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TERRITORIO

E giù alberi! L' addio di Olmo

  Altri alberi vittime della sega a Bolzano . Senza parole non ci resta che pubblicare la foto del necrologio che qualcuno ha appeso necrologio_olmo( qui il testo ingrandito) sui tronchi di uno dei giganti  abbattutti e pubblicare nuovamente il suo addio giunto alcuni mesi fa alla nostra redazione.

Per non restare con le mani in mano vi invitiamo a  firmare la petizione del WWF di Bolzano che chiede l 'applicazione della legge nazionale del  29 gennaio 1992 n. 113 "Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica". Se la legge entrasse in vigore potremmo avere più alberi veri e meno "alberelli d'arredo" a purificare l 'aria della nostra città.

Per contattare il WWF di Bolzano scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Teresa Fortini

 

olmi_via_cagliari_bolzanoGentili cittadini di Bolzano,

visto il gran parlare intorno alla mia figura, pardon, al mio tronco, vorrei prendere la parola per porre fine alla diatriba "istituzioni paranoiche versus cittadini ambientalisti" e spargere un velo di pietà oppure come diciamo noi vegetali "uno strato di foglie" sulla questione: tagliare o non tagliare gli olmi di via Cagliari?

Vista la ingloriosa fine dei miei simili-non consanguinei di via Cadorna, piazza Vittoria, ponte Roma, maneggio ecc. metto in avanti i miei rami ed in pace i vostri cuori rivelandovi che tanto - molto tempo prima della discutibile decisione di porre fine alla mia decennale esistenza con l'ausilio di una sega - avevo già deciso "io di mio" di farla finita!

Basta con questa vita grama fatta di imbarazzanti pisciate di cane sui piedi, di iniezioni di sostanze sconosciute ma talmente irritanti che per ammazzare cimici quasi quasi mi stroncavano pure me, di aria malsana ed inquinata, di continui urti altezza stinchi dovuti ad automobilisti incapaci o distratti, di venire additato come probabile serial killer di ignari passanti perché ho dei rami che in determinate situazioni quali vento o neve e dopo insufficiente manutenzione potrebbero spezzarsi, di parolacce rivoltami da passanti distratti che inciampavano sulle irregolarità del terreno che le mie radici in cerca d'acqua provocavano e che chi di dovere non risanava.

La lista delle avversità che mi hanno portato alla non semplice decisione di farla finita sarebbe ancora lunga. Pur avendo una scorza dura il mio cuore legnoso è assai sensibile e la stoccata finale è giunta dalle istituzioni cittadine che dopo anni in cui ho assolto con dovizia il nobile compito affidatomi e cioè purificare l'aria attraverso la fotosintesi clorofilliana, donare ombra ad anime surriscaldate, rallegrare i cuori con il mio verde brillante nonché essere nido protettivo per varie specie animali ha deciso che ero diventato inutile se non pericoloso e perciò dovevo cadere vittima della loro volontà.

Ma come ogni animo nobile che si rispetti anch'io non perirò per via di decisioni bistrattate e discutibili ma uscirò di scena a modo mio, a chioma alta e senza piegarmi ad una segatura forzata.

Addio crudele mondo,

Olmo

Al Virgolo serve democrazia

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Comunicato stampa congiunto folgt in deutscher Sprache

 

Al Virgolo serve democrazia

 

Le associazioni che si battono per la tutela del Virgolo prendono posizione riguardo alle ultime notizie riguardanti il Virgolo, notizie che ci hanno sconcertato ma non sorpreso, visti gli enormi interessi che gravitano intorno alla collina del Virgolo, il quale, e non ci stanchiamo di ripeterlo, non solo è un patrimonio della città e dei suoi abitanti, ma è inoltre una zona di importante valore naturalistico, geologico, storico, archeologico e spirituale.

 

Nonostante la contrarietà di molti cittadini e nonostante varie associazioni abbiano presentato sia al sindaco Luigi Spagnolli, all'assessore all' urbanistica Chiara Pasquali che al presidente della provincia Luis Durnwalder una proposta di recupero come zona ricreativa di vicinanza, senza aver ricevuto al momento alcuna risposta, continuano a farsi insistenti le voci riguardo a decisioni urbanistiche definitive volte all' edificazione ed allo sfruttamento del Virgolo. Voci che vengono poi subito smentite, lasciando ai cittadini un estremo senso di disorientamento e sfiducia nelle istituzioni.

 

Siamo convinti che sia necessario impedire la realizzazione di progetti invasivi che minaccino le vere peculiarità del Virgolo che sono la tranquillità e l' integrità del territorio, particolarità che hanno anche portato allo sviluppo di una flora e di una fauna particolarmente ricche e da tutelare.

 

Ribadiamo la necessità di preservare la collina dalla cementificazione e dall'assalto turistico-commerciale. Temiamo infatti che il Virgolo cada vittima della visione che l'attuale giunta sembra avere della città di Bolzano: una visione non di una città vivibile e sostenibile ma di un'enorme azienda di soggiorno a cielo aperto, una città pensata non per i cittadini ma per gli interessi di alcuni commercianti, costruttori, politici e soprattutto turisti.

 

Il Virgolo deve diventare un luogo facilmente fruibile dalla cittadinanza, senza stimoli commerciali e rispettoso della natura. Gli edifici presenti devono essere, dove è possibile, risanati e recuperati nell'ottica della conservazione del patrimonio storico e artistico.

 

Mentre i nostri rappresentanti nei loro discorsi e programmi politici sventolano volentieri parole come "democrazia", "partecipazione" e parlano di "città CO2- neutrale" e di "futuro sostenibile" ci pare che i fatti vadano in tutt'altra direzione.

Sembra che i cittadini che hanno manifestato, passeggiato, informato, addirittura creato un progetto alternativo coinvolgendo diverse associazioni cittadine, coinvolgendo le istituzioni, le circoscrizioni, i partiti, non vengano minimamente considerati e che tutto l'impegno venga sacrificato in nome del commercio e di interessi non meglio specificati.

Si vuole immolare una zona verde, un polmone per la città a favore di un centro commerciale, un "mercatino di Natale tutto l'anno", che attirerebbe migliaia di turisti disinteressati alla nostra cultura, alla nostra storia e natura ma solamente interessati a accaparrarsi un animaletto di coccio "made in China".

Pretendiamo come cittadini e come rappresentanti di altri cittadini, che le decisioni riguardanti il Virgolo vengano condivise con tutta la cittadinanza, che si creino occasioni in cui le diverse parti interessate (amministrazione comunale, privati e cittadini) espongano le loro idee con chiarezza e trasparenza e soprattutto sia data a tutti la possibilità di comprendere quali saranno le conseguenze di queste scelte su una zona attualmente sotto tutela paesaggistica e degli insiemi.

Le associazioni :

Unser Virgl - Il nostro Virgolo

Ambiente e Salute -Umwelt und Gesundheit

Umweltgruppe Bozen - Gruppo Ambientalista

Dachverband für Natur- und Umweltschutz - Associazione protezionisti Alto Adige

Heimatpflegeverband Südtirol

Italia Nostra

WWF Bolzano

Meetup Bolzano

pressemitteilung_virgl_20.11.2009.pdf Bolzano, 20.11.2009

Facciamoci sentire!

 

Se l’azienda non avrà il suo parco dei divertimenti, strategico per la sua espansione, sarà costretta a lasciare Bolzano, con conseguenze pesanti
“…sono dei danni inimmaginabili, ma non solo economici riguardante l’irap o anche le tasse le tasse che pagano in provincia, ma anche tutti i posti di lavoro più di 200 verrebbero pian piano smessi da una parte e dall’altro. Sarebbe un danno di immagine impensabile…”

Wir sagen einfach, wenn ein Aushängeschild wie die Firma Thun…abziehen sollte, dann wäre das ein immensere Schaden für Südtirol, wir würden viele hunderte Arbeitsplätze verlieren, wir würden Steuereinnahmen verlieren, aber vor allem würden wir Image verlieren…wir sind dafür dass wir gemeinsam mit der Firma Thun eine Möglichkeit finden, dass sie sich hier ihr Projekt das sie im Kopf haben realisieren können



