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Il bravo ciclista è quello che striscia !

Ma i ciclisti sono veramente ingestibili? vigile_urbano_vignetta«Ingestibili no. Ma certo indisciplinati e purtroppo spesso anche maleducati». Perché succede? «Perché in sella, con la scusa che non inquinano, si sentono in grado di fare tutto quel che vogliono e di girare dove meglio credono senza guardare i cartelli. Purtroppo ci capita anche di trovare qualcuno che non si ferma al nostro stop se siamo a piedi e che per tutta risposta andandosene ci fa pure i gestacci». Insomma i ciclisti, per il vicecomandante, andrebbero bacchettati.

Questo un pezzo dell'  intervista al vicecomandante dei vigili urbani di Bolzano, Martin Schwienbacher .

Vergognoso.

Se usassimo lo stesso metro per gli automobilisti dovremmo dire che sono tutti potenziali assassini, visto quello che purtroppo succede sulle strade.

Grave che un funzionario pubblico si lasci andare a considerazioni di categoria e ad affermazioni generalizzanti.

Chieda scusa il comandante Schwienbacher a tutti i ciclisti e faccia il suo lavoro con giustizia ed onestà, lasci ad altri i proclami populisti, tanto di moda in questi giorni.

Certo ci chiediamo da dove derivi tanto fastidio e tanto accanimento verso la categoria più debole della viabilità, seconda solo ai pedoni, anch'essi ormai relegati a marciapiedi sempre più stretti e passaggi angusti.

Forse la frustrazione di riuscire raramente a cogliere in flagrante automobilisti al telefono ha portato a prendersela con un bersaglio più facile?

Le regole e il buon senso vanno rispettati da tutti e cafoni e maleducati esistono in tutti i gruppi di cittadini, compito dei vigili è far rispettare le regole, a tutti, e su questo non ci piove.

Detto ciò invitiamo il solerte comandante a fare un giro con noi in bicicletta, che sembra tanto odiare, capirà così le difficoltà, i rischi di chi usa questo mezzo.

Capirà soprattutto che la viabilità cittadina è stata costruita per l'automobile, che ci sono punti in città ( p.s. piazza Gries verso l'Ospedale ) dove il ciclista è costretto, per istinto di sopravvivenza a trovare alternative diverse.

Certo possiamo anche pensare, caro comandante, che una città senza bici sia più comoda da vigilare, esistono già città senza bici, una fra tutte la capitale Roma, non certo un segno di civiltà e di buona viabilità.

Quando si insulta una categoria di cittadini, si dovrebbe anche mostrare il coraggio di guardare anche più in alto e valutare i comportamenti di se stessi e dei propri superiori.

sbarra_via_della_vignaNon posso non chiudere queste mie considerazioni, pensando che una strada comoda e sicura, utilizzata dai cittadini per andare al lavoro, è chiusa da mesi e si costringono i lavoratori a strisciare quotidianamente a terra solo per l'egoismo di qualche concittadino e per l'incapacità del sindaco e dell'amministrazione di risolvere il problema.

Invitiamo amministratori a rivedere la viabilità cittadina partendo dai pedoni e dalle biciclette e invitiamo i cittadini a segnalarci dove sussistono difficolta  con le ciclabili e a suggerire  percorsi alternativi dove prevedere modifiche per circolare meglio con le biciclette.

Scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Claudio Vedovelli

 

 

Foto da multa. Ma tanto romantica...!!! bicicletta_in_due

Pedalare sanzionati

Strano paese il nostro. Strana l'Italia ma ancor più strano l'Alto Adige.

Dove per far entrare in vigore la legge sui limiti del tasso etilico consentito alla guida si era scatenata una bufera politica con tanto di protesta gallica da parte della destra tedesca. Sembrava che il Sudtirolese assettato venisse depredato della sua libertà personale perché non poteva più guidare ubriaco e giocare a bowling con i passanti che gli capitavano a tiro.

E che ne sarà dell'economia locale? Come potranno sopravvivere baristi, birrai e dispensatori di momenti di ebbrezza etilica vari?

