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AEROPORTO

Pressesendung Dachverband

 An die Presse  Es braucht nur drei kleinere Anpassungen

Landesregierung soll mit dem Flugplatzausbau noch warten 

Die Eile ist groß, mit der Landeshauptmann Dr. Alois Durnwalder aus Sicherheitsgründen „Umbau- und Anpassungsarbeiten“ am Flugplatz Bozen durchführen möchte. Der Dachverband für Natur- und Umweltschutz zeigt sich bei drei Aussagen des Landeshauptmannes besonders irritiert, da sie nach Informationen des Dachverbandes nicht zutreffend sind.

20061024flughafen

Inquinamento aereo

 Ecoplanet quotidiano tecnologico e scientifico

di: Alessio Mannucci

Una stima per difetto paragona l'inquinamento di ogni aereo a quello di 500 auto non catalizzate. L'aeroporto di Malpensa, ad esempio, equivale a 250-300.000 auto al giorno, quello di Linate a 150.000 auto.

In questi ultimi anni, i viaggi low cost hanno fatto lievitare drasticamente il traffico aereo e l'inquinamento correlato. Il traffico aereo è di gran lunga la fonte di emissioni di gas serra che cresce più in fretta; dunque, è tra le minacce più gravi al già disastrato ambiente globale, oltre che alle orecchie di chi abita vicino agli aeroporti, anch'essi sempre più numerosi.

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Allergiche a Malpensa

 Da http://www.zadig.it/news2001/amb/new-1210-1.htm

da Tempo Medico

INQUINAMENTO

Allergiche a Malpensa

Convivere con un aeroporto dietro casa comporta un aumento del rischio di allergie, di cefalee e di attacchi d’ansia. E se prendere sonno con un Boeing 767 che decolla a pochi metri sopra il proprio tetto è difficile, altrettanto arduo è capire le parole dei familiari, della maestra, della televisione e dell’interlocutore all’altro capo del telefono.

Di solito, quando un aeroporto di grandi dimensioni apre i battenti, il pensiero di chi vive intorno allo scalo corre subito al pericolo di incidenti o al rischio di attentati. Gli effetti del continuo sorvolo degli aerei e dei loro gas di scarico sono meno visibili, più subdoli e anche meno attraenti per le prime pagine dei giornali.

Eppure a Malpensa, il grande aeroporto Lombardo al centro di continue polemiche, qualcosa si è rotto.

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sondaggio svp

S'è cominciato così: sul sito dell' svp il popolo non si è espresso come doveva, allora s'è proseguito con i giovani studenti ( molti provenienti dalla germania) della libera università, ma anche le tazze bianche, almeno fino alle 22 dell' ultima sera( 23/12) non erano in maggioranza, allora adesso ci penserà il mediatore a convincerci?

SVP-UMFRAGE
vom 04.10.2006

"Zukunft Flughafen"

 

 

internationale Anbindung ausbauen20.2 %19/94
nur technische Sicherheitsanpassungen11.7 %11/94
Schließung, da zu teuer68.1 %64/94

 

contra_flughafen

 

Le scie chimiche sono degli aerei

La coltre delle scie gassose provocata dagli aerei, ben visibile nei cieli del Trentino, viene liquidata molto sommariamente come una leggenda metropolitana da parte di Mirco Elena (vedi l'Adige del 15 novembre). Sull'appariscente fenomeno, che allarma cittadini di varie zone del mondo non si hanno risposte nette. Sorprende perciò che persone di scienza siano inclini ad archiviare come un ridicolo siparietto da avanspettacolo un quadro empirico ben evidente.

Ciò che Mirco Elena tralascia di precisare è il dato oggettivo: da una decina d'anni il cielo non è più il cielo. Spesso, il blu limpido del mattino si trasforma in una velatura a forte striatura biancogrigiastra, col sole reso un po' opaco. Una semplice osservazione prolungata di ciò che avviene sopra le nostre teste consente di verificare che a determinare questa sgradevole evoluzione diurna sono in prevalenza le scie lasciate dai numerosi aerei che sorvolano questo fazzoletto d'Italia ad alta densità di traffico. Secondo alcuni osservatori, queste emissioni non si possono collegare al solo fenomeno della condensazione del vapore acqueo le cui scie si formano solo in condizioni precise (oltre gli 8 mila metri di quota, temperature molto basse, precise percentuali di umidità) e in genere si dissolvono in pochi minuti senza espandersi via via fino a coprire ampie porzioni di cielo. La visibilità del fenomeno e il conseguente susseguirsi di teorie esplicative, più o meno inverosimili o fantascientifiche, ha spinto la Nasa e anche altre agenzie statali americane a fornire spiegazioni parzialmente tranquillizzanti che collegano le scie alla normale attività aerea civile, a irrorazioni volanti in agricoltura o allo scarico di carburante da aviocisterne. Ma la giustificazione non ha fugato le perplessità. Al di là del fronte «cospirazionista», secondo cui nei cieli velati con sostanze chimiche si nascondano esperimenti militari sul controllo del clima o sull'interferenze nelle telecomunicazioni, abbiamo il ricercatore americano Mark Steadham che nell'inverno del 2000 analizzò in un arco di tre mesi i movimenti sopra Houston, in Texas, comparandoli con i dati sul traffico aereo commerciale disponibili sul servizio Web Flight Explorer: le scie emesse dagli aerei di linea scomparivano mediamente in 22 secondi, mentre le emissioni persistenti (fino a cinque ore) venivano da aviogetti non presenti nelle tabelle ufficiali.

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