

Il Bauernbund tira l’acqua alle sue colture

Mair: «Prioritario l’impiego in agricoltura, poi l’energia»

 Digiuno dall’auto: si può?
L’Istituto per la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato lancia un’iniziativa per la quaresima: rinunciare all’auto, fare un “digiuno”, che può servire a far riflettere sull’ambiente, sulle nostre scelte, sulla dipendenza dall’automobile che, ormai, non è più davvero al nostro servizio. Ma è possibile digiunare dall’auto? Ci sono mezzi di trasporto davvero alternativi? L'invito di Giustizia e Pace

Fioretto di quaresima digiuno dall'auto

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Miele amaro

ape_morta.jpgMerita particolare attenzione una notizia apparsa in questi giorni sulla stampa nazionale e locale e che aveva già avuto un precedente l’anno passato negli Stati Uniti. Ci riferiamo alla netta riduzione del numero delle api in circolazione. Diverse le cause, fra queste certamente i fitofarmaci utilizzati in agricoltura e i cambiamenti climatici. Due effetti cosiddetti antropogenici, che dovrebbero far riflettere e invitare al cambiamento del tipo di agricoltura e degli stessi stili di vita produttori di co2.

da Republica di venerdì 1° febbraio    TECNOLOGIA & SCIENZA
Un terzo delle coltivazioni dipendono dal lavoro degli insetti.
In pericolo mele, pere, mandorle, kiwi e ciliegie.
Clima e pesticidi, le api sono dimezzate
Strage alveari, frutta a rischio
di Antonio Cianciullo

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Turista , non per caso…

le_mucche_non_mangiano_cementoC’è qualcosa di peggio del turismo? Sì, il turismo di massa.

C’è qualcosa di peggio del turismo di massa? Sì, il turismo di massa mordi e fuggi.

Questo sembra essere il modello futuro del turismo altoatesino nell’era di re Luis : più strade,aeroporto più grande, sempre più alberghi, per un turismo veloce che in fretta spenda quello che c’è da spendere e consumi il più possibile nel minor tempo possibile, lasciando dietro di sé smog, rifiuti, e null’altro… hops dimenticavo i soldi.

Un turismo da Mercatino di Natale, masse di persone ferocemente alla ricerca di spendere, ed è lo stesso se non rimane nemmeno il tempo o la voglia di guardarsi intorno, parlare con la gente locale, fare due risate e rilassarsi.

Un turista che non ha tempo, che non può fermarsi, che se piove un giorno, mica se ne sta raggomitolato sotto il piumone a guardare la pioggia che scende. No, corre subito in macchina, cinquanta chilometri di fila per ammassarsi, intasare e inquinare la già, per altri versi, inquinata città di Bolzano. E per far cosa? Visitare un centro che ormai assomiglia sempre più ad altri centri, visitare una mummia che ha eseguito più accertamenti sanitari di centinaia di cittadini, ma la cui causa di morte è ancora sconosciuta. Presto al turista gli si potranno proporre nuovi itinerari : una visita all’inceneritore “che depura l' aria”, un salto ad Ischia Frizzi "guida sicura se non sei ubriaco" o fare un salto a Mules a vedere in diretta come si buca una montagna "ad alta velocità"… Le alternative non mancano.

Un turismo di consumo, che a qualche turista comincia a non piacere più. Qualcuno sta  pensando che se a Ortisei ritrova lo stesso caos di Milano, gli stessi ritmi frenetici per guadagnarsi un posto in prima fila, le stesse gru, gli stessi rumori, lo stesso smog ,allora,tutto sommato…. me ne resto a casa mia, che per piccina che tu sia …

C.V.

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Feuer in den Alpen

 feuer_in_den_alpen-kolern                                                               feuer_in_den_alpen-kolern_11.8.07 La catasta

feuer_in_den_alpen-kolern_11.8.07_i giovani 

feuer_in_den_alpen-kolern_in attesa del buio

feuer_in_den_alpen-kolern_appetito

feuer_in_den_alpen-kolern_11.8.07_accensione

 feuer_in_den_alpen-kolern_11.8.07_falò

feuer_in_den_alpen-kolern_11.8.07_

 

 

Anche quest’anno sabato 11 agosto si sono accesi diversi fuochi di segnalazione nel quadro della manifestazione "Feuer in den Alpen" , che si svolge ogni estate dal 1986 e coinvolge Austria, Germania, Svizzera, Francia e Kirgistan (Asia centrale).

Nella nostra provincia sono stati accesi due falò uno alle Tre Cime di Lavaredo e l’altro presso la località Colle di Villa-Bauernkohlern, sopra Bolzano.

 

Già nel medioevo i fuochi sulle alture venivano usati come segnali d’allarme in vista di pericoli imminenti. Riprendendo questa storica e lontana tradizione di montagna quest’anno il fuoco sarà un monito per chiedere con insistenza la riduzione del transito delle merci e dei TIR lungo le strade dell’arco alpino e il loro trasferimento sulle ferrovie attuali (senza nuove linee di treni ad alta velocità) ed affermare la salvaguardia dell’ambiente alpino e della qualità della vita.

 Con questi fuochi si vogliono far accendere parole come difesa dell’uomo e del suo habitat, tutela della terra e dell’acqua, freno alla produzione. Con questi fuochi si vuole accendere quella solidarietà così importante tra genti di posti diversi. Con questi fuochi si vuole accendere il coraggio di una cultura altra, senza confine e senza secondi interessi.Contemporaneamente abbiamo partecipato alla “Notte dei fuochi” proposta durante l’incontro nazionale delle realtà aderenti al "Patto di mutuo soccorso" in quel di Serre. Da sempre i falò sono un’occasione di socialità e unione per le comunità, a maggior ragione se si tratta di comunità in lotta. Molti fuochi  sono stati accesi in ogni parte d’Italia, dalla Val Susa a Vicenza, da Serre a Venezia, da Bolzano a Novara con lo spirito di chi si batte per un’esistenza senza guerre e basi nucleari per la difesa del territorio dai progetti nocivi, in solidarietà alle lotte per la salute e l’ambiente.
Comitato NO TAV/KEIN BBT Bolzano
Comitato No TAV Trento
Ambiente e Salute Bolzano

 

Stopglyphosate

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Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio