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TERRITORIO

Protesta al futuro urbanistico della città di cemento

masteplan_mareccio_3.5.10

 Folgt in deutscher Sprache                                                                                       Bz, 03.05.2010

Gentili giornalisti,

Lunga vita al colonnello!

via_novacellaAssemblea affollatissima presso la sala Fronza della circoscrizione Europa - Novacella a Bolzano. Si parla di uno degli ultimi parchi privati con grandi alberi, i platani di via Novacella, scampato per ora alla furia delle seghe e delle ruspe che negli ultimi anni stanno consumando il territorio in città.

Davanti all' architetto Chiara Pasquali, assessora all' urbanistica, i cittadini esprimono la preoccupazione per il destino di un fazzoletto di terra con annessa villa, di proprietà dell' aeronautica, ed abitata da un colonnello in pensione, che vorrebbero parco pubblico per i molti anziani e bambini che abitano in quel rione lontano dal verde.

 La proprietà passerà a breve alla provincia, con una non ben chiara permuta in denaro o con una cessione gratuita, come sostengono alcuni cittadini e che l' assessora non chiarisce. Forse perché il passaggio di proprietà gratuito sarà in cambio dello smaltimento del materiale pericoloso che ancora ricopre, incapsulato dal cemento, il tetto d'amianto? Certo è che agli occhi della speculazione edilizia, mascherata da un ormai non più credibile " bisogno del ceto medio di alloggi in affitto" che i cittadini contestano calorosamente, quel terreno è appetibile per molti.

L'assessora assicura che c'è la volontà di conservare il parco ma sempre ribadisce l'abituale impotenza del Comune davanti alla Provincia e alle sue decisioni. Smentisce pure che alla data del 24 maggio, termine del'Ipes per la designazione da parte del Comune delle aree per l' edilizia agevolata, verrà indicata anche quella particella. Su quell' area vige un vincolo comunale degli insiemi e la richiesta di tutto il quartiere che il biotopo cittadino, dove nidificano perfino i picchi e vivono ricci e corvi reali, resti, con i suoi grandi alberi, a donare ossigeno e ombra ai suoi abitanti.

Si avvicinano le elezioni e nessuno si metterà di traverso, le decisioni saranno prese dopo(?) o in silenzio, ma i timori del solito raid d'agosto delle motoseghe, che così bene i bolzanini conoscono, aleggia tra il pubblico. Il presidente della circoscrizione raccoglierà le firme degli abitanti, il Vke propone concretamente la realizzazione del parco di quartiere, gli amministratori dei condomini circostanti si fanno portavoce delle centinaia di famiglie e pure una signora anziana rappresenta altri come lei in età "da panchina".

 Quel parco è grande per dare ossigeno e ombra e rifugio a tanti esseri viventi ma è piccolo per poter accontentare la speculazione edilizia e l' esigenza di verde pubblico. E' legittimo pensare, visto anche il precedente del Virgolo, che l' inferiorità del Comune davanti alla Provincia, possa cedere alla logica di tagliare tutto e costruire garage e alloggi in cambio di un po' di verde pubblico con qualche panchina assolata tra alberelli bonsai.

Il ripetitivo ribadire dell' assessora della necessità di costruire alloggi in una città senza più terreni edificabili, nonostante le imminenti cessioni di aree militari molto grandi come le caserme in via di dismissione, fa temere che la fame di cemento e di affari per costruttori, immobiliaristi e cooperative varie, sia ancora forte e temibile.

Diffidare e vigilare. Finchè la villetta nel parco dell' aereonautica sarà abitata, il pericolo sarà lontano ma il tempo però stringe. Lunga vita al colonnello!

M. Teresa Fortini

30.3.2010

N.P.B. (Non Per Bimbi)

BOLZANO - QUARTIERE  "CENTRO "

 N. P. B. ( Non Per Bimbi )

 

Un quartiere con 15.000 abitanti.

Partite dai Piani di Bolzano, proseguite sino al parco Rosegger in via Marconi assediato da macchine e smog su 4 lati e da lì esplorate tutte le vie e piazze della città vecchia a fate un inventario dei giochi e spazi pubblici per bambini.

Bolzano, "la città dei bambini", in tutto il centro offre: 1 scivolo, 1 sabbiera, 1 dondolo e 2 cavallini oscillanti su una molla di ferro. Il tutto in neanche 200 m2.

Non può essere?

 

Controlliamo assieme la mappa del Piano Urbanistico e cerchiamo le aree verdi segnate come " parco giochi per bambini ".   Troviamo il simbolo del bambino segnato sul parco accanto alla stazione.   Ci andiamo e troviamo un parco con alberi molto belli, varie tipologie umane, fra cui diversi emarginati,  nessun gioco.

Inadatto per bambini che infatti non ci sono.

 

Torniamo alla mappa del P.U.C. e vediamo una sola altra area indicata come " parco giochi per bambini ".  Sembra ampia e infatti sono indicati due parchi, Parco Madonna e Parco Goethe. asilo_girasole_2003

Vediamo il primo: Parco Madonna è un parco gioco per bambini ma sotto gli alberi non trovate altro che una malinconica area vuota con 4 panchine per tristi pensionati.   Non un dondolo o un'altalena.

Prima c'era qualche gioco ma da più di un anno il parco è stato risanato e "sterilizzato", epurato da qualsiasi tentazione per bimbi. 

 Infatti prima lo popolavano, ora sono scomparsi.

Troppo difficile la loro gestione in coabitazione con ubriachi o emarginati.

Meglio cancellarli.  Anche questo, come il parco della stazione, non è più uno spazio dove si possa giocare.

Mettiamo un'altra X sul simbolo verde col bimbo nel P.U.C..

 

Andiamo ora a cercare il parco Goethe, gran bel nome.

Sulla mappa è rappresentato come una verde continuità  del parco Madonna ma, appena fuori da quest'ultimo, sul terreno dominano asfalto e cemento.  

Solo due piccoli fazzoletti di prato spelacchiato, divisi da una vera e propria strada asfaltata larga tre metri, ospitano i giochi di cui si parlava all'inizio. E non mancano le bottiglie rotte e qualche rottame di bicicletta.

Complimenti! Questo è quello che offre il Comune ai bambini di Bolzano che abitano al centro?  " Si " risponde un padre " Ma siamo in attesa che un urbanista pietoso interrompa l' agonia anche di questo minuscolo angolo giochi ".

E' vero, a guardarlo sembra un moribondo, trasuda provvisorietà da ogni angolo. I pochi giochi presenti farebbero la loro figura solo in un cortile condominiale.asilo_girasole_2007

Non un albero che possa fare un po' d'ombra.   Deprimente.

 

Però le mamme dicono " Questo parco fa schifo ma è tutto quello che abbiamo ed è meglio di niente.  E poi ai bimbi basta poco per divertirsi ".  Sembrano presentire come sia in progetto una "riqualificazione" della zona e questo termine, nel quartiere "centro", non porta mai niente di buono per i più piccoli.

Ne sanno qualcosa i frequentatori del microscopico spazio dedicato loro al dopolavoro ferroviario di via Crispi, dove probabilmente sorgerà l'ennesimo edificio al posto del cortile interno.

parco_gioghi_via_vintolaAnche il parco Madonna è stato "riqualificato" ma non per i vivi, ora è un bel cimitero. 

 

Potrà questa nicchia ecologica, il " parco dei tre giochi ", evitare l'estinzione nel quartiere "centro" della osteggiata razza dei bambini che giocano all'aperto?

Difficile che rimanga indenne dalla creazione del nuovo polo scolastico e sarà bene prepararci a tracciare un'altra bella X sul simbolo del bimbo in campo verde che nel P.U.C. contraddistingue le zone riservate ai bambini.

 

D'altronde le prime cose che gli urbanisti imparano a non considerare, quando devono ridisegnare una zona, sono gli alberi e le zone verdi con quel che c'è sopra; toglierle infatti non costa niente e dà spazio alla fantasia che sa lavorare solo sul vuoto.  Però, in questo caso, sbaglio per difetto, la fantasia dell'urbanista ha bisogno di ancora più vuoto, a qualsiasi prezzo:

Vedete quell'edificio alto tre piani, appena ristrutturato e del sicuro valore di alcuni milioni di euro?   Verrà abbattuto per far spazio, ironia della sorte, al parco giochi dell'asilo "Girasole".   Da un eccesso all'altro e tutto a spese nostre, dei cittadini.

Ma questa è un'altra storia, che dis/piacerà alla Corte dei Conti se qualcuno vorrà raccontarla.   Io, ne ho la nausea.

 

Paolo Giacomoni

AIUTO MI TAGLIANO GLI ALBERI!!!

Volevo segnalare lo scempio che sta venendo perpetrato lungo gli argini del Fiume Talvera e dell Isarco in questo periodo  (a dire il vero dall' anno scorso).

Sono centinaia le piante che crescevano lungo il greto del fiume che sono state abbattute in seguito al piano di sfoltimento degli argini per prevenire problemi di deflusso acque in caso di piena (così almeno è motivato l'intervento ufficialmente da parte della Provincia).

 

Sembra che sia una direttiva europea cui si deve ottemperare. Ok. Accettiamo che effettivamente vi sia questo problema tecnico di deflusso delle acque con conseguenti rischi per tutti noi in caso di piene eccezionali e giudichiamolo quindi un intervento "positivo". Quello che però vorrei evidenziare è il risvolto " negativo" della faccenda che è conseguenza implicita, non cosi evidente e che rappresenta il cosiddetto "rovescio della medaglia".

tagli_alberi_argine_dx_isarco_2010

 

Il risvolto "negativo" e´ che nessuno si accorga che avere centinaia di piante in meno nel cuore della città comporti un danno per tutta la popolazione (primariamente almeno quella dei fortunati che vivono nelle zone adiacenti il Talvera e e l'Isarco ma in generale per buona parte della città). Non mi pare che ci siano state prese di posizione da parte della cittadinanza contro questo intervento o che siano state chieste delle spiegazioni più precise o che sia  stato proposto un intervento compensatorio per tutte le piante che vengono abbattute.