Due settimane fa - in merito ai progetti riguardanti il Virgolo, la Thun City ed un minacciato abbandono del territorio provinciale da parte della Thun - l’assessore all’artigianato, industria e commercio Thomas Widmann dichiarava:
“…sono dei danni inimmaginabili, ma non solo economici riguardante l’IRAP o anche le tasse le tasse che pagano in provincia, ma anche tutti i posti di lavoro più di 200 verrebbero pian piano smessi da una parte e dall’altro. Sarebbe un danno di immagine impensabile…”
Ieri il quotidiano Alto Adige ha confermato invece quello che noi cittadini, malgrado la difficoltà ad espugnare informazioni dal ghota comunale, già all’epoca dell’intervista all’assessore sapevamo cioè  che l’IRAP (l'Imposta regionale sulle attività produttive) sarebbe stata eliminata.
" La buona notizia per l’economia arriva da una norma da tempo annunciata e che finalmente è stata messa nero su bianco: dal prossimo primo gennaio la Provincia rinuncerà completamente al gettito Irap di sua competenza. Per le imprese (escluse banche e assicurazioni) questo significa un ulteriore risparmio dello 0,42% sull’aliquota." (Alto Adige 20 10 2009)
Una svista? Una dimenticanza? Oppure un semplice calcolo per provocare allarmismi ingiustificati?

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I gioielli del presidente

vecchia funiviaCrisi finanziaria, perdita del potere d’acquisto nonché di innumerevoli posti di lavoro, costi delle case alle stelle, mettiamoci anche l’onnipresente suina. I temi “caldi” in questo periodo sarebbero parecchi, perciò il titolo in prima pagina sull’Alto Adige di mercoledì 30 ottobre era:
“Durnwalder: pochi soldi per il sociale. Si a Thun sul Virgolo”.
Non fosse per la sua drammaticità – farebbe quasi ridere.
In una frase sintetizza il pensiero altoatesino che ultimamente sembra predominare sulla logica ed il buonsenso: i cittadini e i loro bisogni slittano in secondo piano rispetto ai bisogni delle lobby di costruttori ed imprenditori.
Altrimenti non si spiega perché non si trovino i soldi per costruire e fare funzionare asili nido  e strutture di assistenza in generale - per l’handicap e case di riposo comprese - quando invece si preventivano (pure in modo errato!) e si sprecano soldi pubblici per progetti faraonici come l’inceneritore (solo per citare l’ultimo esempio), le terme di Merano, il parcheggio dell’ospedale di Bolzano ed ora pure per il tanto temuto (da parte dei cittadini) e sognato (da parte delle solite lobby) Thuniversum sul Virgolo.

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Latemar

Beffardo appare questo manifesto apposto a valle degli impianti di risalita di Obereggen ove il tenace lavoro di erosione del bosco e di distruzione della natura prosegue anche oggi. Ai piedi del Latemar da Pampeago fino al passo Carezza, accanto a impianti di risalita sempre più moderni e veloci,  continuano a nascere nuovi e imponenti bacini idrici per l’innevamento artificiale, con una rete di distribuzione e di pompaggio sempre più capillare e energivora.

Beffardo appare questo manifesto a chi in questi giorni ha avuto occasione di recarsi sul Latemar  partendo (a piedi!) da Obereggen. Ci si imbatte nella costruzione di un “autostrada”  per collegare un piccola Malga (Laner).
Qualcuno ha scoperto che si può fare business anche con le piste di slittino e allora bisogna prepararsi per non perdere l’affare! Anni fa vi era una piccola e discreta strada forestale sterrata, con il tempo questa è stata asfaltata, poi è stato concesso il transito pubblico alle autovetture, ora improvvisamente la si sta allargando in alcuni punti fino a 10 metri (più del doppio!), è comparso un sistema di innevamento artificiale con annesso sistema di raccolta idrica e rete di pompaggio, un sistema di illuminazione e il pendio sul lato a monte è stato completamente “rasato” per decine di metri.
Uno scempio nello scempio che viene perpetrato nel silenzio generale in un bosco che ha già pagato un tributo sproporzionato al dio denaro.
Le foto possono, meglio di qualsiasi parola, descrivere quanto sta accadendo.

Alessandro Cosi

 

 

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