Insorge la destra, si altera la sinistra, alla fine della fiera non si sa come sia andata a finire -comunque di ubriachi al volante paiono essercene ancora troppi, visti i numeri di vittime di incidenti nonché di cirrosi epatiche circolanti.

Una soluzione c'era: se avevi la sacrosanta voglia di uscire la sera a cena, per un aperitivo, per due chiacchiere accompagnate da un bicchiere prendevi la tua bicicletta e te ne tornavi a casa pedalando in allegria, senza costituire un grande pericolo per nessuno, tranne che per te stesso in caso di caduta accidentale.

Ora non più. Ora in quattr'e quattr'otto è stata applicata (senza sconti ne rodaggio) la legge che sanziona i ciclisti come i più sanguinari degli automobilisti:

Pedali con l'orecchio incollato al telefonino? Ti tolgo 5 punti dalla patente e già che ci sono 130 euro dalla tasca. La stessa sanzione amministrativa prevista in caso di mancata precedenza allo stop oppure se in centro città invece dei 40 km/h sfreccio ad 80 km/h.

Se pedalassi sul marciapiede (non si fa!) oppure contromano rischierei 38 euro di multa, come se sulla mebo cambiassi improvvisamente direzione di marcia oppure corsia.

Se poi passassi con il rosso (cosa che un ciclista difficilmente osa fare ad un incrocio trafficato) mi verrebbero decurtati ben 6 punti dalla patente e 150 euro dal conto corrente. Se lo fa l'automobilista paga la stessa somma in soldi, in vite umane non so.

Non so, non capisco. Mi pare giusto che tutti rispettino il codice stradale, ma queste sanzioni mi paiono esagerate.

Non che Bolzano sia il paradiso dei ciclisti! Tra ciclabili che finiscono nel nulla (vedi via Maso della Pieve per citarne una), ciclabili incastrate tra parcheggi e marciapiedi (via Roma per dirne una) e ciclabili che attraversano la strada in punti poco visibili, la vita dei ciclisti incalliti era già di per se dura, ora con queste sanzioni esagerate farà passare la voglia di pedalare anche ai più tenaci cicloamatori.

Ma forse è proprio questo che si voleva ottenere: meno ciclisti = più auto circolanti = più parcheggi da costruire = più zone verdi ed alberi da eliminare...(e si finisce sempre li!)