 

In questa indifferenza si rivela  un problema di sensibilità e di cultura riguardo ciò che è importante per la qualità di vita delle persone e di tutti noi. Che cosa ci vuole per far rendere conto alla popolazione che avere meno piante in città non è un semplice fatto trascurabile che si possa prendere con leggerezza ma che ha delle conseguenze concretamente dannose per tutta la comunità? 

 

Ogni albero in meno significa avere una qualità dell' aria minore. Tagliando quegli alberi, che vengono presentati in questo caso come dei "pericoli", non stiamo solo eliminando dei "nemici" potenziali della nostra sicurezza. Stiamo anche contemporaneamente colpendo dei generosissimi "amici", leali e concreti, che operano tutti i giorni a nostro favore, per la nostra salute. Stiamo tagliando i principali produttori di ossigeno e i principali filtri di anidride carbonica e altri veleni dell´aria inquinata della città. Stiamo tagliando dei veri e propri "condizionatori d'aria" naturali che contribuiscono ad abbassare la temperatura media della città in estate e a renderla più vivibile. Stiamo tagliando dei ripari dal sole cocente estivo per tutti noi e per gli animali che vivono su quegli alberi. Stiamo tagliando dei rifugi per numerosi specie di uccelli e animali importanti per l'ecosistema urbano.taglio_argine_dx_isarco_2010

 

Mi chiedo tra l'altro quegli splendidi esemplari di airone cinerino che ultimamente ho visto lungo il greto del fiume come prenderanno questa opera di diradamento che toglie loro un riparo naturale. Ora ammettiamo che questo taglio sia davvero utile e necessario, anche se tecnicamente pare che vi siano dei dubbi circa la validità di tale intervento (che non discuto qui per ragioni di brevità).

 

 E´troppo però chiedere che il Comune o la Provincia faccia qualcosa per compensare l' abbattimento di tanti preziosi alleati per la nostra qualità di vita e che il taglio di così tante piante non rimanga senza una compensazione.... "arborea"?

 

Se gli alberi non possono essere così folti lungo i greti del fiume, che lo siano invece in altre zone delle passeggiate e della città ove possibile. Che alle centinaia di piante abbattute segua la piantumazione compensatoria di altrettante centinaia di piante o di più ancora. Magari, come già proposto altre volte, lungo le passeggiate in una zona lontana da quella di immediato pericolo per le piene del torrente.

 

 Penso ai prati del Talvera così appaganti  "esteticamente", così belli a vedersi ma così "artificiali" e così "spogli" per quanto sono privi di piante verdi e di vegetazione spontanea e di conseguenza così invivibili per buona parte dell' anno. Possibile che mentre in altri stati europei, soprattutto quelli nordici, nonostante la cementificazione massiva che ha dovuto subire il territorio, si sia seguita una pianificazione degli interventi in modo da tutelare il territorio e gli alberi, qui da noi non si ragioni mai di questi aspetti così importanti e si sia proceduto in genere ad una urbanizzazione selvaggia che cancella  ogni spazio di verde ritenendolo un "accessorio"?

 

Stefano Capadozzi

 

Gli alberi di via Resia n°28-29: l'appello di un cittadino

Salve mi appello al Dott.Spazzini responsabile
giungono voci di pressioni per tagliare degli alberi nella zona in oggetto ,piu' precisamente dalle parti dell'asilo si vuole ricordare che gli alberi in detta zona sono perfettamente sani ed  integri
inoltre il regolamento comunale voluto dal Dott.Spagnoli di cui all'Ordinanza Sindacale n. 107/107/67910 del 19.08.2008, Cita con precisione che per gli alberi con fusto di diametro superiore a cm 50
misurando la misura di 1,30 mt da terra ,e di altezza superiore ai mt.20 (con esclusione delle pomacee peri, meli, cotogni e delle drupacee peschi, albicocchi, susini, ciliegi) necessitano di un'autorizzazione nel caso sia ritenuta pericolosa o dannosa (il solo fatto che l'albero ombreggi il terrazzo o perda qualche foglia
non lo fa certo rientrare nelle casistiche descritte)
si rammenda che tale direttiva include gli alberi presenti sul territorio urbano sia pubblico che privato ,includendo i terreni di competenza Provinciale presenti sul territorio in quanto qualcuno rivendicava la competenza dell'amministrazione Provinciale in occasione dei tagli presso le scuole ITC
in via Cadorna,quindi per tale comportamento anche se retroattivo sembrerebbe equo irrorare la sanzione a carico della Provincia piu' eventuale rivalsa dei danni  sempre se essa non abbia inoltrato regolare richiesta alla giardineria Comunale e questa a seguito di sopraluogo abbia rilevato situazioni anomale citate.

Distinti Saluti
un cittadino

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