Verena Segato

Commenti   

 
0 #3 Franca 2009-08-24 09:01
Sacrosanto!!!
E l'egoismo di chi abita in via delle Vigna grida vendetta al cielo.
Io abito a Gries e per recarmi all'ospedale o faccio il giro da via Druso, allungando di molto il percorso o sono costretta a "strisciare". Ma che fastidio danno le bici?!?
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0 #2 Charlotte 2009-08-18 05:47
Auch die Drususallee gehört zu den Strassen von Bozen, wo es einen Radlweg gibt - und
auch nicht. Manchmal,für einige Meter, darf ich auf einer Strassenseite in beide
Fahrtrichtungen radeln - manchmal, nach einigen Metern, nicht mehr. Die Radlpiste
existiert- und dann wieder nicht. Ich Radfahrer darf somit- je nachdem- die Drususalleee
im Zikzack befahren, ich darf über die Autofahrbahn hin und her radeln- und dies gratis,
ohne dass ich einen Schluck Alkohol getrunken haben muss. Und dann, auf einmal, ist die
ganze Radlpiste verschwunden - oder habe ich doch getrunken gehabt???!
Komplimente für Euren Einsatz für uns "undisziplinier te" Radfahrer und für die Freigabe des Weingartenweges !
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0 #1 Sergio Ronchetti 2009-08-18 01:58
Egregio Dottor Vedovelli, caro Claudio
mi permetto di continuare a darti del Tu nonostante questa corrispondenza" semi ufficiale". Ho letto la Tua lettera in cui hai preso posizione nei confronti di quanto affermato dal vice com.te Schwienbacher in merito a NOI ciclisti ( rivendico con orgoglio la mia appartenenza alla categoria). Ebbene, permettimi di dire che mi sembra Tu abbia esasperato quanto é stato detto dal mio collega: parlare nella Tua nota di "fastidio e accanimento", di "considerazioni di categoria", di " frustrazione di riuscire raramente a cogliere in flagrante automobilisti al telefono...", di "vergogna", ebbene, mi sembra davvero eccessivo.
Quanto affermato dal capitano Schwienbacher voleva essere solo frutto di un analisi che, devo purtroppo riconoscerlo, trova fondamento nella realtà. Lungi da tutti noi la volontà di generalizzare ( il che costituirebbe un errore imperdonabile) va comunque detto che spesso il rapporto dei ciclisti con le regole è difficile. E per noi che istituzionalmen te quelle regole dobbiamo farle rispettare vi sono oggettive difficoltà: ti assicuro che è vero che spesso il "ciclista medio" è solito fornire come giustificazione in merito alle proprie mancanze il fatto che in fondo "il mio mezzo non inquina, andate a guardare gli automobilisti.. ."; è purtroppo vero anche che spesso, pur a fronte di un invito ( ho scritto invito, non multa) ci mandino a quel famoso paese ( e lo dico eufemisticament e). E sì che nei confronti dei ciclisti abbiamo usato, e continuiamo a farlo, tanta prevenzione: sapessi, a monte delle multe per la mancanza al buio delle luci ( bada, ho scritto mancanza, non dimenticanza), quante centinaia di inviti verbali (e bonari !) vi sono a regolarizzarsi, con autentiche campagne stagionali.
Dunque va onestamente riconosciuto, caro Claudio, che una certa parte dei nostri colleghi ciclisti ha una concezione molto- diciamo così- personalizzata delle regole. Non tutti, certo, ma neanche pochissimi. Per amor di verità va anche aggiunto che su dieci ciclisti si notano di più i tre ( tanto per fare numeri) che se ne strafregano delle norme, che vanno sui marciapiedi - sapessi quante proteste di concittadini al riguardo! -, che circolano contromano, che fanno lo slalom trai pedoni in via Museo all'ora di punta piuttosto che gli altri sette che invece rispettano questo tanto bistrattato Codice della Strada che qualche ragione di esistere ce l'avrà pure. E te lo dico dal mio osservatorio privilegiato perchè posso parlarne non solo da comandante della Polizia Municipale ma da ciclista, che tutti i giorni per 4 volte percorre l'itinerario da casa al lavoro sulle nostre strade e ciclabili, e che comunque per muoversi in città usa praticamente solo le due ruote. Lasciami infine aggiungere che molto probabilmente questi ciclisti indisciplinati si trasformano poi in altri momenti della giornata in scooteristi o automobilisti indisciplinati. Ed anche lì cerchiamo di combattere i loro comportamenti, non dubitarne...
Concludendo: nessun accanimento contro i ciclisti, ma la consapevolezza che i comportamenti di alcuni di essi vadano contrastati. Lo esige il Codice ( e cerchiamo di applicarlo cum grano salis, Te lo assicuro ), lo impone la volontà di assicurare maggiore sicurezza e soprattutto ce lo chiedono i nostri concittadini, ad iniziare da quelli più deboli, come gli anziani che hanno diritto a camminare tranquillamente sui marciapiedi, o come i piccoli che muovono i loro primi "passi" di pedale sulle ciclabili e si vedono sfiorati da velocisti che sfiorano i 40 km /h, e -perchè no- anche gli automobilisti che hanno il diritto di circolare senza rischiare di investire un ciclista transitante in senso vietato.
Per quanto invece riguarda il discorso delle ciclabili, ebbene, sicuramente vi saranno degli interventi migliorativi da adottare, ma non scordiamoci quanto è stato posto in essere. Il che, Te lo assicuro, è motivo di vivo apprezzamento da parte di molte amministrazioni e di un sempre maggior numero di turisti che se ne avvalgono e che additano Bolzano quale modello di città ciclabile.
Un cordiale saluto
Sergio Ronchetti
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